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Mario & Luigi Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser Recensione

Il capostipite dei GdR con Mario e Luigi protagonisti rivive in veste moderna su Nintendo 3DS, arricchito di una modalità pensata apposta per l‘occasione.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Mario & Luigi Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser
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    Disponibile per:
  • 3DS
Andrea Fontanesi Andrea Fontanesi sceglie (in)consapevolmente di votarsi al videogioco fin dalla più tenera età, quando, negando alla madre il piacere popolare della prima parola dedicata, pronuncia un “Ma” pregno di speranza assieme a un “rio” assai meno poetico. Crescendo si lascia sedurre dal fascino della scrittura per infine realizzare, dopo ben ventisei anni, che le due passioni, quando si compenetrano, sono in grado di donargli enormi soddisfazioni. Strenuo sostenitore dello sperimentalismo audiovisivo, nutre da sempre un sano interesse per il cinema d’animazione, ed è inoltre profondamente legato all’arte del doppiaggio, che pratica tutt’ora a livello amatoriale.

Mario & Luigi: Superstar Saga è senza ombra di dubbio uno dei giochi chiave dell'indimenticata softeca Game Boy Advance. C'è poco da questionare a riguardo: nell'ormai lontano novembre del 2003, al suo debutto, il titolo di Nintendo e AlphaDream seppe conquistare un po' tutti, dai rimasti orfani del buon vecchio Super Mario RPG per SNES fino agli estimatori della coppia d'idraulici a tutto tondo. La capofila di quella che sarebbe poi diventata una serie action-GdR longeva e rinomata era infatti un'avventura coloratissima e sfaccettata in molte delle sue dinamiche principali. In particolare, Superstar Saga rappresentò uno dei momenti più rilevanti nella costruzione delle identità "comportamentali" dei due fratelli più famosi del videogame. Se però il piglio senza macchia di Mario era sottinteso fin dai suoi esordi nel platform game, a uscirne arricchito fu soprattutto Luigi, finalmente caratterizzato a dovere e persino al centro di brevi fasi di gameplay a lui dedicate per intero. Dato l'ottimo rapporto fra pregi ludici e consensi popolari, c'era insomma da aspettarsi che la grande N, oramai solita alle operazioni di restyling, potesse decidere di rimetter mano a un prodotto talmente significativo. Così è stato, per cui, il prossimo 6 ottobre, gli scaffali fisici e digitali ne accoglieranno una versione rimodernata per Nintendo 3DS, oltretutto comprensiva di una modalità, Scagnozzi di Bowser, pensata apposta per impreziosirne l'offerta di base. E tuttavia si sa: cambiano i tempi, il nuovo avanza, e ciò che in principio sembrava qualitativamente inarrivabile forse, ad anni di distanza dalla nascita, rischia di mostrare qualche ruga che neanche un buon lifting è in grado d'ingentilire. Sarà questo il caso di Superstar Saga?

