Recensione La torre delle Ombre

Recensito l'inedito action platform di Hudson

Versione analizzata: Nintendo Wii
recensione La torre delle Ombre
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Molti ricorderanno la prima presentazione de La Torre delle Ombre, corrispettivo italiano dell’originale A Shadow’s Tale: gli screenshot rilasciati da Hudson un paio di anni fa spinsero a pensare ad un omaggio al primo capolavoro della trilogia di Ueda, quell’ICO rimasto nel cuore e nella mente di tantissimi appassionati.
L’ambientazione de La Torre delle Ombre è infatti simile a quella offerta anche da Shadow of the Colossus: un mondo onirico ed ancestrale nel quale accadono avvenimenti particolari e insoliti e un solitario eroe deve affrontare numerose sfide per arrivare alla destinazione del suo viaggio, tanto fisico quando spirituale ed interiore.
In questo caso, però, invece di muoversi sulla nuda terra avremo l’opportunità di arrampicarci sulla torre che fornisce il titolo al gioco, in una forma del tutto particolare: impersoneremo infatti un’ombra che tenterà di riappropriarsi del suo corpo fisico.
Il viaggio inizierà quindi dalla base per concludersi, forse, alla sommità.

Un corpo insolito

Il breve filmato introduttivo mostra l’antefatto della vicenda: una figura è tenuta in uno stato di incoscienza su una delle piattaforme dei piani superiori della torre. Improvvisamente un oscuro guardiano estrae una spada di foggia decisamente insolita e con un rapido fendente distacca l’ombra dal corpo del ragazzo, afferrandola e lanciandola nel vuoto in caduta libera.
Il ragazzo crolla al suolo mentre la sua ombra, ormai autonoma, precipita per decine e decine di metri fino al terreno sottostante.
L’ombra sarà quindi la vera protagonista della storia e, con l’aiuto di una fatina conosciuta al risveglio e che rappresenta il puntatore del Wiimote, tenterà di tornare in cima alla torre per potersi ricongiungere con il corpo fisico che l’ha generata.
La struttura di base de La Torre delle Ombre è quindi quella di un action platform con una buona dose di enigmi creati grazie alla particolarità alla base del progetto: l’ombra non è in grado di muoversi nel mondo fisico, correndo quindi su scale, marciapiedi e piattaforme, ma solo nel suo ambiente naturale: altre ombre.
La conformazione dei livelli è quindi duplice: in primo piano sono presenti delle strutture, quelle che normalmente formano gli stage di un platform comune, che grazie al sole proiettano delle ombre sullo sfondo. Proprio su queste ombre potremo correre, saltare e muoverci liberamente, con il vantaggio di poter cadere da altezze di molto superiori alla norma senza riportare danni.

My Sweet Shadow

Il concept del gioco, come confermato dal producer Osamu Tsuchihashi, nasce da un tipico gioco nipponico simile al nostrano “nascondino” nel quale le ombre vengono sfruttate sia per colpire l’avversario che per mettersi al sicuro.
Questo dualismo si ritrova perfettamente anche ne La Torre delle Ombre: il protagonista utilizza le zone d’ombra per muoversi, cercando quindi di sfruttarne una sequenza continua in modo da attraversare i livelli.
Per farlo si dovrà quindi manipolare dei meccanismi, in modo da spostare alcune parti mobili dello scenario per proiettare le ombre in modi differenti. In questo frangente il gioco prende molta ispirazione da uno dei titoli più interessanti per WiiWare, quel Nyx Quest che da ha saputo sfruttare così bene le potenzialità dei controlli del Wii.
Per quanto riguarda gli scontri avremo a che fare con numerosi avversari, sempre sotto forma di ombre, che passano da aracnidi di svariati tipi, per arrivare ad esseri volanti di forma particolarmente strana, fino ad una gigantesca ombra formata dai corpi di tutti quelli che hanno tentato la risalita della torre, fallendo miseramente.
La parte di combattimento è decisamente semplificata, con un solo tasto per attaccare con una delle armi da taglio che si troveranno proseguendo nei vari piani della torre, e l’opportunità di concatenare gli affondi fino ad una triplice combo. Non è previsto alcun tasto deputato alla parata e l’unico modo per evitare gli attacchi nemici risiete nell’indietreggiare al momento giusto.

