Recensione Mass Effect 3

La nona sinfonia di Bioware

Mass Effect 3

Videorecensione
Mass Effect 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In ambito videoludico come in quello cinematografico le grandi saghe sono fatte per restare nella storia del media e nel cuore dei suoi fruitori. Epicità, profondità e capacità d'ispirare genuine emozioni -oltre ad un alto tasso di spettacolarità- sono quindi caratteristiche imprescindibili in una saga che voglia lasciare un segno duraturo. Nel nostro ambito, volendo fare mente locale, è senza dubbio Mass Effect il massimo esponente della categoria. Bioware, in questi anni, è riuscita non solo a creare uno dei brand di maggior successo dell'ultima decade ma è stata capace di mantenervi vivo tutt'attorno un universo fatto di razze aliene, antiche minaccie, alleanze inter-galattiche ed associazioni segrete. Un mix perfetto, capace di ammaliare centinaia di migliaia di videogiocatori, riconducendo più volte gli estremi di Mass Effect a quelli cinematografici del maestoso Star Wars.
Esattamente come le trilogie di George Lucas anche quella di Casey Hudson (forse la prima, forse l'ultima) si sta per chiudere in gloria. Il mondo videoludico è in fermento da settimane, in attesa del fatidico 9 Marzo, quando i negozi accoglieranno a braccia aperte il nuovissimo Mass Effect 3. Nei panni del mitico John Shepard (o di Jane, per il gentil sesso) saremo definitivamente chiamati a salvare la Galassia, imbarcandoci in una delle avventure più emozionanti degli ultimi anni. Un'esperienza totalizzante, difficile da descrivere in poche righe; un'avventura capace d'incoraggiare notti insonni ed estasiare chiunque provi ad avvicinarvisi, anche orfano dei primi due capitoli.
A questo proposito lasciateci dire che ci aspettavamo un'opzione per il recap. Un breve montaggio di cut-scene o anche solo un wall of text per mettere in carreggiata i novellini. Purtroppo non ci siamo imbattuti in nulla di tutto questo: un piccolissimo neo che non guasta minimamente la magnificenza del titolo Electronic Arts.

La guerra dei Mondi

Mass Effect 3 parte fortissimo. Il Comandante Shepard, tornato sulla Terra dopo essersi dissociato dai deliri di Cerberus, viene convocato dal Consiglio di Difesa, resosi finalmente conto di quanto la minaccia dei Razziatori fosse reale. Le secolari macchine senzienti invadono infatti di lì a poco il Pianeta, dando il via ad una devastante spirale di distruzione. Nulla comunque in confronto a quanto sta accadendo nel resto della Galassia. Malvolentieri il nostro eroe è costretto ad un drammatico arrivederci, deciso a lanciarsi nella disperata impresa di convizione del Consiglio della Cittadella, burocraticamente ottuso anche di fronte all'evidenza e maldisposto a formare (o riformare) nuove e vecchie alleanze. Shepard, convinto più che mai dell'unione di tutte le forze disponibili come unica possibilità di sopravvivenza (vero leit motiv dell'avventura), sarà dunque ancora una volta costretto ad agire di testa sua. Grazie al supporto di fidati compagni e dell'immancabile equipaggio della Normandy, IL Capitano per eccellenza intraprenderà un vero e proprio viaggio della speranza, vagando qua e là per le Galassie. Sulla sua strada nuovi e vecchi amici, insospettabili forze ostili e l'ombra minacciosa e subdola di Cerberus, invischiata in chissà quali piani. Un mix esplosivo ed accuratamente ritmato che ci terrà incollati allo schermo per le circa quaranta ore di durata complessiva (missioni secondarie comprese) dell'avventura.
Ma aldilà della quantità d'elementi in questo enorme calderone sarà il loro perfetto missaggio e la qualità globale di ciascuna sfaccettatura a rendere Mass Effect 3 davvero memorabile. Non ci sono alti e bassi nel comparto narrativo: tutto è studiato per entusiasmare il giocatore. Dalle sconvolgenti rivelazioni sui misteriosi Razziatori alla verità sull'Uomo Misterioso e sui Prothean, ogni avvenimento saprà mantenere altissimo il tasso d'attenzione, instillando nel cuore d'ognuno emozioni costantemente contrastanti. Il merito va attribuito in maniera sostanzialmente equa a charachter design e direzione registica, nella quale si unisce non solo montaggio e fotografia ma anche perfetta selezione dei brani dalla colonna sonora. Ma se riguardo alla regia possiamo tranquillamente sintetizzarne le velleità sottolineandone una volta in più l'elevato dinamismo, la spettacolarità e le perfette soluzioni sceniche, parlare del charachter design risulta decisamente più complicato. Come altro definire Shepard e comprimari se non reali? Un tale approfondimento e una tale differenziazione non si sono praticamente mai viste in altre saghe - non in quest'ultima generazione. Anche approcciando Mass Effect 3 come "novellini", dopo i primi incontri sperimenterete una familiarità impressionante rispetto ciascun personaggio: avrete la sensazione di conoscerli, li considererete amici, rivali, avversari e a volte persino amanti (le relazioni amorose non hanno infatti perso il loro ruolo). Il coinvolgimento ne risentirà positivamente, soprattutto perché sarà direttamente il giocatore a determinare l'andamento di ciascuna relazione, sfruttando l'oramai noto sistema di scelta multipla capace di influenzare direttamente l'andamento delle vicende. Intraprendendo difficili (e spesso costosissime) decisioni che lo etichetteranno come Eroe o Rinnegato, Shepard sarà in grado di determinare il destino di diverse popolazioni dell'enorme Galassia di Mass Effect. Ogni icona rimasta aperta nel corso della serie vedrà qui il suo epilogo: questioni come la Genofagia e l'odio dei Krogan per i Salarian o la lotta tra i Quarian e i Geth verranno definitivamente risolte, ed a decidere come sarà proprio il videogiocatore.
Un tornado di emozioni malinconiche e gioiose sconvolgerà letteralmente chiunque si metta nei panni di John Shepard, portandolo ad immedesimarsi in ogni risvolto dell'avventura come il miglior best seller da libreria. Un'esperienza da vivere a tutti i costi, sullo sfondo del favoloso mondo creato da Hudson e il suo team, protagonista ancora una volta con gli innumerevoli intrecci che coinvolgeranno tutte le specie che abbiamo imparato a conoscere, rivelandone sempre più a fondo le radici. Un'avventura mozzafiato come non se ne vedevano da molto tempo. Un capolavoro di tecnica narrativa e pura passione che resterà indelebilmente scolpito ad imperitura memoria.

