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Recensione LEGO Harry Potter Anni 5 - 7

Il maghetto di Warner sbarca su PS Vita

LEGO Harry Potter Anni 5 - 7

Videorecensione
LEGO Harry Potter Anni 5 - 7
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS
  • PSVita
  • Pc
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Harry Porting

Dopo l’abbuffata, pericolosamente vicina al tramutarsi in una vera e propria indigestione, del lancio, la PS Vita si appresta ad entrare nel primo e delicatissimo anno di vita. I quasi trenta giochi che ne hanno accompagnato il debutto in Europa hanno sicuramente impressionato il pubblico nostrano non solo per quantità, ma anche per il livello medio di qualità raggiunto. Oltre ai noti picchi toccati da Uncharted: Golden Abyss, WipEout 2048 e Rayman Origins, tanti altri buoni titoli come Everybody’s Golf e Touch My Katamary hanno saputo attirare le attenzioni di fan e non.
Come anticipato però, è ora che le cose si fanno più difficili. Mentre dal Giappone continuano a pervenire preoccupanti dati vendita, Sony cerca di mantenere alto l’interesse intorno alla sua piattaforma con costanti nuove notizie riguardanti progetti in via di sviluppo.
Ad aiutare il periodo post-lancio di PS Vita, viene in soccorso Warner Bros. Interactive che propone il suo LEGO Harry Potter Anni 5-7. Sebbene si tratti di un porting, perfino reo di non possedere una feature assolutamente basilare nell’economia dell’esperienza, alla prova dei fatti il titolo si rivela sufficientemente divertente e perfetto al contesto portatile nel quale è stato tradotto.

Pochi nemici, molto divertimento

Le premesse sono le stesse che ormai contraddistinguono quella che può essere ormai definita una serie antologica, piuttosto che una saga. Al posto dei vari Star Wars e Indiana Jones, il brand di riferimento scelto è Harry Potter, del quale se ne ripercorreranno gli avvenimenti narrati nel quinto, sesto settimo e ottavo film. L’intreccio narrativo, come ormai da tradizione, verrà sciolto grazie a brevi e divertenti cut-scene assolutamente mute, che sfruttano la mimica degli omini di plastica che riproducono le fattezze dei vari personaggi conosciuti al cinema. Per quanto divertenti e utili siparietti per spezzare l’azione tra un livello e l’altro, solo chi ha visto le pellicole capirà realmente lo sviluppo della vicenda. Più che in altri episodi infatti, si lamenta la mancanza del parlato e, soprattutto, l’eccessiva cripticità di alcune scene. Se la risata non manca mai, solo chi possiede il giusto know how continuerà a seguire con interesse e condizione di causa ciò che viene malamente raccontato sullo schermo. Gli altri resteranno esclusi dal dono della conoscenza e si vedranno semplicemente catapultati da una location all’altra, senza sapere né il perché, né con quali propositi.
Del resto non è certo l’aspetto narrativo quello più importante in LEGO Harry Potter Anni 5-7, quanto il particolare gameplay e l’atipico divertimento che sa regalare.
Il titolo si compone di un nutrito numero di livelli, divisi in episodi e capitoli, che vi faranno rivivere i momenti più emozionati e memorabili de L'Ordine della Fenice, Il Principe Mezzosangue e I Doni della Morte. La struttura generale della produzione è quella di un gioco d’avventura in cui è quasi impossibile morire, ma capace di stimolare in maniera originale il videogiocatore, costantemente spinto a interagire in molteplici modi con gli elementi dello scenario sfruttando tutti gli incantesimi magici a disposizione dell’avatar di turno.
Traveller’s Tales, sviluppatore del gioco, ha infatti deciso di ridurre al minimo la presenza di nemici, burroni e altri elementi capaci di condurre a un prematuro game over. E’ una scelta sicuramente coraggiosa, molto lontana dal già semplice esordio dell’antologia con Star Wars, ma che indubbiamente paga. Sebbene scatenerete poche volte i vostri Patronus contro Dissennatori e Mangiamorte, dovrete usare con intelligenza il Reducto per distruggere alcuni oggetti, il Wingardium Leviosa per sistemare o creare alcune costruzioni, il Lumos per scacciare creature spaventate dalla luce e il Mantello dell’Invisibilità per passare inosservati in determinate circostanze. Con l’analogico destro infatti, sarete chiamati a gestire un nutrito numero di incantesimi per far apparire nuovi passaggi, risolvere semplici enigmi e ottenere oggetti che vi serviranno per creare alcune pozioni. Va da sé che i più piccoli, al quale la produzione è intimamente destinata, si lasceranno affascinare più facilmente, ma è un tipo di divertimento godibile a qualsiasi età indipendentemente da quanti RPG o FPS avete portato a termine in vita vostra.

