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Recensione LEGO Star Wars 3: The Clone Wars

I mattoncini LEGO tornano in una galassia lontana lontana.

LEGO Star Wars 3: The Clone Wars

Videorecensione
LEGO Star Wars 3: The Clone Wars
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • 3DS
  • Psp
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Introduzione

Impossibile non conoscere la LEGO, azienda fondata nel 1916 da Ole Kirk Christiansen. Ebbene, i celebri ed amatissimi mattoncini hanno attraversato nella loro lunghissima carriera diverse fasi di crescita, la cui ultima (e a furor di popolo, una delle più importanti) è strettamente legata al mondo dei videogames. Basti pensare a LEGO Harry Potter: Anni 1-4, LEGO Stunt Rally, LEGO Indiana Jones: The Original Adventures e relativo sequel (ovvero LEGO Indiana Jones 2: L' avventura continua), seguiti dal notevole LEGO Batman. E ai Lego Star Wars. E proprio relativamente a questi ultimi, gli sviluppatori di Traveller's Tales e il produttore Activision Blizzard hanno deciso di aggiungere un ulteriore tassello alla saga, che mette sotto i riflettori la ben nota Guerra dei Cloni, a cui il patriarca George Lucas ha deciso di dedicare un’intera serie animata (e film in CG annesso), slegando il tutto dall’esalogia principale.
Ma i ‘cloni’ del gioco non sono gli unici protagonisti del caso, visto che con gli anni la serie videoludica LEGO è stata vittima di un effetto copia-incolla notevole e marcato, che non ha ad ogni modo influenzato negativamente i favori del pubblico e della critica (perlomeno, gran parte di essa). Come si suol dire, ‘squadra che vince non si cambia’. Riuscirà LEGO Star Wars III: The Clone Wars a mantenere saldo il valore di questo proverbio?

La Guerra dei LEGO

Diciamo che il discorso si potrebbe chiudere con un laconico ‘sni’, sebbene a conti fatti ciò eviterebbe di mettere sul piatto della bilancia tutte le positività (e le negatività) dell’ultimo nato in casa LEGO. Difatti, The Clone Wars altri non è che la summa di tutta l’esperienza accumulata in questi anni di videogiochi dedicati ai ben noti mattoncini per bambini e ragazzi di tutte le età: innanzitutto partiamo col dire che gli sviluppatori hanno preso di peso la serie TV di Star Wars: La Guerra dei Cloni, reinterpretandola in chiave LEGO e riprendendo quindi tutti protagonisti, le sequenze più celebri e gli eventi più importanti che hanno scandito la saga televisiva da cui trae ispirazione. Il tutto condito da una notevole e sana dose di humor.
E fin qui nulla di strano o particolarmente diverso dal solito. A livello di trama (se così si può definire il background narrativo della serie LEGO), quest’ultimo VG dedicato a Guerre Stellari evita di proporre un mix di sequenze celebri della serie TV omonima, offrendo invece una sceneggiatura del tutto originale, legata a doppio filo ad alcuni cattivi storici della saga creata da George Lucas (tra questi, il perfido androide Grievous, oppure l’enigmatico Sith oscuro Dooku). La trama dei livelli si incrocerà quindi di capitolo in capitolo, tessendo una narrazione frizzante e mai noiosa (complice anche la mole di gag e trovate umoristiche, sempre e solo mimate e quindi prive di dialoghi parlati).

Ed anche il gameplay fa pesantemente il verso ai precedenti videogames targati LEGO. Difatti, LEGO Star Wars III: The Clone Wars immergerà il giocatore in livelli di grandi dimensioni, al cui interno dovrà impegnarsi in furiose battaglie contro decine e decine di avversari, alternate ad un alcuni semplici enigmi ambientali risolvibili sfruttando le peculiarità di ogni personaggio (con la consueta possibilità di passare dall’uno all’altro protagonista in tempo reale). Il sistema di combattimento altri non è che button smashing selvaggio, che consentirà di fare a pezzi (è proprio il caso di dirlo) le orde di avversari che ci ostacoleranno per i vari livelli di gioco. Il puzzle solving interviene quindi come una sorta di divertissement alle fasi d’azione nude e crude, risultando più come una breve pausa che come un elemento predominante del gameplay. Capiterà inoltre di trovarci a dover seguire le gesta di gruppi di personaggi separati, sempre con la possibilità di passare da un team ad un altro con la semplice pressione di un tasto, oppure di pilotare i celebri mezzi spaziali di Star Wars, in divertenti battaglie motorizzate in perfetto stile LEGO (si va dai caccia della federazione ai vari mezzi volanti della Repubblica).

