Recensione Magic: Duels Of The Planeswalkers

Magic sbarca su Xbox Live Arcade

Magic: Duels of the Planeswalkers

Videorecensione
Magic: Duels of the Planeswalkers
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Pc

Strategia, abilità e un pizzico di fortuna

Magic: The Gathering (in italiano Magic: L'adunanza) è senza ombra di dubbio il più riuscito e seguito gioco di carte collezionabili uscito sul mercato e, volendo estendere l'area di interessamento ai giochi da tavolo, uno dei prodotti più seguiti e giocati negli ultimi venti anni. Il fenomeno Magic iniziò infatti nel lontano 1992 quando un rampante designer, Richard Garfield, volle mettere su carta (in tutti i sensi) le sue idee in merito ad un nuovo gioco in grado di “simulare” lo scontro fra due o più potenti maghi. Il segreto del successo della creatura distribuita dalla superpotenza Wizards of the Coast risiede in quell'alchimia creata da un regolamento di semplice assimilazione unito ad un'incredibile dose di strategia e tattica, l'aver attinto a piene mani dalle più note mitologie e creazioni fantasy per quel che concerne creature ed incantesimi e, soprattutto, l'incredibile supporto al gioco il quale può vantare un quantitativo di carte mostruoso (vicino alle diecimila carte) in continuo e perenne aggiornamento. Le carte sono dunque il perno su cui gira il mondo di Magic, un perno che ha però i suoi costi: se l'acquisto delle singole bustine di espansione (o dei mazzi base) riesce a rientrare nei canoni di spesa di un “semplice” hobby, è il mercato secondario della compravendita di carte più o meno rare (e più o meno ricercate) a fare la differenza, con un listino di quotazioni in costante aggiornamento e dai prezzi più variegati, i quali spazian da pochi centesimi sino ad arrivare al centinaio di euro per una singola carta. L'evoluzione tumultuosa e costante delle reti di connessione (con l'implementazione su scala mondiale della banda larga, oramai accessibile a quasi tutta la popolazione del globo) ha fatto fare il grande passo alla società statunitense, portando così la sua gallina dalle uova d'oro sugli schermi dei personal computer tramite il software Magic Online, una trasposizione fedele al 100% alla sua controparte cartacea (ivi compresi i succitati prezzi) dando così a tutti i giocatori la possibilità di confrontarsi sui tavoli virtuali, accumulando punti per il ranking mondiale oltre che premi in bustine e carte speciali provenienti da tornei di ogni specie. Magic annovera anche una fugace e poco fortunata apparizione su console con Battlegrounds, una libera interpretazione del gioco originale in cui veniva simulato un duello fra maghi, prendendo però più spunto da uno strategico a turni che dal vero e proprio core del gioco di carte. Nonostante l'insuccesso la Wizard decide di riprovarci proponendo sul circuito di Xbox Live Arcade (al prezzo di 800 Microsoft Points) Magic: Duels Of The Planeswalkers, titolo questa volta (lo diciamo sin da subito) fedele al 100% al gioco che si affacciò al mondo oltre quindici anni fa.