Impeto Action - cuore RPG

Se ancora non siete convinti che Mass Effect 3 sia una questione di scelte, dall'inizio alla fine, iniziate ad esserlo. Nella prima schermata il titolo vi porrà di fronte alla più importante di esse: iniziare l'avventura come un Action Game, lasciando da parte le scelte morali e dialogiche; puntare maggiormente sulla componente RPG con la possibilità di gestire manualmente poteri biotici e quant'altro o propendere invece per la cosiddetta Modalità Narrazione, dove ogni aspetto sarà reso oltremodo agevole per permettervi di godere dei soli risvolti della storia? La nostra scelta, in cerca anche della completezza ludica, non poteva che ricadere sulla seconda opzione, che metterà il giocatore di fronte ad un'altra schiera di opzioni. Potremo decidere di giocare impersonando lo Shepard originale o creandone uno da zero mediante un tutorial abbastanza completo. In seguito dovremo selezionare uno dei background predefiniti sulla base dei risvolti narrativi dei predecessori: sacrificheremo Ashley o Kaidan nella famosa missione suicida? Una decisione non troppo ardua, specialmente per coloro i quali approcciassero a questo terzo capitolo senza conoscenze pregresse. Tutta questa trafila di questionari (utili anche a farsi un'idea di quant'è accaduto sino ad ora) non sarà chiaramente una preoccupazione per coloro i quali avranno conservato i salvataggi di Mass Effect 2, immediatamente importabili per costruire l'avventura completamente sulle proprie scelte - opzione a dir poco unica nel panorama videoludico moderno.
Prendendo in mano il pad sin dalle primissime missioni comprenderemo come anche questo terzo capitolo sia fortemente incentrato sull'azione. D'altronde, lottare contro la minaccia più temuta dell'intero Universo, risvegliatasi cinquantamila anni dopo per portare l'Apocalisse, non può certo dirsi compito da svolgersi in maniera diplomatica, o con una mano di briscola. La componente shooter rimane dunque estremamente centrale, mostrandosi ancor più snella e funzionale rispetto al passato, intraprendendo allo stesso tempo la strada della sfida senza compromessi. Selezionando il livello di difficoltà Folle (o Difficile) avrete veramente la sensazione di essere costantemente schiacciati dalle forze nemiche, e di dover dare fondo a tutte le vostre (e del vostro entourage) energie per portare a casa la pelle. Da questo punto di vista possiamo senza dubbio lodare la buonissima programmazione dell'intelligenza artificiale nemica, che non perderà tempo nel tentativo di soverchiarci con ogni mezzo - utilizzando torrette portatili, granate per smuoverci dalle coperture ed altro ancora. Dalla nostra, oltre ad un nutrito arsenale di bocche da fuoco (diverse decine tra pistole, mitragliatori, fucili d'assalto, fucili a pompa e di precisione), gli indispensabili poteri biotici che, sin dal principio, determineranno la classe del protagonista (immutate da Mass Effect 2 - da selezionare all'inizio). Potremo basare le nostre tattiche sul solo shooting, coadiuvati da proiettili di varia natura (incendiari, congelanti...) oppure sulle vere e proprie tecniche innate come la Disgregazione o la Singolarità. L'importante, in ogni caso, sarà collaborare efficacemente con i propri compagni di squadra, combinando