Fratelli nel tempo

Perché magari uno non ci pensa, ma quattordici anni di scarto e cinque episodi all'attivo sono numeri importanti per una serie videoludica, la cui ricetta di partenza nel frattempo può mutare, rifinire alcuni suoi tratti tipici, insomma perfezionarsi in modo più o meno accentuato. La buona notizia è che rigiocare Superstar Saga dopo gli ultimi esponenti del brand, tutto sommato, non si rivela essere un'esperienza traumatica. Al contempo, nel metterne a confronto alcuni elementi di fondo con Mario & Luigi: Paper Jam Bros, oppure con Bowser's Inside Story, è difficile non avvertire quel "gap generazionale" che è sacrosanto ci sia quando i prodotti di uno stesso filone si succedono, ma che, d'altro canto, enfatizza alcuni aspetti del capostipite che erano ancora lungi dall'essere sublimati. La scrittura di questo primo Mario & Luigi, per esempio, è davvero molto essenziale se rapportata alla sceneggiatura scoppiettante di Viaggio al Centro di Bowser o alla comicità autoreferenziale del più recente mash-up "papermariesco". Giocato oggi, Superstar Saga mostra il fianco a un racconto fin troppo elementare, a dialoghi meno elaborati rispetto a quelli dei suoi eredi, finanche a qualche calo nel ritmo del racconto che avevamo del tutto rimosso, forse ottenebrati dai ricordi di gioventù. Anche se poi la scampagnata in quel di Fagiolandia non sia nemmeno così sgradevole, costellata anzi di personaggi secondari simpatici a sufficienza e di qualche gag genuinamente spassosa. Arrivare in via diretta da una delle ultime iterazioni per la famiglia DS è inoltre utile a sondare quanto il combat system a turni della serie, uno dei suoi marchi di fabbrica, si sia effettivamente evoluto col passare degli anni. Non tantissimo, a dire il vero, eccezion fatta per i famigerati Attacchi Fratelli, che, specie in Dream Team Bros e nel suo successore in sprite e cartoncino, hanno toccato livelli di spettacolarità coreografica di cui, tornando su Superstar Saga, si sente inevitabilmente la mancanza. D'altronde il lavoro di ammodernamento di un'opera dovrebbe servire anche a questo: ad impreziosire, cioè, quel che potrebbe oggi essere avvertito come un po' troppo grezzo o demodé. Da questo punto di vista, la nuova versione 3DS del classico di AlphaDream fa decisamente il suo dovere, e lo fa su più fronti. In prima battuta favorisce le fasi di esplorazione, conferendo allo schermo basso della console un ruolo di assoluto rilievo. Su touchscreen è infatti possibile switchare in qualsiasi momento, con un semplice colpo di stilo, dalla mappa del mondo - trascinabile e modificabile tramite indicatori di posizione - alla schermata delle azioni combinate dei protagonisti quali il salto doppio, quello in avvitamento e gli strampalati poteri delle martellate in testa. Allo stesso modo, passare da una combo all'altra richiede solo un tocco sulle icone corrispondenti, ed anche la disposizione dei due fratelli nel setting si alterna in maniera automatica; così non era nel gioco originale, dove l'utente doveva eseguire l'operazione manualmente.

Altre piccole introduzioni atte a snellire l'avanzamento fra i quadri riguardano la possibilità di velocizzare le cut scene, molto utile a condensare alcuni siparietti tutt'altro che fondamentali ai fini di trama, e l'opportunità di salvare i progressi ovunque lo si desideri, senza per forza raggiungere i save point prestabiliti. Dopodiché c'è tutto quel che concerne le fasi di combattimento, rimaste inalterate nei lineamenti ma alleggerite nei termini di un HUD ora molto più pulito e di tutorial giustamente resi facoltativi, o comunque relegati a delle comode guide illustrate. Ovviamente non è tutto qui, per cui il remake agisce di tanti altri ritocchi e aggiunte alla formula di provenienza, non ultime le stat leggermente ricalibrate di alcune tipologie di nemici. Sta di fatto che le nuove feature avvicinano parecchio la fruizione dell'esperienza agli episodi post-2009, molte delle quali prese di peso proprio dai suddetti e inserite qui con una certa ponderatezza. Vale lo stesso anche in termini cosmetici, in quanto la nuova grafica di Mario & Luigi: Superstar Saga si rifà in tutto e per tutto a quei capitoli. La ricostruzione integrale di ambientazioni e modelli dei personaggi è di sicuro lodevole, salvo poi la necessità di spendere qualche considerazione di puro gusto personale. Chi vi scrive trova infatti il colpo d'occhio "cartoonesco" della versione GBA tutto sommato più gradevole e tutt'oggi piuttosto ispirato, ma è indubbio che, anche in questa sua nuova veste, il gioco funzioni più che degnamente.

Al servizio segreto di Sua Malvagità

La vera novità del pacchetto per 3DS è però Scagnozzi di Bowser, modalità la cui storia procede di pari passo con la vicenda narrata in Superstar Saga. Si sblocca nel momento esatto in cui il Tartaplano viene distrutto fra i cieli di Fagiolandia, e in principio vede protagonista un Goomba che, assieme a un gruppo di suoi simili, decide d'intraprendere un viaggio alla ricerca di Bowser, disperso chissà dove tra le lande del nuovo regno. Ben presto dovranno vedersela nientemeno che coi Bowserotti, plagiati dai trucchetti del perfido Sogghigno tanto da voler intralciare l'avanzata dello sgangherato drappello di antieroi. Per sua fortuna, Capitan Goomba incontrerà presto sul cammino tanti altri sgherri da riempire di botte e poi reclutare nel proprio esercito: Koopa, Boo, Tipi Timidi, e insomma tutti -o quasi- gli storici antagonisti del Regno dei Funghi. Il gameplay di Scagnozzi di Bowser parte da basi estremamente semplici: in ogni mondo c'è una serie di stage da superare, e ciascun livello è suddiviso in un numero variabile di combattimenti fra la truppa del giocatore e quelle degli avversari. L'utente avanza di battaglia in battaglia sconfiggendo il capitano nemico, contraddistinto da una bandierina sulla testa; viceversa, alla perdita del proprio, è subito game over. Gli scontri tra scagnozzi avvengono in tempo reale e sono sostanzialmente automatizzati, con il software che gestisce in toto gli assalti di ogni singolo membro dei due schieramenti in campo.

