Recensione Life is Strange - Crisalys

Dai creatori di Remember Me, Twin Peaks incontra Uomini che odiano le Donne in uno dei videogame più interessanti di inizio anno

Life is Strange: Chaos Theory

Videorecensione
Life is Strange: Chaos Theory
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Dai, prendi il cd dal cassetto e balliamo un po’”. Chloe è sdraiata sul letto, il viso coperto dai suoi capelli azzurri, il drago disegnato sul braccio che si anima mentre la sigaretta dall’alto scende verso la bocca. Max si guarda in giro, apre un cassetto e tira fuori il cd. Lo infila nello stereo e dalle casse esce un frastuono fatto di chitarre distorte e casse rullanti: “Non ricordavo ti piacesse questa musica...”, dice all’amica. “Dai, non rompere, lasciati andare e balliamo”, risponde Chloe, mentre si alza in piedi sul letto e comincia a muoversi.
Max e Chloe erano amiche, amiche del cuore. Sono entrambe nate ad Arcadia Bay, una cittadina sperduta nella provincia dell’Oregon, e da lì si erano ripromesse di fuggire insieme. Max però è andata via prima, per colpa del lavoro del padre si è trasferita a Seattle a fare il liceo, per la vergogna è scappata quasi senza salutare. Chloe adesso è cambiata, il loro rapporto è diverso e loro sono diverse, ma c’è ancora quell’affetto di chi ha scoperto il mondo insieme. “La troveremo, Chloe, la troveremo”, assicura Max.
Life is Strange è un videogame, un’avventura, ma è soprattutto una storia che vale la pena vivere. Il nuovo gioco a episodi dei francesi di Dontnod, quelli dell’ottimo Remember Me, è un thriller raffinato, elegante, delicato come assai raramente capita nel nostro mondo tutto boom boom e bang bang. Un mix tra Uomini che odiano le donne e Twin Peaks, un romanzo di Stephen King che prende vita sullo schermo, un film indipendente da vivere con il pad in mano. È difficile sbilanciarsi dopo solo il primo dei cinque episodi previsti, sono tante le cose che potrebbero andare storte. Ma, come inizio, Life is Strange è davvero una bellissima emozione.

Ragazze interrotte

Life is Strange è un’avventura che racconta di Max e Chloe, due amiche diciassettenni che, dopo essersi separate, si ritrovano nella loro cittadina d’origine, Arcadia Bay, nell’Oregon. Il loro drammatico (non vi sveliamo nulla...) incontro farà capire a Max di avere un potere molto speciale: può riavvolgere il tempo di alcuni minuti, tornare indietro per evitare che qualcosa accada, manipolare gli eventi e le persone, vedere quale effetto può avere una scelta diversa. Intorno a questo espediente di gameplay s’innesta una storia che parla di amicizia, amore, del diventare grandi. Max e Chloe si metteranno sulle tracce di Rachel, una compagna di classe di Chloe scomparsa misteriosamente alcune settimane prima. Un giallo che ogni tanto sfocia nel paranormale e che si apre con una visione: la camminata in una foresta, un cerbiatto, il faro che dalla rupe domina sul mare in tempesta, un tornado che minaccia la costa e che raderà al suolo Arcadia Bay. Tre giorni, solo tre giorni per salvare la sua città e ritrovare Rachel. Ecco l’avventura che attende Max e Chloe.

