Recensione Mario Kart 8

Derapata e turbo: Wii U supera le incertezze dell'ultimo periodo con un nuovo capolavoro arcade

Mario Kart 8

Videorecensione
Mario Kart 8
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Mario Kart 8 scalpita sulla linea di partenza, freme, con le ruote che girano vorticosamente in attesa del semaforo verde: il prossimo 30 Maggio il nuovo capitolo del kart game più famoso di sempre debutterà su Wii U. Agli occhi di Nintendo come dei suoi fan, sarà il gioco che dovrà rilanciare la console (soprattutto sul fronte dei dati di vendita, perchè il software di qualità non manca); un bel giro di boa da cui dipenderà il futuro commerciale dell'hardware.
Ecco: per mesi si è fatto un gran parlare di Mario Kart 8 in questi termini “da analisti”. Ma se dobbiamo proprio dirla tutta, delle ripercussioni economiche di questo lancio a noi importa ben poco. Perchè una volta infilata la prima curva, accumulato in derapata il tempo che serve per conquistare il turbo, e lanciato un precisissimo guscio verde sull'avversario di fronte, si dimentica davvero tutto: i mesi di vuoto, le classifiche di vendita ed il resto della gorgogliante line-up tardoprimaverile. Mario Kart 8 asfalta tutti quanti, ingrana la marcia e parte, verso un nuovo traguardo.

Subito in pista

Rapida e veloce è la strada che dal menù principale ci porta direttamente in pista: Mario Kart 8 rompe gli indugi e, consapevole di quanto lo stessero aspettando gli utenti Wii U, esibisce un menù iniziale snello e diretto. Dal multiplayer locale (per 4 giocatori in Split Screen) fino alle opzioni online, passando ovviamente per Gran Premi e Battaglie, trovarsi con quattro (o due?) ruote sull'asfalto è questione di qualche attimo.
Che siate giocatori solitari o agguerriti frequentatori dei server mondiali e regionali, il “primo contatto” con questo nuovo gioiello di Nintendo avverrà coi Gran Premi: i classici mini-campionati di quattro gare ciascuno, che è possibile affrontare in tre livelli di difficoltà legati alla cilindrata delle vetture. Fatevi un favore e mettete da parte i 50cc: si tratta evidentemente di un'opzione per principianti, una passeggiata di salute utile solamente per familiarizzare con il nuovo sistema di guida e -semmai- esplorare gli splendidi tracciati alla ricerca di scorciatoie e salti che vi permettano di tagliare il percorso. Primeggiare, in questa classe di difficoltà, è cosa banale (gusci blu a parte), e l'esperienza di gioco appare troppo poco sapida per convincere gli esperti della serie che hanno un invidiabile monte ore sull'eccelso capitolo Wii.
La modalità “principale” (ma è quasi un delitto chiamarla così, visto che sarà l'online a monopolizzare le vostre serate) è strutturata in otto Gran Premi: questi vi porteranno alla scoperta dei trentadue tracciati inediti costruiti per questo capitolo next-gen. Ce ne sono -è vero- 16 che arrivano da vecchi episodi del franchise, ma anche questi sono stati rivisti alla luce delle novità di questi capitolo -come le sezioni antigravitazionali- e insomma Mario Kart 8 è davvero tutto nuovo, straripante, e come sempre coloratissimo.
Dopo aver preso confidenza con la classe mediana, passare alla cilindrata più elevata è questione di poco: vincendo i gran premi si sbloccano progressivamente non solo quelli successivi, ma anche nuovi personaggi e componenti dei Kart, che prima di entrare in gara vengono assemblati selezionando il corpo, le ruote ed il sistema di planata.
Piuttosto che una scelta estetica, la composizione del proprio mezzo è fondamentale per decidere quale sia l'approccio che si vuole adottare in pista: per ogni elemento, infatti, cambiano i valori di velocità, accelerazione e maneggevolezza, oltre che il peso e le prestazioni offroad.