Chi gioca può intervenire solamente durante l'esecuzione dei colpi speciali, premendo un pulsante con tempismo, oppure decidendo di sfruttare le cosiddette Azioni del Capitano, mosse esclusive del caposquadra che consumano una riserva di punti ben visibile nell'interfaccia. Dove risiede la vera sfida, dunque? Paradossalmente, in tutto ciò che è il pre-partita. Prima di darsele di santa ragione bisogna infatti selezionare quali dei tirapiedi arruolati inserire nel party effettivo, tenendo conto che l'efficienza delle singole "pedine" dipende dalle loro classi d'appartenenza, a loro volta asservite a un tradizionale meccanismo à la "carta-forbice-sasso". In soldoni, i personaggi delle cosiddette Truppe da Lancio, come ad esempio i Martelkoopa, arrecano particolare danno alle Truppe da Volo, tra le quali non potevano non figurare i Paratroopa; queste, a loro volta, sono molto efficaci contro le Truppe da Mischia, delle quali fanno parte anche i Goomba, che, in una classica chiusura a triangolo, sanno creare parecchi grattacapi ai nemici lanciatori. Senza contare che certe razze di villain risultano particolarmente forti o deboli nei confronti di specifiche altre; un ulteriore fattore determinante nella pianificazione della propria strategia. Così come il minigioco fa proprie anche alcune meccaniche RPG del suo illustre contenitore, quelle di level up e di grinding su tutte. Seppur -naturalmente- lontana dalla complessità del gioco suo ospite, la ricetta di Scagnozzi di Bowser è senz'altro sfiziosa e addirittura, nel suo svelarsi passo passo, più sfaccettata di quanto ipotizzabile a una prima occhiata. Quel che però, di questo extra, ci ha lasciato particolarmente soddisfatti è il suo copione, che va a colmare alla perfezione alcuni eventi che, nella storyline del capitolo principale, venivano soltanto menzionati dagli NPC, ma del tutto omessi a livello visivo. Oltretutto, a sorpresa, questa nuova porzione di script supera di qualche lunghezza la sceneggiatura di Superstar Saga in quanto a freschezza dei dialoghi, caratterizzazione dei personaggi e humor generale. Il che concorre a definire il valore di un pacchetto che potrebbe incuriosire non solo i newcomer, ma anche chi cercasse una scusa per fare un secondo giro in quel che fu sicuramente un titolo importante di una piccola, grande console.

Mario & Luigi: Superstar Saga + Scagnozzi di Bowser Dopo viaggi a spasso nel tempo, avventure oniriche e crossover cellulosici, Nintendo e AlphaDream riportano i due idraulici più famosi del videogame direttamente alle origini, adattando ai due schermi del 3DS il primo episodio di una saga action-RPG che sa tenere ancora botta dopo tanti anni di onorato servizio. Equiparato ai suoi sequel, Mario & Luigi: Superstar Saga mostra certamente qualche ingenuità tipica dell’inizio di un corso. A maggior ragione, il lavoro di remake in questione si dimostra di ottimo livello, capace di avvicinare ai canoni odierni un prodotto che il tempo, altrimenti, avrebbe reso un po’ meno appassionante che in principio. L’aggiunta di Scagnozzi di Bowser all’offerta di partenza, poi, non solo è gradevole in termini ludici, ma anche molto ben inserita nella tessitura narrativa del gioco a cui fa da appendice. L’operazione, va da sé, si rivolge soprattutto a chi non avesse mai sfiorato l’originale versione per Advance, magari per ragioni di età anagrafica. Ciò detto, è proprio la chiassosa side-quest di Capitan Goomba e soci a rendere l‘acquisto forse non indispensabile, ma comunque sensato anche da parte di chi, nel Regno di Fagiolandia, farebbe volentieri un’altra capatina.

8

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