Q&A Nintendo Switch Oggi alle ore 16:00

Domande e Risposte sulla nuova console Nintendo!

Recensione Mario Party 10

Bowser è l'anima della festa

Mario Party 10

Videorecensione
Mario Party 10
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Sono passati ben diciassette anni dall'arrivo su Nintendo 64 del primo capitolo di Mario Party, e in tutto questo tempo la serie non è cambiata poi così tanto. La peculiare creatura di Nintendo ha conosciuto la gloria nelle generazioni di console a 64 e 128 bit, salvo poi perdere leggermente la presa sul pubblico a causa della sua eccessiva staticità. Dopo qualche trascurabile capitolo di transizione, questa decima iterazione del gioco sembra finalmente avere tutte le carte in regola per portare una ventata d'aria fresca nell'ormai vetusto impianto ludico della saga. A capeggiare questa marcia verso il - parziale - rinnovamento troviamo sicuramente gli amiibo, sebbene la più grande sorpresa, a nostro avviso, sia rappresentata dall'introduzione di un'interessantissima modalità per cinque giocatori nuova di zecca, l'unica del gioco ad utilizzare attivamente - per altro in modo molto intelligente e proficuo - il gamepad Wii U. Come da tradizione, anche Mario Party 10 si affida completamente al multiplayer locale, senza andare incontro alle necessità di coloro che, da tempo, chiedono a Nintendo l'implementazione di una modalità online. Una scelta tutto sommato condivisibile, che mantiene inalterata la natura da "couch game" del titolo, di cui abbiamo già ampiamente discusso nella nostra recente anteprima: anche questo capitolo è nato per essere giocato in compagnia, e risulterà perciò poco appetibile per tutti coloro che preferiscono il gioco in single player. La struttura della produzione di Nintendo continua a spingere sull'interazione umana e sul divertimento che da essa deriva, divergendo spesso e volentieri anche dal concetto stesso di videogioco, al quale però si riavvicina con regolarità attraverso i suoi numerosi minigame.

IL DADO E' TRATTO

L'offerta di Mario Party 10 è quantomai classica, e ripropone tutte le dinamiche che avevamo imparato ad apprezzare in passato, completandole con aggiunte - alcune collaterali, altre decisamente più importanti - sicuramente azzeccate. Ad accompagnare la celebre modalità "Mario Party" troveremo l'inedita "Bowser Party", versione completamente riveduta e corretta del "gioco da tavolo virtuale" ideato da Nintendo. E badate bene: non stiamo affatto parlando di modifiche marginali, bensì di cambiamenti profondi che stravolgono ed ampliano con grande cura l'esperienza complessiva. Lo scopo principale è quello di raggiungere e recuperare una stella posta alla fine del tabellone, avanzando a colpi di dado e cercando di evitare la furia di Bowser, sempre desideroso di mettere i bastoni fra le ruote agli eroi del mondo dei funghi. Di fatto, quindi, ci siamo trovati di fronte uno spiazzante ma divertente 4 contro 1, in cui un giocatore impersona il temibile rivale di Mario utilizzando il Game Pad mentre gli altri quattro fanno la parte "dei buoni" armati di telecomandi Wii. Le dinamiche di base restano all'incirca le stesse di sempre, con Bowser che andrà a tirare i dadi dopo l'ultimo dei quattro passeggeri del mezzo di locomozione della squadra avversaria. Il suo scopo sarà quello di inseguire gli altri a spasso per il tabellone (formato da caselle come quello di un qualsiasi gioco in scatola), sfidandoli tramite feroci minigiochi creati ad hoc non appena riuscirà a raggiungerli. I "minigiochi di bowser" saranno completamente separati da quelli classici, e sfrutteranno tutti la particolare periferica di controllo dell'ultima arrivata di casa Nintendo. Sinceramente ci sono anche sembrati - almeno concettualmente - tra i più interessanti del pacchetto, seppur con i soliti, fisiologici alti e bassi: alcuni sono particolarmente ispirati e ben congegnati, mentre altri peccano di eccessiva semplicità e poca personalità. Fra i migliori non possiamo non citarne uno che ci consentirà di controllare, semplicemente inclinando opportunamente il Game Pad, due temibilissimi "muri di fuoco", con i quali intrappolare ed arrostire i rivali; oppure quello in cui dovremo soffiare nel microfono per lanciare palle di fuoco contro i nemici. Decisamente meno riuscito, invece, il minigame nel quale dovremo limitarci a premere i pulsanti di una slot machine virtuale per far sì che dei missili a ricerca vadano a colpire i personaggi "selezionati": davvero troppo casuale per risultare divertente.
Lo scopo di questi brevi intermezzi ludici, è sostanzialmente quello di torturare i poveri malcapitati e fargli perdere quanti più cuori possibili. Quando un personaggio non ne avrà più neanche uno, quest'ultimo sarà temporaneamente incapacitato, e non potrà contribuire a far avanzare il mezzo di locomozione "dei buoni" verso la meta: un gran vantaggio per lo spietato inseguitore, che vedrà quindi molto ben ricompensate eventuali performance positive durante i minigiochi. Il personaggio eliminato, comunque, non dovrà assolutamente starsene con le mani in mano: durante il suo turno potrà effettuare un tiro extra con il quale fornire ai compagni un dado particolare, selezionabile al posto di quello standard: ce n'è uno in cui sono presenti soltanto i numeri da uno a tre, un altro con quelli compresi tra quattro e sei e così via. Per quanto possano sembrare caratteristiche marginali, questi dadi speciali sono uno dei pochissimi strumenti con cui i membri del team da quattro giocatori possono mitigare la presenza di un prepotente elemento randomico che, solitamente, la fa da padrone e decide (quasi) da solo il corso delle partite.
Andando ad analizzare l'offerta della modalità da un punto di vista strettamente quantitativo, tuttavia, la situazione non è certamente delle più rosee. Nella modalità Bowser Party avremo accesso a dieci minigiochi, davvero troppo pochi per garantire una buona varietà. Anche il numero di tabelloni disponibili non è certamente sbalorditivo: saranno soltanto tre, due in meno rispetto a quelli presenti nella modalità classica.

