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Recensione LittleBigPlanet Vita Marvel Super Hero Edition

Costumi e minigiochi: ma il succo è sempre lo stesso.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione LittleBigPlanet Vita Marvel Super Hero Edition
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Il brand creato da Media Molecule è un inno alla creatività: un videogioco che riconosce ed esalta il valore della fantasia e la forza delle idee. L'ingresso nel mondo di LittleBigPlanet viene accompagnato dai toni pacati della solita voce narrante, che ci racconta di come esistano due mondi: il nostro, fatto di piccole necessità quotidiane e scandito dalla danza lenta dei giorni, e il mondo della Fantasia: un universo aereo, in cui si raccolgono tutte le idee che escono dalla nostra mente, per creare panorami surreali e curiose prospettive. LittleBigPlanet si conferma un brand prezioso per Sony: semplice e leggero nelle dinamiche, il titolo esplode sul fronte artistico e creativo, rivendicando la sua ammaliante unicità. L'avventura procede spedita e vivace, sperimentando soluzioni sempre nuove, alla ricerca di una perfetta fusione con le funzionalità della console portatile: le dinamiche di gioco e la varietà di situazioni ne escono molto arricchite, tanto che è un peccato incontrare così presto i titoli di coda.
Se questo incipit vi suona strano, o vi sembra di aver già letto questo parole altrove, non avete tutti i torti. Abbiamo ripescato la recensione originale di LittleBigPlanet Vita scritta da Francesco Fossetti nel settembre 2012. Per quale motivo? No, non si tratta di pigrizia, ma di una semplice constatazione: questa nuova edizione di LittleBigPlanet Vita è praticamente identica all’originale. Per cui vale quanto detto due anni fa: il titolo di Tarsier Studios è un buon gioco. Lo era due anni fa, lo è anche ora. La recensione finisce qui.

COMMENTO (FASULLO)

Invece no. Perché se c’è un’edizione nuova un motivo ci sarà pure. Innanzitutto apriamo una parentesi: LittleBigPlanet PlayStation Vita Marvel Super Hero Edition è il titolo più lungo della storia dei videogiochi. Provate a cronometrarvi mentre lo pronunciate. Certo, se andassimo a pescare qualche gioco giapponese troveremmo concorrenti tosti, ma per noi occidentali, così abituati alla sintesi, questa Marvel Edition è un osso duro.
Da alcuni giorni ci stiamo interrogando, gioco alla mano, sulle motivazioni che hanno portato alla pubblicazione di questa nuova versione. Da una parte, maliziosamente, ci vien da pensare che Sony, a corto di idee e di giochi per il suo portatile, abbia deciso di rivitalizzare l’offerta riproponendo due anni dopo un titolo di evidente qualità come LittleBigPlanet. Bisognava però trovare un modo per giustificare l’operazione. Qui entrano in gioco i personaggi Marvel: a motivare il nuovo sottotitolo è la presenza di nuovi costumi, sin da subito disponibili, ispirati ai celeberrimi supereroi Marvel: da Spider-Man a Elektra, passando per Captain America e Iron Man.
Oltre ai nuovi costumi ci sono tre minigiochi inediti. Cliccando su Altre Storie si accede, nell’ordine, a Hero Rush, S.H.I.E.L.D. - Intercettore e Avengers: Ultimate Escape. I tre minigiochi funzionano come micro-esperienze a se stanti, ma in puro stile LittleBigPlanet contribuiscono a sbloccare nuovi adesivi, materiali e suoni da utilizzare poi sia nell’avventura classica che nell’editor di livelli.

