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Recensione Marvel: Avengers Alliance

Vendicatori uniti...anche su Facebook

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Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Due dei fenomeni del momento si uniscono, e il successo è inevitabile. Parliamo della rinnovata, esplosiva passione del pubblico mondiale per i supereroi (e in particolare per gli Avengers di casa Marvel) e la crescente 'mania' per i webgame, specialmente quelli giocati tramite Facebook, piccola droga quotidiana per milioni di utenti, che colpisce trasversalmente casual e hardcore gamers, portando alla ribalta un modo di videogiocare quasi impensabile meno di due lustri fa.
Vi abbiamo già parlato di Avengers Initiative, tassello mobile di questa nuova tendenza del tie-in, che ai giochi tripla A affianca tutta una serie di “giochini” spesso non meno interessanti e divertenti. Avengers Alliance, come del resto Avengers Initiative, fa parte del progetto Marvel XP, che promette di sollazzare a dovere vecchi e nuovi amanti dei supereroi della Casa delle idee con tutta una serie di progetti interconnessi e crossmediali, gratuiti o dal costo assai limitato. Il qui esaminato webgame è, difatti, totalmente gratuito, sia se giocato tramite il social network più famoso del mondo che tramite il sito di Playdom, lasciando tuttavia ai suoi utenti la facoltà di impegnarsi in microtransazioni per velocizzare i progressi od ottenere oggetti speciali. C'è da dire, comunque, che a differenza di molti altri titoli che utilizzano questo sistema, MAA rimane completamente giocabile anche senza spendere un solo euro, dando così la possibilità di essere competitivi anche a chi non ha intenzione di investire in questo genere di giochi. Il che, vista la situazione attuale (del gaming in generale e del portafoglio dell'utente medio in particolare) non è niente male come premessa.

La corsa all'ISO-8

Attivo da marzo, in previsione dell'uscita del fortunatissimo film di Joss Whedon, il gioco vanta la licenza dell'intero catalogo Marvel, permettendo dunque quello che il cinema, al momento, non è ancora in grado di fare: riunire tutti gli eroi più amati e i villain più apprezzati in un'epica lotta tra il bene e il male. La storyline, inoltre, si svolge su un piano parallelo a quello dei film, dei fumetti o delle serie animate: un vero e proprio universo alternativo in cui convivono tutti i nostri personaggi preferiti ma che non si ricollega in maniera specifica a nessuna saga o convenzione, a tutto vantaggio sia delle infinite possibilità narrative che questa scelta propone che della disponibilità di varie versioni alternative dello stesso personaggio per i vari utenti.
L'incipit vede lo SHIELD, capitanato da Nick Fury e Maria Hill, fronteggiare una minaccia globale di proporzioni epiche: senza alcun preavviso, sulla Terra si abbatte un flagello denominato, a posteriori, l'Impulso, che mette a lungo fuori uso generatori e strumenti elettrici di ogni tipo su tutto il pianeta, con conseguenze disastrose per l'equilibrio sociale e politico del mondo, in breve tempo in preda al caos. Fury riunisce i Vendicatori per scoprire le cause dell'Impulso e riportare la pace nelle zone più turbolente del pianeta, solo per scoprire che le più grandi organizzazioni criminali del mondo stanno venendo a patti per sferrare attacchi su larga scala in luoghi specifici, caratterizzati dalla presenza massiccia di ISO-8, una fonte di energia ancora quasi sconosciuta ma dalle potenzialità apparentemente infinite.
Il giocatore viene così messo nei panni di un agente sul campo dello SHIELD, a lottare fianco a fianco con i più grandi eroi del pianeta nel disperato tentativo di evitare l'ascesa al potere assoluto di Loki, Destino & co.

You're SHIELD

L'approccio, in sostanza, è quello di un RPG tattico-strategico diviso fra missioni di combattimento e (limitate) scelte sul ponte di comando dell'Helicarrier. Dopo aver creato il nostro alter ego e modificato alcuni parametri puramente estetici, ci viene data la possibilità di gestirne l'armamentario e l'equipaggiamento, oltre che di scegliere come investire i propri fondi: se per la ricerca scientifico-tecnologica (per avere nuove armi, attrezzature e armature) o potenziare, ad esempio, il parco jet dell'Helicarrier. C'è da dire che, per quanto non vengano mai a mancare tonnellate di nuove ricerche scientifiche da effettuare, la gestione della cosa è comunque piuttosto semplice, senza un vero skill tree da espandere ma solo delle configurazioni “di comodo” da perfezionare. Ogni personaggio, difatti, vanta il proprio 'job' specifico (spia, stratega, blaster, picchiatore, combattente o generico) con propri punti di forza, debolezze e abilità, anche in relazione alle altre classi. Il pg protagonista potrà agevolmente cambiare job tramite un proficuo cambio di armatura, magari affiancato dalle armi più funzionali e all'inserimento nella tuta SHIELD di frammenti specifici di ISO-8 per bilanciare le caratteristiche o, al contrario, settare configurazioni devastanti o ultra-difensive a seconda dei casi. Ad esso si troverà affiancati nel party, due alla volta per ciascuna battaglia, due supereroi Marvel a scelta tra coloro che si è riusciti a reclutare, o tra “guest-star” a seconda delle missioni. Il fatto di dover obbligatoriamente utilizzare il proprio agente, neanche a dirlo, è croce e delizia del gioco, perché se a molti l'idea di “diventare” operativo SHIELD piace, molti altri giocatori preferirebbero usare party composti da soli supereroi.
Ogni macro-capitolo della storia di gioco (è imminente l'apertura del nono) porta avanti la storia principale, tramite anche le singole missioni -per ogni capitolo sono sei, di cui una speciale- che sono composte in sostanza di due sole possibilità: mandare in missione solitaria un eroe a compiere determinati compiti o combattere sul campo i vari villain in epici scontri sfruttando attacchi e tecniche speciali, nonché gli oggetti nel proprio inventario. I personaggi sono tutti abbastanza vari e vantano parchi mosse personali e ben ricalcati sugli eroi originali dei fumetti, con inoltre un discreto bilanciamento nei poteri (non sempre relativo, però, al loro effettivo costo: alcuni tra i personaggi più 'costosi' e difficili da avere si rivelano potentissimi al lancio, per poi venire sistematicamente nerfati; altri pg discretamente cheap, come Susan Storm, sono invece fortissimi nonostante le apparenze).
Il tutto si risolve in combattimenti abbastanza veloci (anche se un'opzione per eliminare le animazioni, per le battaglie più banali, sarebbe gradita) e divertenti, anche se la deriva casual, nonostante le miriadi di combinazioni possibili, si fa sentire, non permettendo di pianificare realmente con certezza gli scontri tramite la creazione di party davvero specifici. La costante ripetitività di critici e miss apparentemente casuali, e a dispetto di accurate pianificazioni e strategie, a volte può infastidire, a dispetto di alcune configurazioni più votate al “nearly-OTK” spesso più efficaci. Non mancano gli scontri impegnativi, ma per assicurarsi una sfida costante occorre giocare portandosi continuamente avanti con la storia, poiché giocando con criterio e levellando i personaggi si fa presto ad essere “troppo forti” per la maggior parte degli avversari.

