Recensione Level Up

Un modernissimo fumetto fra le difficoltà della vita e i videogiochi

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Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il mondo del fumetto indipendente ha sempre toccato argomenti ed ambientazioni inusuali, osando in direzioni poco battute dalle produzioni commerciali tradizionali.
Solo recentemente, però, i videogiochi hanno iniziato ad essere utilizzati come fonte d'ispirazione per ambientazioni e storie di ogni tipo, un po' come è accaduto per il cinema.
Level Up si avvicina all'argomento seguendo un percorso particolare, utilizzando il mondo dei videogiochi in maniera collaterale per parlare della vita di una persona, tra i successi e le difficoltà che portano dalla giovane età alla maturazione.

Passaggio di Livello

Level Up è una graphic novel ideata da Gene Luen Yang, già arrivato al successo con la precedente American Born Chinese del 2006, fumettista americano che inserisce molto spesso nelle sue opere i videogiochi e le difficoltà insite nel nascere e vivere in occidente per un ragazzo di origini asiatiche.
In Level Up, infatti, il protagonista è Dennis Ouyang, bambino che si avvicina al mondo dei videogiochi nel modo più classico, probabilmente accaduto a tutti noi: guardando dal basso un cabinato e cercando di trovare ogni giorno nuove monetine per giocarci.
I suoi genitori, però, non hanno assecondato tale passione nascente, spingendolo invece verso un futuro fatto di studi universitari in medicina, per diventare gastroenterologo.
La presenza dei videogiochi all’interno della storia è differente rispetto a quella che si può trovare in un’altra opera di successo nell’ambito delle graphic novel: quello Scott Pilgrim che ha raggiunto anche le sale cinematografiche grazie al film di Edgar Wright.
Come giustamente fatto notare da Roberto Recchioni nell’introduzione al volume, Scott Pilgrim dipinge un mondo surreale e vivace, mentre Level Up è decisamente più introspettivo e delicato.

Magic Fairies

L’uscita del NES è stata sicuramente un passo fondamentale nella giovinezza di Dennis e i videogiochi l’hanno quindi accompagnato durante la crescita, dandogli supporto nel periodo della morte del padre e tenendolo per mano fino al all’università.
Proprio quando gli studi sono diventati più impegnativi e complessi però, la voglia è mancata e i videogiochi si sono trasformati in un luogo in cui rifugiarsi, per dimenticare le difficoltà della vita.
Proprio quando il tempo continua a scorrere e gli esami non superati si accumulato ecco che accade l’inspiegabile: quattro fatine simili a quelle presenti in ogni episodio di Zelda fanno visita a Dennis, spingendolo a riprovarci e aiutandolo nelle faccende di tutti i giorni, in modo da potersi concentrare al massimo sugli studi, riguadagnando il tempo perduto.
Dennis, quindi, ritroverà la voglia di fare, si farà nuovi amici e abbandonerà temporaneamente i videogiochi per focalizzarsi sulla vita vera, inseguendo il futuro che i suoi genitori hanno immaginato per lui.

Tratto delicato

I disegni di Level Up sono opera di Thien Pham, disegnatore statunitense che, come Gene Luen Yang, è di origini asiatiche.
Il suo tratto è scarno, quasi essenziale, ma diversamente da quanto si potrebbe supporre riesce perfettamente nell’intento di trasmettere le emozioni provate dai protagonisti, nella loro alternanza tra momenti di esaltazione e altri di profondo dolore.
Proprio la storia, però, è la vera protagonista dell’opera e si discosta profondamente dalla produzione classica americana a base di super eroi invincibili: Dennis è un ragazzo comune che cresce con le proprie passioni e cerca di seguire la strada che è stata tracciata per lui, arrivando a porsi delle domande e a ribellarsi quando capisce che la vita che si era immaginato per il suo futuro è ben diversa da quella cui sta andando incontro.
In quest’ottica molti lettori si ritroveranno nei modi di vivere ed essere di Dennis, soprattutto chi ha trovato nei videogiochi il conforto necessario ad evadere dalla realtà per superare un momento particolarmente difficile o chi, dopo qualche mese di università, tornerà a casa sentendo di aver trovato dei nuovi amici, con il quale affrontare gli studi.

Level Up Level Up è una lettura piacevolissima per tutti gli amanti dei videogiochi e per chi apprezza una tipologia di fumetti particolare, lontana dal mainstream e dalle urla delle produzione contemporanea. E’ invece una graphic novel che parla piano, mettendo in evidenza i sentimenti e offrendo punti di vista differenti, tra drammi e sorrisi, con il mondo dei videogiochi sempre presente a fare da accompagnatore nella vita del protagonista. Un’opera in cui molti di noi potrebbero rispecchiarsi, divertendosi a trovare analogie e differenze, seguendo Dennis fino all’esilarante finale.

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