Duelli tra maghi, ma solo in single player

C’è un altro elemento assolutamente non secondario del gameplay: la rigiocabilità di ogni livello. Dopo averli completati una prima volta infatti, sarete praticamente costretti a rivisitarli usando specifici set di personaggi, ognuno dotato di particolari abilità che vi permetteranno di mettere realmente le mani su qualsiasi sbloccabile presente. Hagrid, ad esempio, grazie alla sua forza è in grado di aprire alcune porte, mentre Ron userà il suo gufo per scavare in alcuni punti. Anche in questo caso avrete a che fare con enigmi piuttosto semplici da risolvere, ma comunque capaci di regalarvi immensa soddisfazione e di premiarvi con gustosi extra.
Tra un livello e l’altro, capiterà poi di dover prendere parte ai Duelli. Si tratta, in sostanza, di scontri 1 VS 1 dove all’utente sono permesse solo due tipi di interazione: decidere la direzione dell’incantesimo e parare con il giusto tempismo quelli lanciati dall’avversario. L’idea, per quanto capace di variare debolmente l’azione, fallisce parzialmente: il più delle volte infatti, vi basterà abbandonarvi a un selvaggio button mashing per avere la meglio nel giro di pochi secondi.

"La struttura della produzione è quella di un’avventura capace di stimolare in maniera originale il videogiocatore"

Una rapida menzione lo merita anche l’intelligentissimo level design che si sposa alla perfezione con la portabilità sottesa. Grazie anche a tempi di caricamento assolutamente contenuti, è possibile dedicarsi a una rapidissima partita senza per questo perdere il filo dell’azione o snaturare eccessivamente l’esperienza. Il merito va all’architettura di ogni livello: diviso ermeticamente in una serie di ambientazioni indipendenti l’una dall’altra, completabili in una manciata di minuti.
Per quanto riguarda le feature della console, queste non vengono praticamente tirate in ballo in alcun modo. E’ possibile lanciare gli incantesimi toccando il touch-screen, ma si tratta di una feature ignorabile e incapace di aggiungere alcunché al gameplay.
Purtroppo questo porting per PS Vita si macchia di una terribile colpa: la mancanza del multiplayer cooperativo. Chi ha un minimo di dimestichezza con l’antologia sa bene quanto diventi enormemente più godibile l’esperienza quando condivisa con un amico. Purtroppo, se era ragionevole l’esclusione dell’online, Warner Bros. Interactive ha negato anche le gioie del locale, rendendo Harry Potter Anni 5-7 un’esperienza forzatamente single player. La pecca è piuttosto grave, per quanto il contesto portatile ne attenui gli effetti deleteri.
Graficamente il titolo vive di alti e bassi. I primi sono dovuti a un art design capace di tradurre al meglio in formato LEGO Hogwarts, il Ministero della Magia, casa Black e così via. Anche i modelli poligonali e le animazioni convincono appieno. I bassi invece, si devono a un frame-rate spesso balbettante e all’eccessiva compressione subita dai filmati che mostrano una qualità quanto meno rivedibile. In generale comunque la qualità c’è e si vede, ma la PS Vita è sicuramente capace di fare di meglio e senza fastidiosi rallentamenti.
Altalenante anche il sonoro, per quanto convincente. Le musiche, tratte direttamente dai lungometraggi, accompagnano ottimamente l’azione e amplificano la fascinazione di ogni ambientazione. Deludenti gli effetti sonori invece, alcuni dei quali hanno evidentemente subito un’eccessiva compressione.
Sul fronte della longevità l’unica pecca da segnalare è il mancato multiplayer. Per il resto, il numero abbondante di livelli da giocare e rigiocare e la trasbordante quantità di sbloccabili presenti, vi terranno impegnati a lungo.

LEGO Harry Potter Anni 5 - 7 LEGO Harry Potter Anni 5-7 non tradisce la formula ormai consacrata da Warner Bros. Interactive. Rispetto alla versione casalinga non si ravvisano aggiunte di alcun tipo, mentre pesa l’assenza del multiplayer. Ciononostante il titolo, grazie al suo level design, sopperisce a questa lacuna con un alto tasso di portabilità che lo rende un gioco perfetto per essere fruito tra una breve attesa e l’altra. Certo, chi può deve assolutamente optare per la versione casalinga, ma Harry Potter non sfigura affatto sulla piccola PS Vita nonostante diversi difetti anche dal punto di vista grafico.

7

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