Recensione Magicka 2

Paradox tenta di replicare il cocktail magico firmato da Arrowhead, e riesce a confezionare una cooperativa esplosivamente unica. Peccato che le novità siano poche, e le rifiniture ancora una volta incomplete.

Magicka 2

Videorecensione
Magicka 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Che Magicka 2 avesse perso una buona parte di quella esplosiva carica innovatrice che aveva caratterizzato il primo capitolo ci era apparso evidente sin dalle prime prove. Del resto, il passaggio del testimone da Arrowhead Game Studios a Paradox poteva portare solamente in due direzioni: da una parte, c'era la possibilità che il nuovo studio di sviluppo decidesse coraggiosamente di proporre qualcosa di nuovo, rivendicando una propria indipendenza creativa, dall'altra c'era il rischio di un classico more of the same. Inutile dire che quest'ultima è la situazione più vicina alla realtà. A fronte di qualche esile bilanciamento e aggiunta a livello di gameplay, questo secondo capitolo si accontenta di offrire nuovamente la medesima esperienza, ancora una volta caratterizzata da sperimentazioni magiche, momenti di grande frenesia e follie assortite, eppure incapace di fare un vero passo in avanti, anche dal punto di vista dell'ottimizzazione.

Accappa-team

Sembra che non sia passato un giorno: sebbene siano ormai più di quattro gli anni che ci separano dall'uscita del primo capitolo, l'incipit di Magicka 2 ci riporta immediatamente in quella bizzarra atmosfera fatta di maghetti in accappatoio, mitologia norrena mischiata a totale nonsense e incredibili cocktail magici. Proprio come il capostipite, anche questo diretto sequel offre una modalità avventura, legata da una bizzarra trama dove il (non!) vampiro Vlad è ancora l'anfitrione, e diverse stanze sfida, nelle quali mettere alla prova le nostre abilità. Il tutto, come da tradizione, può essere affrontato in cooperativa online e locale fino a quattro giocatori, ed è proprio lì che il gioco trova la sua migliore espressione (diventando, al tempo stesso, una delle esperienza collaborative più caotiche che ci sia mai capitato di provare). Quanto al gameplay vero e proprio, questo non conosce novità sostanziose, ma solo piccoli aggiustamenti. Ancora una volta, torna la magia basata sulla combinazione di otto elementi, da concatenare riempiendo fino a cinque slot consecutivi prima del casting vero e proprio. Differenze rispetto al passato, in questo senso, non ve ne sono: chi ricorda le combinazioni dell'originale Magicka non avrà nessuna difficoltà a riprodurre i medesimi effetti, al netto di alcuni bilanciamenti sul danno (gli ice shard, ad esempio, sono ora molto più efficaci, così come le bombe create dall'elemento pietra, ora quasi sin troppo esplosive). Come di consueto, una volta creata la miscela di elementi, il casting sarà possibile nei confronti di uno specifico avversario, ad area, sull'arma impugnata oppure su di sé. Soprattutto quest'ultimo elemento è importante, dato che apre a diverse combinazioni con gli scudi, che possono rivelarsi fondamentali nelle fasi di gioco avanzate. Per i nuovi arrivati, la curva d'apprendimento sarà tutt'altro che morbida, proprio come accadeva con il capostipite: l'unico modo di giocare efficientemente a Magicka 2, soprattutto ai livelli di difficoltà più elevati, è imparare a memoria le combinazioni di tasti necessarie a ottenere i vari cocktail magici, e questo richiederà del tempo per assimilare gli automatismi. Il design delle missioni e il posizionamento dei nemici, che compaiono a ondate nelle schermate a scorrimento, sono infatti volutamente incalzanti, e con un ritmo sempre più forsennato man mano che si procederà lungo la campagna. Del resto, il caos e le conseguenze impreviste fanno parte dell'esperienza, e la rendono a suo modo unica. Se tutto andasse sempre liscio, dopotutto, non si tratterebbe di Magicka: soprattutto in cooperativa, con il fuoco amico non disattivabile (nonostante le suppliche di una parte dei fan), una parte del divertimento è data proprio dalle conseguenza imprevedibili, e talvolta molto esplosive, che possono verificarsi in combattimento. Nel complesso, il godimento che deriva dalle speriementazioni magiche è conseguentemente rimasto intatto, ed è in grado di regalare momenti esplosivamente unici.


