Recensione Kung Fu Rider

Dove Move da il peggio di se

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Kung Fu Rider
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con l’uscita di Playstation Move prevista proprio per la giornata di oggi gli sviluppatori potranno cominciare (in realtà lo hanno già fatto) a sbizzarrirsi nella creazione di giochi sempre più stravaganti, che sfruttino nelle maniere più disparate le potenzialità del nuovo motion controller.
Parlando di stravaganza non possiamo certo non nominare Kung Fu Rider, titolo prodotto da Japan Studio che sta per fare il suo debutto nei negozi europei.
Recentemente, assieme al bundle stampa di Move, abbiamo ricevuto anche questo codice completo, di cui di seguito vi proponiamo la disanima.

Office Kung Fu

I protagonisti di Kung Fu Rider sono Tobio -impacciato capufficio- e Karin, la sua sexy segretaria dal quoziente d’intelligenza sottosviluppato, colpevole, vista la sua ingenuità, di aver invischiato se stessa ed il suo datore di lavoro in guai piuttosto seri nientemeno che con la malavita di Hong Kong.
Una situazione da sitcom che verrà purtroppo abbandonata una volta lasciata la schermata principale, nella quale si svolgeranno geniali siparietti tra i due protagonisti.
Il corso dell’avventura, infatti, non prevede alcuno sviluppo di queste vicende, così come non prevede alcun’altra interazione tra i due personaggi principali e tantomeno con personaggi secondari o con la malavita stessa.
L’offerta ludica è limitata ad una serie di livelli (poco oltre la decina) nei quali saremo chiamati, a bordo di una sedia d’ufficio, a percorrere un tracciato delineato attraverso le pittoresche strade di Hong Kong, nel tentativo di raccogliere più denaro possibile prima di raggiungere il furgone che, di volta in volta, ci porterà in salvo.
Bisognerà, tuttavia, fare attenzione agli ostacoli presenti (auto parcheggiate, cartelli stradali...) e agli attacchi sempre più coriacei dei malavitosi; i nostri eroi resisteranno soltanto ad un certo numero danni: quando la foto posta in alto a sinistra dello schermo diverrà completamente grigia sarà Game Over.
Alla fine di ciascuno schema, a seconda di come ci saremo comportati, ci verrà attribuito un punteggio ed un ranking, confrontabili con i risultati ottenuti online dai nostri amici e dai giocatori di tutto il mondo.
Per completare ciascuno schema avremo a disposizione meccaniche di gioco che configurano Kung Fu Rider come uno strambo mix tra uno skating game ed un picchiaduro a scorrimento.
Una volta iniziata la corsa saremo in grado di girare spostando Move verso sinistra o destra, accelerare portandolo dall’alto verso il basso, frenare portandolo verso di noi e saltare effettuando un rapido movimento verso l’alto; ognuna di queste azioni terrà conto della violenza con cui verrà eseguita per determinarne la reazione a schermo.
Iniziano, sin dal principio, i primi problemi nella rilevazione del movimento: spesso, infatti, nel tentativo di velocizzare la manovra, il nostro movimento verrà interpretato come un salto, rischiando di rovinare l’intera corsa.
Le meccaniche di gioco diventano più complesse quando alla semplice corsa si unisce la necessità di schivare ostacoli e mettere KO i nemici.
S’inseriscono, in questo caso, tutta una serie di opzioni legate ai tasti del Move che fungeranno da modificatori: premendo “T”, ad esempio, potremo piegarci all’indietro per evitare le bastonate dei nemici o passare sotto alcuni ostacoli; “QUADRATO” e “TRIANGOLO” serviranno invece per effettuare delle divertenti mosse di Kung Fu, rigorosamente da direzionare verso il malcapitato; infine, premendo “X” una volta in aria potremo agganciare un passamano o una ringhiera per cimentarci in un grind.
Ancora una volta funziona tutto in maniera oltremodo approssimativa e ciascun colpo rischierà, puntando Move per direzionarlo, di far girare in questa o quella direzione il nostro avatar a schermo.
Con un sistema di controlli così scomodo e poco funzionale sarà dunque molto difficile seguire le tracce a mò di Super G (porte colorate in vari punti della strada) che porteranno a riempire una speciale barra energetica svuotando la quale (con affondo del Motion Controller verso lo schermo) potremo contare su un temporaneo turbo boost, utile per effettuare salti più alti o sfondare prepotentemente alcuni ostacoli.
Il peggio, però, deve ancora palesarsi: se nei primi due o tre livelli l’azione a schermo potrà anche risultare divertente ci accorgeremo ben presto che a variare la situazione non vi sarà nulla se non una timida caratterizzazione dei personaggi (lui sempre impacciato e lei sempre incline al fan service) e la possibilità di scambiare la sedia da ufficio con altri mezzi di trasporto fatiscenti (un girello, un carrello della spesa...).
L’offerta ludica è dunque tutta qui: nessun risvolto per le “vicende”, nessuna evoluzione del gameplay, pochissime differenze -perlopiù estetiche- tra i due personaggi ed una serie di livelli quasi tutti uguali da percorrere evitando nemici sempre più agguerriti.

Nemmeno dal punto di vista grafico c’è molto da dire: la modellazione poligonale è mediocre ma accettabile e gli scenari -limitatissimi- offrono qualche scorcio visivo piacevole ed una buona interazione ambientale.
Il tutto condito dallo stesso motore fisico visto in Pain!, che garantisce, almeno negli scontri e nelle cadute, una soddisfacente dose di realismo e spettacolarità.
Calma piatta anche per quanto concerne il comparto sonoro, che si limita ad offrire qualche stacchetto orientaleggiante che ricorda vagamente lo storico stage di Chun Li in Super Street Fighter 2 Turbo.
Buono invece il doppiaggio, per quanto nel corso dell’intera “avventura” i protagonisti parlino per un totale di 30-40 secondi.

Kung Fu Rider Tra i titoli disponibili per Move Kung Fu Rider è sicuramente il meno consigliato, sia per dare prova delle capacità del motion controller di Sony (che sfrutta nel peggiore dei modi), sia per ritagliarsi qualche ora di sano divertimento. Il titolo intrattiene il giocatore per un massimo di mezz’ora, proponendo, in seguito, una struttura ripetitiva, noiosa e, a causa di un sistema di controllo inutilmente complesso, abbastanza frustante. Alla luce di tutto ciò è francamente inconcepibile come una produzione del genere si trovi sugli scaffali dei negozi a 39,99€ piuttosto che sul Playstation Store a meno della metà.

4

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