Hero Rush è un endless runner à la Canabalt: al giocatore il compito di selezionare tre supereroi e correre il più possibile evitando ostacoli e colpi nemici. S.H.I.E.L.D. - Intercettore è uno sparatutto multidirezionale, che vede il vostro velivolo impegnato a distruggere stormi di aerei nemici. In Avengers: Ultimate Escape, gli eroi Marvel devono fuggire da una serie di labirinti: ognuno ha caratteristiche di movimento diverse e sta a voi direzionarli tramite touchscreen risolvendo i puzzle ambientali. I tre minigiochi non sono esattamente originali; pur garantendo una discreta progressione che spinge a sbloccare nuovi item, risultano ben presto noiosi, quasi posticci, per quanto pertinenti con un capitolo portatile che alterna sin dall’origine la classica esperienza platform a minigiochi sbloccabili recuperando le chiavi sparsi per i livelli. In definitiva, come aggiunte per una nuova edizione, a noi sembrano un po’ misere.
A questo punto che si fa, continuiamo a ripescare dalla recensione originale, due o tre convenevoli e la chiudiamo qui? No, faremo ben di peggio: recensiamo la recensione.

LA CRITICA DELLA CRITICA

Nella sua recensione, Fossetti definiva LittleBigPlanet Vita “un platform classico, a scorrimento bidimensionale, ma morbido e permissivo nelle dinamiche di salto. La particolare fisica di gioco, il sistema di collisioni, l'inerzia dei movimenti, fanno di tutto per sfuggire alla meticolosa precisione che tanto esalta l'utente negli esponenti più puri della categoria. LittleBigPlanet preferisce invece un approccio mollemente orientato all'esaltazione dei sensi. Come sempre, quello che rapisce è la cura meticolosa nella costruzione dei livelli, che esibiscono i loro meccanismi perfetti, il rigoglio cromatico e creativo, l'attenzione per il dettaglio e il particolare”. Con furbizia l’autore suggeriva, ma subito dopo aggirava, quello che è probabilmente il più grande limite di LittleBigPlanet: la sua natura di platform impreciso. Fossetti allude a un’intenzionalità autoriale: LittleBigPlanet non vuole mettersi in competizione con i platform puri, quelli hardcore. Se anche fosse vero - ma andrebbe verificato - se anche fosse vero che LittleBigPlanet ha scelto la via del platform per pura necessità, per dare una forma codificata a quel calderone di idee e contenuti che di fatto è, si tratta pur sempre un platform. Impreciso.

La logica del doppio piano di gioco, che consente al pupazzo di pezza di spostarsi in profondità, diciamo la verità: non ha mai funzionato bene. È macchinosa, a tratti ingestibile. Il gioco rapisce, e qui Fossetti ha ragione da vendere, per quel rigoglio creativo, per quella cura verso i dettagli, verso la fisicità dei materiali che compongono quei mondi variopinti. LittleBigPlanet ammalia perché è una tela in mano al giocatore, è pura potenzialità: LittleBigPlanet stravince grazie alla sua community, al suo editor di livelli (e guarda caso molte creazioni non appartengono al genere dei platform). LittleBigPlanet è un platform solo discreto, ma come opera nel suo complesso, come zibaldone di possibilità, rappresenta sin dalle origini un piccolo gioiello.

LittleBigPlanet Vita LittleBigPlanet PlayStation Vita Marvel Super Hero Edition non è solo uno dei titoli più lunghi della storia dei videogiochi - per arrivare da Little a Edition ci vogliono tra i 6 e gli 8 secondi - ma è anche un’operazione bizzarra, dato che le aggiunte rispetto alla prima versione sono davvero minime: nuovi costumi e tre minigiochi non particolarmente originali ispirati ai supereroi Marvel. Per il resto si tratta dello stesso gioco del 2012: un’edizione portatile di qualità per un brand che ormai puntualmente ritorna su ogni console Sony. Su PS Vita l’avventura può contare sulla comodità dell’interfaccia touch, che incide sia sulle meccaniche di gioco che sull’editor, reso più facile e intuitivo da utilizzare grazie al tocco. Poi c’è sempre la solita community, fiore all’occhiello della serie. I più attenti noteranno un calo rispetto al voto di due anni fa. Da una parte per dimostrare le nostre riserve di fronte a un’operazione simile, che ha più il sapore di una trovata di marketing per rivitalizzare il brand su Vita; dall’altra perché, diciamo la verità, come platform LittleBigPlanet non ha mai brillato. Tuttavia, diamo a Cesare quel che è di Cesare: come opera nel suo complesso, si diceva, come zibaldone di possibilità, la serie ideata da Media Molecule rappresenta sin dalle origini un piccolo gioiello.

8

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