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Recensione Life is Strange - Out of Time

Si torna ad Arcadia Bay per il secondo episodio dell’avventura di Dontnod Entertainment

Life is Strange

Trailer
Life is Strange
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Sono attimi, momenti, minuscoli lassi di tempo in cui dimentichi che quello di fronte è un videogioco e ti fai trasportare da musiche, immagini, suggestioni. Chloe seduta sulla panchina di fronte alla baia di Arcadia Bay, uno strano tramonto che illumina il suo viso di una luce profonda, le labbra che accennano un triste sorriso mentre legge il messaggio sul suo telefono. “La ritroveremo, Chloe. Insieme!”, firmato Max. Out of Time, il secondo episodio di Life is Strange, è il racconto di una giornata speciale, una mattinata davvero incredibile che Max e Chloe decidono di passare insieme. Dopo i rocamboleschi eventi del primo episodio c’è bisogno di parlare, di confrontarsi, c’è bisogno di qualcuno che ti possa capire e aiutare. C’è il contrasto tra due modi di pensare completamente opposti: da una parte una ragazza buona e riservata come Max, dall’altra una punk con i capelli blu pronta a spaccare il mondo come Chloe. Ma, come spesso accade, chi sembra debole e in realtà molto più forte e chi fa la parte del ribelle ha in realtà un disperato bisogno di aiuto. Bentornati a Arcadia Bay, Oregon.

Fuoco cammina con me

Out of Time riprende la storia da dove si era interrotta. Max ha appena confessato a Chloe il suo segreto, e Chloe la invita a colazione per parlarne: vuole altre prove, vuole capire come Max riesca a manipolare il tempo. Quella che, in teoria, è una situazione assurda, da film di fantascienza, viene trasformata da Dontnod in qualcosa di normale, un accessorio a un evento di molto più importante: due amiche che dopo tanti anni tornano a parlarsi, a confrontarsi, a volersi bene. Una fase iniziale che ben presto però lascia spazio alla parte più rilevante della trama, la scomparsa di Rachel, la situazione di Kate, il ruolo di Nathan Prescott. Come nella serie tv Twin Peaks di Lynch, che i programmatori francesi continuano a citare in maniera piuttosto evidente (dopo la targa del pick up di Chloe, adesso c’è la scritta “Fire walk with me” nel bagno di un ristorante), il cast di Life is Strange è complesso, sfaccettato. Quelli che sembrano stereotipi, dalla ragazza cheerleader all’ex soldato fissato con la sicurezza, in realtà sono personaggi che nascondono oscuri segreti e pesanti fardelli. È come se Arcadia Bay vivesse due realtà diverse: in superficie appare come una tranquilla cittadina di provincia americana, dove tutti si conoscono e la vita scorre tranquilla; basta però scalfire un po’ questa idilliaca superficie per scoprire un nido di serpi, gente crudele e spietata capace di atti terribili. Max è la chiave per aprire questa porta oscura, l’unica speranza di salvezza per gli abitanti di Arcadia Bay.


Il peso delle scelte

Life is Strange, come detto nella recensione del primo episodio, è un titolo dove non c’è azione. In questo secondo episodio dovrete affrontare un paio di enigmi più complessi del solito, uno in particolare che richiede anche una certa velocità, ma il cuore dell’esperienza rimangono i dialoghi e le interazioni con gli altri personaggi. In un sistema del genere, il dubbio più che lecito è quanto le scelte che farete possano davvero influenzare la trama. Nel primo episodio era difficile capirlo fino in fondo, visto che molte delle decisioni che avete preso nel vostro primo giorno ad Arcadia Bay non avevano reali conseguenze. In questo secondo episodio, però, capirete molte cose. Capirete ad esempio che se siete intervenuti per aiutare Kate mentre discuteva con David o se invece avete fatto solo una foto senza farvi vedere può avere un peso enorme sulla trama. Una scelta che nel corso del primo episodio sembrava fine a se stessa, ma che ora, soprattutto nel finale di Out of Time, diventa un macigno.

