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Recensione Lost Horizon

Il nuovo adventure game targato Deep Silver, approda sui nostri schermi.

Versione analizzata: PC
recensione Lost Horizon
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc

In un settore ultimamente privo di titoli di spicco come quello degli Adventure Game (fatta forse eccezione del 5° capitolo della saga "Monkey Island", Tales of Monkey Island), Deep Silver prova a guadagnarsi il successo con una nuovo titolo. La casa tedesca, già nota per i famosi Sacred 2 - Fallen Angel e Gothic 3, lancia sul mercato una nuova avventura : "Lost Horizon", disponibile al pubblico a partire dal 22 Settembre.

Artefatti, nazisti e vecchie fidanzate... Non stiamo parlando di Indiana Jones

La storia ha il suo prologo in India, sulle montagne del Tibet. Una squadra di soldati inglesi, in missione esplorativa, viene a conoscenza di un misterioso tempio. La situazione precipita non appena dei soldati nazisti scoprono e trucidano l’intera spedizione. L'unico sopravvissuto al massacro sembra essere un soldato di nome Richard, che, grazie all'aiuto di un monaco morente, abate del monastero e ferito da un proiettile tedesco, riesce a salvarsi da morte certa utilizzando uno strano e arcano manufatto consegnatogli dal vecchio un istante prima di morire. Richard riesce, forse involontariamente, ad utilizzare l'artefatto mettendosi misteriosamente in salvo. Questo è tutto ciò che si sa sull’ormai scomparso compagno. Nessuno ha più notizie di Richard ne della spedizione: sarà nostro compito ritrovarlo e riportarlo a casa in salvo.
Qui inizia l'avventura: voi impersonerete Fenton Paddock, ex soldato ed ora contrabbandiere, vecchio caro amico del soldato inglese scomparso. Fenton è un ragazzo di bell'aspetto, la classica testa matta che volente o nolente finisce sempre nei guai. Ci verrà affidato il compito di rintracciare la spedizione dispersa nel Tibet. Tutti contano solo ed esclusivamente su di noi. Siamo in Cina, per l'esattezza ad Hong Kong, e il nostro eroe già si trova nei guai. Braccato dalla mafia cinese, la pericolosa Triade, che non vede per nulla di buon occhio la sua attività, è costretto a scappare ed escogitare stratagemmi per mettere in salvo la pelle. Dopo essere stati informati dell'accaduto in Tibet ed aver accettato senza troppe esitazioni l'incarico, dovremo scappare il più in fretta possibile dalla città, ormai la Triade è sulle vostre tracce. Ma non saremo soli nelle disgrazie: Kim, una vecchia amica, amata e abbandonata in passato, sarà la nostra ancora di salvezza per la fuga, e ci accompagnerà nel proseguo della nostra missione.
L'intera avventura è costellata da enigmi da risolvere e sfide che metteranno alla prova le nostre abilità. Tuttavia le prove a cui verremo costantemente sottoposti non saranno mai troppo complicate e il sistema di gioco e di aiuti ci assisterà in ogni momento, rendendoci spesso la vita troppo facile.
Il gioco ha adottato il classico stile dei punta e clicca. Basterà cliccare su una qualsiasi location per spostare Fenton o il personaggio che state utilizzando (capita più volte di pilotare Kim assiame a Fenton) nel luogo desiderato. Il movimento appare abbastanza fluido e credibile, per ogni personaggio della storia, fatta forse eccezione per il comportamento macchinoso di Fenton nel momento in cui deve ruotare su se stesso, davvero poco credibile (forse aggiungere la possibilità di movimento tramite tastiera sarebbe stato più vantaggioso).
Durante tutta la vicenda avremo a nostra disposizione, oltre ai classici comandi, l'opzione di rilevare istantaneamente tutti gli oggetti con cui è possibile interagire nella scena. Se da principio può sembrare un'introduzione interessante, con il tempo, sopratutto per gli appassionati, questa possibilità rende troppo semplice l'avventura e elimina la fase di ricerca, a nostro avviso essenziale. E' vero che molti potrebbero decidere di non non utilizzarla, ma sappiamo tutti benissimo che l’occasione fa l’uomo ladro.

