Recensione Lego Batman 3: Gotham e Oltre

C'è una crepa nei mattoncini Travveler's Tale...

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Lego Batman 3: Gotham e Oltre
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • 3DS
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tremendo! Iniziare a giocare con questo Lego Batman 3: Gotham e Oltre, con il ricordo ancora fresco di Lego Marvel Super Heroes è proprio così: tremendo! Il penultimo titolo Lego, il ventiquattresimo della serie (ventiquattro, per tutti i maledetti mattoncini!), è un videogioco solido, ben costruito, ma indovinate un po'? Per la prima volta si percepisce una stanchezza generale che rende le continue citazioni e le consuete dinamiche di gameplay farraginose come non mai, spente, e fin troppo elaborate per risultare davvero divertenti. Uno scivolone importante dopo la sorprendente freschezza del loro ultimo lavoro, quel Marvel Super Heroes che ha saputo continuare la tradizione in idee e qualità, per la prima volta anche su Xbox One e PlayStation4.

BAT-RITMO

Lego Batman 3: Gotham e Oltre è il classico gioco Traveller's Tale, e di conseguenza il classico gioco Lego, a cui sono state operati tanti piccoli cambiamenti per renderlo sufficientemente nuovo, ma non migliore. Per questo terzo capitolo dedicato a Batman (e a un altro “milione” di personaggi DC), Traveller's Tale abbandona completamente la struttura semi open world dei passati episodi, concentrando l'azione in livelli più raccolti e costruiti appositamente per dare corpo e contesto agli innumerevoli enigmi di cui il gioco è infarcito. Peccato che questa scelta non ci porta a livelli più dettagliati, ma a mio modo di vedere e di giocare, il risultato ricorda da molto più vicino vere e proprie scatole cinesi, da cui si vuole uscire/scappare il prima possibile. Per me il ritmo di un gioco è importante, è come una playlist di un disco o la scaletta di un concerto, e deve essere vario, capace di creare emozioni, di stravolgere tutto e ritornare sui suoi passi, e sempre quando meno se lo aspetta il pubblico. Il ritmo di Lego Batman3: Gotham e Oltre non è un buon ritmo, e questo effettivamente è una delle più grosse sorprese in negativo di questo gioco. Il problema della prima metà dei livelli è l'estenuante sequenza d'azioni necessarie per far avanzare la trama: per uscire la prima volta dalla BatCaverna, dovremo per esempio affrontare macchinari impazziti, decodificare computer su computer e una volta al razzo che dovrebbe portarci nel livello successivo, fargli il pieno e finirlo addirittura di costruire.

Nella seconda parte del gioco, che nella sua totalità è composto da quindici livelli di lunghezza variabile, Lego Batman 3: Gotham e Oltre abbandona l'espediente delle scenografie famose per virare verso ambientazioni originali e che soltanto a tratti risultano all'altezza. Non mancano anche questa volta innumerevoli sorprese, che nel caso di Gotham e Oltre hanno la forma di piccole sezioni alla guida di veicoli, sezioni platform speciali ambientati in una rete molto simile a quella di Tron, e addirittura fasi in cui il gioco si trasforma in un incasinatissimo clone di Resogun.

INCEPPI E VESTITI

Il gameplay di Lego Batman 3: Gotham e Oltre ruota tutto attorno alle diverse divise che gli oltre 150 personaggi presenti potranno indossare. Rispetto al passato, dove per cambiarsi d'abito era necessario raggiungere delle postazioni apposite, in questo terzo episodio è possibile accedere al guardaroba in ogni momento. Per rendere le cose un po' più semplici e meno cervellotiche, c'è anche un tasto per cambiare tuta automaticamente e in base all'enigma da superare che avremo davanti. Questa velocità d'azione ci viene fornita non per rendere le cose meno noiose, ma perché ora cambiare d'abito è costante ossessiva. Forse i Travveller's Tale si sono fatti prendere un pochino la mano, visto che viaggiamo su una media di almeno cinque cambi ogni dieci minuti di gameplay, roba da far spaventare anche una ballerina del Bolshoi.

L'azione è costantemente spezzata da questo tipo di enigmi, che costringono a noiosi balzelli nel guardaroba perché ogni divisa equivale a un'abilità. In realtà le cose sono anche più macchinose, perché questi cambi dovranno essere effettuati tra tutti i diversi personaggi con cui ogni livello ci metterà alla prese, non soltanto con uno. Alla fine ti senti quasi ubriaco: che devo fare, con chi devo farlo, ma soprattutto perché devo farlo? Ecco, un altro guaio di Lego Batman 3: Gotham e Oltre è l'illogicità della maggior parte dei suoi enigmi, col risultato che nulla ha davvero senso e tutto appare poco chiaro nonostante il gioco non sia certo avaro di indizi. Addirittura i combattimenti si sono fatti più confusi e imprecisi, trasformando un semplice ma rifinito “picchia picchia”, in un “button smasher” di basso livello. Dite che forse undici giochi Lego in tre anni sono un po' troppi anche per una catena di montaggio rodata come quella messa in piedi dai Traveller's Tale? Tecnicamente siamo perfettamente in linea con quanto visto e giocato in Marvel Super Heroes, Lego Batman brilla però soprattutto nel comparto audio, dove trovano spazio numerosi brani storici e voci che stupiscono sia nella versione in lingua originale che nell'ottimo doppiaggio italiano.

Lego Batman 3: Beyond Gotham La situazione è apparentemente semplice, in realtà decisamente ingarbugliata. Il voto è facile assegnarlo, d'altronde è un gioco Lego, no? È lo stesso gioco che abbiamo imparato ad amare venti seguiti fa, e i Traveller's Tale non dimenticano come sviluppare un prodotto solido dal giorno alla notte. Insomma, con un sette mi metterei la coscienza a posto, tanto a chi non è mai piaciuta l'idea non gli importerà nulla, mentre la maggior parte di quelli che cliccheranno su questa recensione già sanno e sono pronti ad accettare tutto a prescindere. Invece questa volta voglio essere un po' più duro. Lego Batman 3 d'altronde fallisce in parte anche nell'essere un fan service imprescindibile, ruolo che ogni buon titolo Lego ha saputo svolgere egregiamente fin dalla nascita della serie. Sì, è pieno di personaggi caratterizzati alla perfezione, ma trovano spazio anche dei cameo decisamente inconsueti, come quelli del presentatore Conan O'Brien o del regista e attore Kevin Smith: fortuna che c'è anche Adam West, l'attore che interpretava Batman nella serie culto degli Anni'70, sia come extra da salvare che come prezioso personaggio giocabile.

6.5

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