Poco social, molto divertente

Difatti, molti giocatori di livello preferiscono masterizzare al massimo le singole missioni per sbloccare tutti i segreti, le armi e gli avversari speciali, e nel frattempo far crescere personaggi di alto livello, accumulando le ricompense. Il tutto poi andrà a riflettersi sulle credenziali e potenzialità nel PvP del giocatore, come sempre aspetto di grande competitività nei giochi online. Peccato, tuttavia, che quest'aspetto manchi in realtà di mordente, dato che i combattimenti con gli altri giocatori non avvengono contro avversari “reali” ma solo contro i team predefiniti dagli utenti e utilizzati, di volta in volta, dall'IA del gioco, praticamente mai brillante quanto quella umana. Ultimamente è stato fatto un lavoro di rifinitura in questa modalità di gioco con l'introduzione di nuove ladder e interessanti bonus ai punti esperienza ricevuti, ma gli stimoli veri vengono presto a mancare in questo caso.

Anche il resto dell'aspetto “social” del gioco è abbastanza scarno: l'allearsi con altri giocatori appartenenti alla propria cerchia di amici comporterà semplicemente la rara opportunità di chiamare uno striker in combattimento e la possibilità di scambiarsi doni e “visitare” le zone di Manhattan più o meno assegnate ad essi, né più né meno che in un Castleville qualsiasi, senza però una vera interazione di alcun tipo fra gli utenti se non, appunto, darsi man forte con l'invio di qualche oggetto da inserire in inventario. Infine, la quantità di azioni possibili prima di rimanere a corto di energia e la meccanica di acquisizione di oggetti e bonus è quanto di più consueto ci si potrebbe aspettare da un web-game, senza guizzi di sorta e senza che questa possa giovare al gameplay, che anzi coi sistemi classici utilizzati in titoli simili per console non vincolate al sistema 'facebookiano' garantirebbe una giocabilità più solida.
Eppure il titolo diverte e ripaga del tempo speso, mostrando spesso verve e sapendo alternare sapientemente avversari e situazioni, introducendo, inoltre, nuovi personaggi (e costumi per gli stessi) con continuità e spesso anche tramite missioni a tempo interessanti e ben congegnate, il tutto condito anche con ampie dosi di umorismo (vedasi molti dialoghi, ma anche alcuni item o status dei personaggi, realizzati col chiaro scopo di strappare qualche sorriso ai giocatori).

Vendicatori in un "flash"

Da un punto di vista tecnico, il gioco richiede risorse hardware chiaramente minime, pur presentandosi con un look generale piuttosto accattivante e maturo. Molto belle (anche se con stili forse un po' mutevoli) le illustrazioni relative a missioni e personaggi, e curate, anche se in gran parte statiche, le ambientazioni.
Per gli sprite dei personaggi c'è da fare un discorso a parte: la maggior parte di essi sono estremamente ben congegnati, anche se diversi minion e villain minori siano un po' troppo freak per essere presi sul serio. Piccola nota dolente, poi, il fatto che mentre tutti gli sprite sono minuziosamente dettagliati, appare evidente come alcuni di essi siano stati creati sulla medesima base (vedasi, ma è un caso particolare, Spider-Man, Nightcrawler e Toad) anche se i designer si fanno poi perdonare con delle belle animazioni, non fluidissime forse ma ben pensate, con un occhio di riferimento, viene da pensare, ad alcuni, riconoscibili picchiaduro 2D classici (più che ai comics) per le stance e le pose delle varie mosse.

Marvel: Avengers Alliance L'era Marvel XP è cominciata, e le premesse sono buone, a giudicare dai primi titoli lanciati sulla piazza, tra cui questo Marvel: Avengers Alliance. Divertente, curato e accessibile a tutti, sia neofiti del genere e dei personaggi che agli appassionati degli stessi, vanta una più che accettabile localizzazione in italiano e diversi punti di forza, che sulla bilancia tendono a oscurare quegli elementi poco convincenti ancora in attesa di rivoluzione (pvp e social poco valorizzati, elementi strategici minimali, alcuni piccoli bug nella gestione degli eventi maggiori) che passano, sicuramente, quasi inosservati agli utenti meno smaliziati. Vendicatori, uniti!

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