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Recensione Long Live the Queen

Un simulatore di principessa teenager, in cui la protagonista ha il brutto vizio di morire senza preavviso

Versione analizzata: PC
recensione Long Live the Queen
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

E' spietata, la vita di corte. Hai solo quindici anni e fra 8 mesi verrai incoronata regina, a causa della morte improvvisa di tua madre, avvenuta in circostanze misteriose e di cui tutti -onestamente- se ne fregano. Ed è strana, la vita di corte. Un momento ti fidi della tua più cara amica per poi scoprire che stava tramando contro di te. Non puoi nemmeno mangiare un cioccolatino con il rischio che sia al cianuro! E allora poi una si arrabbia sul serio: mette su il broncio e non ce n'è più per nessuno nel suo regno; magari preferisce rimanere nell'ombra sguinzagliando agenti segreti in giro per il reame per capire chi è stato e come rivalersi; oppure costruisce un ospedale, senza alcuna ragione particolare. Long Live the Queen è un simulatore di principessa teenager con il brutto vizio di crepare per i motivi più stupidi. Sulla scia di Princess Maker, tra RPG e gestionale, impersoniamo suddetta pulzella verso l'incoronazione, in puro stile giappo-trash kawaii: un misto inquietante tra Fullmetal Alchemist, Sailor Moon e un qualche shojo manga a caso.
Abbiamo appena visto una figura arrampicarsi sulle mura del castello. Proviamo a inseguirla. Cadiamo. Siamo morti. La skill "Scalare" è importante.

Imparare è importante

Si parte senza indugi con la prima settimana delle circa quaranta che ci separano dall'incoronazione: riusciremo a preparare noi stessi e il nostro regno al lieto evento, per garantire la pace e la prosperità richiesta da ogni fiaba che si rispetti?
Il gioco si svolge in un numero prefissato di turni, in cui all'inizio dovremo programmare le attività del nostro seminudo alter-ego regale. Il tutto è molto semplice: esistono circa quaranta skill da imparare, influenzate dal nostro caratteraccio (che Satana in confronto è un vecchio burlone), e possiamo impararne due alla volta, che in quella settimana progrediranno di una percentuale variabile a seconda di quanta bile stiamo sputando la mattina. Alla nostra prima partita, decidiamo di buttarci su due abilità che i nostri pacati sentimenti di morte e apocalisse verso l'intero universo a quanto pare aiutano a sviluppare: il canto e l'addestramento dei falchi. E' un mondo strano quello dei monarchi. Apprese le basi di queste due utilissime abilità e sperando almeno di allietare gli astanti con un cinguettìo angelico, pur covando l'omicidio in seno, ci vengono incontro dei familiari giunti da lontano. Il tutto si svolge in schermate fisse, tipiche delle game-novel come Season of the Sakura, in cui dei fondali statici fanno da teatro a battute tra diversi personaggi che interagiscono come nei fumetti. In Long Live the Queen questi dialoghi metteranno alla prova le skill che abbiamo imparato, offrendo nuove opzioni e percorsi alternativi a seconda delle scelte così compiute. Nel nostro caso la cuginetta ci corre incontro felice, quando una signora - mai vista prima - ci intima di fermarci puntando una spada verso i nostri piedi. Chi è costei? Vuole forse attentare alla nostra regal persona? Come si permette di minacciarci con una lama? Cerca forse guai? Cheffaccio? Canto?
Mentre un pop-up rosso ci indica che abbiamo fallito il test della skill "Compostezza", ci accorgiamo che un serpente velenoso sta per attaccare le nostre nobili caviglie e ci viene offerta una scelta: correre via, oppure rimanere fermi. Abbiamo già fallito il test di Compostezza e onestamente la skill Corsa l'abbiamo ignorata. Potremmo cantare sul serio, tanto per tirarci su il morale in questa pericolosa circostanza, ma non ci viene permesso. Decidiamo quindi di rimanere fermi. Il serpente però non si lascia ingannare e attacca! Entra in scena la cuginetta appena conosciuta! Mai vista prima! Si mette in mezzo e viene morsa. Falliamo il test di "Medicina + Veleni" e la cara cuginetta muore. Meglio lei che noi.