La sottile linea

Come vale sempre per giochi che fanno della "morte" virtuale un elemento costituente dell'esperienza, il confine tra divertimento scanzonato e frustrazione è molto sottile, e facile da perdere di vista. In questo senso Magicka 2 compie qualche passo falso, soprattutto relativamente al level design, che talvolta chiude il/i giocatori in spazi talmente piccoli da rendere difficoltosa e poco stimolante qualunque attività di combinazione degli elementi. Fortunatamente, questo non succede spesso, ma si tratta comunque di un difetto che riesce a rendersi fastidioso, e a rovinare alcune boss fight. Note invece positive per quanto riguarda gli sporadici puzzle ambientali, i quali, seppure molto semplici, affiancano dinamiche interessanti alla semplice eliminazione dei nemici. Tutto questo, naturalmente, risulta molto più gradevole in compagnia, dove un giocatore può occuparsi dei vari marchingegni da attivare con la magia mentre i restanti si occupano di tenere a bada le abbondanti armate avversarie. Proprio come valeva per il primo capitolo, anche Magicka 2 finisce per dare il meglio di sé in cooperativa, rendendosi invece molto meno appassionante quando affrontato da soli. Relativamente alle possibilità offerte da quest'ultima, si segnala un matchmaking possibile solamente nei capitoli già sbloccati della modalità Avventura, mentre le restanti attività, come le Sfide, potranno essere affrontate in compagnia solamente invitando i membri della propria lista amici, oppure localmente.

Quanto alle piccole aggiunte di Paradox rispetto alla formula originale, citiamo i Famigli, i quali possono fornire alcuni bonus oltre ad una rianimazione prima del Game Over, i Magick (ossia combinazioni magiche molto potenti, e dotate di cooldown) ora accessibili velocemente tramite i tasti numerici, un'ampia dotazione di palandrane, bastoni magici e armi dotati di bonus e malus specifici (da sbloccare con le varie attività), la possibilità di aggiungere dei modificatori alle partite per renderle più complesse (noti come Artefatti) e un complessivo ribilanciamento di alcuni rapporti di forza e debolezza. I nemici sono infatti spesso particolarmente vulnerabili ad uno specifico elemento, oppure ne fanno la propria principale arma offensiva. Proprio per questo, gli avversari andranno studiati, così da elaborare strategie ben definite. Se questo rappresenta di sicuro un lato positivo per l'esperienza, in quanto meglio definito rispetto a quanto accadeva nel primo capitolo, va anche detto che i buoni conoscitori dell'originale rischieranno di trovare qui un livello di sfida non troppo elevato. Per quanto ci sia stato possibile provare per ora solamente la versione PC, possiamo comunque spendere qualche parola sui controlli via pad: il lavoro svolto è complessivamente buono (si utilizzando i tasti frontali, sfruttando il bumber sinistro come modificatore), sebbene vi siano pro e contro rispetto alla combinazione mouse/tastiera. Se il casting risulta leggermente più complesso, infatti, si ottengono invece evidenti benefici nella precisione della mira con gli incantesimi a flusso, grazie alla configurazione dual stick. Purtroppo, utilizzando il pad, un fastidioso bug riporta il puntatore del mouse al centro della schermata dopo ogni caricamento, un qualcosa che speriamo di veder risolto al più presto con una futura patch.
Dal punto di vista tecnico, Magicka 2 non si discosta da quanto visto nel predecessore, e non fa particolari passi avanti, se non nella migliore definizione generale degli asset grafici. Il design è come sempre molto riuscito, ma non si abbina purtroppo ad un rendering degno di nota. Il lato migliore è riservato agli effetti delle magie, che riescono a tratti a riempire lo schermo di un caos deliziosamente colorato, mentre gli scenari e i personaggi si accontentano di un livello rimasto sostanzialmente a quello del capostipite.

Magicka 2 Magicka 2 ci ha complessivamente divertito, ma a quattro anni di distanza dall'originale ci aspettavamo un passo in più. I ragazzi di Paradox si sono limitati a ribilanciare una formula già ben nota, laddove il loro lavoro migliore è evidentemente quello svolto sui segreti e sugli easter egg, presenti in abbondanza in ogni ambientazione. Si tratta, nondimeno, di interventi di contorno, che si affiancano a un level design non sempre attento, a rifiniture scarse (non manca qualche bug, l'impossibilità di rimappare i tasti a prescindere dal sistema di controllo e connessioni online a volte difficoltose) e a una longevità non eccezionale nonostante la rigiocabilità. Per coloro che hanno amato il primo, può trattarsi di un piacevole ritorno al passato, a patto di non aspettarsi novità sostanziali. Per tutti i nuovi arrivati invece, soprattutto sul fronte console, l'esperienza manterrà la sua originalità iniziale, e, al netto di qualche svista, offrirà comunque un divertimento cooperativo unico nel suo genere, sebbene non per meriti del tutto propri.

6.7

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