i poteri in quelle che Bioware ha ribattezzato Combo Biotiche (es. sollevare in aria l'avversario e disintegrarlo). A questo proposito troveremo interessanti facoltà utili a semplificare la vita e velocizzare le battaglie. Nel solito e sempre gradito menù radiale potremo non solo assegnare scorciatoie adibite allo sfruttamento dei poteri di Shepard ma anche per quelli dei compagni scelti per le missioni. Così facendo, al puntamento di un avversario, saremo in grado con la semplice pressione del D-pad di ordinare ad un commilitone di attaccare con Incenerimento piuttosto che Sovraccarico. Nel computo degli scontri avremo naturalmente, ed in qualsiasi momento, la possibilità di indicare ai nostri dove andare e cosa fare, ordinando ad esempio di raggrupparsi o di caricare gli avversari a testa bassa. Tutte possibilità che vanno ad intrecciarsi con l'ottimo sistema di coperture (migliorato sensibilmente rispetto all'ultima iterazione) e con le altrettanto vaste possibilità difensive, caratterizzate dalla Corazza Tecnologica e dalla facoltà -tramite Medigel- di curarsi e rianimare i compagni. Presente, naturalmente, la facoltà di aumentare la potenza, il raggio e la durata dei poteri del Capitano e soci, che presenteranno, livello dopo livello, un diagramma d'avanzamento con diversi bivi per ciascun skill biotica, in maniera da deciderne deliberatamente lo sviluppo. Per movimentare ancor più le cose il team ha inserito infine un attacco melee, che vedrà Shepard caricare un fendente mortale sfruttando due lame energetiche comodamente in dotazione al comunicator da braccio. Molto criticata questa feature non si rivela in realtà tanto fondamentale come poteva sembrare: per iniziare non sarà per nulla semplice avvicinarsi al nemico senza subire ingenti danni; in secondo luogo il caricamento dell'azione (un secondo abbondante) ne sconsiglia caldamente l'abuso, soprattutto in zone affollate. Non dimentichiamo poi che per i nemici dotati di scudo questo sarà tutt'altro che un colpo fatale.

"Mass Effect 3 è un capolavoro di tecnica narrativa e pura passione che resterà indelebilmente scolpito ad imperitura memoria"

Poche dunque le vere novità per quanto concerne il battle system, focalizzate soprattutto in ambito di personalizzazione della dotazione. Accanto alle più classiche Ricerche Tecnologiche per migliorare le armi (spendendo crediti e senza la necessità di recuperare i materiali) e al ritrovamento nei quadri di gioco di varie nuove parti per modificare la corazza, avremo a che fare con numerose componenti fisiche da agganciare letteralmente alle bocche da fuoco. Nel corso delle missioni -ma anche nei numerosi negozi presenti alla Cittadella- c'imbatteremo in ottiche di precisione, allungamenti per le canne, caricatori maggiormente capienti e chi più ne ha più ne metta. Giunti al tavolo di lavoro presente nell'armeria della Normandy avremo dunque la facoltà di aggiungere un massimo di due attachment ad ogni arma, potenziandone le statistiche. Si dovrà tuttavia stare ben attenti al peso complessivo della dotazione, cercando il giusto equilibrio tra ricerca e mera aggiunta d'accessori: scendere in campo con un peso eccessivo incrementerà infatti -ed in maniera piuttosto pesante- il tempo di ricarica dei poteri biotici.

