Recensione Mario vs Donkey Kong Tipping Stars

Un piccolo puzzle game a base di Mini!

Versione analizzata: Wii U
recensione Mario vs Donkey Kong Tipping Stars
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
  • Wii U
Andrea Porta Andrea Porta è un fanatico, divoratore (e occasionalmente critico) di videogame, serie TV, cinema, letteratura sci-fi e fantasy, progressive rock, comics, birre belga, rolling tobacco e molto altro ancora. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo l'ottimo Captain Toad: Treasure Tracker, Nintendo prosegue su un sentiero fatto di produzioni piccole nell'offerta e nel prezzo, dedicate al mercato digital e spesso ricche di elementi derivati da grandi classici. In questo caso, il punto di riferimento è Parapiglia a Minilandia, uscito nel 2011 su Nintendo DS. Mario vs. Donkey Kong: Tipping Stars ne riprende il gameplay aggiungendovi poche novità, e lasciando ancora una volta ai piccoli livelli puzzle il compito di sorreggere l'offerta ludica, naturalmente accompagnati dall'editor e dalla conseguente possibilità di condividere le proprie creazioni grazie al MiiVerse. A fronte di un'offerta questa volta non ricchissima (soprattutto considerato il prezzo, pari a circa 20 euro), il gioco si farà sicuramente apprezzare da coloro che possiedono sia Wii U sia 3DS per le funzioni cross buy e cross play, che permetteranno loro di effettuare un solo acquisto e decidere successivamente dove giocare (senza tuttavia il cross save, che avrebbe coronato l'offerta in maniera ancor più gradita).

SFIDA ETERNA

La sfida tra Mario e Donkey è cominciata su Game Boy Advance, e continua quasi immutata ancora oggi. Tuttavia, Tipping Stars riprende l'idea di Parapiglia a Minilandia (che a sua volta strizzava l'occhio ai Lemmings), e vede il giocatore cimentarsi con Mario e Peach sotto forma di piccoli giocattoli a molla, destinati a muoversi sempre e solo in avanti. Non potendo controllarne i movimenti, occorrerà piuttosto interagire con l'ambiente, allungando o stringendo pareti e ponti sospesi, spostando piccole piattaforme a molla e sfruttando un'altra serie di stratagemmi, il tutto al fine di portare in salvo i piccoli Mini, facendoli giungere alle apposite porte d'uscita non solo illesi, ma anche in rapida successione, pena l'istantaneo Game Over. Si tratta di uno stile di gameplay molto classico e già ben rodato, che aderisce perfettamente ai canoni del puzzle game. Il tutto si divide in sette ambientazioni differenti, ognuna caratterizzata da una medesima progressione: si comincia familiarizzando in maniera molto semplice con le peculiarità della nuova area, che giungono sotto forma di strumenti o ostacoli atti ad influire sul percorso dei Mini, e si procede con un crescendo di complessità e dimensioni dei livelli, via via sempre più ostici.

Porte multiple (e diverse per Mario e Peach), grossi Donkey Kong che si divertiranno a far saltare i Mini per aria e molto altro ancora andranno a complicare i percorsi di base, ma mai oltre un certo limite. Tutto sommato, una volta comprese le basi, Mario vs. Donkey Kong: Tipping Stars non si distingue certo per la capacità di presentare una sfida eccessivamente complicata, o di richiedere grandi capacità di pensiero laterale. Il concetto alla base è che le alterazioni dei livelli di cui il giocatore è capace hanno sempre un prezzo in termini di unità che servono per costruire i piccoli ponti e le pareti con lo stile del GamePad, e dunque per costruire qualcosa di nuovo sarà quasi sempre necessario rimuovere qualcos'altro in un altro punto del livello. Una volta presa familiarità con questa meccanica di base, pochi tentativi saranno più che sufficienti per completare anche i livelli complessi. Sebbene alcune idee interessanti si affaccino nel corso della progressione, come la presenza di porte chiuse a chiave e la conseguente necessità di far procedere il Mini dotato di chiave in testa alla fila, nel complesso non si può dire che il gioco riesca a comunicare la freschezza d'idee e la pulizia dal punto di vista del level design che solitamente caratterizza le piccole perle a cui Nintendo ci ha abituato nel corso degli anni. Sebbene non vi siano evidenti difetti nella struttura, il completamento dei livelli in successione non restituisce mai grande soddisfazione, proprio a causa della loro natura tutto sommato scolastica.

In questo potrebbe aiutare l'immancabile editor, che permette di creare da zero i livelli partendo dai medesimi strumenti utilizzati dagli sviluppatori, in maniera naturalmente molto semplice e immediata. Ciononostante, il sistema non è completamente libero, dato che alcuni elementi andranno “acquistati” utilizzando le stelle guadagnate durante la progressione. Come il titolo suggerisce (Tipping in inglese significa “dare la mancia”), anche chi avesse completato tutti i livelli standard non otterrà comunque sufficienti stelle a sbloccare tutti i contenuti dell'editor. L'unico modo per guadagnarne di nuove sarà creare livelli con quanto si ha a disposizione, condividerli con il resto della community, e sperare che qualche giocatore decida di donare un certo numero di stelle per premiarci del buon lavoro fatto, oppure, più semplicemente, giocare livelli creati da altri utenti e decidere a nostra volta di premiarne gli sforzi. Soprattutto in quest'ultimo aspetto, Mario vs Donkey Kong: Tipping Stars ritrova un po' del suo smalto, se non altro per le potenzialità, che nelle mani della community potrebbero portare a risultati interessanti.
Dal punto di vista tecnico, la versione Wii U si gioca sostanzialmente sul Game Pad, dato che la visualizzazione tramite TV risulta chiaramente superflua, se non per occasionali spettatori. Graficamente il gioco risulta pulito, e graziato da un set di animazioni e da effetti sonori che si uniscono nel classico effetto deja vu dai grandi classici Nintendo.

Mario vs Donkey Kong Tipping Stars Sebbene in termini quantitativi l'offerta di Mario vs. Donkey Kong: Tipping Stars non sia propriamente esigua (oltre ottanta livelli e circa cinque ore di gioco per completare l'offerta di base, oltre naturalmente all'editor), il level design non riesce questa volta a seguire le orme del recente Captain Toad. Invece di rileggere meccaniche classiche proponendo qualche nuova idea, gli sviluppatori si sono limitati a riprodurre le soluzioni già viste in Parapiglia a Minilandia, senza preoccuparsi di aggiungere qualcosa di fresco e inedito alla formula. Tutto questo considerato, il gioco è comunque consigliato agli appassionati dei puzzle game targati Nintendo, soprattutto a coloro che prevedano di spendere del tempo in compagnia dell'editor. Proprio a quest'ultimo, perlomeno nei limiti del possibile, spetta il compito di risollevare una generale piattezza che caratterizza il design dei livelli standard.

7

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