Recensione Le avventure di Tintin - Il segreto dell'Unicorno

Tin Tin è anche portatile

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  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
  • 3DS

Il personaggio di Tintin, giornalista e avventuriero, venne realizzato nell'ormai lontanissimo 1929 da Georges Remi, meglio conosciuto come Herge, ed in pochi anni dal piccolo Belgio divenne un'icona internazionale del fumetto. Un fumetto particolare, veramente d'autore, dai disegni immediatamente riconoscibili per la loro pulizia ed efficacia e dalla sceneggiatura curatissima, con storie che non disdegnavano di trattare temi anche abbastanza delicati, nelle quali il biondo personaggio aveva a che fare con colonialisti, dittatori ed oppressori di ogni tipo. Questo soprattutto per le prime storie, dopodiché l'elemento predominante divenne la ricerca dell'oggetto misterioso, facendolo il precursore ideale del cinematografico Indiana Jones. Proprio ad una di queste storie, Il segreto dell'Unicorno si rifà, seppur a sommi capi (dato che riprende tratti di altri albi), l'omonimo film animato adesso nelle sale, e del quale non poteva ovviamente mancare la trasposizione videoludica.

Il segreto dell'Unicorno

Il gioco si apre, dopo una piccola introduzione interattiva, nel bel mezzo di un mercatino delle pulci, e non immediatamente nei panni di Tintin, ma del suo peloso cagnolino Milou. Questo è giusto un assaggio di quello che troveremo più avanti nello svolgersi dei livelli, dato che spesso ci verrà richiesto di utilizzarlo per attraversare pertugi angusti e trovare oggetti nascosti. Dopo aver fiutato le tracce del suo padrone, lo ritrova, ed ecco che si prende il controllo del giornalista, giusto per il tempo di giungere ad una breve sequenza d'intermezzo che definisce l'evento scatenante della trama. Il reporter acquista il modellino di un antico veliero, l'Unicorno appunto, ed al suo interno vi trova qualcosa che assomiglia molto da vicino ad una mappa; come da copione però, c'è qualcuno che di quella pergamena è già al corrente, e fa di tutto per strappargliela via; nemici misteriosi che nella piena tradizione del genere son solo ingranaggi di un meccanismo più grande di loro. La storia quindi procederà tra colpi di scena e tradimenti, con l'unica certezza che Tintin si ritroverà quasi solo contro tutti, potendo contare sull'apporto del suo amico di lungo corso, il capitano Haddock (e su quello del piccolo Milou).

Una struttura classica per un classico del fumetto

La formula con cui Ubisoft ha voluto trasporre in chiave videoludica le avventure del reporter, non è immediatamente riconoscibile; la primissima fase di gioco, antecedente all'incipit della trama, ci mette alla guida di un aereo, primo di una serie di espedienti atti variare seppur in maniera poco sostanziosa il gameplay; la scena del mercatino delle pulci sembra quasi tratta da un'avventura grafica, ed il momento ad essa immediatamente successivo, direttamente dalla tradizione action. Lo spaesamento iniziale dura però poco in realtà, con il gameplay che ben presto s'inquadra sui binari del tutto tradizionali del platform, con una componente action rilevante. Non devono ingannare cambi d'inquadratura repentini e brevi intermezzi nei quali ci si muove nelle tre dimensioni: lo scorrimento è prettamente bidimensionale, e la struttura di gioco impone uno svolgimento classico nel quale per completare il livello bisogna giungere dal punto A al punto B.