Meccanismi diabolici

Gran parte del fascino del gioco è fornito dall’ambientazione: i piani sono raccolti in gruppi che rappresentano un settore differente della torre. Si va dalla zona residenziale, in cui sono presenti numerose villette costeggiate da strade lungo le quali sono state abbandonate biciclette ormai arrugginite.
Si arriva quindi ad un’area industriale in cui dominano macchinari che ancora si muovono senza alcuna supervisione umana, spesso dotati di lame e altre parti in movimento decisamente pericolose.
L’esplorazione è un aspetto fondamentale poiché per riuscire a passare al piano successivo è necessario superare una barriera di fumo che ostruirà progressivamente i passaggi. Per far ciò è necessario trovare tre simboli a forma di occhio disseminati in ogni livello, spesso nascosti nello scenario o difficili da raggiungere senza pianificare con calma una strategia.
Collateralmente è possibile sbloccare dei ricordi, piccoli brani narrati in prima persona dall’ombra che hanno lo scopo di introdurre maggiormente nella trama il giocatore.
Il contenuto dei ricordi è spesso straziante e cerca di fornire il punto di vista di chi si rende conto che deve per forza combattere anche perché, in fondo, non ha più nulla da perdere.
L’attraversamento dei livelli è quindi legato strettamente alla risoluzione di enigmi ambientali, basati sull’interpretazione della struttura degli stage, mutabile nei punti in cui è previsto il movimento di un’eventuale sorgente di luce, spesso rappresentata da una lampadina appesa al soffitto o montata su una struttura mobile che può scorrere su binari orizzontali o verticali.
Il gameplay offre quindi un mix riuscito che trova nei combattimenti la vera nota dolente: numerosi, troppo semplicistici e ripetuti fino alla noia.
Una maggior concentrazione sullo sfruttamento della meccanica dinamica di luce ed ombra avrebbe aumentato il numero di enigmi disponibili dei livelli, vero tocco di genialità dell’intera produzione.

La tecnica non è tutto

Dal punto di vista prettamente cosmetico La Torre delle Ombre offre alti e bassi in quanto gli ambienti sono renderizzati in modo altalenante: ottima la resa nelle aree esterne, con vegetazione e costruzioni molto ispirate, meno curate le aree al chiuso che soffrono invece per una palette molto scura che mette in risalto il ridotto uso di poligoni.
Il vero problema, però, risiede nel fulcro del gioco: le ombre soffrono di un pesante aliasing che si fa sentire nella quasi totalità dei livelli e soprattutto nelle aree in cui sono mobili, frutto quindi dello spostamento delle sorgenti di luce.
Di conseguenza anche il protagonista, essendo egli stesso un’ombra, subisce la mancanza di un filtro per migliorare la resa e le animazioni, indubbiamente ben fatte e fluide, perdono di fascino.
Quello che conta, comunque, è la resa finale e da questo punto di vista La Torre delle Ombre offre un mondo interessante e coeso, anche se non troppo appariscente.
Il comparto audio, invece, verte verso il minimalismo, con musiche di accompagnamento mai invasive che fungono da sottofondo morbido all’azione.

A Shadow's Tale La torre delle ombre è l’ennesimo buon titolo per Wii che, spiace dirlo, non giocherà quasi nessuno. Stilisticamente molto interessante, con meccaniche ottime anche se appesantite dagli scontri con i nemici (che non offrono nulla se non una vena di noia nel lungo termine), rappresenta quel genere di produzioni di fascia media che nascono con budget limitati ma idee molto interessanti. Il connubio tra trama ed azione accende la curiosità del giocatore, svelando poco alla volta il perché degli avvenimenti con ricordi struggenti e brevi filmati ad effetto. Chi non ha paura di provare qualcosa di nuovo, anche se in bassa definizione e senza un motore multi milionario alle spalle, dovrebbe dare ben più che una semplice possibilità a La Torre delle Ombre: la forte connotazione nipponica rimane ancora un richiamo a cui è difficile resistere.

7.5

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