Recensione Lords of the Fallen - Labirinto Antico DLC

Il GDR d'azione di CI Games si espande con un contenuto purtroppo deludente

Lords of the Fallen

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Lords of the Fallen
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

Nonostante un’accoglienza piuttosto tiepida da parte di stampa e utenza, l’uscita di Lords of the Fallen ha rappresentato un passo importante per l’industria videoludica, diffondendo la struttura della serie Souls verso un pubblico più ampio e meno avvezzo alle estreme punizioni della produzione From Software. La scelta di una storia ben definita, di una personalizzazione meno invasiva e di un mondo di gioco molto più contenuto e lineare sono stati i punti di forza di un titolo che aveva il non trascurabile merito di fungere da introduzione al genere per coloro che fossero rimasti intimoriti o scottati da esperienze ben più elitarie. Il contenuto aggiuntivo Labirinto Antico (o Ancient Labyrinth) giunge sui nostri schermi a distanza di circa quattro mesi dal lancio del capitolo originale, dopo alcuni rinvii dovuti alla necessità da parte del team di limare dei difetti riscontrati in fase di sviluppo (ricordiamo che il DLC doveva uscire a gennaio), nonché di abbinarlo alla recente patch 1.5. Venduto a 8.99€, il pacchetto aggiuntivo ci ha consentito di addentrarci in una nuova area, un labirinto irto di pericoli e di nemici, in cui, per stessa ammissione degli sviluppatori, sarebbe stato necessario contare più sul cervello che non sui muscoli. In realtà le cose non sono andate proprio così, anzi, ancora una volta abbiamo dovuto fare ampio ricorso all’acciaio per tirarci fuori dai guai. Ma andiamo con ordine, perché la situazione si è fatta problematica fin da subito.

UN LABIRINTO POVERO E MOLTO HARDCORE

Distaccandosi da quanto è stato fatto con il gioco che va a espandere, Labirinto Antico è un contenuto estremamente atipico e decisamente poco in linea con la politica precedentemente adottata da Deck 13 e CI Games, finora volta a coinvolgere un tipo di utente meno esigente con se stesso e più interessato al puro divertimento. Per accedere alla nuova area, ogni giocatore che abbia portato a termine la campagna principale si ritroverà costretto a ricominciare tutto da capo per potersi mettere in condizione di entrare nel tanto temuto labirinto. Infatti, trattandosi di un contenuto di alto livello, sarà possibile ottenere l’accesso solo nell’ultimo terzo di avventura, ma non per chi abbia già battuto il boss finale (ricordiamo che, una volta sconfitto tale nemico, la partita passa automaticamente in newgame+, quindi sarebbe comunque tutto da rifare). Tale scelta taglia fuori una buona fetta di utenza, indirizzandosi non solo a coloro che cerchino una sfida aggiuntiva alla campagna, ma che anche siano disposti a ricominciare tutto da capo solo per affrontare un breve contenuto aggiuntivo. A scoraggiare ulteriormente l’utente medio vi è il livello di difficoltà del prodotto in questione, che richiede un’abilità e un equipaggiamento fuori dal comune, soprattutto in relazione alla scarsa indole free roaming del titolo originale. È improbabile che vi siano giocatori effettivamente pronti ad affrontare le sfide del labirinto nel momento in cui queste si rendono disponibili. Sarà infatti necessario spendere molte ore nel farm compulsivo delle altre aree di gioco (possibilmente arrivando fino al boss finale, ma senza ucciderlo) per poter essere all’altezza dei combattimenti che il team ha previsto.

