Recensione Koihime Enbu

Tratto da una serie di visual novel erotiche, Koihime Enbu è un picchiaduro di carattere, diretto ed immediato, che giunge però nelle librerie di Steam ad un prezzo troppo elevato rispetto all’offerta contenutistica.

Versione analizzata: PC
recensione Koihime Enbu
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

La cosiddetta "epoca dei Tre Regni" è un periodo scritto a caratteri cubitali nella storia della Cina Imperiale. Le vicende delle dinastie Wei, Shu e Wu hanno ispirato non solo la mastodontica opera "Il romanzo dei tre regni" di Luo Guanzhong (uno dei capisaldi della narrativa cinese), ma anche l'epico kolossal "Red Cliff - La battaglia dei tre regni", per la regia di John Woo (nel caso ve lo foste perso, recuperatelo in versione integrale). Oltre alla letteratura e al cinema, anche il medium videoludico ha proposto una sua personalissima versione degli eventi avvenuti dopo la caduta della dinastia Han: e lo ha fatto con Koihime muso, una serie di visual novel, sviluppata nel 2007 dallo studio BaseSon, che rilegge i suddetti accadimenti storici in chiave erotica. Le fazioni in guerra sono state sostituite da procaci signorine dedite all'arte della strategia militare, che non disdegnano, tra una battaglia e l'altra, qualche innocuo ristoro sessuale. Il buon successo della saga ha portato anche allo sviluppo di un manga e di un anime omonimi, e persino di un picchiaduro in due dimensioni, Koihime Enbu. Questo fighting game, realizzato dal i team UNKNOWN GAMES, ha per protagoniste le stesse avvenenti donzellette della visual novel ed è già stato rilasciato in esclusiva per il mercato asiatico su Ps3 e Ps4. Il titolo giunge ora in occidente su PC soltanto grazie a Steam, a conferma (qualora ce ne fosse ancora bisogno) dell'ottima politica di distribuzione dello store di Valve, che spalanca sempre di più le proprie porte ai prodotti ludici che prima erano appannaggio unicamente dei territori del Sol Levante.

ALL'OMBRA DELLE FANCIULLE IN FIORE

Che Koihime Enbu sia tratto da una visual novel lo si intuisce dall'attenzione riposta nei dialoghi della modalità Scenario, che campeggia nel menù principale. In essa, in sostanza, seguiremo un semplicissimo canovaccio narrativo per ognuno dei 13 personaggi giocabili: nessuna storyline è particolarmente elaborata né avvincente, ma mantiene comunque un sempreverde tono di leggerezza scanzonata che incornicia un insieme di dieci scontri all'insegna del totale disimpegno. Gli scambi di battute tra uno stage e l'altro sono scritti più che altro per delineare la personalità delle combattenti e renderle così immediatamente riconoscibili nei loro tratti caratteriali non solo per gli appassionati della serie, ma anche per i neofiti, i quali non tarderanno a comprendere le dinamiche di potere e il ruolo di ogni protagonista all'interno di questa rivisitazione dell'epoca dei Tre Regni. È ovvio che gran parte delle relazioni tra i personaggi, dei riferimenti e delle citazioni sarà comprensibile soprattutto da chi ha già apprezzato la visual novel. Quel che invece i fan non ritroveranno in Koihime Enbu è il sottotono erotico che ha da sempre caratterizzato la produzione: le scene di sesso sono state completamente eliminate, ed è rimasto soltanto qualche lievissimo ammiccamento saffico nelle storie di alcune eroine, che però non va mai oltre il cenno appena allusivo, e che si limita a strizzare l'occhio agli affezionati della saga canonica o a stuzzicare i desideri dei novizi, i quali, magari, sono così stimolati a recuperare i vecchi capitoli della serie pur di soddisfare la loro curiosità "ecchi". L'assenza di esplicito erotismo, in verità, non può che giovare alla dignità di Koihime Enbu, che non sfrutta banali escamotage sessuali per riuscire a farsi strada nel mondo dei picchiaduro bidimensionali. Non ci troviamo certo davanti ad un fighting game particolarmente tecnico, tuttavia il titolo UNKNOWN GAMES offre un'immediatezza e una freschezza da non sottovalutare, che non degenera mai nella totale mancanza di profondità. Il sistema di combattimento s'ispira ai classici coin-op del genere, con tre tasti adibiti all'attacco e uno alle prese: è consigliato a chiare lettere l'uso di un arcade stick per maneggiare al meglio le lottatrici, ma anche un qualsiasi pad compatibile risulterà sempre più comodo dell'accoppiata mouse/tastiera. Estremamente intuitivo e immediato, Koihime Enbu sembra il paradiso per qualunque giocatore si trovi alle prime armi con i picchiaduro, e preferisca svezzarsi con un titolo non molto difficile da padroneggiare. Da un lato, l'effettiva semplicità del gameplay permette di sbizzarrirsi in mezze lune e piroette acrobatiche senza troppa ansia da prestazione, dall'altro però alcune combo sono decisamente più complesse da gestire e concatenare, regalando, a chi desidera impegnarsi sufficientemente, un susseguirsi di scontri davvero spettacolari. In Koihime Enbu, quindi, anche i giocatori più esperti dovranno darsi da fare per riuscire a soddisfare le esigenti richieste di alcune mosse speciali, tanto letali quanto coreografiche. La leggibilità dei frame d'attacco e difesa è del resto semplicemente perfetta, e permette un uso oculato e preciso delle contromosse, in grado di spezzare le combo avversarie, se usate col giusto tempismo. Ogni lottatrice che compone il roster presenta poi caratteristiche peculiari (non soltanto estetiche) e un proprio stile di lotta.