Magic for dummies

Vediamo dunque di analizzare e giudicare cosa ci ritroveremo fra le mani una volta completato il download di quasi 300 mega sul disco rigido della nostra beneamata console, soprattutto alla luce di quanto detto sino ad ora (ci riferiamo alla vastità del database di carte ed al costo di gestione di questo hobby). Evidentemente alla Wizards devono aver avuto ben chiari in mente un paio di concetti fondamentali prima di proporre questo prodotto al pubblico, ci riferiamo alla (ovvia aggiungeremmo) impossibilità di trasportare anche sul mercato console l'intelaiatura e la spina dorsale del già citato Magic Online. Una volta finito (o saltato a piè pari) il breve e piuttosto anonimo filmato introduttivo (ascrivibile più ad un vero e proprio short pubblicitario che ad una intro classica), potremo accedere alle varie opzioni di gioco messe a disposizione. Il cuore del gioco è sicuramente la modalità campagna, nella quale il giocatore potrà confrontarsi (sia da solo che con un amico tramite una campagna cooperativa offline) con altri arcimaghi controllati dalla cpu, ciascuno con la propria strategia ed il modo di porsi durante il match (più aggressivo o più attendista ad esempio); il completamento di queste sfide ci fornirà come ricompensa sia delle carte aggiuntive che il deck dell'avversario sconfitto (esamineremo più avanti tali caratteristiche). Altra opzione di gioco disponibile per il single player è quella delle sfide: in questa modalità dovremo risolvere dei veri e propri puzzle, vincendo nel turno corrente e sfruttando tutto ciò che ci è stato messo a disposizione dai programmatori; dovremo dunque pianificare attentamente la nostra strategia, studiando tutte le carte presenti sul tavolo di gioco e quelle in mano nostra, evitando mosse avventate che porteranno come risultato solo un misero fallimento della prova. Un vero peccato però che siano stati approntati solo otto sfide per tale modalità, la quale potrà essere affrontata e finita in pochissimo tempo, per poi essere accantonata in un angolo senza essere più ripresa in mano. Chiude la carrellata di modalità di gioco la possibilità di affrontare altri giocatori (in sfide singole o a coppie) tramite il classico scontro online. Anche sotto questo punto di vista il gioco presenta qualche limitazione, derivante sia dall'assenza di un matchmaking o di una modalità torneo, sia dalle continue disconnessioni dei giocatori poco legati al motto di Decoubertin “l'importante è partecipare”: troppo spesso ci è infatti capitato di vedere concluso uno scontro oramai prossimo alla vittoria, lasciandoci così con un palmo di naso e un po' di amaro in bocca.
In generale comunque Duels Of The Planeswalkers potrebbe essere definito come una specie di fratello minore, una sorta di guardare dalla toppa della serratura per magari avere le idee più chiare su ciò che effettivamente è il gioco completo (o per magari riassaporare quello che si è lasciato tempo addietro per mancanza di tempo e soldi). Tale affermazione deriva da una serie di scelte, vale a dire il ridotto database di carte (ridotto a poco più di 500 esemplari, ascrivibili tutti alle edizioni base del gioco) e l'impossibilità di creare da zero il proprio mazzo. Nel titolo infatti avremo a disposizione una serie di deck precostruiti (per la precisione otto, dei quali solo due disponibili sin dall'inizio del gioco) sui quali potremo sbizzarrici solo su quali carte bonus (dalle 15 alle 17 per mazzo) inserire in più, una scelta questa che farà sicuramente storcere il naso agli intenditori ed ai giocatori più smaliziati, abituati a gestire grimori (questo il nome tecnico dei mazzi di Magic) fatti di sole 60 carte. Sebbene tali affermazioni possano lasciar presagire una bocciatura del gioco, bisogna comunque considerare quanto detto all'inizio, ossia la vastità delle carte e il continuo esborso economico per poter giocare alla creazione di Garfield. Guardando le cose da questo punto di vista possiamo dunque ritenerci soddisfatti di quanto messo a disposizione degli utenti di casa Microsoft: Duels Of The Planeswalkers infatti riesce ad attirare i curiosi (ed anche i nostalgici) dando loro la possibilità di conoscere il fenomeno Magic e di apprenderne i rudimenti senza un certo esborso economico.

Magie Virtuali

Sotto il mero aspetto tecnico dobbiamo infine notare come i programmatori abbiano svolto un lavoro sicuramente positivo, fornendo al titolo un aspetto grafico gradevole ed accattivante, pur non sfruttando assolutamente il grandissimo potenziale di Xbox 360. Decisamente sottotono invece il comparto sonoro, nel quale una nenia vagamente orientaleggiante e degli effetti sonori scialbi e ripetitivi di accompagneranno durante le sessioni di gioco.

Magic: Duels of the Planeswalkers Nulla da aggiungere in più rispetto a quanto detto in sede di recensione: Magic in questa sua apparizione per Xbox Live Arcade è un gioco che, nonostante tutte le citate limitazioni, riesce comunque a catturare e ad incuriosire i giocatori grazie al fascino ammaliante del suo fratello maggiore. Consigliamo l'acquisto dunque a tutti coloro che vorrebbero iniziare a giocare a Magic ma che, per i motivi illustrati, non hanno mai avuto il coraggio di fare il “grande passo”.

7

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