Recensione Layers of Fear - Inheritance

Torniamo nella villa del pittore maledetto, stavolta nei panni di sua figlia, intenzionata a sconfiggere una volta per tutte i suoi demoni.

Layers of Fear

Videorecensione
Layers of Fear
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Il rapporto genitore-figlio è un tema sempre più gettonato nelle produzioni horror degli ultimi tempi. Titoli come Among the Sleep o The Park ne hanno fatto il proprio cavallo di battaglia e ora, in forma di contenuto aggiuntivo, anche Layers of Fear tenta di terrorizzarci con un inquietante dramma familiare, fatto di retrospettive e punti di vista inediti sulla storia principale. Nei panni della giovane figlia del pittore che abbiamo imparato a conoscere nel gioco originale, siamo tornati nei polverosi corridoi della produzione, decisi a risolvere una volta per tutte i problemi che tanto ci angosciavano.

Libere associazioni

L'eredità che la tormentata protagonista del DLC porta con sé non è delle più spensierate. Aver vissuto con un padre folle che l'ha traumatizzata con un'austerità senza pari, e con deliri costanti sul senso delle proprie opere d'arte, è una macchia che non può essere lavata via facilmente. Quella casa così inquietante, quelle stanze agghindate con ritratti dai volti infernali, sono rimaste marchiate a fuoco nella menta della fanciulla. Eppure, forse è il momento di superare il trauma, chiedendosi se le disturbanti sensazioni che ricorda non fossero in verità soltanto esasperazioni dovute alla giovane età.
Su quest'ambivalenza si snoda la sceneggiatura di questa breve campagna aggiuntiva, che ci conduce nelle stesse location dell'avventura principale, cercando di inquadrarle però con estrema lucidità. Quel che colpisce di più è infatti la relativa normalità di ciò che ci troviamo ad affrontare, nei bui corridoi che difficilmente chi ha giocato a Layers of Fear riuscirà a dimenticare. All'atto pratico c'è poco o niente di cui aver paura, poiché molti dei timori derivano più dall'immaginazione che non dagli elementi tangibili della villa abbandonata. La magione è un luogo in decadenza, diventata ormai l'ombra di sé stesso, e i momenti disturbanti derivano solamente dalle associazioni mentali tra le carcasse dell'arredamento e un'infanzia traumatica di cui vuole sbarazzarsi a tutti i costi.
Basta uno scarabocchio, un dipinto o un giocattolo nel posto giusto per farle rivivere i momenti di tanti anni prima, ed è in queste fasi che Inheritance esprime sicuramente il meglio di sé. Tutto cambia scala, improvvisamente diventiamo piccoli piccoli, e quelli che dovrebbero essere ostacoli di poco conto si trasformano in barriere architettoniche insormontabili, che magari ci costringono a salire un'interminabile serie di gradini scarsamente illuminati. Questo contenuto aggiuntivo assume quindi le tinte della ricostruzione psicologica di una storia che vuole essere dimenticata, ma che prima di sparire deve emergere con tutta la sua carica negativa. Il giocatore riveste indirettamente il ruolo di psicologo e paziente, cercando di mettere assieme tutti gli elementi di rilievo e di ricostruire gli eventi passati.
Purtroppo le buone idee finiscono poi per scontrarsi con i limiti della produzione. Il dualismo tra realtà e ricordo è interessante e ben costruito, con una serie di rivelazioni riguardanti l'effettiva sostanza di ciò che abbiamo vissuto nella campagna principale, ma a differenza di quest'ultima Inheritance spaventa davvero poco. C'è, piuttosto, un senso di inquietudine che scaturisce da dialoghi angoscianti, con un padre morboso e apprensivo che trasla sulle due persone che più dovrebbero stargli a cuore l'interezza della propria follia, in un turbine di sofferenza familiare che sfocia in alcune rivelazioni forse un po' prevedibili, ma egualmente agghiaccianti.

Tra i limiti del titolo troviamo anche la ripetitività, poiché la villa è, seppur con qualche dettaglio aggiuntivo legato al passare del tempo, quella della campagna principale, e gli unici ambienti "nuovi" sono legati al cambio di prospettiva e alla fantasia della piccola protagonista durante i ricordi. In secondo luogo va poi specificato che Inheritance dura davvero pochissimo e, anche girando senza fretta, non è necessaria più di un'ora per portare a termine la nostra personale seduta psicologica.
Si tratta per fortuna di elementi su cui si può anche passare sopra alla luce del prezzo decisamente moderato (4.99€) e che sono in qualche modo ammorbiditi dalla cura estetica che il DLC sfoggia per quanto riguarda le visioni infantili. Il mondo visto dagli occhi della bambina trasmette benissimo l'idea della continuità/conflittualità tra il padre pittore e la figlia che compie i suoi primi passi nel mondo del disegno, con alcune aree davvero azzeccate e ispirate in cui non si può non perdere qualche istante a fissare gli innumerevoli dettagli. Una serie di perle aggiuntive che, come accennato poc'anzi, addolciscono l'amaro boccone di un titolo che potrebbe scontentare chi si aspettava un'avventura completamente inedita.

Layers of Fear Layers of Fear: Inheritance è un contenuto intrigante. Il DLC esplora la psiche turbata di una ragazza che vuole sconfiggere i propri demoni, ripercorrendo i corridoi della vecchia casa e affrontando una volta per tutta il ricordo di un padre completamente folle. Un'idea interessante e costruita in maniera avvincente, che si scontra però con una scarsa varietà di situazioni e con una durata fin troppo contenuta: fattori che potrebbero allontanare dall'acquisto i meno appassionati del genere. Il prezzo moderato ne fa comunque una soluzione ghiotta per chi dovesse sentire la necessità di fare un ultimo, inquietante, bagno nei misteri di questa villa maledetta.

6.5

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