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Recensione Magnetic: Cage Closed

Guru Games ci regala un puzzle game in prima persona che attinge a piene mani dal leggendario Portal, proponendo però la risoluzione di test incentrati sul sapiente uso delle forze magnetiche.

Magnetic: Cage Closed

Trailer
Magnetic: Cage Closed
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Scoprire all'improvviso di essere carcerati di una prigione sperduta nel mondo, e al contempo cavie sacrificabili di un esperimento scientifico, è sufficiente a farti perdere il senno nel giro di un millisecondo.
Certo, il guardiano della prigione non si è fatto tanti scrupoli quando me l'ha detto, e poi mi ha invitato - molto poco gentilmente - a testare il prototipo di un'arma magnetica supersegreta risolvendo svariati test in ampie stanze piene di piattaforme e trappole letali. Prendere o lasciare - ho detto tra me e me per farmi forza. Quel bastardo però continua a sputarmi addosso sentenze taglienti attraverso un altoparlante; magari vuole solo stimolare il mio morale, ma in realtà non fa altro che alimentare un dubbio che mi sta lacerando da parecchi giorni: gli importa davvero testare l'arma? Oppure sta semplicemente mettendo alla prova le mie capacità psicofisiche? E poi esiste davvero un modo per ottenere indietro la mia libertà? Non riesco a spiegarmelo, ma una cosa l'ho capita fin da subito: chiunque abbia progettato questa prigione deve aver partecipato anche all'ideazione delle camere valutative nei laboratori Aperture Science. Qui però l'aria puzza di marcio, le pareti sono sporche di sangue e c'è buio, tanto buio, col bagliore di qualche freddo neon che fatica persino a rischiarare il portellone rugginoso della mia cella. Bella situazione che mi tocca, alla faccia di chi disprezza i test con i portali. Magnetic: Cage Closed è un puzzle game che sembra essersi rovesciato direttamente dal calice spumeggiante di GLaDOS e soci, o se preferite, si presenta come una sua stortura stilistica, una dimensione alternativa epurata di ogni gioia e speranza. Scopriamo insieme le caratteristiche distintive dell'ultima fatica della piccola software house svedese Guru Games, in arrivo il 26 maggio su PC, PS4 e Xbox One.

A piece of portal

L'incipit di Magnetic: Cage Closed è una chiara confessione d'amore nei confronti di Valve e dei suoi leggendari pilastri ludici; non a caso il prologo è intitolato "a piece of cake" (qualcuno ha detto "The Cake is a lie"?). L'impressione è proprio quella che gli sviluppatori abbiano voluto prendere un pezzo della celebre torta di Portal per poi tenerla in frigorifero un paio di settimane, così da presentarci un videogioco che come tributo funziona molto bene, ma che vuole anche distinguersi battendo strade stilistiche più cupe e degradanti. Legati ad un lettino su rotaie attraverseremo lunghe gallerie intervallate da portelloni metallici a chiusura stagna. Il grigiore delle pareti e l'oscurità permeante restituiscono la sensazione soffocante di essere rinchiusi nelle viscere della terra, in un luogo segreto e di cui solo pochi sono a conoscenza. La voce fuori campo del custode, un certo Keene, ci riserverà una spietata accoglienza, rendendo chiara fin da subito la drammatica condizione del nostro alter-ego femminile lì disteso sul lettino: non siamo altro che i nuovi carcerati della struttura di massima sicurezza Facility-7 e non abbiamo la minima idea di quali siano le atrocità che abbiamo compiuto per meritarci di scontare il resto dei nostri giorni in un luogo così lontano dal mondo. Tutto ciò che abbiamo è un numero di matricola, prigioniera XE-47623, con cui ci chiameranno per moltissimo tempo. Il custode prova a darci una fievole speranza: c'è sempre una via d'uscita - dice con convinzione; eppure sembra temere e sprezzare fortemente una nostra eventuale riuscita nei test con conseguente ritorno in libertà nel mondo libero. La mattina verremo svegliati nella nostra claustrofobica e sudicia cella per raggiungere un container mobile che ci porterà verso le camere valutative: si tratta di stanze cubiche molto simili tra loro, con il soffitto molto alto e le pareti composte da enormi piastrelle quadrate dello stesso colore scuro. Dovremo raggiungere il portello d'uscita di ogni stanza sfruttando le capacità straordinarie di una fantomatica arma tecnologica, il Prototipo 27, in grado di generare una forza magnetica con cui interagire con l'ambiente circostante. Purtroppo l'incedere narrativo, con una durata complessiva che va dalle 3 alle 5 ore, non riesce quasi mai a spiccare il volo, tranne in brevissimi e sporadici momenti in cui verranno svelati dei retroscena particolarmente interessanti.