La scelta dei nuovissimi Quad, belli piazzati in mezzo al circuito e capaci di farsi sentire negli impatti, sarà congeniale soprattutto a chi vuole fare un po' di fuoripista, tagliare gli angoli senza vedersi ridotta la velocità, e saltare sulle rampe che gli sviluppatori hanno maliziosamente posizionato nell'area fuori dai cordoli. Il track design, insomma, non si dimentica proprio di nessuno: chi guida pulito dovrà affrontare curve più lunghe in cui derapare per attivare il mini-turbo, mentre chi preferisce “aggredire” i circuiti avrà a disposizione piccoli trucchetti e brevi scorciatoie per rifarsi dei valori di accelerazione e velocità non proprio elevatissimi.

"Con Mario Kart 8, Wii U sembra volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa anche in termini meramente tecnici, con i suoi granitici 60 frame per secondo e una risoluzione a schermo di 1080p"

In tutto questo fanno categoria a se le moto, criticatissime ai tempi di Mario Kart 7. In questa nuova iterazione del brand sono state efficacemente “depotenziate”, per evitare gli squilibri rispetto ai Kart: quelle più veloci, capaci di riprese lanciatissime, sono quasi impossibili da controllare in derapata, e guidarle senza un'attenta preparazione diventa rischiosissimo. Pretendere di attivare il mini-turbo ad ogni curva in sella ad una due ruote, insomma, significa spesso vedersi sbalzati fuori pista, recuperati in extremis dall'immancabile Lakitu.
Il bilanciamento di Mario Kart 8, in questi primi giorni di prove frenetiche, ci è sembrato davvero ottimo. Noi, in fondo, continuiamo a preferire è il comportamento di un Kart classico guidato da un personaggio “adulto” (le versioni “baby” perdono in velocità e guadagnano in manovrabilità), ma insomma la varietà di combinazioni dovrebbe fare la felicità di tutti i giocatori, senza evidenti favoritismi.
Anche i pro-player, adesso, non potranno ricorrere così spesso al trucchetto dello sneaking, quei miniturbo forsennati da infilare uno dietro l'altro anche in rettilineo. Quando si entra in derapata, del resto, il veicolo sbanda non poco, e il controsterzo deve essere parecchio deciso, se non si vuole finire fuoripista. C'è ancora chi schizza di lato alla prima occasione e riesce a guadagnarsi con le unghie e con i denti una spintarella extra, ma abbiamo sempre avuto l'idea che fosse meglio cercare di seguire gli stimoli del tracciato invece che sforzarsi di serpeggiare anche sulle diritture.

Tra cascate e castelli

Il track design di Mario Kart 8 è qualcosa di titanico. Non c'è una pista che non sia brillante, riconoscibile, traboccante di elementi distintivi in grado di renderla unica e stimolante.
La varietà delle ambientazioni si declina brillantemente attraverso moltissimi luoghi storici del platform per eccellenza di Nintendo (e non solo).
Molto efficace, anzitutto, il lavoro svolto sui tracciati che fanno il loro ritorno direttamente dai precedenti capitoli della serie (tra tutte, la leggendaria Rainbow Road dell'episodio per Nintendo 64, qui affiancata da una versione inedita ma altrettanto tortuosa). Nonostante la fonte di ispirazione sia ben specificata durante la fase di presentazione della gara (con tanto di console sulla quale è possibile trovare il tracciato originale), i vecchi circuiti sono stati efficacemente rivisitati per accogliere le nuove caratteristiche ludiche di questo ottavo capitolo, inserendovi biforcazioni, fasi di guida dalla gravità estremamente flessibile oppure in volo o sott'acqua.
Il team ha deciso insomma di “contorcere” il level design, per portarvi sulle pareti e persino a testa in giù.

"C'è una forte originalità in quasi tutte le piste, e si sente la voglia di fare piazza pulita delle soluzioni adottate negli scorsi capitoli."