Il plot appare interessante e sprona costantemente il giocatore a proseguire per vedere cosa si nasconde dietro l'angolo, lasciandolo curioso dalla prima scena fino all’ultimo capitolo. Molti sono i dialoghi e gli intermezzi, forse troppi e troppo lenti. Spesso più che un adventure game sembra essere in un film vero e proprio, e paradossalmente si vede e si parla più di quanto si giochi. Le fasi esplorative sono striminzite e gli enigmi tendono troppe volte a risolversi solo parlando con i vari personaggi. L’ avventura appare quindi lineare, cosa che può aiutare un giocatore alle prime armi, ma lascia di certo l’ amaro in bocca ad un player più esperto. L’ interazione con gli altri personaggi, resa possibile tramite l'implementazione del tradizionale schema a risposte multiple, è presente solo in limitati momenti. Ci accorgeremo presto che raramente le nostre risposte influiranno significativamente sull'evolversi della storia.

La semplicità non è sinonimo di fallimento

La versione provata è totalmente doppiata in inglese e sottotitolata in italiano. La traduzione risulta essere perfetta e completa, non ci è mai capitato di incontrare difetti nelle didascalie. Dal punto di vista grafico c'è poco da recriminare: Deep Silver ha fatto le cose per bene. Lo stile adottato è quello del cartone animato, che meglio realizza i desideri di un giocatore di avventure, rendendo il colpo d'occhio davvero gradevole, e giocabile anche sui Pc più obsoleti.
Gli sfondi sono la cosa che più colpisce la nostra attenzione. Realizzati con grande accortezza, catapultano il giocatore nei luoghi rappresentati con una maestria e un coinvolgimento che raramente abbiamo potuto apprezzare. I paesaggi sono rappresentati con accurata precisione, quasi maniacale; vengono ricreati con dovizia gli eventi atmosferici che colpiscono i luoghi in cui avviene la vicenda. I personaggi appaiono in generale credibili e le animazioni risultano ben curate, senza però esagerazioni. Una pecca, per quanto riguarda il settore grafico, la si può forse trovare nelle espressioni dei personaggi. Troppe volte sembrano distaccati, quasi dei fantocci incapaci di provare sensazioni: mantengono quasi sempre la stessa espressione. A parte questo l'aspetto grafico è ben reso e a condire il tutto ci pensa un’ ottima colonna sonora, degna dei film holliwoodiani più illustri. La musica di sottofondo, e le basi musicali che accompagnano Fenton nella sua impresa, sono perfette descrizioni dell'epoca in cui la vicenda si svolge. Ciò riesce a farci immedesimare ancora di più nel periodo storico in cui si ambienta l’intera esperienza. Gli effetti sonori sono decisamente credibili e molto vari.

In conclusione riteniamo che Deep Silver abbia prodotto un lavoro più che soddisfacente per gli standard attuali. Forse non sarà uno di quei giochi che ricorderemo per sempre, sicuramente però ci farà passare una quindicina di ore di divertimento. Non mancheranno i colpi di scena che, fino alla fine, ci coinvolgeranno sempre più obbligandoci in un modo o nell’altro a portar a termine la nostra ricerca.

Lost Horizon La linearità dell'avventura, e soprattutto l’eccessiva facilità nel portarla al termine, rendono "Lost Horizon" un titolo adatto ad un pubblico molto aperto, sacrificando però lo zoccolo duro degli avventurieri cresciuti a pane e Grim Fandango. A parte questo punto critico ci riserviamo di consigliare l'acquisto di questo videogioco a tutti gli appassionati del genere che difficilmente trovano, almeno per il momento, del materiale capace di placare la loro avida sete di avventure.

7.3

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