Lo stile di gioco di Life is Strange è piuttosto simile a quello di The Walking Dead di Telltale, che gli stessi autori francesi considerano come una fonte d’ispirazione. Significa che non c’è molto da “giocare”, gli enigmi sono pochi, non c’è azione e, nel caso di Life is Strange, non ci sono nemmeno i quick time event. Ci sono tanti dialoghi, tante situazioni in cui dovrete però fare delle scelte, decidere come comportarvi: decisioni che andranno a influenzare profondamente non solo lo svolgersi della trama, ma anche i rapporti con i vari personaggi che popolano Arcadia Bay e l’accademia a cui siete iscritte. Qui entra in scena la possibilità di riavvolgere il tempo. Non c’è un limite a questo potere, se non in alcune scene “prestabilite” che non consentono seconde scelte. Eppure, non pensate che questo renda il gioco più semplice. Non c’è mai una decisione giusta o sbagliata, non c’è mai una via chiara da seguire. Life is Strange non è un gioco bianco e nero, ma è in scala di grigi. Quello che può sembrarvi giusto oggi potrebbe causarvi parecchi problemi domani. Perché se è vero che il sistema consente di vedere immediatamente quale effetto ha una scelta diversa in un dialogo o un’azione, è altrettanto vero che ogni cosa che farete avrà effetti più remoti, lontani nel tempo (magari negli episodi successivi) impossibili da prevedere all’inizio. Considerate anche che gli oggetti che raccogliete rimangono con voi anche se tornate indietro nel tempo: prenderli o meno potrebbe cambiare molte più cose di quello che pensate. Non vogliamo ovviamente anticiparvi nulla, ma abbiamo avuto modo di dare uno sguardo al secondo episodio per vedere come alcune delle scelte fatte all’inizio si sviluppano: possiamo assicurarvi che siamo rimasti davvero sorpresi, la trama di Life is Strange è molto più profonda e complessa di quello che appare all’inizio.

Un equilibrio perfetto?

Quando ho scoperto che in Life is Strange si poteva controllare il tempo, ho avuto un po’ paura. Ho pensato che Dontnod potesse commettere l’errore di Fahrenheit di David Cage, un titolo che partiva in maniera strabiliante e poi un po’ si perdeva tra scarafaggi fantasma giganti e corse in verticale sui muri. Insomma, da Seven era diventato The Matrix, e questo personalmente mi fece storcere un po’ il naso. In Life is Strange, però, la componente paranormale è tenuta bene sotto controllo dalla sceneggiatura, non appare mai forzata, e soprattutto non rovina minimamente l’atmosfera o il coinvolgimento. Certo, bisognerà vedere come andrà avanti, ma per ora l’equilibrio appare perfetto. Life is Strange non è un titolo come gli altri, è qualcosa di speciale, molto più simile a un film indie che a un videogioco. Ci sono decine di riferimenti ai classici del genere: il furgoncino di Chloe, per esempio, è targato Twin Pks, un omaggio alla famosa serie di David Lynch. Tutto è subordinato alla trama e ai personaggi. E tutto è così diverso dal videogame classico. Max è una ragazzina semplice, ha il seno piatto, si veste un po’ trasandata, è piena di dubbi e incertezze: un modello femminile decisamente lontano rispetto a quelli che solitamente ci propone l’industria dei videogame. Ci ha ricordato Ellie di The Last of Us, solo con un carattere molto meno forte e deciso. Nel corso del primo episodio, intitolato Crisalide, s’incontrano tanti personaggi che lasciano il segno. Chloe, naturalmente, che sarà più stereotipata (è la classica alternativa ribelle stanca della sua vita e convinta di essere migliore degli altri, però in fondo ha un cuore d’oro: un mix che fa subito innamorare di lei) ma colpisce comunque per la sua forza e voglia di vivere. Victoria, la compagna di classe saccente e arrogante, con cui Max dovrà confrontarsi nel corso del primo episodio. Il patrigno di Chloe, ex marine fissato con la sicurezza e convinto di essere ancora in guerra, anche se ora fa solo il guardiano della scuola di Chloe e Max. Tanti personaggi che hanno trovato un autore: il team di Dontnod guidato dallo scrittore americano Christian Divine, che pare davvero ispirato. Persino la musica in Life is Strange viene utilizzata in maniera diversa, è parte integrante non solo dell’esperienza di gioco, ma del mondo di Arcadia Bay. La scena in cui Max entra a scuola e si mette gli auricolari per ascoltare Obstacles di Syd Matters, mentre passa inosservata tra i compagni e il frastuono della prima ora di lezioni, è di quelle che si ricordano a lungo. Ci sono brani di Jose Gonzalez, musiche originali composte appositamente per il gioco da Johnathan Morali: c’è la scena nella stanza di Chloe, dove la musica e il ballo assumono la loro dimensione più pura, più nobile. Anche da questo punto di vista, Life is Strange è un prodotto senza dubbio fuori dal coro.