Nel turbinio dell'azione difficilmente vi capiterà di notare il capovolgimento, ma gli spettatori della vostra partita distingueranno senza dubbio la curva parabolica che corre tutt'attorno le guglie del Castello di Peach, o le spericolate corse sui muri della casa infestata (in Cittadella Tremarella).
Insomma, il level design supera in fantasia gli episodi precedenti, facendo oscillare la tappezzeria del Bowser Castle oppure lasciando che un half pipe termini con un bel tuffo nel fossato, ma anche imponendo, dopo un salto, una lunga planata in cui vanno evitate piramidi umane di Goomba uno sopra l'altro.
C'è una forte originalità in quasi tutte le piste, e si sente la voglia di fare piazza pulita delle soluzioni adottate negli scorsi capitoli.
Si sprecano i colpi di genio, gli elementi istintivi: nel tracciato Autostrada di Toad (sempre a Mario Kart 64), il traffico può essere evitato sfruttando come trampolini improvvisati tavole da surf posizionate sui portapacchi delle auto 'civili', per poi sfrecciare da un tetto di un camion all'altro grazie alle pedane acceleratrici posizionate su di essi. Nelle nuovissime Cascate di Tipo Timido, invece, le rampe vanno utilizzate per risalire la corrente, cercando di non dimenticarsi mai le acrobazie a mezz'aria che ci danno una nuova spinta.
Siamo sicuri che molte delle nuove piste resteranno impresse in maniera indelebile nel cuore dei giocatori, come l'eccezionale Elettrodromo, oppure il bellissimo Monte Wario: piuttosto che un circuito questa è proprio una discesa montana, che dalla vetta arriva fino a valle, superando ghiacciai, foreste innevate, per arrivare allo slalom finale sulla neve più battuta.
Ovviamente anche l'incontro con grandi classici, come la Valle Yoshi o la Spiaggia Smack del capitolo DS, risveglia emozioni davvero intense.
Se proprio avessimo dovuto chiedere qualcosa in più a questo Mario Kart 8, sarebbe stata una maggiore “interattività” degli ambienti, con sezioni dei circuiti modificate di giro in giro: quando succede, si tratta di un bel plusvalore.

Altro elemento decisamente apprezzabile durante i Gran Premi in solitaria è il sostanziale equilibrio che regna tra i concorrenti guidati dall'intelligenza artificiale, e che rende la sfida molto più godibile: se è vero, infatti, che la classifica sarà sostanzialmente divisa in due tronconi, stazionando nella sua parte più alta non vi capiterà mai di dover lottare contro un solo avversario per la prima posizione, grazie ad un ordine di arrivo più incerto rispetto al passato e che, unito al classico stile 'Mario Kart' (per il quale trovando l'arma giusta al momento giusto le posizioni in gara possono essere ribaltate nel giro di pochi secondi), rende la vittoria finale ancora più sofferta e piacevole.
Ma è inutile girarci intorno: l'essenza di Mario Kart 8 sta negli scontri online. Nintendo sembra addirittura mostrare timide aperture nei confronti di una struttura un po' meno sorvegliata, con una chat vocale disponibile nel pre-partita dei tornei privati. Purtroppo ci sono ancora un po' di problemi legati alla creazione del party, ed anche le modalità di gestione dei tornei non sono limpidissime (chi accede in ritardo può recuperare le gare che non ha corso gareggiando solo con l'IA: un bel vantaggio). Qualche incertezza a parte, l'online (fino a 12 giocatori) è ovviamente assuefacente, compulsivo, capace di incatenarvi al Gamepad per intere serate. Contro gli avversari umani c'è ancora, di tanto in tanto, qualche scatto di nervosismo di fronte alla profonda sensazione di impotenza che si prova quando veniamo colpiti da un guscio blu o dall'altrettanto fastidiosa tempesta di fulmini. Il team ha introdotto qui un “Mega Horn” (una sorta di clacson gigante) che può essere utilizzato sia per stordire gli avversari che ci stanno attorno, sia come “contrattacco”, ma la frequenza con cui esce fuori dalle scatole dei Power-Up è veramente infima. Molto meglio integrati con l'esperienza di gioco sono il Fiore Boomerang e la Pianta Piranha. Il primo richiede molta precisione per essere utilizzato, ma a distanza ravvicinata fa più male del guscio verde (perchè si hanno tre tentativi prima che svanisca). La seconda agguanta tutto quello che gli sta attorno, mordendo le chiappe di quel Bowser che proprio non riusciamo a superare, ma anche garantendo una piccola spinta extra ad ogni morso (attenti che però non vi scappi il Kart proprio sulla curva a gomito). In generale (ma forse solo quando non si vince), si ha la sensazione che il Power Up possano fare ancora tanto, nel determinare la classifica della singola corsa: nell'economia di un torneo intero, tuttavia, primeggia chi in effetti meglio conosce i circuiti e sa sfruttare tutte le opportunità del track design.
Una nota davvero negativa legata al comparto multiplayer interessa invece lo split screen, dove il framerate viene sostanzialmente dimezzato ed il downgrade grafico risulta evidente: giocare così è davvero quasi un delitto, ma insomma per una serata fra amici si può barattare anche un po' di qualità. Per il resto la struttura pensata da Nintendo è sicuramente efficace per far divertire davvero tutti, con filmati che mostrano i momenti salienti, la gestione dei propri replay e una Mario Kart TV che raccoglie i propri filmati e permette di caricarli sul Nintendo Network.

