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Recensione Le avventure di TinTin

Le avventure cinematografiche di Tin Tin si fanno videogioco

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • 3DS
 Roberto de Luca Roberto de Luca scopre il meraviglioso mondo dei videogame quando nel 1996 suo padre gli regala una Playstation nuova fiammante. Grande appassionato di qualsiasi cosa riguardi gli zombie, adora gli sparatutto in soggettiva, i tatuaggi ed il buon vino. Lo potete trovare su Facebook e su Google Plus.

A poche settimane dall’uscita nelle sale cinematografiche de “Le avventure di Tin Tin - Il segreto dell’Unicorno”, arriva il videogioco tratto dall’omonimo film: toccherà a noi, dunque, vestire i panni del celebre reporter belga e di tutti i suoi più famigerati compagni. La campagna principale segue a grandi linee la trama principale del film, con qualche piccolo cambiamento e adattamento per rendere il tutto consono ad un videogioco: lunghe sessioni a bordo dei più disparati veicoli e duelli all’arma bianca ci permetteranno di utilizzare la periferica di movimento Kinect (o PSMove se possedete una PS3) per garantire una buona varietà sul fronte gameplay. Ma andiamo ad analizzare con più attenzione ciò che ha da offrirci Tin Tin e la sua avventurosa ricerca dell’Unicorno.

Si Parte!

La campagna principale vede il protagonista correre per tutto il globo, passando da Bruxelles (città natale di Tin Tin) fino ad arrivare alle segrete di un castello abbandonato. Nonostante necessiti di poco meno di 5 ore per essere completata e sia impossibile (come per la maggior parte dei giochi Ubisoft nell’ultimo periodo) settare il livello di difficoltà, l’avventura è estremamente scorrevole e divertente. Numerosi sono i piccoli enigmi interattivi che fanno sorridere per i plateali ricorsi alle pagine del fumetto, ed i fan apprezzeranno senza dubbio un accostamento così ben interpretato. Il ritmo è sostenuto e si fa apprezzare: non vogliamo svelare nulla d’importante dato che ufficialmente la pellicola non è ancora uscita nelle sale, vi basti sapere che il plot è semplice, tutt’altro che pretenzioso, ma sempre brillante. Anche grazie all’estro dei programmatori, che si sono evidentemente svagarsi inserendo alcune sessioni extra di ottima fattura.
Gli spostamenti attraverso i diversi continenti averranno quasi tutti a bordo di un aeroplano biposto, mentre dovremo difenderci da numerosi assalitori e pericoli naturali. Sono proprio questi viaggi a risultare la parte peggiore della campagna: lenti, monotoni e totalmente privi di sfida, essi rappresentano solo un superficiale riempitivo tra un capitolo e l’altro. Mediocre anche la veste grafica di queste noiose fasi, palesemente inferiori rispetto alle altre e priva di carattere e rifiniture. Oltre a combattimenti senza mordente perché troppo, ma troppo facili, vi verrà chiesto anche di scattare alcune fotografie direzionando l’aeroplano attraverso specifici tracciati, e all’occorrenza evitare le classiche rocce pronte a cadere al nostro passaggio. Per fortuna non sarete costretti a volare troppo spesso e quando lo farete, non durerà molto. Ci sarà anche data la possibilità di usare un sidecar sfasciato per girare le desolate dune del deserto: in questi casi Tin Tin e il Capitano Haddock si alterneranno tra la guida e l’utilizzo di una fionda per rispondere al fuoco nemico. Oltre ad essere meglio concepito, il sidecar è molto più spassoso, soprattutto con l’utilizzo di Kinect, responsivo come non mai e perfettamente integrato grazie ad un buon control scheme.
L’avventura, in generale, porpone continui cambiamenti di prospettiva, e rapidi “voli” sia nello spazio che nel tempo. Più di una volta ci ritroveremo a vestire i panni del famigerato antenato del Capitano Haddock, intento a difendere la propria nave dall’attacco piratesco di Rackham il Rosso e della sua ciurma. Lo stesso gioco inizia apparentemente senza un filo logico, con l’aeroplano di Tin Tin e Haddock che precipita nel deserto a causa di una forte tempesta di fulmini, solo per scoprire attraverso un flashback cosa ha realmente portato i nostri eroi a quel punto. Questi interessanti spunti di sceneggiatura si incastrano perfettamente nell’architettura tipica dell’avventura videoludica, pur non distaccandosi eccessivamente dalle linee guida principali del film.