Questa "nuova" esperienza di gioco era proprio ciò di cui Mario Party aveva maggiormente bisogno: un'aggiunta contenutistica che ne ampliasse le vedute e proponesse una tipologia di "gameplay" alternativa e fresca. In effetti questa modalità, nonostante la sopracitata penuria di contenuti, ci ha intrattenuti più di tutte le altre messe insieme: tra quelle introdotte in questo decimo capitolo, è senza ombra di dubbio la novità più divertente e al passo coi tempi. Nintendo ha comunque scelto di percorrere una strada conservativa, affiancando a questa gradita novità una blanda revisione della classica modalità principale di Mario Party 9. Scelta assolutamente condivisibile, che permette alla casa di Kyoto di proporre "due giochi in uno" (tre se contiamo la sezione dedicata agli amiibo) e raddoppiare quindi la modesta offerta contenutistica del proprio party game, uno dei più evidenti punti deboli della produzione. Le modifiche apportate alla modalità Mario Party, sono però davvero minime e poco incisive. Ci siamo trovati davanti una sorta di copia-incolla di quanto visto nel capitolo precedente. Anche stavolta i quattro giocatori avanzeranno di casella in casella all'interno di un unico mezzo di locomozione, e si troveranno ad affrontare numerosi minigiochi armati ciascuno di un telecomandi Wii, con lo scopo di accumulare quante più "ministelle" possibili e completare il tabellone. L'unica novità è rappresentata da una marginale comparsata di Bowser, "imprigionato" nel pad Wii U tramite sei lucchetti. Ciascun lucchetto verrà rimosso non appena un giocatore otterrà, tirando il dado, un numero pari a quello presente su di esso. Colui che sbloccherà l'ultimo lucchetto libererà il rivale di Mario, perdendo di fatto metà delle ministelle. Un'aggiunta carina ma, come al solito, strettamente legata al caso ed incapace di inspessire una struttura di gioco ormai logora, che inizia a sentire fin troppo il peso degli anni. A fare da contraltare troviamo comunque un numero di minigiochi molto più elevato rispetto a quello della nuova modalità Bowser Party. Non tutti sono brillanti, però, e ad essere completamente onesti, per quanto restino sempre moltissimi, ne abbiamo contato qualcuno in meno rispetto al capitolo precedente. Il loro principale difetto resta il fortissimo legame con la precedente generazione di console, evidente tanto nel sistema di controllo quanto nelle meccaniche utilizzate, che spesso ripropongono tipologie di gameplay poco originali e dal retrogusto stantio. Alcuni ci sono comunque piaciuti molto (come quello in cui dovremo evitare vari Boo in una sorta di livello a scorrimento verticale). In linea di massima, comunque, stiamo parlando dello svogliato remake di una modalità che, già all'epoca dell'uscita del vecchio capitolo, ci era sembrata abbastanza fiacca e molto poco esaltante.