Fluido e ritmato

Dopo lo scoppio di una console war ancora ben lontana dall'essere finita, ma che l'ha vista fin troppo bistratta dalle più recenti colleghe next-gen, con Mario Kart 8 Wii U sembra volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa anche in termini meramente tecnici: con i suoi granitici 60 frame per secondo e una risoluzione a schermo di 1080p, il nuovo racing Nintendo si candida a diventare uno dei punti più alti dell'intera produzione. I semplici e freddi numeri, però, non riescono a trasmettere in pieno la pura bellezza che lo schermo trasferirà direttamente all'interno della vostra cornea, insieme alla più classica 'magia Nintendo': ogni pista porta con se una quantità di dettagli, particolari, colori e scorci mozzafiato, mossi con una vitalità tale da rendere quasi antipatico ridurre il tutto ad un semplice calcolo di framerate.

Decisamente d'effetto anche la componente sonora di questo nuovo Mario Kart, con musiche, effetti sonori e doppiaggi che svolgono egregiamente il doppio compito di scavare a piene mani nella memoria del giocatore, riportando a galla celebri melodie Nintendo ma ammodernandole e remixandole con arrangiamenti nuovi e molto piacevoli. In questo senso la Giungla di Donkey Kong o la Valle di Yoshi rappresentano sicuramente alcuni dei momenti più riusciti, ma Mario Kart 8 è fatto anche di brani inediti di grande respiro, che accelerano nell'ultimo giro sottolineando un dinamismo musicale che poche altre produzioni possono vantare.

Mario Kart 8 Mario Kart è una delle cose che Nintendo sa fare meglio. Questo nuovo capitolo lo dimostra con lampante chiarezza, proprio perchè non si accontenta di revisionare qua e là il modello di guida, di aggiungere qualche power-up inedito e di migliorare il bilanciamento e la varietà complessiva. Mario Kart 8, oltre a fare tutto questo, spinge sull'acceleratore del design, proponendoci 32 piste una più bella dell'altra. Che siano ripescaggi dall'eredità classica della saga (ma profondamente rivisitati), oppure proposte inedite dalla struttura travolgente, sono proprio i circuiti a rappresentare l'anima ed il cuore di questo episodio. La loro bellezza magnetica, intrecciata con una struttura Online che lima qualche spigolo, rapisce il giocatore occasionale come il fan di vecchia data, che sarà attentissimo a studiare le combinazioni dei kart e le scorciatoie. C'è ancora qualche difetto “storico”: alcuni legati alle resistenze di Nintendo in materia di infrastrutture di rete; altri al DNA stesso di una serie che vuole rimanere fino in fondo fedele a sé stessa (e del resto non sarebbe Mario Kart senza gusci blu). Eppure Mario Kart 8 è proprio come ce lo immaginavamo: splendido e inesauribile. La sua proposta arcade spicca, su tutto il resto della produzione Wii U, anche perché in giro non ci sono tanti altri kart game con valori produttivi così alti ed una qualità stratosferica. Ma del resto, è anche questa la “Nintendo difference”.

9

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