Long Live the Queen è in sostanza un gioco molto atipico per chi non è avvezzo alle avventure giapponesi e andando avanti, nelle circa 4 ore che ci metterete per completarlo, i bivi diventano sempre più numerosi, gli skill-test più insistenti e gli esiti imprevedibili. C'è una certa schizofrenia di fondo nella successione di feste, balli, corteggiamenti, visite regali e attentati che vi capiteranno di settimana in settimana, ma tutte le skill che sceglierete di imparare torneranno più o meno utili a seconda delle scelte che farete lungo i dialoghi. La forza di un gioco simile sta dunque nel proporre una serie di situazioni varie e sopratutto a lungo andare coerenti col percorso che state intraprendendo. Long Live the Queen è in questo senso brutale. Se è vero che una campagna dura in effetti solo 4 ore, per terminare il gioco dovrete ricordarvi l'ordine giusto in cui apprendere le varie skill, senza contare che a più soluzioni degli stessi problemi o situazioni, corrispondono altrettanti e differenti eventi per far progredire la minima trama di fondo, basata su complotti e guerre in corso, interne ed esterne al regno.
Insomma: la Skill "Affari interni" è importante. Ma non si può imparare tutto in sole 40 settimane. Vi ritroverete quindi con abilità che magari non userete nemmeno una volta solo perchè non avete scelto il percorso narrativo adatto, che ovviamente all'inizio non si sa mai quale possa essere. Il bello però sta proprio nella possibilità di rigiocare Long Live the Queen esplorando tutte le opzioni. Ci sono alcuni eventi maggiori che sono fissi e uguali per tutti e che coinvolgono anche il lato più strettamente fantasy del titolo, con maghi e mostri da affrontare (sempre dialogando e superando skill test), ma non è sicuramente un limite e anzi invoglia la sperimentazione.

Quello che ci ha convinto di più però è la congruenza ironicamente forzata della storia della vostra regina. Siete finalmente felici perchè avete scelto di passare il pomeriggio a giocare con le bambole? Attenti, perchè l'inviato del principe del regno accanto potrebbe cogliere nel vostro sorriso un invito a sposarvi per entrare nella linea regale della questione. E voi quel test di "Buone Maniere" lo fallirete, sappiatelo, scatenando una crisi internazionale. Poi un bel giorno, durante la lezione di "Addestramento Cani", una freccia scagliata per sbaglio durante i preparativi della festa indetta per reclutare più truppe (avete passato finalmente quel check sugli "Affari Esteri", eh?) non vi trapassa il cuore (e infatti avete trascurato di perfezionare i vostri Riflessi...). Imparare tutto è importante!
Dal lato tecnico i disegni sono in puro stile orientale, quel manga generico che alla fine piace a grandi e piccini, soprattutto quando sbloccherete differenti costumi da far indossare alla principessina, sempre più desnuda sulla via dell'incoronazione. Molte situazioni sono comunque assurde, paradossali, al limite del fantasy come lo conosciamo e questa ironia a cavallo tra morti improvvise ed eventi in pompa magna funziona e vi strapperà più di una risata. Vedere come la vostra amata principessina ci rimarrà secca per la più stupida delle ragioni non è mai stato così divertente! La frustrazione giunge solo dopo qualche ora, all'ennesimo tentativo di finire il pur breve gioco. Ma vi possiamo garantire che anche una volta che riuscirete a finirlo, varrà la pena di ricominciare per un altro paio di vittorie prima di accantonarlo, giusto per farsi quattro risate cercando di usare qualche skill che prima non avevate e vedendo quali scelte in più avrete in diversi momenti magari già vissuti. Il gioco comunque è molto leggero e non avrete problemi a farlo girare su nessuna piattaforma. Dispiace solo che al momento non supporti alcun tipo di modalità fullscreen che non allunghi orribilmente l'immagine e vada giocato in finestra, cosa che potrebbe risultare un bel problema nel caso di schermi con risoluzioni elevate, poichè il massimo concesso da Long Live the Queen è un rendering a 1024x600. Avremmo gradito almeno un'opzione per mantenere l'aspect ratio. Le musiche invece sono abbastanza efficaci e, anche se verranno a noia in fretta, i pezzi di pianoforte sono piacevoli da sentire. Per essere una produzione indipendente nipponica con davvero poco budget, il risultato è lodevole. A meno ovviamente di non fallire il test su "Strumenti Musicali", come al ballo regale dove siamo morti derisi da tutti mentre suonavamo il flauto di famiglia. Perchè abbiamo scelto Canto?


Long Live the Queen Long Live the Queen è un titolo atipico per chi non conosce il panorama orientale. Su PC non uscivano da tempo produzioni simili sui canali ufficiali e senza quindi ricorrere a traduzioni amatoriali spesso piuttosto grezze. Ci troviamo di fronte a un gioco leggero, senza pretese, sotto il quale però si vede una cura nella realizzazione e nel bilanciamento degli skill test e dei bivi da percorrere davvero encomiabile e ben fatta; e soprattutto che stimola chi gioca a ritentare ancora e ancora per riuscire a passare indenni le quaranta settimane, nonostante un mazzo di fiori vi abbia fatto esplodere la faccia poco prima. Prendersi cura della propria principessina per poi vederla morire nei modi più assurdi e biechi, lo ammettiamo, ha esercitato un certo perverso fascino in chi scrive. A un certo punto ci siamo messi in testa che l'invasione del nemico era ormai imminente e ovviamente ci siamo messi ad imparare tutto il possibile su armi e strategie di battaglia nelle settimane successive, con tanto di divisa da perfetta generalessa dominatrice di popoli e reami. Mai ci sarebbe venuto in mente che durante una gita al parco saremmo caduti in acqua, affogando miseramente mentre nessuno muoveva un dito. La skill "Nuoto" è importante.

7

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