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Recensione Legend of Grimrock 2

I ragazzi di Almost Human tornano nei panni del dungeon master

Versione analizzata: PC
recensione Legend of Grimrock 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Durante il periodo del ritorno al glorioso passato di qualche anno fa, venne il turno degli RPG cosiddetti grid-based, ovvero giochi di ruolo in prima persona in cui l'intera mappa è basata su una griglia. Legend of Grimrock fu un vero e proprio gioiellino di game design che riportò in auge le meccaniche di titoli come Ultima Underworld, Eye of the Beholder e Dungeon Master, riuscendo addirittura nella pazza impresa di migliorare un gameplay vecchio che più vecchio non si può. Aspettavamo quindi questo seguito con gli occhi di chi vuole nuovi elementi per arricchire un impianto rinfrescato dai talentuosi Almost Human, impresa per nulla facile allora e ancor meno oggi. Legend of Grimrock 2 ci mette di nuovo nei panni di un party di quattro prigionieri, portati via nave verso la stessa prigione dedalica che già conosciamo, il dungeon enorme che ci ricordavamo con terrore. Questa volta però le cose vanno diversamente e la nave incorre in una tremenda tempesta, naufragando su un'isola dimenticata da tutti, dimora di un illusionista che, abituato alla solitudine, accoglierà i quattro delinquenti con curiosità, mettendoli alla prova in una sfida mortale d'intelletto e battaglie. Mente e materia: puzzle e combattimenti. Non potevamo chiedere di meglio.

Livello zero

Vi ricordate delle vecchie mappe dei dungeon che si usavano per giocare a D&D? Quelle formate da tanti quadretti, ciascuno una stanza, e simboli strani o convenzioni di segni per indicare i vari luoghi d'interesse. Legend of Grimrock 2, come il suo predecessore, fa di questa usanza nota nel mondo degli RPG cartacei il fulcro della sua intera esperienza. Prima di tutto però dovremo creare i nostri quattro prigionieri. Il character creator è identico al primo titolo, con qualche nuova introduzione ed un ribilanciamento chiesto a gran voce. Ogni personaggio potrà appartenere a una tra cinque razze diverse, ciascuna con tratti unici, e in seguito a una tra otto classi, anch'esse con abilità relative. Successivamente occorre distribuire le statistiche come meglio crediamo, in un numero fissato a priori uguale per tutti i membri del party.
Ritroviamo le usuali Forza, Vitalità, Destrezza e Volontà (leggere: Intelligenza), per cui nulla di nuovo sotto il sole. Infine avremo due punti da spendere in una lista di una quindicina circa di skill che aumentano le statistiche derivate da quelle principali, come la probabilità di colpire i nemici o di evitare i loro colpi, oppure abilitano all'uso della magia o altre abilità. La forza di un simile sistema è che combina una discreta varietà di scelte possibili con una semplicità e immediatezza che ci ha fatto davvero piacere riscoprire dal primo titolo.

Venendo da un periodo piuttosto denso di RPG vecchia scuola, non abbiamo potuto non notare quanto sia pernicioso e pedante doversi studiare troppo a lungo ogni personaggio ancor prima di iniziare a giocare. Wasteland 2 è l'esempio peggiore in questo senso, ma anche lo stupendo Divinity: Original Sin soffre di questa pecca, seppure in maniera molto ridotta rispetto all'opera di inXile, in cui sbagliare a distribuire statistiche e skill equivale a ricominciare da capo dopo una manciata di livelli. L'ultimo titolo Almost Human per fortuna perdona le scelte dei giocatori nella fase iniziale, a meno di storture che forse solo chi non ha mai giocato un RPG potrebbe commettere. Eppure, nonostante questo, è sicuramente il più difficile in assoluto del trittico appena citato. Diciamolo chiaramente: Legend of Grimrock 2 è un vero bastardo.
Senza negare al giocatore possibili percorsi evolutivi dei personaggi a causa di scelte azzardate, semplicemente i punti cardine su cui si basa l'intera produzione presumono che si sia giocato il primo episodio. Enigmi intricati, criptici e lunghi da risolvere; combattimenti al limite della frustrazione: la curva di difficoltà è una linea retta tarata su Damn, I'm Good, e non citiamo un famoso shooter a caso. Infatti il più grosso difetto del titolo è proprio che costringe a continui e ripetuti combattimenti contro una marea di mostri. L'incedere più riflessivo, più opprimente e tombale del primo episodio lascia il posto a una specie di frag-fest di bestie rare e letali, che sembrano fatte di testosterone da quanto sono dure da abbattere. La più grossa novità è l'introduzione degli ambienti aperti, di superficie, e tutta la mappa gigantesca di Legend of Grimrock 2 rimpiazza la verticalità del mega-dungeon del predecessore con la vastità dell'isola di Sleet. Non mancano comunque i dungeon veri e propri e gli ambienti chiusi, momenti in cui Grimrock eccelle senza alcun rivale e, anzi, proprio grazie alla dimensione orizzontale delle mappe, Almost Human è stata in grado di offrire una varietà decisamente superiore delle ambientazioni. Inoltre, come da manuale, la trama legata a doppio filo con le mappe di gioco e -raccontata tramite lettere divertite del mago illusionista- stuzzica la progressione e contribuisce a quel sense of wonder tipico degli RPG meglio riusciti. L'esplorazione è una vera gioia in questo seguito e gli enigmi sono così ben pensati da risultare stimolanti e incredibili da risolvere: ancor più che in passato, dopo che avrete aperto le porte della piramide di Umas o affrontato nell'ordine giusto gli elmentali degli Archivi, rimarrete increduli. E se sarete bloccati (e lo sarete), vi basterà cambiare lato della mappa per poi tornare sui vostri passi a mente fresca, con qualche oggetto in più e qualche informazione supplementare su come proseguire.

