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Recensione Lococycle

TwistedPixel torna con un titolo arcade che strizza l'occhio a Tron e Knight Rider.

Versione analizzata: Xbox One
recensione Lococycle
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

LocoCycle ci accoglie con un filmato in Live Action lungo circa venti minuti, in cui si assiste ad ogni genere di assurdità. C'è un'azienda impegnata nella produzione di nuove tecnologie belliche che presenta le sue nuovissime moto da combattimento, una serie di compratori fuori di testa -re africani, generali dell'esercito e vecchi soldati russi in pensione- e c'è un meccanico sudamericano che prova a riparare la costosissima I.R.I.S., in tilt dopo esser stata colpita da un fulmine.
Neppure gli attori ci credono fino in fondo, tanto da sembrare più imbarazzati che altro. Ma insomma fin dall'inizio il titolo mette in chiaro quali siano gli aspetti principali della produzione: l'elemento “non-sense” e la voglia di varcare, in maniera un po' esibita, i confini tracciati dal mercato.
Non si può dire, tutto sommato, che con questa introduzione fuori di testa LocoCycle non catturi l'attenzione: anzi, riesce per lo meno ad incuriosire il giocatore, lasciandolo un po' incredulo ma certamente divertito. Ecco: sostanzialmente sono queste le emozioni che si provano anche per buona parte dell'avventura principale, altrettanto ardita in certi suoi colpi di testa. Peccato che alla lunga l'effetto sorpresa svanisca e lasci spazio ad una progressione molto ripetitiva e lineare.

A BORDO DI I.R.I.S.

Con LocoCycle continua il sodalizio fra Microsoft e TwistedPixel, cominciato con 'Splosion Man e proseguito, piuttosto che con il diretto seguito del platform “esplosivo”, con The Gunstringer, uno dei più riusciti e creativi titoli Kinect. Per l'esordio di XboxOne il team texano ci propone uno stranissimo titolo in digital delivery, che mescola la velocità del racing arcade con influenze beat'em up ed una dose massiccia di quick time event.
In LocoCycle il giocatore prende direttamente il controllo di I.R.I.S., una moto da combattimento senziente che, dopo aver ricevuto una bella scossa ai circuiti, decide di disertare e fuggire dai garage della Big Arm. Il suo sogno è quello di correre libera nel rally motoristico di “Scottsburg, Indiana”.
Peccato che con lei viaggi, suo malgrado, anche il meccanico Pablo, che ha una gamba magicamente incastrata sulla scocca della moto, e viene trascinato per miglia e miglia sulla sua (resistentissima) tuta da lavoro.
Già le premesse, insomma, non sono proprio “regolari”, e lo è ancor meno il gameplay di LocoCycle. Inizialmente si potrebbe pensare di trovarci di fronte ad un corsistico arcade: la velocità con cui schizziamo fra i laboratori della compagnia è altissima, ma la strada è abbastanza stretta e tutto quello che dobbiamo fare è schivare ostacoli, pennellare curve precise e attivare il turbo per schizzare a tutta velocità.
In verità si scopre che in LocoCycle l'emento “racing” c'entra davvero poco. Ben presto cominciamo infatti a mitragliare le armi degli scagnozzi che vogliono metterci i bastoni fra le ruote, o a prendere “a cazzotti” chi ci capita a tiro. Non è un errore: l'agguerrita IRIS non si fa scrupolo a menare le mani (o le carene... o gli pneumatici... o la marmitta: fate un po' voi).

"Il team texano ci propone uno stranissimo titolo, che mescola la velocità del racing arcade con influenze beat'em up ed una dose massiccia di quick time event."