Questo limite, che si accompagna ad una comunque evidente mancanza di originalità nei dialoghi dei comprimari, è dettato dal parallelismo con Portal che ogni giocatore si ritroverà a fare a livello puramente concettuale. Magnetic: Cage Closed, tuttavia, non può contare sulla presenza magnificante di personalità bacate e ricche di black humour come quelle di GLaDOS e Weathley (Portal 2). Il custode Keene e la psichiatra Karen Womberg, unici personaggi ad accompagnarci durante l'intera avventura con le loro voci fuori campo, si riveleranno personaggi poco poliedrici e profondi, troppo impegnati a recitare il copione dell'aguzzino cinico e impassibile, e scadendo costantemente in battute monotone e molto lontane dalla vivacità strepitosa della sceneggiatura Valve. Fortunatamente la situazione tende ad evolversi in positivo tra un capitolo e l'altro, dove verremo messi alla prova con delle scelte particolarmente tediose: verremo invitati all'interno di una stanza speciale, dall'aspetto non molto dissimile da quello di una sala espositiva di un museo (con plastici a grandezza naturale dietro grandi teche di vetro), e ci verrà presentata una particolare problematica di cui spesso non sapremo assolutamente nulla. La scelta che prenderemo ci assegnerà, nei capitoli successivi, ad un percorso di test completamente differente. Nelle prime fasi ci è capitato, ad esempio, di dover dire con esattezza il numero di casse utilizzate nel test appena affrontato: con una risposta positiva ci siamo garantiti un trattamento di riguardo da parte della psichiatra, con test meno punitivi e di rapida soluzione, mentre con una risposta errata siamo stati assegnati alla supervisione del temibile custode Keene, sempre pronto a metterci in difficoltà con trappole e puzzle molto più insidiosi. Altre decisioni invece assumeranno la valenza di veri e propri plot twist, modificando la narrazione a tal punto di condurci per sentieri narrativi in netta antitesi tra loro e conseguentemente a finali di gioco altrettanto divergenti (un po' come saggiato in The Stanley Parable). Questo approccio riesce a fornire sufficienti motivazioni in favore della rigiocabilità del titolo, dandoci modo di scoprire ed affrontare nel corso di più run oltre 60 stanze differenti.

Magnetismo a portata di mouse

L'anima di Magnetic: Cage Closed, che riesce a distinguersi efficacemente da quella di Portal almeno a livello di gameplay nudo e crudo, risiede proprio nello sfoggio realistico del magnetismo: Il Prototipo 27 (che durante il gioco verrà sostituito dal modello 28 più avanzato) non è nient'altro che una Magnetic Gun molto simile alla Gravity Gun di Half-Life, in grado di interagire con il campo elettromagnetico degli oggetti presenti nelle camere dei test. Con il tasto sinistro del mouse sarà possibile imprimere una forza attrattiva mentre con il click destro potremo esercitarne una repulsiva. L'intensità è ovviamente regolabile (fino a 3 livelli per il prototipo 28) così da poter effettuare lanci e spostamenti di oggetti a diversa distanza e velocità. Il modo in cui la forza magnetica si eserciterà sui vari elementi interattivi è restituito da una fisica molto credibile ed accurata: le piccole scatole cubiche, ad esempio, si potranno spostare con notevole facilità e precisione, mentre quelle di massa superiore saranno notevolmente più difficili da spingere e posizionare. Inoltre, soprattutto al massimo livello d'intensità della Magnetic Gun, ogni volta che agiremo su un oggetto subiremo da quest'ultimo una forza attrattiva o repulsiva di minore intensità, che potrebbe farci cadere in situazioni potenzialmente letali (anche se non è implementato il danno da caduta). Le scatole non saranno l'unico oggetto con cui dovremo risolvere i puzzle: certe volte dovremo attivare dei grossi bottoni quadrati sfruttando il peso della scatola, oppure dovremo azionare manualmente delle leve per sbloccare piattaforme mobili e passaggi. Avanzando nel gioco i test diventeranno progressivamente più complicati grazie all'aggiunta di svariate trappole mortali (lanciafiamme, spuntoni retrattili, presse di pietra e generatori tesla), ognuna fornita di un timer d'attivazione differente che ci costringerà ad utilizzare il giusto tempismo per evitarle. Spesso dovremo raggiungere delle piattaforme particolarmente elevate sfruttando delle travi sporgenti (estendibili con l'uso della Magnetic Gun), e dovremo anche stare bene attenti a non precipitare nelle sottostanti vasche stracolme di gas; se dovessimo caderci dentro avremo solo pochi secondi per risalire ed evitare il soffocamento. Fondamentale per la risoluzione dei test saranno alcune piastre magnetiche incassate a terra o nelle pareti verticali, che andranno caricate con la Magnetic Gun per essere sfruttate a distanza come repulsori o attrattori, in modo da effettuare dei balzi di lunga distanza nella direzione che più ci è congeniale. In caso di piastre ravvicinate potremo addirittura spingerci a mezz'aria per poi fluttuare lateralmente evitando trappole e vasche sottostanti. L'ultimo elemento interattivo che incontreremo, soprattutto in prossimità dei bottoni quadrati a pressione, è rappresentato da piccoli magneti polarizzati che modificheranno la ricaduta delle scatole che lanceremo per attivare i bottoni.