A questa eccellenza di level design e puzzle solving, purtroppo si accosta un difetto troppo preponderante per ignorarlo. Il sistema di progressione che abbiamo già lodato, subisce un arresto che mina purtroppo la giocabilità di questo seguito. Potremmo citare l'inventario un po' troppo difficile da navigare, soprattutto in virtù del fatto che tutti i combattimenti sono in tempo reale e non a turni, che vi costringe quindi a calibrare con precisione certosina ogni gesto del mouse per cliccare su una pozione al momento giusto; ma non è questo il punto. L'abbiamo già anticipato, ma è l'eccessiva presenza di mostri che vi bloccherà, più degli enigmi. Inoltre le bestie sono pure molto dure da uccidere e il grinding non è possibile per proseguire, dato il respawn presente ma molto basso e non sfruttabile a tale scopo (scelta questa che appoggiamo in pieno). In quantità e difficoltà degli scontri, Legend of Grimerock 2 esagera, costringendo a frequentissimi ricarimenti e a tattiche specifiche solo per superare una stanza. In altri titoli il livello delle battaglie così punitivo è stato persino un pregio, ma a fronte di una progressione dei personaggi non graduale, nè in termini di equipaggiamenti, nè di esperienza ottenuta, ben presto si incorrerà nella frustrazione. E il combat system, tanto apprezzato come vera novità nel primo titolo, qui mostra il fianco a tutti i suoi limiti, dato che non è stato in nessun modo alterato. Avremmo voluto ad esempio più magie o abilità ad area, per bloccare o danneggiare più tasselli contemporaneamente e velocizzare ogni scontro; oppure una maggiore presenza tattica nella disposizione del party. Invece purtroppo affronterete spesso i nemici ad uno ad uno in uno stretto corridoio, in una fila indiana francamente noiosa e poco stimolante.
Infine, il comparto tecnico rinnovato fa molto bene il suo dovere e la grafica più dettagliata rende giustizia ad ambientazioni amene e a tratti surreali, che non mancheranno mai di stupirvi. Sottolineiamo comunque una certa pesantezza del motore sulle macchine più vecchie, che si fa sentire nei numerosi luoghi all'aperto, dove la distanza del Level of Detail è davvero alta, ma anche esosa in termini di risorse e non scalabile adeguatamente dalle opzioni. Anche il comparto audio è di alto livello, a partire dalla splendida maintrack, per finire con le tracce dedicate ad ogni ambientazione che esplorerete. Il livello di immersione è molto alto ed è un peccato che una progressione così punitiva penalizzi l'intero titolo, perchè per il resto Legend of Grimrock 2 rasenta davvero l'eccellenza.

Legend of Grimrock 2 La nuova fatica Almost Human è un'ode alla tenacia e alle meccaniche che han reso il primo Legend of Grimrock una perla rara tra le produzioni indipendenti. Non aspettatevi stravolgimenti, ma una mappa ancora più grande, con una varietà incredibile di oggetti, ambientazioni, nemici e situazioni da risolvere. Gli enigmi sono il punto forte anche di questo nuovo episodio, risultando ancora più brillanti e meglio posizionati. Un vero peccato quindi che, anche al livello di difficoltà normale, la progressione dei personaggi cozzi amaramente con le durissime battaglie. Nonostante non sia necessaria una pianificazione meticolosa dei punti statistica al di là del buon senso ruolistico, l'eccessiva presenza di mostri da affrontare spezza l'incanto esplorativo e la soddisfazione incredibile nel risolvere i bellissimi puzzle. Non stiamo parlando solo di livello di difficoltà (comunque selezionabile), ma proprio di posizionamento e quantità dei combattimenti: sembra a tratti di giocare a un FPS, con però tutte le limitazioni delle lotte grid-based. Non fraintendeteci: Legend of Grimrock 2 è un titolo incredibile per la quantità e la qualità delle situazioni intelligentemente proposte. I ragazzi di Almost Human sono dei dungeon master sopraffini, senza dubbio. Questo seguito lo vediamo quindi come un'avventura creata per giocatori esperti, già rodati da anni di esperienza e battaglie all'ultimo sangue nelle situazioni di ruolo più disperate. E proprio per questo siamo sicuri che nel tempo Legend of Grimrock 2 rimarrà nei cuori dei giocatori, forse ancora di più del primo titolo, proprio a causa di una sfida quasi eccessiva che costringe a muoversi con estrema cautela, conoscendo già le meccaniche di base a menadito. Sarete in grado quindi di aprire l'accesso all'isola centrale, passando per i crudeli meandri delle rovine di Desarune, le paludi di Keelbreach e le spiagge di Hamlet infestate dai mannari? Di svelare il mistero delle statue dei Filosofi e di forgiare le quattro pietre elementali? Abbiamo come la sensazione che non ce la farete. A voi la sfida.

8

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