Una volta uccisa la Bestia e parlato con il mitico fabbro (una delle figure più carismatiche dell’intera produzione originale), avremo accesso a questa nuova area in cui un individuo, condannato a rimanere in questo limbo per sempre, ci avvertirà dei pericoli a cui andiamo incontro. Al centro del labirinto vi è infatti il vero ultimo Lord dei Rhogar, il Custode, che deve essere sconfitto per spezzare la maledizione di cui anche il nostro nuovo “amico” è vittima. La struttura di questo posto è circolare, con una serie di anelli concentrici che vanno ruotati per trovare una via al tanto agognato centro, l’unico problema è che ciò finisce per annoiare il giocatore piuttosto che impensierirlo. Trovare la strada giusta è estremamente semplice e si riduce al procedere per tentativi, facendo decadere l’intento dichiarato da parte del team di offrire un DLC più orientato agli enigmi che non al puro combattimento. Il tutto senza considerare che gli anelli sono solo cinque, quindi la complessità stessa del presunto labirinto viene meno, assieme al necessario senso di smarrimento che un tale concept avrebbe dovuto garantire. Per chi ancora se lo ricorda, Labirinto Antico è molto simile agli Anelli di Pandora del primo God of War, ma con una profondità di gameplay e architettura difficilmente paragonabili. Il combattimento ha, com’è logico a questo punto, un ruolo preponderante nella mini avventura, con una larga presenza di nemici che tenteranno di impedirci di arrivare al loro capo. Purtroppo anche in questo caso la varietà è un po’ deludente e gli avversari presenti sono solo di tre tipi: scheletri, maghi e guerrieri fantasma, tutte figure inedite nel gioco originale, ma che non brillano per originalità. La potenza di queste creature è comunque abbastanza elevata e, come si accennava all’inizio, sarà necessario avere un livello molto alto per farsi strada tra le loro carcasse.
Il boss finale è sicuramente il punto più alto del DLC e, nonostante anch’esso non sia particolarmente ispirato da un punto di vista puramente estetico, darà del filo da torcere a chiunque lo voglia affrontare, anche in virtù del fatto che ad ogni tentativo sarà necessario farsi strada nuovamente nei cinque cerchi. Il combattimento è estenuante e costringe il giocatore ad adattarsi continuamente al variare delle fasi (che mutano a seconda della vita che rimane al boss), ma proprio questa sua difficoltà ci è sembrata fuori luogo e troppo sbilanciata rispetto al resto del gioco. Lords of the Fallen non nasce come un'esperienza punitiva, ma sembra che con questo contenuto gli sviluppatori abbiano voluto dimostrare che è nelle loro possibilità fare di peggio e che, in un eventuale sequel, possiamo aspettarci qualcosa di più sul profilo della difficoltà.

Per il resto i contenuti sono davvero pochi: qualche oggetto aggiuntivo e un paio di note che arricchiscono il lore sono tutto ciò che potete aspettarvi al di là dell’esperienza stessa del labirinto, che grosso modo si attesta su una lunghezza di un’ora e mezza (che può variare in base a quanto siete esperti e ben equipaggiati). Durante questo breve periodo la sensazione generale non è di continuità col resto del mondo, come accadeva nei DLC di Dark Souls e Dark Souls II, ma sembra di essere finiti in un luogo separato dagli altri e decontestualizzato, giocando troppo sul fatto che il mondo dei Rhogar è completamente separato dal nostro. Lo stesso fabbro non sa dirci dove stiamo andando e si limita a fare delle allusioni che non chiarificano praticamente nulla riguardo la nostra ennesima missione, lasciandoci interdetti sullo sforzo creativo che possa essere stato riposto in questo pacchetto.
Sul fronte tecnico il DLC è in linea con quanto visto nell’avventura di base, con una buona definizione generale minata da un’ottimizzazione che, nonostante le ultime patch, tentenna pesantemente anche abbassando i dettagli (facendo riferimento alla versione PC). La pulizia dell’immagine è comunque buona e il design del labirinto è interessante, peccato solo per la grandezza del livello, che è davvero troppo piccolo e avrebbe meritato una scala che fosse almeno il doppio (se non il triplo) di ciò che ci siamo trovati di fronte.

Lords of the Fallen Labirinto Antico è un DLC che, nonostante i continui rinvii, non ha soddisfatto le nostre aspettative, risultando povero di contenuti e poco stimolante, nella misura in cui quasi sempre è necessario rifare un personaggio da capo e perdere ulteriore tempo per renderlo adeguato a un compito che si riduce a circa un paio d’ore di gioco. Le ricompense stesse non giustificano una tale “fatica” e, abbinate alla difficoltà del prodotto, lo rendono apprezzabile solo a una ristrettissima elite che si sia innamorata di Lords of the Fallen al punto da volerci passare sopra molte altre sessioni. Per tutti gli altri ne sconsigliamo l’acquisto a priori, in quanto, nonostante la cifra piuttosto modica (7.99€), c’è davvero pochissima soddisfazione nel completare questa nuova area e, anche nel caso in cui si ricercasse una sfida di livello superiore, consigliamo di passare a un titolo qualsiasi della serie Souls (e, perché no, l’imminente Bloodborne). Davvero un gran peccato, un’occasione mancata per un contenuto che, fosse almeno uscito a ridosso del lancio originale, avrebbe avuto un suo senso. Speriamo a questo punto di rivedere Harkyn in una nuova avventura, che magari lo farà tornare più in forma di come lo abbiamo ritrovato.

4.5

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