La cosa migliore è che, almeno a giudicare da questo secondo episodio, alcuni risvolti sono davvero imprevedibili: non c’è alcun dubbio, la sceneggiatura scritta dai ragazzi di Dontnod e da Christian Divine non è solo di grande qualità, ma dietro quel suo continuo citare atmosfere che abbiamo già vissuto tante volte in tv e al cinema, nasconde anche originalità, una brillantezza che è molto rara nel mondo dei videogame. Una trama che, intanto, si fa sempre più serrata. Crysalis, il primo episodio, era servito più che altro per introdurre il cast e l’incredibile potere di Max. Non succedeva granché, anche se accadeva sempre qualcosa di interessante. In questo secondo capitolo la sceneggiatura ingrana una marcia e spinge sull’acceleratore. Ci sono almeno un paio di scene davvero forti, con un finale sorprendente, emozionante, che vi farà sentire tutto il peso e la responsabilità di avere un potere così speciale. Che non sempre, però, potrà salvarvi.

Quadro d’autore

Dell’aspetto tecnico abbiamo già parlato nel corso del primo episodio. Life is Strange non vi stupirà con texture e poligoni (il gioco è basato sul noto Unreal Engine 3), ma vi colpirà con le sue inquadrature, disegnando immagini e momenti che vi rimarranno impressi nella memoria. In Out of Time vedrete nuove ambientazioni, come la discarica vicino ai binari o il ristorante in riva al mare dove lavora la madre di Chloe. Se nel primo episodio la Blackwell Academy era protagonista assoluta, in questo seguito sembra che Dontnod voglia farci conoscere meglio Arcadia Bay, introducendo anche nuovi personaggi, come Frank o, appunto, la madre di Chloe. Un discorso a parte, ancora una volta, lo meritano le musiche. Abbiamo già detto che questo gioco ha una colonna sonora eccezionale, ma ci teniamo a ripeterlo. I brani scelti da Dontnod sono semplicemente splendidi, con artisti del calibro di Angus e Julia Stone, Syd Matters e Mud Flow, ma a colpire è soprattutto il modo in cui la musica entra a far parte dell’esperienza di gioco, come quando dovete alzarvi dal letto o quando prendete l’autobus per andare a incontrare Chloe. Ricordate quando in Red Dead Redemption si passa il confine con il Messico a cavallo sulle note di Far Away di José Gonzalez? Ecco, in Life is Strange vivrete momenti simili e altrettanto suggestivi (tra l’altro José Gonzalez è uno degli artisti presenti nella colonna sonora). Life is Strange Out of Time costa 4,99 euro ed è disponibile solo nella lingua inglese (con o senza sottotitoli), una scelta che ha fatto storcere il naso a molti e che potrebbe scoraggiare chi non conosce la lingua. Non è un’inglese complicato, e i sottotitoli aiutano, ma è ovvio che se non avete un minimo di familiarità è meglio lasciar perdere. Volendo potrete acquistare l’intera stagione per 19,99 euro. Per completare il secondo episodio ho impiegato circa tre ore, andando però a esplorare ogni angolo, scattando tutte le foto facoltative e riprovando diverse scene più di una volta. Il prossimo episodio arriverà a maggio.


Life is Strange Se Crysalis era l’episodio pilota, quello che doveva mettere in scena ogni personaggio, Out of Time è quello che fa uno scatto in avanti, mette in moto gli ingranaggi della storia. E in quegli ingranaggi mi sono trovato incastrato, come calamitato, affascinato da un cast stupendamente costruito e da una trama che assicura diversi colpi di scena. Ma è nelle due protagoniste, in Max e Chloe e nella loro alchimia così speciale, che Life is Strange basa tutta la sua forza. Dontnod sta raccontando una storia splendida, con toni cupi ma anche con una poesia e un’eleganza davvero fuori dal comune. No, non si spara e non c’è un briciolo d’azione, non è un videogame normale, ma non per questo non vale la pena viverlo. È un’avventura, una storia interattiva, e osservarla è un’esperienza sublime. Siamo solo al secondo episodio, ma per ora tutto procede nel migliore dei modi possibili. Ancora una volta, però, dobbiamo ricordarvi di prendere quel voto qui in basso più come un invito a provarlo che come un reale giudizio: solo quando avremo giocato tutti e cinque gli episodi potremo davvero capire la qualità di Life is Strange. Per ora una cosa è certa: non vediamo l’ora che arrivi maggio per poter tornare ad Arcadia Bay insieme a Max e Chloe.

8.5

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