Il mondo in cui si spostano i nostri protagonisti è il più classico degli ambienti a tre dimensioni. L’avanzamento è però molto particolare, e sembra quasi di trovarsi di fronte ad un erede del mai dimenticato Pandemonium. Per la maggior parte del tempo affronteremo infatti gli stage avanzando solo “lateralmente”, come su un unico binario. Eppure i giochi di camera, i molti piani prospettici, si divertono a sottolienare la natura tridimensionale dell’ambientazione. E’ però troppo ridotto il grado di sfida e la libertà interpretativa del giocatore. Le sessioni platform sono modeste e il massimo sforzo che compirete sarà quello di premere il pulsante per il salto. Molti eventi che potevano risultare emozionanti (come l’utilizzo del rampino) sono invece pilotati all’inverosimile e di fatto privi di una reale difficoltà. Persino i combattimenti, nonostante sia impossibile non apprezzare lo stile fortemente fumettistico (da notare le stelline sopra le teste dei nemici messi KO, o gli assurdi movimenti caricaturli durante le scazzottate!), sembrano quasi una presa in giro. Con un paio di pugni ben assestati Tin Tin metterà al tappeto qualsiasi nemico ad eccezione dei boss che comunque sono ben lontani da rappresentare una minaccia concreta.
Molte stanze brulicheranno di nemici e il titolo sembra volerci suggerire un approccio stealth allo scontro, chiedendoci di mettere fuori gioco un avversario alla volta per non allertare tutti gli altri. Ci sono molti modi di sbarazzarsi degli avversari, da armi improvvisate (banane, palloni da spiaggia) fino a prese dorsali degne di un vero wrestler, ma per quanto il numero di scagnozzi possa essere alto, non sarà mai arduo avere la meglio, grazie alle sempre presenti scappatoie d’emergenza in cui ci potremo rintanare casomai fossimo in pericolo.
Ricordiamoci però che Tin Tin prima di tutto è un reporter investigativo, e spesso e volentieri indaga su casi apparentemente impossibili. E’ bello vedere come anche nel titolo Ubisoft le “radici” del protagonista non vengano lasciate a marcire, ma anzi vengano nutrite proprio con l’ausilio del videogiocatore, attraverso ricerche e osservazioni da compiere in maniera dinamica all’interno della campagna. Sia chiaro, si tratta di banali rompicapo, risolvibili in pochi minuti, ma sono gradevoli le modalità di investigazione. Adorabile è l’interazione tra il reporter ed il suo fido cagnolino Miloù, che spesso utilizzeremo come vero e proprio protagonista, sia per seguire le tracce dei malviventi annusando a più non posso il terreno di gioco, sia per infilarci nei condotti dell’aria arrivando in zone altrimenti inaccessibili.

