Recensione Lara Croft GO

Eidos Montreal e Square-Enix riprendono il concept vincente di Hitman GO adattandolo sulle avventure dell'archeologa più famosa del mondo dei videogiochi. Il risultato finale è decisamente convincente.

Versione analizzata: iPhone
recensione Lara Croft GO
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  • Mobile Gaming
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Hitman GO, piccolo capolavoro mobile uscito più di un anno fa, è stato quello che si definisce il classico "colpo di genio". Decisa a portare il brand dell'Agente 47 anche su Smartphone e Tablet, Square-Enix scelse coraggiosamente di puntare su una formula di gioco originale, lontanissima dalle atmosfere e dalle meccaniche tipiche dei capitoli per console. Ne uscì un ispiratissimo Puzzle Game, con uno stile classico e ricercato: ancora oggi una delle proposte più innovative e riuscite di un mercato in netta stagnazione creativa. Più di recente il calvo assassino dell'Agenzia è tornato sui piccoli schermi touch con un'avventura ben meno ispirata (il mediocre Hitman Sniper), ma questo non significa che la formula ideata per il vecchio successo sia stata abbandonata. A recuperarla, stavolta, è l'insospettabile eroina di Tomb Raider: Lara Croft GO si basa proprio sullo stesso concept cervellotico, che mescola una solida componente enigmistica con un fare da Board Game tradizionale. In verità il team di sviluppo è stato bravo a differenziare il prodotto dal suo predecessore spirituale, puntando su un look molto più vibrante e su una dimensione più avventurosa.

Ready: GO!

La prima differenza fra Lara Croft GO e Hitman GO è nello stile grafico. Mentre il vecchio titolo era anche visivamente caratterizzato come un gioco da tavolo tradizionale, con tanto di pedine, miniature e tabelloni, il modello poligonale di Lara si muove in ambientazioni 3D, core e spara come faceva ai tempi della PsOne, mimando il set di animazioni della trilogia originale.Saprete del resto che il publisher considera quello di "Tomb Raider" e quello di "Lara Croft" come due brand separati e indipendenti: nel secondo si recupera l'iconografia più fantasiosa delle origini, fatta di ragni giganti, animali aggressivi e misteri paranormali, dimenticandosi completamente della componente survival che invece farà la parte del leone nell'imminente Rise of the Tomb Raider. Anche il curato cell shading di Lara Croft GO strizza l'occhio alle spigolose forme poligonali delle prime avventure archeologiche, così come fanno gli stage ambientati tra grotte e vecchie rovine.In verità, però, in Lara Croft GO non c'è un briciolo di azione. Ogni livello è strutturato come una scacchiera, con percorsi ben delineati lungo cui la nostra Lara può muoversi. Diversamente dalle pedine di Hitman, l'intrepida eroina è capace anche di arrampicarsi sulle pareti, attivare leve e spostare oggetti, ma il succo resta quello di sempre. Spostando Lara di casella in casella, si muovono anche i nemici, le trappole, ciascuno seguendo una sua routine. Gli stage di Lara Croft GO sono in pratica degli elaborati rompicapo basati sull'ordine e sulla sequenza degli spostamenti (matematicamente parlando: dei minuscoli problemi di topologia).I nemici si spostano avanti e indietro lungo un percorso prestabilito, oppure guardano a vista alcune caselle impedendo alla protagonista di avvicinarsi. Ci sono interruttori che spostano settori della mappa e ci permettono così di aprire nuove strade o trovare modi creativi di intrappolare ragni e lucertoloni. L'avventura ha una buona progressione, introducendo poco a poco diversi elementi che rendono i puzzle sempre più complessi ed elaborati. Ci sono pilastri da spostare, lance con cui uccidere i nemici dalla distanza, nuove creature che reagiscono alla presenza di Lara in maniera via via diversa.L'aumento graduale della complessità metterà a dura prova le capacità deduttive dei giocatori. Lara Croft GO, insomma, è un puzzle game con discrete punte di difficoltà, e capiterà spesso di provare e riprovare uno stage prima di imbeccare la soluzione giusta. Ci sarebbe la possibilità di comprare la "guida" per superare tutti i livelli (unica microtransazione attualmente presente, a parte quella per sbloccare dei costumi alternativi), ma il consiglio è quello di godersi le solide trovate del team e non aver paura di rimanere bloccati di fronte ad un enigma, come succedeva un tempo.Rispetto a Hitman GO, comunque, l'offerta di gioco sembra un po' meno sostanziosa.

Non è tanto il numero di livelli a non convincere, quanto il fatto che manchino le "condizioni speciali" presenti invece nel titolo dell'Agente 47. Lì, per conquistare la massima valutazione, era necessario rigiocare gli stage cercando soluzioni alternative, minimizzando il numero di mosse oppure evitando di utilizzare certi oggetti. Qui i livelli sembrano invece più "lineari", nel senso che hanno spesso un'unica soluzione o che raramente incentivano il pensiero laterale. L'unico motivo per tornare negli stage è la voglia di acchiappare i collectibles, nascosti in dei vasi da rompere con un delicato "tap" sullo schermo. Oltre che l'ingegno, insomma, bisogna aguzzare anche la vista se vogliamo completare Lara Croft GO. Questa soluzione, nonostante sia in linea con lo spirito archeologico della saga, è forse un po' più triviale rispetto a quella dell'intransigente Board Game dedicato a Hitman. Segno che Lara Croft GO vuole stuzzicare anche un pubblico un po' meno smaliziato.

Lara Croft GO Square-Enix fa un altro centro con Lara Croft GO. L'impianto di gioco è lo stesso visto poco più di un anno fa: un puzzle game “a turni”, tutto basato sullo studio degli spostamenti della protagonista e dei nemici, composto da livelli che rappresentano degli enigmi squisitamente congegnati (e, per chi ha una mentalità scientifica, deliziosamente matematici). Eidos Montreal ha fatto però un ottimo lavoro sul fronte della caratterizzazione, distanziando enormemente il prodotto rispetto a Hitman GO. Gradevole lo stile che ricorda quello delle avventure d'antan, le animazioni, persino l'idea delle reliquie da scovare “curiosando” con lo sguardo nei livelli. E' un peccato però non trovare il sistema di valutazione visto nel vecchio titolo (spietato ma stimolante).Al netto di questa mancanza, Lara Croft GO è un brillante esempio di come sia possibile trasportare un brand famoso su piattaforme mobile, scegliendo di non omologarsi per forza alle mode del mercato ed anzi proponendo formule di gioco alternative. Dimenticate quindi Lara Croft Relic Run, e date un'opportunità a questo Puzzle Game ben più ispirato.

8

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