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Recensione Mars: War Logs

Il team francese Spiders prova a colonizzare Marte con un Action RPG

Versione analizzata: PC
recensione Mars: War Logs
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
Alessandro Trufolo Alessandro Trufolo ha visto la sua prima schermata di Game Over in età precoce: per il trauma, è cresciuto inserendo cartucce e dischi vari in qualsiasi console o computer gli capitasse a tiro. Quando ha deciso che di videogiochi voleva anche scriverne e parlarne, il dramma si è completato. Aiutatelo a superarlo su Facebook, Twitter e Google+.

Se cinema, televisione e videogiochi ci hanno dato una certezza, è che Marte è il uno dei peggiori pianeti da colonizzare. Che sia a causa di una guerra, di un virus o di poco amichevoli esseri indigeni, la nostra presenza 'virtuale' sul pianeta alieno per antonomasia non ha mai dato i frutti che gli scienziati terrestri si aspettano. Ad allinearsi con questa nefasta visione del nostro futuro extraterreste troviamo, direttamente dalla Francia, il team di sviluppo Spiders e la sua ultima produzione: Mars War Logs.
Il Pianeta Rosso è infatti sede degli avvenimenti che si dipaneranno in questo classico RPG dalla spiccata componente Action nel quale vestiremo i panni di Roy Temperance, avventuriero dal passato (incredibilmente) avvolto nel mistero, alle prese con guerre, ribellioni, mutanti e la potente organizzazione dei Tecnomanti (umani le cui innate capacità magiche sono amplificate grazie all'uso della tecnologia), che lo vorrebbe rivedere tra le sue fila o, meglio ancora, morto.
Queste, in poche righe, le premesse di una trama che, tra alti e bassi di sceneggiatura, accompagnerà il giocatore durante la decina abbondante di ore necessarie a completare il gioco e che difficilmente si può annoverare tra le più originali e di impatto degli ultimi anni. Dove invece Mars War Logs sembra profondere maggiori sforzi è in altre due colonne portanti del suo genere di appartenenza, ovvero combattimento e sviluppo del personaggio. Andiamo con ordine.

Diari di Guerra

L'importanza degli scontri armati nell'economia di gioco sarà chiara al giocatore sin dalle battute iniziali, dove verremo buttati nella mischia con poche e basilari informazioni su un sistema di combattimento che risulterà subito familiare anche ai meno navigati. Improntate sull'azione più pura, le meccaniche degli scontri prevedono l'aggancio di uno dei bersagli nemici e la sua eliminazione tramite attacchi prevalentemente di tipo corpo a corpo (fatta eccezione per l'inseparabile Sparachiodi e qualche capacità 'Tecnomantica'), con il tasto dedicato alla parata quasi inutilizzato, data la notevole efficacia della schivata/capriola laterale. Tale mossa si rivela essere la più sfruttata durante i combattimenti anche per la sua capacità di portarci alle spalle del nostro avversario quasi all'istante (con annessa possibilità di sfruttare un potentissimo backstab): sequenza che, molto spesso, ci consentirà di uscire anche dalle situazioni più critiche. Oggetti consumabili e poteri potranno essere utilizzati tramite la pressione di un tasto che rallenterà sensibilmente lo scorrere del tempo, permettendoci di scegliere da un apposito menù radiale la nostra prossima mossa con relativa calma. La scelta di dotare, prima del loro utilizzo, oggetti e poteri di un tempo di 'caricamento' durante il quale il nostro protagonista rimarrà in balia degli eventi, porta ad un fastidiosissimo difetto per il quale, vista la costante inferiorità numerica in cui ci si trova ad agire, la capriola sarà utile anche per mettere quanti più metri possibili tra voi e gli avversari che, in caso di colpo andato a segno, annulleranno l'utilizzo di oggetti e poteri all'istante. La situazione non è sempre facile da gestire, visti gli angusti spazi nei quali spesso ci troveremo a combattere e la fastidiosa presenza di nemici con armi in grado di colpire a distanza. Più in generale, tolto qualche cambio di routine al cospetto di alcuni boss, l'impressione che maturerà nel giocatore dopo le prime ore di gioco sarà quella di aver già visto quanto di meglio il sistema di combattimento potesse offrire, per poi lasciare spazio ad una ripetitività decisamente frustrante.