Se per voi un videogame è premere un tasto e sparare a qualcosa, se per voi la componente azione è fondamentale, allora forse Life is Strange non fa per voi. Ma se invece apprezzate le storie scritte bene, non banali, personaggi più profondi e articolati, dialoghi scritti con l’attenzione di chi ha lavorato al cinema e in tv, allora Life is Strange è un titolo che dovete provare. C’è una demo, gratuita, più che sufficiente per farvi un’idea e decidere se volete scoprire “cosa accade dopo”. Detto che il primo episodio costa solo 4,99 euro, e sinceramente non ci vengono in mente altri modi migliori di questo per spendere 5 euro.

Istruzioni per l’uso

Life is Strange è un’avventura composta da cinque episodi, il primo già disponibile al prezzo di 4,99 euro. Volendo, potete acquistarli tutte e cinque subito al prezzo di 19,99 euro. Purtroppo l’acquisto non è “cross-buy”: se comprate su PlayStation 4 e volete giocare anche su PS3, dovrete sborsare di nuovo la cifra. La realizzazione tecnica è buona ma non strappa applausi per direzione artistica o effetti particolari: il gioco, che usa l’Unreal Engine 3, utilizza un particolare effetto “pennello” per far sembrare i personaggi come dipinti a mano. Il risultato finale convince, soprattutto perché tutto è curato nei dettagli, dalle ambientazioni al design dei personaggi. La cosa più importante è che i volti dei protagonisti sono animati con il giusto realismo, le inquadrature sono sempre attente, sapienti: sembra davvero di guardare una serie tv. L’audio ed i sottotitoli sono in inglese: purtroppo al momento questo potrebbe essere un deterrente per molti che speravano almeno in un adattamento dei testi. La colonna sonora, per quello che abbiamo potuto ascoltare, è da Oscar. Il primo episodio, Crisalys, si finisce in circa 3 ore, riprovando diverse sequenze ed esplorando ogni anfratto e affrontando ogni dialogo. Gli altri episodi, assicurano i creatori, usciranno a intervalli di 45 giorni.

Life is Strange Il voto che vedete in basso non può che essere provvisorio. È impossibile giudicare un’avventura come Life is Strange dopo aver giocato soltanto il primo episodio. Quindi, più che un voto finale, è un invito: un’esortazione. Se amate le avventure e in un videogame vi interessa di più l’emozione che può suscitare una storia scritta bene che i frame per secondo o le battaglie contro alieni invasori e terroristi dell’ultim’ora, provate Life is Strange. È un’opera complessa, realizzata con tanta cura e passione da un team che proprio non ha voglia di adeguarsi alla massa. E per fortuna, perché questo primo episodio di Life is Strange è un piccolo capolavoro. Conoscerete Max e Chloe, che ritroveranno subito l’alchimia di un tempo anche se qualcosa è cambiato e niente potrà più essere davvero come prima; vedrete i manifesti “Missing” di Rachel, una presenza costante nel corso del primo episodio, una ragazza fantastica di cui tutti erano innamorati, la Laura Palmer di Life is Strange; osserverete i corridoi di una scuola e di una città dove la vita è recintata, e proverete la voglia di due giovani di guardare al di là della staccionata. Vivrete un primo episodio scritto in maniera magistrale, dove non accade tanto ma succede sempre qualcosa, dove gli autori sono bravi a mettere in moto una storia che sicuramente sarà ricca di colpi di scena. Non vediamo l’ora di giocare la seconda puntata. E questo è il complimento migliore che si possa fare a un titolo come Life is Strange.

8.5

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