In queste occasioni dovremo essere molto bravi a calibrare la traiettoria della scatola, così da andare a segno sfruttando a nostro vantaggio le deviazioni dei magneti. Come in ogni puzzle game che si rispetti i primi capitoli di gioco funzioneranno come lungo tutorial per imparare efficacemente le varie dinamiche d'interazione e solo raramente incontreremo nella stessa stanza più di due tipologie di elementi interattivi. Il capitolo finale, invece, ci spingerà ad affrontare dei test davvero ricchi di tutti gli oggetti e trappole incontrate precedentemente. Anche il level design si farà più ampio e di difficile interpretazione, obbligandoci talvolta ad impiegare anche il triplo del tempo per risolvere un test. Purtroppo capiteranno alcune stanze, anche nell'ultima parte di gioco, viziate da un level design un pò troppo semplicistico e di ovvia risoluzione, che di certo stonano parecchio in mezzo a livelli che funzionano particolarmente bene. Fortunatamente questi livelli poco ispirati saranno davvero molto pochi e la difficoltà globale del gioco risulterà mediamente accettabile (anche se inferiore a quella offerta dai due Portal). Indipendentemente dal livello di difficoltà, la struttura delle stanze si baserà su un forte dualismo: certe fasi stimoleranno l'uso paziente del pensiero laterale per studiare l'ambiente circostante ed elaborare la giusta sequenza di enigmi per raggiungere l'uscita, altre invece si focalizzeranno sul più classico dei trial and error in sezioni platform intervallate da numerose trappole a tempo, dove conteranno molto di più i nostri riflessi piuttosto che l'attenta pianificazione. A completare l'offerta ludica troveremo la modalità Time Trial (accessibile direttamente dal menù principale), che ci permetterà di lanciarci in sfide a tempo per completare gli stessi test affrontati durante la modalità storia.

Un Portal dark

Analizzando l'aspetto artistico e tecnico di Magnetic: Cage Closed è possibile scovare le differenze più significative rispetto a Portal: dimentichiamoci delle ampie stanze asettiche dei laboratori Aperture Science, con quel design minimal e lo stile hi-tech. Qui nella Facility-7 le stanze metalliche hanno pavimenti sporchi del sangue di qualche prigioniero passato prima di noi, oppure pareti tappezzate di scritte disperate che qualcuno ha lasciato prima di perdere il senno definitivamente. Il gioco ci pone di fronte ad un Unity Engine sicuramente all'altezza nella realizzazione verosimile della fisica del magnetismo, ma che purtroppo zoppica più di una volta dal punto di vista delle texture e dell'illuminazione. La resa visiva complessiva è comunque buona, pur cercando di rimanere funzionale e poco invasiva nella risoluzione dei puzzle. Sulla nostra macchina di prova, equipaggiata con una GPU AMD R9 280X e CPU Intel i5-3570k, le prestazioni si sono attestate quasi sempre sui 60 FPS al massimo livello di dettagli, con sporadici e incomprensibili cali di framerate in prossimità dei portelloni d'uscita di ogni camera, probabilmente causati da una scarsa ottimizzazione nel caricamento degli elementi grafici della stanza successiva. Il comparto audio è anch'esso funzionale alla realizzazione di un'atmosfera tensiva ed insidiosa. Ogni stanza sarà attraversata dal rumore assordante e ben scandito delle trappole a tempo, mentre la Magnetic Gun sprigionerà tutta la sua potenza nel caricare l'energia necessaria a generare la forza magnetica, dandoci l'impressione di impugnare una bella bestiolina tecnologica.

Magnetic: Cage Closed Magnetic: Cage Closed è un puzzle game che si distingue grazie ad un gameplay interessante e ben sviluppato, pur ispirandosi evidentemente ad un concept che già abbiamo potuto ammirare in Portal. Le forze magnetiche con cui dovremo risolvere i test, tuttavia, sono credibili e facili da metabolizzare, anche per giocatori poco avvezzi al genere. Purtroppo la cornice narrativa pecca di originalità nella caratterizzazione degli importantissimi personaggi comprimari, i cui dialoghi fuori campo avrebbero certamente meritato maggior cura e personalità per risultare ben più di un semplice collante tra una puzzle e l'altro. Il titolo soffre anche di una longevità poco entusiasmante (Abbiamo completato il gioco per ben due volte in appena 6 ore). Fortunatamente, grazie alle scelte che dovremo prendere in precisi momenti della modalità storia, Mangetic: Cage CLosed ci permetterà di affrontare uno svariato numero di avanzamenti alternativi, utili ad incoraggiare il giocatore a rigiocare il titolo per scoprire e completare tutte le 60 stanze di gioco (affrontabili anche in modalità Time Trial). Se siete stati grandi appassionati di Portal e non avete pregiudizi nei confronti di un puzzle game che trae a piene mani dal capolavoro Valve, dovreste certamente dare un'occasione a Magnetic: Cage Closed, anche solo per assaporare un nuovo buon esponente di un genere non particolarmente in voga nel mercato attuale.

6.8

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