Quando un nemico si infila nel mezzo della carreggiata, possiamo schizzargli addosso e cominciare e massacrarlo di colpi, sfruttando di tanto in tanto persino il povero Pablo, che viene lanciato come un boomerang per colpire gli altri scagnozzi che ci ronzano intorno. Il “combattimento”, in LocoCycle, è gestito in maniera molto semplicistica, e sostanzialmente il button mashing è più che sufficiente per uscire vivi da ogni situazione. Basta magari stare attenti a premere il pulsante dello sprint al momento giusto, quando un indicatore segnala un attacco in arrivo: così ci esibiremo in una counter, ammirando quanto improbabile sia lo stile di lotta della nostra moto.
Fra sequenze di guida a tutta velocità, combattimenti e sparatorie, non potevano mancare momenti più scriptati e movimentati gestiti tramite Quick Time Event: inclinando le leve al momento giusto si superano queste prove di abilità che ci vedono mettere fuori combattimento nemici piuttosto ostici o evitare tremendi cataclismi.
Più che alla moto, insomma, l'aggettivo “Loco” sembra adattarsi bene al titolo nella sua interezza, che è stato sviluppato con intento evidentemente parodico e con la precisa volontà di rompere gli schemi. Sulle prime, bisogna dire, che il gioco riesce anche a stuzzicare. Altermine di ogni missione, del resto, possiamo spendere i punti esperienza guadagnati per potenziare le armi, le combo “corpo a corpo” e la vita di IRIS. Ma oltre allo sviluppo del mezzo è la buona varietà di situazioni che tiene alta l'attenzione. Ci troveremo di fronte a scontri con elicotteri militari nel mezzo di un canyon, boss fight molto tese, e dovremo addirittura gestire un'avaria improvvisa impersonando il povero Pablo, che deve infilare le mani dappertutto per risolvere il guasto.
Purtroppo però LocoCycle non ha una buona tenuta sulla lunga distanza, e già dopo poche missioni si avvertirà una certa inconsistenza di fondo.

Oltre alla difficoltà molto bassa, tutti gli stage finiscono per proporre un'alternanza un po' monotona di combattimenti e scontri a fuoco, infilando qua e là una prova di tempismo o un obiettivo bonus di ben poco conto.Mentre calano gli entusiasmi anche l'ironia di fondo si sempre più difficile da sopportare, sempre più insistente, prevedibile, spicciola. Ad arrivare in fondo si riesce senza fatica, ma ci si trova al termine della campagna in poco meno di quattro ore e senza soddisfazioni.
Considerando che una volta concluso lo story mode ci sono davvero pochi incentivi a ripercorrere il linearissimo percorso di LocoCylcle, il prezzo d'acquisto ci sembra francamente esagerato.
Prima di concludere, un accenno sul comparto tecnico. TwistedPixel sfrutta anche su Xbox One il suo rodato motore proprietario: Beard. Che si comporta bene soprattutto sul fronte della pulizia globale dell'immagine, con pochissimo aliasing e texture belle sgargianti. Non cercate però i tratti di un titolo Next-Gen in LocoCycle, perchè non ce ne sono. Le texture del manto stradale sono piatte e “stirentate”, le architetture poligonali veramente povere, e non c'è nulla, oltre alla fluidità, per cui LocoCycle riesca a distinguersi. Purtroppo neppure lo stile aiuta: la grafica in-game è colorata ma anonima, e solo le scenette Live-Action hanno carattere. La voce (in inglese) degli attori ci accompagna sia in questi intermezzi che nel corso del gioco, mentre Pablo e IRIS dialogano “amabilmente”. Insipido e poco ispirato, invece , l'accompagnamento musicale.

Lococycle LocoCycle è un titolo fuori dagli schemi, originale come i vecchi lavori di Twisted Pixel. Ma sia The Gunstringer che 'Splosion Man funzionavano decisamente meglio di questo irriverente “combat racing”. Qui il team prova a mescolare cazzotti, sprint ad alta velocità, quick time event e assurde scenette Live-Action. Il risultato intriga e diverte per qualche mezz'ora, ma poi comincia la “fase discendente” della parabola di LocoCycle e l'ultima parte della breve avventura risulta troppo uguale a sé stessa e molto stanca in termini di soluzioni ludiche. Considerato anche il colpo d'occhio non proprio al top, il prezzo è sicuramente troppo alto se rapportato all'offerta, e LocoCycle “colpisce” solo di striscio l'esordio Next-Gen di Xbox One.

6

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