La situazione, purtroppo, non è destinata a migliorare nemmeno con l'avanzare nello sviluppo del proprio personaggio. Tramite un sistema di incremento delle proprie capacità snello e chiaro, è infatti possibile distribuire i punti abilità, guadagnati insieme ad ogni nuovo livello, su tre diversi skill tree: Rinnegato, Tecnomanzia e Combattimento. Se il primo tenta di favorire uno stile di gioco più stealth, fallendo abbastanza precocemente vista la natura corpo a corpo dei combattimenti ed ambientazioni tutt'altro che ideali per un simile approccio, e il secondo apre le porte a quanto di più simile alla Magia troverete nell'universo di gioco (con scariche elettriche, barriere protettive e spinte che farebbero invidia ad uno Jedi) è sicuramente verso 'Combattimento' che indirizzeremo quasi tutti i nostri preziosi punti abilità iniziali, in quanto unica specializzazione con un'alta concentrazione di abilità veramente utili e degna di nota.
Funzionale e ben realizzato il sistema di crafting che, grazie alle risorse trovate nelle aree di gioco e addosso ai cadaveri, permette di modificare armi e armature (con upgrade ben visibili sul proprio equipaggiamento) o produrre tutta una serie di oggetti utilizzabili in combattimento (iniezioni di Salute, granate artigianali, munizioni per sparachiodi, ecc.).

The Dark Side of Mars

Gli sforzi profusi da Spiders per rendere il titolo il più appetibile possibile sono visibili, ma il comparto artistico e tecnico, nonostante la buona volontà, evidentemente nulla ha potuto contro un budget ristretto. Già detto di una trama che riesce a tenere vivo l'interesse del giocatore, pur concedendosi qualche cliché di troppo ed una conclusione forse troppo repentina, è sicuramente dagli scenari pressoché privi di interazione che emergono i maggiori limiti di un design limitato. I modelli poligonali di NPC (e nemici) sono molto simili tra loro, ed è dalla totale inutilità di questi ultimi che ricaveremo maggiore frustrazione: vederli abitare in gran numero accampamenti e villaggi senza poter proferire parola o interagire con nessuno di loro (tranne le poche e obbligatorie eccezioni ai fini della main quest) è una situazione che sfiora il comico.
Scelta apprezzabile, invece, l'inserimento di una componente 'morale' nello sviluppo del proprio eroe; una volta atterrati i nemici, infatti, è possibile andarsene accontentandosi del 'bottino base' o finirli con un colpo di grazia, che ci garantirà una discreta dose di risorse ulteriori ma andrà ad influire negativamente sulla nostra reputazione, modificando in modo significativo alcuni risvolti della trama e le reazioni di certi personaggi con i quali interagiremo.

Discreto il motore grafico proprietario Silk Engine, che svolge il suo compito in modo onesto (molto buone le animazioni facciali), senza far gridare al miracolo né in termini di numero di poligoni su schermo né in campo effetti visivi, evidentemente carente se paragonato a nomi ben più blasonati e altisonanti.
Caratura decisamente inferiore per il comparto audio, con musiche inadatte a rimanere impresse nella memoria e un doppiaggio talmente ancorato ai soliti stereotipi del genere, da sfiorare la caricatura.

Mars: War Logs La miglior qualità del nuovo lavoro Spiders è sicuramente la buona volontà profusa dagli sviluppatori in questo coraggioso progetto. Non è facile competere in un mercato ricco di titoli di qualità come quello degli RPG senza poter contare sui fondi di un grande publisher, ma nonostante ciò il team francese è riuscito a confezionare un'opera nell'insieme completa, seppur carente sotto alcuni aspetti non propriamente trascurabili. Un sistema di combattimento apprezzabile ma presto ripetitivo e una trama a tratti originale ma portata in vita da personaggi stereotipati incapaci di smuovere emotivamente il giocatore lasciano quest'ultimo con il pensiero di cosa potrebbe essere stato e, allo stesso tempo, lo accompagnano in un'avventura in grado di ripagare comunque la (ridotta) spesa fatta per portare Mars War Logs sul proprio Hard Disk. Assolutamente consigliato agli RPG-dipendenti in crisi di astinenza e agli appassionati di vicende marziane, a tutti gli altri o a chi volesse prendere confidenza con il genere suggeriamo di orbitare verso pianeti più rinomati.

6.5

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