PEDINE PREGIATE

L'altra grande novità di questo decimo capitolo, come dicevamo in apertura, è rappresentata da una modalità interamente dedicata agli amiibo, capace finalmente di dare un ruolo da protagoniste alle statuine di Nintendo, finora spinte più dal mero collezionismo che non da convincenti applicazioni ludiche. In effetti, gli amiibo sembrano quasi fatti apposta per essere utilizzati in un gioco come questo. Non appena entreremo nella suddetta modalità, ci troveremo davanti una struttura molto più spartana, basata sull'utilizzo di tabelloni estremamente piccoli e con regole leggermente semplificate ma comunque divertenti. Contrariamente a quanto accade nelle altre modalità, inoltre, per scegliere il tabellone sarà necessario poggiare uno degli amiibo partecipanti sul pad, azione che ci consentirà di selezionarne uno fatto su misura per il personaggio in questione. Purtroppo questa trovata, sebbene sulla carta risulti molto interessante e simpatica, non apporta novità significative all'esperienza di gioco: si tratta perlopiù di semplici skin, che cambiano l'aspetto generale ed il posizionamento delle caselle senza però stravolgere troppo il ritmo della partita. Ciò che invece ci ha colpito maggiormente, sono i modi con cui gli amiibo dovranno essere utilizzati durante il corso del match. Il gioco inviterà i quattro giocatori a radunarsi nei pressi del Game Pad, che assumerà quindi il ruolo di semplice piattaforma su cui poggiare l'amiibo scelto all'inizio del nostro turno e al momento di tirare i dadi. Potrebbe sembrare una banalità, ma questa semplice meccanica riesce a sublimare perfettamente la filosofia che anima l'intera produzione, più simile ad un gioco di società che non ad un vero e proprio videogame.

La modalità Amiibo Party è un'aggiunta graditissima e divertente, sebbene non rappresenti il punto più alto raggiunto dal gioco. In Mario Party 10 potremo utilizzare tutte le statuine dei personaggi dell'universo dell'idraulico baffuto finora distribuite, siano esse appartenenti al set dedicato a Super Smash Bros oppure alla nuova mandata che arriverà sugli scaffali dei negozi contemporaneamente al titolo in questione. Qualora decideste di riutilizzare quelle vecchie, tenete comunque bene a mente che per registrare i dati del party game il gioco sovrascriverà qualunque salvataggio precedentemente effettuato sulla statuina.

Mario Party 10 Con questo decimo capitolo Nintendo ha provato con convinzione a svecchiare la formula della serie Mario Party, ma ci è riuscita solo in parte. La modalità Bowser Party è un'aggiunta davvero interessante, ma da sola non riesce a reggere il peso delle aspettative per una delle prime esclusive Wii U dell'anno. Abbiamo gradito molto anche l'aggiunta di una vera e propria sezione dedicata agli amiibo, non esaltante ma comunque ben realizzata e divertente. Il vero problema del gioco è rappresentato dalla sua mancanza di varietà: il party game di Nintendo tende ad esaurire le proprie cartucce dopo poche partite, e la presenza di qualche veicolo alternativo e di un paio di personaggi sbloccabili non riesce assolutamente a mitigare questo difetto. I minigiochi sono tanti, questo non possiamo negarlo, ma la loro presenza all'interno del flusso delle partite è comunque minima. Ci sono anche dei minigiochi extra, che vi consentiranno di cimentarvi con gemme cadenti e partite a badmington fra un party e l'altro, ma sono tutte aggiunte che lasciano il tempo che trovano e non innalzano neanche minimamente il valore del titolo. Mario Party 10 va considerato alla stregua di un vero e proprio gioco in scatola, pensato per dare il meglio solo quando prevede una forte interazione umana. Se amate giocare da soli o avete amici a cui non piacciono le mascotte di Nintendo, insomma, vi sconsigliamo l'acquisto di un titolo del genere; in caso contrario, le cose cambiano sensibilmente: se giocato nelle "serate tra amici" Mario Party 10 può regalare grandissime soddisfazioni, decisamente superiori rispetto a quelle donateci dai capitoli passati.

7.5

Che voto dai a: Mario Party 10

Media Voto Utenti
Voti totali: 2
6.5
nd