La differenziazione delle guerriere è dunque notevole, e il bilanciamento non viene intaccato in modo significativo, mantenendosi su livelli piuttosto equilibrati, se si esclude forse una leggera propensione ad avvantaggiare quei personaggi che dispongono di un maggior numero di attacchi a distanza. Dopo una serie di colpi subiti o messi a segno ricaricheremo una speciale barra posta nel margine basso dello schermo che ci darà l'opportunità di attivare l'attacco del nostro partner di supporto, selezionabile all'inizio di ogni scontro: si tratta però solo di semplici (e neanche troppo dannose) mosse extra, mai davvero rilevanti per l'andamento del match. Queste ingenue semplificazioni al combat system mettono in luce la natura "user friendly" di Koihime Enbu, che non è capace di fornire una sfida significativa nemmeno ai livelli più elevati di difficoltà. La CPU non impegnerà fino in fondo le abilità dei players più smaliziati in nessuna circostanza, e ne consegue il poco stimolo a perfezionare le proprie capacità pad alla mano: senza un valido incentivo per apprendere le tecniche più avanzate e complicate da inanellare, il gioco perde inevitabilmente gran parte del suo appeal. C'è, in aggiunta, una strana tendenza da parte della IA a venire sopraffatta quasi sempre dalle medesime strategie, il che finisce per banalizzare un po' troppo il sistema di combattimento. In sostituzione della CPU potrete sempre organizzare incontri con altri giocatori: tuttavia, a meno che non disponiate di amici che possano sedersi con voi sul divano, non sperate di poter affrontare avversari sparsi per il globo nella modalità online, al momento in uno stato disastroso. Le lobby, nonostante il gioco sia uscito da un po' di tempo e la community su Steam sia abbastanza numerosa, appaiono del tutto deserte, e pertanto le attese del matchmaking rubano al nostro tempo anche decine e decine di minuti. E anche se riusciste per miracolo a trovare un giocatore contro cui battervi, un lag terrificante renderà ogni singolo round una vera tortura. Una simile mancanza indebolisce notevolmente l'offerta complessiva: oltre alla modalità Scenario, sono infatti presenti soltanto un classico Arcade (in cui è possibile selezionare i vari parametri degli scontri, tra cui il numero di round, la difficoltà e il partner di supporto) e un semplice Versus. L'aggiunta di qualche collezionabile, come alcuni bozzetti o le OST delle singole lottatrici, non basta poi a rimpinguare una sostanza ludica decisamente misera, soprattutto in rapporto alla cifra (circa 37 euro) a cui il titolo è venduto nello store di Valve.

Probabilmente Koihime Enbu avrebbe maggior fortuna, se fosse acquistabile ad un prezzo più consono alle sue ambizioni: nel caso in cui il comparto online si popolasse anche solo un po', questo frenetico picchiaduro otterrebbe allora le attenzioni e il successo che, nel suo piccolo, si merita. Koihime Enbu, in fondo, ci ha riservato non poche sorprese: su tutte, un corredo visivo adorabile, con disegni splendidi da ammirare, e con animazioni fluide ed eleganti. Anche gli scenari, rigorosamente realizzati a mano, mantengono elevata la qualità grafica, peccando soltanto per un'eccessiva staticità degli elementi dello sfondo, che non tengono testa al dinamismo degli scontri in primo piano, in un tripudio di colori, scintille e immancabili petali di ciliegio. L'immaginario erotico orientale, inoltre, esplode fragoroso nel design delle donzelle, che riassume quasi tutto lo scibile dei vari fenotipi femminili: dalle agilissime maggiorate fino alle ragazze un po' lascive dai teneri tratti "chibi". Insomma, una delizia per gli occhi, proprio come la visual novel da cui è tratto: solo che in questo caso, oltre che guardare, si può (e si deve) anche toccare con mano.

Koihime Enbu Koihime Enbu è un picchiaduro di carattere, bellissimo da vedere e abbastanza piacevole da giocare, rivolto in particolar modo agli estimatori della visual novel, ma pienamente godibile anche da quei giocatori che si avvicinano alla saga per la prima volta. Il titolo è però minato purtroppo da una certa anemia contenutistica, da un prezzo di vendita inappropriato e da una IA che non offre un livello di sfida sufficientemente valido. Sebbene il tecnicismo, quello puro, rimanga ancora un miraggio, l’opera UNKNOWN GAMES potrebbe rivelarsi tutto sommato un gradevolissimo diversivo nelle mani di chi cerca un fighting game diretto e immediato, con cui iniziare ad approcciarsi al genere o col quale allenare i propri polsi e il proprio arcade stick nell’attesa di un prodotto più tattico e competitivo.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: Intel core i7, 2.80 GHz
  • RAM: 8 GB
  • GPU: GTX 760
6.9

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