Recensione Lifeless Planet

Un'avventura spaziale senza troppa verve

Versione analizzata: PC
recensione Lifeless Planet
Articolo a cura di
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  • Pc
Domenico Musicò Domenico Musicò ha un motto: "È più facile spegnere la luce dentro se stessi che disperdere le tenebre tutt'intorno". Col tempo ha capito di avere ragione, ma è disponibile a cambiare ancora idea. Chiedetegli consigli sulla musica prog, l'horror e tutto ciò che vi passa per la testa su Facebook e Google Plus.

Lifeless Planet è un inaspettato inganno.
L’accesso anticipato del titolo Stage 2 - su cui ha lavorato principalmente una sola persona - aveva lasciato intravedere le vie che avrebbe potuto prendere una trama dall’incipit coinvolgente e totalizzante, capace di offuscare le incertezze di un gameplay semplicistico e con sin troppe limitazioni. Quella porzione di gioco riusciva ad avvolgere l’utente con la sua aura di mistero e lo metteva nella posizione di domandarsi con insistenza cosa fosse realmente accaduto all’astronauta che si schiantava su un pianeta apparentemente senza vita. Ciò che forse in pochi si aspettavano, però, era l’incredibile parabola discendente che avrebbe preso il gioco completo, che segue diligentemente il rovinoso schianto del protagonista senza nome.

Pianeta Rosso

Senza equipaggio, solo e costretto a trovare al più presto un modo per tornare indietro, l’astronauta protagonista di questa avventura si trova ben presto davanti a una realtà che mai avrebbe potuto immaginare: lontano dalla Terra, esistono i resti della nostra civiltà, il ricordo di una colonia dell’ex Unione Sovietica che è riuscita a stanziarsi nel pianeta attraverso un portale di natura sconosciuta. Ma chi ha creato davvero quel portale? Perché non c’è anima viva e tutto sembra essere abbandonato da lungo tempo? Le domande che vi porrete lungo l’arco dell’avventura saranno parecchie, ma non sempre le risposte che riceverete saranno tra le migliori, perché nonostante l’impianto narrativo di Lifeless Planet funzioni bene durante le prime ore, col passare del tempo tende a sgretolarsi sotto il peso delle enormi aspettative che è stato in grado di creare. La trama è suggestiva, ricca di ottimi spunti e con un potenziale davvero enorme, ma viene convogliata in un imbuto di banalità che ne strozza il potere immaginifico. Vi fa credere di aprirsi verso inesplorate direzioni, finendo infine per ritrarsi clamorosamente, fino a diventare mediocre e prevedibile. La spinta ad andare avanti lungo l’avventura proviene esclusivamente dalla storia, pertanto è facile comprendere quanto la sostanziale inconsistenza della sceneggiatura vada a inficiare pesantemente il giudizio globale dell’opera.

Come detto a inizio articolo, insomma, Lifeless Planet è un inganno. Si cuce addosso quest’etichetta da solo, fingendo di essere ciò che non è: basti pensare infatti a come i suoi ampi spazi diano l’illusione di un open world di origine aliena, salvo poi rivelarsi un insieme di ambientazioni tutte slegate tra di loro che si susseguono con una linearità francamente imbarazzante. C’è una sola strada da seguire e un solo modo per arrivare al punto prestabilito, mentre le rare ramificazioni che terminano con un vicolo cieco coincidono quasi sempre col il ritrovamento di un (inutile) reperto minerario o con un file testuale criptico di cui si poteva tranquillamente fare a meno (perchè nulla aggiunge alla presenza dell'ambientazione). L’interazione con l'ambiente è pressoché nulla ed è legata solo a rarissime azioni contestuali, quando sarete costretti a spostare degli oggetti per agevolare il vostro cammino o per arrivare in punti sopraelevati. Ma in generale resta sempre un elemento secondario e poco pertinente nell'economia di gioco.
La progressione è inframezzata da qualche puzzle scialbo, privo di una difficoltà degna di essere definita tale e concettualmente poverissimo. Dovrete usare un braccio meccanico per infilare una sfera dentro a un meccanismo, o azzeccare una combinazione di tasti utile ad aprire delle grandi porte; per il resto, le complicazioni si concludono qui. Questi momenti si alternano senza soluzione di continuità ad altri spezzoni con velleità da platform moderno, in un titolo strutturato però a compartimenti stagni. Non c'è infatti una vera e propria progressione: ogni singola sequenza resta totalmente autonoma e intimamente scissa dalle altre. Spesso, per giustificare l'avvio di una sequenza platform, il team di sviluppo fa recuperare al protagonista un gadget particolare, come un jetpack potenziato, che sparisce una volta arrivati alla fine, massacrando il senso di coesione e coerenza.
Non c'è nessun elemento ludico che, in Lifeless Planet, viene usato con cognizione di causa. Persino le riserve di ossigeno, che avrebbero potuto creare momenti di ansia e tensione, tendono ad esaurirsi solo quando ci sarà una ricarica nelle vicinanze. In questa maniera pure questo aspetto finisce per non dare nessun apporto all’economia di gioco, impossibilitato a trasmettere un senso di pericolo e precarietà. La gestione del game over, nel caso in cui doveste accasciarvi a terra, è fra l'altro imbarazzante e poco efficace, senza verve come la stanca progressione di un'avventura insipida.
Come se non bastassero i grossi problemi di coerenza, un comparto tecnico appena nella media, e una trama che a stento riesce a essere sufficiente, va detto anche che pure il sistema di controllo è piuttosto impreciso. Se non da questo problema, la componente esplorativa è smorzata dalla limitatezza degli spazi e dalla colpevole assenza di punti di interesse disseminati lungo il pianeta. Una desolazione che rende ancora più cadenzato un ritmo già noioso e fin troppo compassato.

Lifeless Planet Come per un’involontaria ammissione di colpa, il titolo del gioco riesce a esprimere anche il suo contenuto: Lifeless Planet è una landa spoglia dove le buone idee non prendono mai piede, e i buoni propositi si schiantano contro un suolo polveroso. Avrebbe potuto essere un gioco con una trama misteriosa, surreale e capace di stuzzicare gli appassionati di science-fiction: ma invece di puntare in alto, il comparto narrativo finisce per essere un concentrato di banalità, con qualche spunto degno di nota concentrato solo ed esclusivamente all'inizio dell'avventura. Qui, l'atmosfera misteriosa e desolata del titolo riesce ad incuriosire il giocatore quanto basta. Peccato poi che una progressione a compartimenti stagni, che alterna imprecise sequenze di platform con puzzle senza qualità, trasformi il titolo in un'avventura senza mordente e a tratti persino tediosa. Lifeless Planet, insomma, è la classica occasione sprecata.

5

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