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Recensione Life is Strange Episodio 4: Dark Room

L’avventura dei francesi di Dontnod Entertainment sta per volgere al termine, con un nuovo capitolo che spinge la storia di Max e Chloe verso l’attesissimo episodio finale della serie.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Life is Strange Episodio 4: Dark Room
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Fino a oggi Life is Strange è stato il racconto di un'amicizia, di due persone che si ritrovano dopo molti anni, di come tutto è cambiato per rimanere uguale. Quello che succedeva, la storia di Kate o la scomparsa di Rachel, era un contorno, una tela su cui dipingere la storia di Chloe e Max. Una storia che ha calamitato il nostro interesse con alcune scene davvero indimenticabili. Ma era ovvio che Life is Strange sarebbe cambiato, che la parte Twin Peaks, ovvero il thriller, il paranormale, il mistero, avrebbe preso il sopravvento in vista del fatidico the end. In Dark Room, quarto episodio della serie scritta dai francesi di Dontnod Entertainment, si prepara il gran finale costruendo una storia con la struttura classica del genere: non manca nemmeno il colpo di scena finale che cerca di spiazzarvi, cancellando con una semplice inquadratura di una mano e di una siringa tutto quello che pensavate di aver scoperto fino ad ora.

La stanza buia

Cercheremo come sempre di raccontare questo quarto episodio senza fare spoiler, per quanto possibile, anche dei precedenti capitoli. Dark Room inizia dal commovente finale di The Chaos Theory, permettendoci di esplorare quella realtà alternativa che abbiamo creato con le nostre scelte. Una scena potente, drammatica, secca e arida: peccato che duri lo spazio di alcuni minuti, perché poi il gioco torna all'Arcadia Bay che conosciamo, con Max e Chloe sulle tracce di Rachel. Sarebbe bello che il gioco proseguisse in quella realtà così opprimente e triste, per ricordarci che nessun potere è abbastanza grande per cambiare il destino, a evitare la morte, a salvare tutti i nostri cari. Ma sarebbe stato un altro gioco, o forse non sarebbe stato un gioco affatto: invece Life is Strange è prima di tutto un thriller, un'avventura. E Dark Room è senza dubbio l'episodio più avventuroso, quello più "da giocare". Finalmente si mettono i puntini sulle i, finalmente si scopre qualcosa di più sulla fine di Rachel, sul ruolo di Nathan Prescott e della sua famiglia, e si intravedono i primi segnali che il finale sarà molto diverso da quello che inizialmente pensavamo. Come in un film, come in Twin Peaks, comincerete a non fidarvi più di nessuno, vedrete il male anche dove non c'è, capirete che c'è qualcosa che non va in certi personaggi, magari sarete anche in grado di anticipare il colpo di scena finale. Direte "eh, io l'avevo già capito", o magari no, vi sorprenderà e vi lascerà di stucco: molto dipende dall'attenzione che avete dato a certi dettagli, a certi dialoghi. Proprio come in un film, ogni spettatore si fa una sua idea. Life is Strange t'incolla allo schermo, sa creare un rapporto concreto tra noi e loro, tra il giocatore e Max e Chloe: come nelle migliori storie, alla fine tieni ai protagonisti, ti immedesimi in loro, sei coinvolto emotivamente. E questo è il più grande complimento che possiamo fare a un titolo come Life is Strange.

Come dico io

È anche un episodio particolare, Dark Room, perché la componente "viaggio nel tempo" di Life is Strange viene un po' messa da parte. Potrete usarla di meno, anzi: in certi dialoghi è totalmente disattivata, come quello con Frank, forse uno dei più impegnativi e meglio scritti del gioco, dove le scelte che avete fatto in precedenza in diversi momenti avranno delle conseguenze reali e potenzialmente drammatiche.

Certo, permetterci di usare o meno i poteri a seconda della situazione è un po' incoerente, un po' una "furbata" se vogliamo, ma è anche l'unico modo per farci sentire il peso delle nostre scelte, porci di fronte a fatti che, nonostante i nostri poteri, non possiamo cambiare. Un po' arbitrario come sistema, ma funziona. La parte centrale di Dark Room è anche una di quelle più giocate di Life is Strange: ci sono un paio di enigmi che dovrete risolvere, in particolare quello in cui bisogna mettere insieme delle prove, che sono particolarmente riusciti. Il ritmo è più sostenuto, più incalzante rispetto al passato: c'è meno poesia, ma più carne al fuoco e, finalmente, le prime risposte. Se saranno delle risposte all'altezza, lo scopriremo solo nell'ultimo capitolo. Perché in fondo Dark Room è proprio questo, un lungo capitolo introduttivo a quello che sarà il finale del gioco. Il cliffhanger finale è forte, ma è chiaro, per quanto possa essere spiazzante, che non è un finale: c'è qualcosa che deve ancora succedere, e non vediamo l'ora di scoprirlo.

Life is Strange Life is Strange si conferma una storia intrigante e ricca di fascino, anche in un capitolo che mette da parte l’eleganza per dare più spazio all’azione, a far avanzare la storia verso un finale che si preannuncia molto interessante. Non è un capitolo perfetto: il modo arbitrario con cui Dontnod ci permette o meno di usare i poteri di Max qui è forse un po’ troppo abusato, ma alla fine funziona. Perché ci fa capire quanto le scelte fatte nei precedenti capitoli possano influenzare il presente, un dialogo o una scena. Anche in Dark Room dovremo fare delle scelte, di cui almeno due fondamentali: sarà molto interessante capire che effetti avranno sul futuro. Manca solo un ultimo episodio, e il giudizio su un gioco come Life is Strange non può che essere ancora provvisorio. Perché anche se hai mantenuto una qualità media altissima, anche se hai creato personaggi memorabili, scene di una raffinatezza rara nel mondo dei videogame, anche se hai fatto tutto questo, se il tuo finale non funziona, si perde tutto. Non vediamo l’ora di scoprire se Life is Strange è davvero quel piccolo capolavoro che sembra. Manca poco, e finalmente la storia di Max e Chloe, il mistero di Rachel, il ruolo di Nathan, la realtà su Victoria: ogni pezzo del puzzle andrà al suo posto. Non vediamo l’ora.

8

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