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Recensione Le Tour de France Stagione 2016

Cyanide Studios e Focus Home Interactive tornano sui nostri schermi con la nuova edizione del gioco ufficiale del Tour de France 2016.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Le Tour de France Stagione 2016
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Lacrime, sudore, sacrifici, fatica. Quattro parole per definire lo sport. Uno, in particolare, su due ruote. Come nella boxe, per citare Armando Cougnet, anche nel ciclismo il sangue lo si vede subito. La storia ultra centenaria della bicicletta ci ha regalato emozioni incomparabili ed eroi inarrivabili che, con quel piccolo viluppo di metallo e amore, hanno composto poesie in movimento rimaste nella storia dello sport. L'ultima al Giro d'Italia del centenario, che ha regalato allo Squalo dello Stretto una vittoria insperata, sofferta, sorprendente. Pedalare per centinaia di chilometri, combattere contro ogni condizione atmosferica, e avere ancora la forza per ripartire giorno, dopo giorno, dopo giorno. E poi c'è la gente, che - senza pagare alcun biglietto - attende per ore il fugace momento in cui un insistente ronzio preannuncia l'arrivo dei corridori. Scene come queste le vedremo tra poco, quando la Grande Boucle attraverserà la Francia da cima a fondo. Cyanide e Focus Interactive, come ormai da tradizione, ci danno la possibilità di vivere il grande spettacolo a due ruote attraverso un altro media. Il palcoscenico francese si fa videogioco, permettendoci non solo di vestire i panni di un qualsiasi corridore del gruppo, ma anche di creare la nostra squadra Pro e studiare e gestire le complesse dinamiche strategiche tese alla singola vittoria di tappa o, al contrario, alle varie classifiche. Quindi, cos'è cambiato rispetto all'anno scorso?

Scivolano case, tra persone fuori a guardare

Diciamoci la verità: il gioco licenziato dall'ente organizzatore del Tour de France non ha mai avuto rivali nel corso della sua ultra decennale presenza sul mercato della serie. Forse per la difficoltà nel replicare un'esperienza sportiva decisamente peculiare, forse per la scarsa fetta di utenza che una tale produzione riesce solitamente ad attrarre. Il sostanziale monopolio di Cyanide e Focus Interactive, ha rispettato per lungo tempo la definizione del modello economico a cui l'abbiamo ricondotto: "esclusività" e scarsa propensione al rinnovamento. L'anno scorso, però, il prodotto si è distinto per una "sferzata" di novità che ne migliorava l'offerta complessiva, pur rimanendo nell'alveo della mediocrità. Quest'anno, il team di sviluppo continua sulla promettente strada imboccata la stagione scorsa, proponendoci una miriade di gare e modalità di gioco che metteranno alla prova il direttore sportivo che alberga in ognuno di voi. Possiamo decidere di partire immediatamente alla volta della Grande Boucle al seguito di una qualsiasi delle squadre invitate e affrontare le tre estenuanti settimane della corsa a tappe, oppure partecipare a manifestazioni altrettanto importanti ma forse meno conosciute, come il Giro del Delfinato e il Criterium International. Non solo. Gli sviluppatori ci danno la possibilità di costruire la squadra da zero, scegliendo con cura capitani e gregari e seguirli, proprio come farebbe un Riis o Vinokurov a caso, lungo diverse stagioni sino al fatidico 2016. All'inizio gli sponsor saranno un po' taccagni nelle elargizioni di denaro e questo vi costringerà a ingaggiare unicamente seconde scelte e giovani promettenti. Raggiungendo gli obiettivi prefissati dal team e dagli sponsor i corridori guadagneranno esperienza aumentando, così, le loro statistiche. Soprattutto, si guadagnerà denaro prezioso il quale ci permetterà di pagare l'ingaggio dei grandi campioni e aspirare alla vittoria finale al Tour 2016. Quest'ultimo può essere, a sua volta, personalizzato attraverso la feature "My Tour" che consente di scegliere tutte le ventuno tappe tra una buona quantità (e varietà) di tracciati. Ogni singolo evento, poi, può esser affrontato in co-op con un amico/gregario pronto e disponibile a scattare in faccia agli uomini di classifica per spaccare il gruppo, o scortarvi sino alla vetta dello spoglio Mont Ventoux. Chi sperava nel multiplayer competitivo online, purtroppo, rimarrà ancora una volta deluso. Un vero peccato, perché ci sarebbe piaciuto stare in gruppo con altri corridori "umani" per giocarci la vittoria di tappa. Le occasioni per divertirsi, comunque, non mancano soprattutto per gli appassionati dello sport in questione, visto che conosceranno molto bene il dinamismo strategico che caratterizza ogni gara.