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Come però questo scorrimento sia declinato è questione diversa seppur, possiamo anticiparlo, non vi è assolutamente niente al suo interno di sperimentale o che non sia già stato visto in altri titoli simili. La struttura dei livelli non si piega infatti ad una monotona orizzontalità, ma sfida Tintin ad esplorare aree non complesse, ma nemmeno di prevedibile svolgimento; è possibile persino rintracciarvi passaggi esplorativi, necessari per trovare gli oggetti segreti che rappresentano un plus rispetto al normale completamento del livello. Scale, botole, porte, trampolini, meccanismi, arricchiscono un level design mai troppo intricato ma di piacevole fattura. La chiave di volta del gameplay rimane sempre e comunque il salto, ma mai troviamo sezioni di particolare difficoltà, nelle quali mettere a dura prova le proprie doti platformiche; brevemente si potrebbe quindi giungere alla monotonia più totale, ma gli espedienti appena enunciati aiutano ad evitarla, sebbene la produzione Ubisoft non riesca a sfuggirne sul lungo periodo, proprio per l'eccessiva facilità.
Al servizio del level design c'è il dinamismo di Tintin, veramente apprezzabile. Il giornalista si muove in maniera convincente, con la giusta dose d'inerzia, spicca salti sempre precisi, s'infila in botole e cunicoli, sale per angusti passaggi, si esibisce persino in marieschi salti a muro. Dove non arriva lui, ci pensa il fiero Milou, che sgattaiola ovunque sia possibile, recuperando spesso le chiavi necessarie per aprire zone precluse. Oltre che sulle sue doti atletiche, Tintin fa affidamento su quelle di combattimento. In queste fase Il Segreto dell'Unicorno non riesce però a convincere: troppo poche forse, certamente per nulla impegnative, al punto da influire in minima parte sul gameplay, più un intralcio che altro. Ci sono gli scontri con i boss, chiamiamoli così, a rappresentare una più ardua sfida, ed allora un minimo di raziocinio può aiutare nell'aver ragione di avversari più ostici ma di certo non impossibili.
Facili le fasi platform, facili i brevi scontri con i nemici, l'equazione vien da sé: il principale difetto della produzione è un livello di sfida praticamente nullo. Si può morire, ovviamente, ma sempre per distrazione piuttosto che per merito della struttura dei livelli o dei cazzotti dei nemici; il problema sarebbe anche sopportabile se nella sua modalità principale il gioco offrisse un adeguato numero di ore di gioco ma -secondo difetto- la quantità di tempo necessaria a scoprire il segreto dell'Unicorno è davvero esigua. A mitigare la brevità della storia, ecco la simpatica modalità Tintin e Haddock: in livelli strambi, frutto dei sogni del capitano, dovremo muovere una volta l'uno, una volta l'altro, in maniera totalmente votata al completamento del livello nel minor tempo possibile. Sebbene vi ricorrano gli stessi elementi di level design della modalità principale, riescono a differenziarvisi, facendo perno su di una maggiore enfasi sugli enigmi da risolvere. I record stabiliti potranno essere scambiati con gli altri giocatori via Street Pass, e questa è di certo un'aggiunta che va lodata.

Vignette in 3D

Sebbene qualche dubbio ancora lo conserviamo riguardo la trasposizione cinematografica del fumetto di Herge (ed il videogioco è proprio quello stile che riprende) possiamo dire che l'atmosfera tipica delle avventure di Tintin è stata ben riprodotta. Siamo lontanissimi dall'eccellenza degli episodi SNES (solo in tal senso, vista la massacrante tediosità del gameplay), ma quello che abbiamo tra le mani potrebbe benissimo essere un giornalino e non un 3DS, soprattutto quando vediamo le tavole che mostrano lo svolgimento della trama. Merito poi di uno stile grafico sobrio ma colorato, attento al dettaglio ma senza esagerare negli effetti; l'impatto cartoon è valorizzato da animazioni per la maggior parte ben realizzate, fluide, ed anche il 3D aiuta in tal senso, soprattutto nei momenti in cui la telecamera gira per inquadrare la scena da altra prospettiva.
Del comparto tecnico, è la colonna sonora a lasciare non del tutto soddisfatti: i brani che accompagnano i livelli sono di discreta fattura, ma non riescono ad entrare in testa, e giocare con l'audio spento fa ben poca differenza; anche gli effetti sonori, per quanto convincenti nella loro realizzazione ed anch'essi attinenti all'atmosfera da cartoon, non soddisfano per varietà, confermando un prodotto anonimo in tal senso.

Le avventure di TinTin Le avventure di Tintin - Il segreto dell’Unicorno è un titolo senza dubbio piacevole da giocare, a patto di non nutrire particolari ambizioni nei suoi confronti. Ha il merito di mantenere sempre sostenuto il ritmo di gioco, ma si mantiene sempre sugli stessi livelli, mancando di particolare inventiva nel level design ma soprattutto di verve negli elementi di contorni, su tutti i combattimenti. La bontà di quanto realizzato poi vien intaccata dalla facilità del gioco e dalla sua ridotta longevità, nonostante la modalità corollaria. Un titolo consigliabile in definitiva, a patto però di saperne pesare gli oggettivi difetti.

6.4

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