Recensione Lili

Un action adventure magico arriva su iPhone e iPad

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  • iPhone
  • iPad
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La maggior parte dei titoli per iOS prodotti con il celebre Unreal Engine sono sempre stati in grado di emergere e farsi notare, fattore di primaria importanza se si vuole riuscire ad ottenere una qualche forma di successo nello sconfinato mare dell'App Store.
I meriti del motore di Epic si riflettono soprattutto sull'aspetto cosmetico: quello che fa vendere un gioco grazie ad un semplice screenshot ma che, se messo in mani non del tutto esperte, può decretare anche un pesante fallimento.
Lili rientra di diritto nel ristretto insieme dei titoli per iOS che riescono a suscitare interesse grazie ad una semplice schermata statica e tenta strade inesplorate anche per quanto riguarda il gameplay.
Basterà una buona realizzazione a reinventare gli action esplorativi su piattaforme touch?

L'arrivo sull'isola

Lili è una studentessa dell'Accademia di magia che vuole esplorare l'isola di Geos per il suo corso di studi, cercando degli speciali fiori dotati di poteri eccezionali.
Il territorio dell'isola, infatti, è ben noto per le sue proprietà magiche e ospita due differenti razze di esseri viventi, in piena contrapposizione tra loro.
Lili se ne renderà conto in pochi minuti in quanto, dopo aver attraccato con la sua barca, incontrerà subito il sindaco, uno Spirito molto particolare, dotato di una maschera spaventosa sormontata da piume, che le intimerà di non trattenersi oltre il necessario in quanto, a suo dire, gli esseri in carne ed ossa non sono i benvenuti.

Dopo questo primo incontro si inizieranno a conoscere gli altri cittadini della zona, i Costrutti, esseri in legno che sono stati creati proprio dagli Spiriti, in modo da renderli schiavi, utilizzandoli quindi per i lavori di fatica o semplicemente per divertimento. I Costrutti, quindi, sono vessati dagli Spiriti che non perdono occasione per infastidirli e per sottolineare le differenze presenti tra le due caste che caratterizzano la società presente sull'isola.
Lili prenderà confidenza proprio con quest'ultima razza, quella meno fortunata e, in un certo senso, ingenua, rimanendo coinvolta nel tentativo di sovvertire il potere degli Spiriti, incarnato proprio nella figura del sindaco, vero e proprio despota del regno.

Studentessa all'avventura

Nei primi minuti di gioco si prenderà confidenza sia con Lili, ragazzina dallo sguardo vispo nascosto dietro un paio di occhiali in stile Harry Potter, e vestita con una divisa da esploratrice adatta a svelare i segreti dell'isola.
Senza indugi, il titolo ci farà conoscere anche il sistema di controllo: un semplice e rapido tutorial approfitterà della spiaggia sabbiosa in cui la protagonista porterà in secca la sua barca per spiegare al giocatore come muoversi. A differenza della moltitudine di giochi action su piattaforme full touch, infatti, in Lili non è presente alcuna leva analogica o d-pad virtuale: per muoversi basterà toccare lo schermo e Lili inizierà a camminare, cambiando quindi direzione in funzione della rotazione della camera, controllata dall'utente semplicemente toccando lo schermo e spostando il dito. Con un doppio tocco, invece, si farà correre la protagonista, azione utilissima per inseguire e raggiungere gli spiriti, in modo da far scattare la sezione action del gameplay.

Sulla schiena di ogni spirito, infatti, cresceranno dei fiori, vera e propria linfa vitale per questi esseri umbratili. E' dai fiori che arriva l'energia che li spinge a vagare per le strade, prendendosi gioco dei poveri costrutti, e a Lili questo non va giù. Una volta che la protagonista sarà conosciuta sull'isola gli spiriti inizieranno ad evitarla, proprio per la sua abitudine di saltare loro in spalla, cavalcandoli come animali imbizzarriti e strappando uno alla volta i fiori che spunteranno sulla loro schiena.
Queste sequenze si possono accomunare a veri e propri combattimenti, in cui sarà necessario sradicare i fiori toccando i e spostando il dito verso l'altro, stando attenti ad evitare le piante dotate di spine, le bombe ed altri elementi dannosi, puntando invece sempre ai fiori bianchi, corrispondenti ad una vera e propria valuta nell'economia dell'isola e superati per importanza solo da quelli rossi, che decreteranno la fine di una sfida se estratti dalla schiena degli Spiriti.
Il gameplay di Lili alterna quindi fasi esplorative libere, nelle quale visitare le varie locazioni che compongono l'isola, risolvendo semplici enigmi e parlando con la popolazione locale, agli scontri con gli Spiriti erranti, in un minigioco che rappresenta la vera e propria vena action dell'intera produzione.
A fare da collante tra le due porzioni è presente una trama decisamente blanda, spesso narrata attraverso dialoghi brillanti ma un po' troppo prolissi, che ha però il pregio di valorizzare l'esplorazione, vero e proprio aspetto fondamentale del titolo e sua colonna portante.

Luce per gli occhi

Il Gameplay, complessivamente, non è del tutto riuscito, soprattutto per questa sua evidente duplicità che rende l'impostazione del gioco forse poco organica. Diversamente dalle fasi esplorative, molto interessanti e ben concepite, il minigioco legato agli scontri diventa abbastanza ripetitivo dopo appena qualche ora di gioco. Molto semplicistiche, queste fai non evolvono, lasciando il giocatore più annoiato che altro. Ma quello che stupisce di Lili, e quello che spinge ad andare sempre avanti nonostante la necessità di scontrarsi con gli spiriti, è il comparto grafico. Grazie all'uso dell'Unreal Engine l'isola di Geos è vibrante di colori e ricolma di architetture particolari, con un richiamo agli ambienti naturali che in passato ci hanno proposto software house del calibro di Rare. L'estetica di Lili ricorda da vicino quella di Banjo e Viva Pinata (titolo, quest'ultimo, interessantissimo, che però non è mai riuscito a sfondare presso il grande pubblico).
La componente artistica è quindi molto buona e l'isola gode di una caratterizzazione riuscitissima che, da sola, riesce a spingere il giocatore a visitare al meglio tutti gli scenari, cercando i forzieri necessari a raccogliere tutti i collectibles nascosti.
Molto buono anche l’accompagnamento musicale, non invadente ed adatto al contesto, in cui elementi naturali come le alte scogliere si mescolano coi villaggi di provincia e formano un mondo fatato di indubbio fascino.

Lili Lili rappresenta un’esperienza interessante, caratterizzata da alti valori produttivi e con un comparto visivo di prim’ordine, grazie alle meraviglie del’Unreal Engine a suo agio anche sui dispositivi mobile. Il gameplay è coraggioso, soprattutto nell’ottica di un sistema di controllo che prova ad uscire dalla classica struttura dettata da leve virtuali e controller su schermo, fattore che spiazza all’inizio ma poi convince, facendo sì che tutta l’attenzione del giocatore rimanga sull’ambiente. E’ l'impostazione delle fasi action, quindi, a non entusiasmare come dovrebbe, a causa di una ripetitività di fondo che emerge dopo la prima ora di gioco, togliendo parte del fascino ad un’ambientazione altrimenti riuscita e convincente.

8

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