La Forza scorre potente nei LEGO...

Forse, le prime noti dolenti si fanno però sentire nel momento in cui ci troveremo a dover affrontare l’ennesima battaglia campale offerta dal gioco, in cui l’unica cosa da fare sarà premere a più non posso i pulsanti del pad sino a che l’ultimo nemico non sarà stato fatto a brandelli (o meglio, a mattoncini).
Se da una parte ciò renderà il gioco molto piacevole per l’utenza under-14, è altresì vero che i più grandicelli coglieranno subito un level design atto a vanificare ogni accenno di esplorazione (che era invece presente nei precedenti LEGO Batman e LEGO Indiana Jones), limitandosi a proporre ben pochi guizzi creativi. Ad ogni modo, tuttavia, l’armamentario in nostro possesso è quantomeno ricco e variegato: si va dalle classiche spade laser, passando per fucili al plasma, pistole, mitragliatori imperiali e bombe di vario genere. Ma a colmare le lacune di design di LEGO Star Wars III: The Clone Wars, interviene la possibilità di conquistare alcuni segmenti di mappa sotto il controllo del nemico, in maniera molto simile ad un vero e proprio RTS (Real-Time-Strategic, ovvero uno strategico in tempo reale); tramite un semplice menù, ci ritroveremo infatti a gestire risorse, unità d’attacco e torrette difensive, sempre e solo in perfetto stile LEGO. Non sarà certo il nuovo capitolo di Command & Conquer ambientato in una galassia lontana lontana, ma è sicuramente un buon tentativo di variare l’offerta ludica dell’ultimo nato in casa Traveller’s Tales.

La possibilità di rivisitare i livelli di gioco utilizzando qualsiasi personaggio da noi sbloccato nell'avventura principale, ci permetterà di scoprire i tanti segreti sparsi per i livelli. Ed è in questa modalità, chiamata per l’appunto Gioco Libero, che due giocatori in split-screen potranno spassarsela a più non posso, affrontando in coppia la maggior parte delle situazioni offerte dalla modalità Storia principale. Se da un lato ciò aumenta la longevità del titolo (che nella sola modalità per giocatore singolo non supererà le 6 ore complessive), è altrettanto vero che non lo farà per un periodo di tempo troppo esteso.
Ma dove LEGO Star Wars III: The Clone Wars è sicuramente inattaccabile, è relativamente al comparto tecnico e scenografico: il mondo di gioco è realmente impressionante, coi modelli di personaggi, ambientazioni, creature e veicoli, fedelmente ricostruiti con i mattoncini LEGO e, per l’appunto, facilmente smontabili e rimontabili a piacimento. Vedere Obi Wan Kenobi prendersela con un Anakin Skywalker in perfetto stile LEGO è un’emozione che gli appassionati storici della saga di George Lucas si godranno volentieri, ancora una volta. Peccato solo per una telecamera di gioco che, soprattutto nelle situazioni più concitate, tenderà a non seguire come si deve la sequenza di eventi (con conseguente frustrazione temporanea del Cavaliere Jedi di turno). Chiude il cerchio una colonna sonora epicheggiante al punto giusto, tratta dalla partitura originale del celebre John Williams e qui riveduta e corretta per l’occasione; ed il ‘quadro Star Warsiano’ è da definirsi in questo modo completo.

LEGO Star Wars 3: The Clone Wars Concludendo, con LEGO Star Wars III: The Clone Wars ci siamo ritrovati fra le mani proprio il genere di prodotto a cui da anni ci ha abituati il team di sviluppatori di Traveller’s Tales: divertimento, comicità e immediatezza sono infatti il biglietto da visita dell’ultimo videogioco Activision Blizzard, a cui va ad unirsi un ottima replica delle atmosfere della saga televisiva omonima da cui trae ispirazione (personaggi, scenari e colonna sonora inclusi). Ovviamente, giocato in compagnia LSW III sprigiona tutto il suo potenziale ludico, ma è altresì vero che si tratta per sommi capi dell’ennesima riproposizione di meccaniche di gioco sostanzialmente invariate rispetto ai precedenti capitoli della serie (con tutti i pro e i contro del caso). A rigor di logica, quindi, ci sentiamo di consigliare il gioco soprattutto a coloro che non si sono mai avvicinati alla serie LEGO prima d’oggi. Tutti gli altri, si preparino all’ennesima passerella di mattoncini da smontare a suon di spade laser, conditi da simpatiche gag a sfondo cinematografico. Nulla di più, nulla di meno.

7

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