Lethal VR per PlayStation VR Recensione

Un poligono di tiro che cambia forma ad ogni livello e promette una grande varietà di armi. Ma sarà abbastanza?

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Lethal VR per PlayStation VR
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    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

E fu così che anche il Team 17, distolto lo sguardo dal solito Worms, decise di allenarsi con la realtà virtuale. Lethal VR è proprio questo, un esercizio, ed è chiaro fin da subito. Non è certo l'unico, anche tanti altri bei giochi per la VR lo sono, semplici apripista per testare e tastare questo nuovo far west tecnologico, ma qui, forse, si è andati un pizzico oltre. Il gioco è già disponibile da qualche settimana su HTC Vive, e solo ora arriva anche su PlayStation VR. Ecco come è andato il porting e cosa è irrimediabilmente cambiato.

Shooting Star

Intanto partiamo dal genere, anche se basta una sola immagine per capire tutto di questo piccolo gioco. Si tratta di un classico shooting range, idea semplice quanto geniale, che ci riporta dritti all'epoca d'oro delle Light Gun, le pistolacce di plastica che tanto ci hanno fatto divertire nei secoli passati. Un paio di queste, la NES Zapper e la Guncon di Namco, sono persino entrate di diritto nella storia dei videogiochi, grazie alle loro linee inconfondibili e grazie a certi preziosi titoli. Impossibile dimenticarsi di Duck Hunt, Hogan's Alley (anche in sala giochi!), Time Crisis (Action!), Point Blank (la perfezione), e poi Mad Dog McCree, House of The Dead... Lethal VR fa parte di questa poi non così folta schiera di videogiochi, però ne è anche una riduzione ai minimi termini, di scenografie, di ambientazione, e di conseguenza manca quell'abbrivio che ti lancia nell'azione, la foga di riprovarci ancora e ancora.

Lethal VR è volutamente generico, impersonale e nella prima mezz'oretta anche discretamente noioso: t'aspetti il fuoco dalle dita, e invece due colpi di stantuffo, pshhh e puffffs, ed ecco comparire il cartonato cerchiato in rosso da colpire. Niente musica, niente colpi d'occhio, ma soltanto il bianco laboratorio e il freddo metallico del nulla meccanico proposto. Dopo una manciata di round, ecco spuntare le prime armi bianche: siamo chiamati a tirare dei coltelli contro dei bersagli, sempre cartonati, ma questa volta con delle fattezze umane. Con le armi da lancio, arrivano anche i primi problemi di questa nuove versione per PlayStation VR di Lethal VR: non è così preciso come potrebbe esserlo. Il gioco nasce su HTC Vive, e sfrutta le potenzialità del Room Scale, permettendo un azione no-stop a trecentosessanta gradi: ruotare sul posto è fondamentale nel gioco originale! Il PSVR tutto questo non può permetterselo, e il team di sviluppo è stato costretto ad operare grandissimi cambiamenti nel level design. Su PlayStation l'azione si svolge a centottanta gradi, che è comunque ancora troppo quando oltre a mirare è richiesto lanciare una stelletta ninja, o un machete, o proprio i pugnali di cui vi abbiamo parlato prima, e con entrambe le mani, compresa quella più lontana e probabilmente coperta dal nostro corpo o dal secondo Move.
Da notare che anche su Vive ci sono delle lamentele al riguardo.Decisamente meglio va con le armi da fuoco, visto che non richiedono un movimento importante del braccio, anche se in questo caso, la precisione ci è sembrata comunque inferiore a quella di un Until Dawn Rush of Blood, specialmente quando l'azione si svolge "in periferia". Quello che ci è piaciuto di più è la fisicità richiesta nelle fasi più avanzate: ci sono alcuni livelli che ci hanno fatto sudare le proverbiali sette camicie, ma nel vero senso della parola, quando le scenografie si faranno anche più interessanti, riproducendo con lo stesso stile "realistico" frammenti di città, o camere futuristiche dalle finestre multiformato.

Quando però le cose inizieranno a farsi davvero molto interessanti, anche perché noi stessi avremo imparato dove e come muoverci per rimanere il più possibile nel campo visivo della PlayStation Camera, Lethal VR termina, costringendoci a tornare sui livelli migliori per migliorare il nostro high score. E qui troviamo una delle più gravi lacune di questo gioco: le classifiche sono solo offline, e prendono in esame esclusivamente i punteggi fatti sulla nostra console. Bentornato 1989! Con uno sforzo in più, Lethal VR sarebbe potuto essere un gioco molto interessante, sia su HTC Vive che su PlayStation VR, dove una stretta alle viti del tracking pensiamo si possa comunque ancora dare. Così com'è, si tratta di pulviscolo, divertente ma pur sempre pulviscolo.

Lethal VR Lethal VR? Graficamente non mostra nulla di speciale, il sonoro è quasi inesistente, il tracking su PlayStation andrebbe migliorato e le armi da lancio non funzionano come dovrebbero. Quando però si entra nel vivo dei livelli migliori, ci si imbatte in uno shooter intenso e divertente, che richiede anche in versione console una buona mira ma anche una certa agilità (girarsi di scatto sulla destra e mettersi in ginocchio per colpire il prima possibile quel bersaglio fuori dalla finestra è stato meraviglioso!) Torneremo sicuramente più volte a sparare con quella 44 Magnum, ma non a tirare lame, che solo il ricordo ci mette il nervoso. Ma giocando a Lethal VR ci sono venute in mente anche due cose che siamo certi ci ossessioneranno per tutto il 2017: vogliamo Police Quest VR, e vogliamo un nuovo sistema di tracking super lusso per il nostro visore Sony. Siete con noi? E quanto sareste disposti a spendere?

6.8

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