Non basta scattare e tirare a tutta sino al traguardo. Il ciclismo (e così anche il titolo firmato da Cyanide) possiede una doppia anima i cui frammenti coesistono in equilibrio. Da un lato, è principalmente uno sport di squadra e come tale necessita di uno stratega che sappia indirizzare i corridori verso gli obiettivi più confacenti al team. Dall'altro, però, ognuno è solo sulla propria bici. Ed è in questo momento che il ciclismo diviene individuale e l'ambizione sopravanza ogni strategia di squadra. Alla fin fine, uno solo dei contendenti sarà il vincitore e solo uno di loro potrà indossare una maglia, no?

Poi abbraccio i miei gregari, passo in cima alla salita

Cyanide pensa, come al solito, a entrambe le dinamiche ponendo particolare attenzione alla gestione strategica del team, mentre demanda il controllo attivo del (o dei) corridori al giocatore. Quest'ultimo ha tutto ciò di cui ha bisogno sul pad. Ogni corridore, poi, si distingue per statistiche fisiche e prestazionali che lo identificano come scalatore, passista e velocista. Le tattiche, quindi, varieranno a seconda del percorso affrontato.

Nel caso controllassimo Andre Greipel durante una tappa d'alta montagna, l'obiettivo dichiarato sarà quello di giungere alla vetta entro il tempo massimo; mentre con Chaves avremo maggiori possibilità d'esser protagonisti di una cavalcata solitaria. I parametri del nostro corridore da tenere sotto controllo sono molteplici, dalla durata dello scatto al ritmo da dettare alla pedalata per non rischiare il tracollo, sino alla traiettoria e alla posizione sul sellino dell'atleta. Nel corso della gara, poi, è possibile dare indicazioni alla squadra attraverso l'ormai immancabile radiolina, scegliendo tra un ampio ventaglio di alternative: chiedere ad un compagno d'andare in fuga, oppure ordinare di proteggere l'uomo di classifica dagli attacchi dei rivali e così via. Dall'ammiraglia, inoltre, arrivano regolarmente utili suggerimenti sulla strategia migliore da adottare. Il direttore sportivo ci avverte di calare il ritmo e rifocillarci, magari con maltodestrine, oppure procedere con il forcing nel caso in cui un rivale si trovi in difficoltà e così via. Sembra che l'intelligenza artificiale sia stata migliorata rispetto allo scorso anno; ora i compagni rispondono immediatamente ai comandi impartiti, mentre anche gli avversari si son fatti un po' più vivaci, nonostante permanga qualche défaillance insensata che ne compromette il realismo. Le meccaniche di gioco legate al controllo del corridore, invece, rimangono essenzialmente quelle viste l'anno scorso con l'importante - e necessaria - aggiunta del "colpo di reni" finale. I velocisti, ovviamente, ringraziano per tale aggiunta. L'ottima offerta ludica, suddivisa in eventi e sfide, e la giocabilità complessiva che tutto sommato fa il suo lavoro con grande umiltà vengono entrambe oscurate da un comparto tecnico che, ancora una volta, è il tallone d'Achille della serie. Tour de France 2016 mostra il fianco a una pletora di problematiche che affliggono anzitutto i modelli poligonali elementari dei ciclisti i quali tendono ad assomigliarsi tutti (al lavoro purtroppo non c'è EA), e la realizzazione - davvero scarsa - degli scenari.

Questi ultimi restano del tutto anonimi e sono falcidiati da un fastidioso effetto pop up di elementi ambientali come alberi, cartelloni pubblicitari e pubblico. La draw distance contribuisce a mettere in luce la desolazione che regna in ogni tappa. Non si percepisce alcun senso di profondità mentre si attraversano i paesaggi francesi. Mont St. Michel non graffia, le montagne sembrano "piatte" e i caratteristici paesini della Borgogna paiono, purtroppo, tutti uguali. La poco utile telecronaca (in lingua inglese) interviene qua e là nei momenti meno opportuni distraendo il giocatore, più che aiutarlo.

Le Tour de France Stagione 2016 Manca pochissimo all'inizio della centotreesima edizione della Grande Boucle, ma come ormai da tradizione Cyanide e Focus Interactive ci hanno permesso, con un leggero anticipo, di inforcare la nostra fida due ruote virtuale e battere le strade francesi rincorrendo il sogno di vestire la Gialla sui Champs Elysees. Le Tour de France 2016 continua sulla promettente strada imboccata la stagione scorsa, proponendoci una miriade di gare e modalità di gioco che metteranno alla prova il direttore sportivo che c'è in ognuno di voi. Purtroppo, nonostante diverse piccole aggiunte qua e là e la possibilità di affrontare praticamente ogni evento con (o contro) un amico, il titolo incespica sotto il profilo tecnico e non riesce a liberarsi dalle catene della mediocrità. Lo consigliamo agli appassionati, mentre i neofiti potrebbero fare molta fatica ad apprezzarlo in tutta la sua estensione.

7

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