Extra

La campagna principale durerà anche pochissimo, ma il titolo Ubisoft è ricco di gustosi extra che rappresentano, per durata e originalità, quasi un gioco a sé. Selezionando opportunamente la voce “Sfide” nel menù principale di gioco avvieremo dei simpatici minigiochi dove sarà possibile sfruttare a pieno regime il Kinect. Tutti e tre i tipi di sfida infatti (Spada, Aereo, Sidecar) supportano il sensore di movimento e si suddividono in svariati capitoli di crescente difficoltà. Piacevole per un po’, questo extra finirà per annoiare anche il fan più sfegatato se si prova a completarlo al 100%, a causa di dell’evidente ripetitività di fondo. Discorso differente per quanto riguarda la modalità “Tin Tin e Haddock”, grazie alla quale assisteremo ad un vero e proprio risvolto narrativo legato alla trama principale e affronteremo tutta un’inedita serie di livelli, per la prima volta nel gioco anche in cooperativa con un altro giocatore. Con estremo rammarico ci tocca avvisarvi che la coop è possibile solo sulla stessa console di gioco, in quanto non c’è alcuna modalità che supporti l’online. Un vero peccato.
Ma “Tin Tin e Haddock” possiede tanti altri pregi, tra cui quello di sbloccare nuovi personaggi giocabili (tutti con mosse da combattimento personalizzate) e tutti i tesori di gioco tra cui art work, filmati inediti e costumi extra per i protagonisti. In più sarà possibile cambiare personaggio nel corso di un livello per compiere azioni altresì impossibili (ad esempio Haddock è l’unico in grado di spostare le casse pesanti; Tin Tin dispone di un rampino per raggiungere le vette più alte del gioco, Miloù può scavare dissotterrando tesori preziosi e così via...).
Data la struttura di gioco molto classica, quasi “vintage”, è difficile storce nere il naso di fronte alla realizzazione, diremmo “povera ma efficace”, del titolo. Graficamente pur non eccellendo, il frame-rate si mantiene stabile ed i caricamenti sono velocissimi. Gli ambienti di gioco rendono giustizia ad un prodotto nato pur sempre dalle pagine cartacee di un albo a fumetti, e la tecnica utilizzata per far sì che questo innegabile contrasto non sia troppo marcato funziona egregiamente. Anche se alcuni primi piani mostrano una texturizzazione blanda dei modelli poligonali, un uso saggio della luce e dei colori ambientali coprono i difetti minori. L’ottima localizzazione in lingua italiana poi, sorprende in maniera positiva e ci si ritrova automaticamente a pensare come produzioni molto più gettonate abbiano invece un doppiaggio ai limiti del ridicolo. Anche le musiche, direttamente riprese dal film, aiutano il giocatore ad immedesimarsi nell’avventura, incalzando nei momenti più frenetici e rallentando soavemente durante le cut-scene; alcuni effetti sonori sono un po’ ridondanti ma nel complesso il sonoro del titolo è promosso a pieni voti.

Sfide e Kinect

Abbiamo già citato le sfide che potremmo giocare come extra dopo il completamento dell’avventura principale. Esse possono essere giocate esclusivamente in singolo, scegliendo di testare le nostre abilità con il joystick classico o il sensore di movimento. Consigliamo caldamente quest’ultimo che, oltre a variare situazioni di gioco altrimenti identiche a quelle già sperimentate nella campagna, assicura tanto divertimento grazie ad ottima implementazione. Le sfide “Spada” sono sicuramente le più riuscite e ci metteranno nei panni di Sir Francis Haddock, diretto antenato dell’odierno capitano, alle prese con la difesa della propria nave assaltata da una ciurma di pirati inferociti. Con i movimenti delle nostre braccia simuleremo fendenti e affondi, oltre che difenderci dai colpi avversari e scagliare indietro bombe lanciate da lontano. Il tutto assume un’aria ripetitiva dopo i primi livelli, ma se riuscirete a resistere fino alle sfide più difficili, avrete pane per i vostri denti.

Le avventure di TinTin Le Avventure di Tin Tin - Il Segreto dell’Unicorno è un gioco appassionante, degnamente sviluppato, che segue senza allontanarsi troppo la trama dell’omonimo film (in uscita il 28 Ottobre). Purtroppo una longevità ben al di sotto della media e una difficoltà neanche degna di questo nome ne minano le fondamenta, facendolo apparire il videogame un semplice palliativo in attesa della pellicola cinematografica. Insomma, l’errore più evidenti di Ubisoft è stato quello di semplificare eccessivamente un action game che avrebbe sicuramente appassionato giocatori di tutte le età, ma che in questo modo risulta davvero competitivo solo per i più piccoli, e intrigante per i fan sfegatati. Un vero peccato, se si pensa alle possibilità che un marchio come quello di Tin Tin può offrire. Tuttavia, il buon numero di extra e la possibilità di giocare in cooperativa (locale) con un amico, salvano parzialmente la situazione, lasciando però un vago senso di “occasione mancata”.

6.7

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