La gestione del Team e le missioni secondarie

Caratteristiche di questo tipo vanno ad aggiungersi al tatticismo derivante dalla possibilità di selezionare i componenti del proprio team di missione in missione, e all'ampia rosa di avversari (sintetici ed organici) che ci troveremo ad affrontare. Diverse caratteristiche, sistemi di difesa più o meno avanzati ed il grado di sviluppo tecnologico del nemico ci costringeranno di volta in volta a ponderare equipaggiamento e selezione del dream team, aggiungendo di volta in volta un pizzico d'imprevedidibilità. Un aspetto davvero gradevole, soprattutto se prendiamo in considerazione quello che è forse l'unico o uno dei pochissimi difetti della produzione: la linearità. Nel corso degli incarichi ci troveremo impegnati nella progressione piuttosto delineata all'interno di aree delimitate di questo o quel pianeta. In questi casi, benché atmosfere fantastiche e paesaggi sempre diversi stuzzichino più d'ogni altro fattore, uno svolgimento piuttosto "piatto" delle missioni ne inficia la godibilità complessiva. Il problema è ugualmente riscontrabile in incarichi secondari e nelle missioni legate alla trama principale, con l'unica differenza che queste ultime saranno ottimamente spezzata da cut-scene d'intermezzo e dialoghi d'approfondimento. Non si pensi però che gli incarichi secondari siano slegati dalle vicende fondanti, anzi. Uno dei più grandi pregi di Mass Effect 3 -come del suo predecessore- è la perfetta integrazione degli incarichi collaterali all'interno della struttura ludica. Benché questi non presentino al loro interno una moltitudine di cut-scene, saranno perfettamente in grado di veicolare approfondimenti riguardo al vasto mondo di gioco, alle razze che lo popolano ed all'incrociarsi del tutto con l'obiettivo -sempre ben focalizzato- dell'avventura: la distruzione dei Razziatori. Accanto alle missioni primarie e secondarie -segnalate chiaramente sulla Mappa Galattica- si aggiungono una serie di compiti del tutto collaterali, legati all'esplorazione della Cittadella e dei pianeti disposti nei vari sistemi visitabili. Girando in lungo e in largo per i "quartieri" della Cittadella potremo ascoltare dialoghi di diversa natura - alcuni riguardanti la vita privata delle persone, altri attività nelle quali potremo potenzialmente intervenire. Le informazioni immagazzinate (ad esempio la necessità di una cura per un veleno Turian) verranno immediatamente trasferite nel fedele Diario, con tanto di aggiunta della location -se già non vi fosse- alla mappa. In questi casi, tuttavia, nulla verrà segnalato. Saremo noi a doverci recare nel sistema indicato ed avviare manualmente la scansione. Le meccaniche sono, da un certo punto di vista, molto simili a quelle di Mass Effect 2: grazie ai Portali Galattici potremo selezionare la Galassia verso la quale trasferirci; una volta arrivati dovremo muoverci attraverso i suoi sistemi, consumando carburante (da acquistare agli appositi distributori).

"Il gameplay di Mass Effect 3 funziona estremamente bene, attirando allo stesso modo i fan della saga e i "nuovi arrivati", che in poche ore si faranno rapire da questo fantastico mondo. "

Entrati in uno di questi saremo in grado di effettuare una scansione radar tra i vari pianeti, semplicemente muovendo la Normandy e premendo il tasto dedicato. Se nel raggio coperto dalla strumentazione trovermo qualcosa, un'immediata notifica ci segnalerà nell'orbita di quale pianeta entrare. Solo in questo momento avremo effettivamente la facoltà di affrontare il mini-game di scansione che nel predecessore aveva caratterizzato la tediosa ricerca dei materiali. Questa volta, però, tutto sarà limitato ad un solo ritrovamento (sia un sopravvissuto, un manufatto o tecnologia di qualche tipo), snellendo notevolmente la pratica. Non solo nessuna discesa fisica sui pianeti (missioni primarie e secondarie a parte) quindi, ma nemmeno la facoltà di scansionarne la superficie liberamente. Entrare nell'orbita di un pianeta senza averne individuato punti di interesse significherà scorrerne semplicemente la storia. Per quanto quest'ulteriore decurtazione possa sembrare un difetto, in realtà si relaziona perfettamente alla sempre centralissima trama. I concetti sono semplici: in primo luogo i Razziatori hanno fatto piazza pulita di quaslsiasi cosa, non lasciando molto all'esplorazione o alla raccolta; in secondo luogo, con una guerra di tali proporzioni in atto, chi mai si metterebbe ad andare a raccoglier sassi pianeta per pianeta? Quest'urgenza viene avvalorata anche dalla presenza stessa delle pericolose macchine senzienti nel corso di tali fasi d'esplorazione "libera". L'attivazione degli scanner della Normandy attirerà l'attenzione degli inorganici che, qualora insistessimo, verranno letteralmente a prenderci. Scatterà in questo caso un piccolo inseguimento, che ci vedrà vincitori solo uscendo per tempo dal sistema verso la Galassia; in caso contrario incontreremo la morte immediata.
A fare da collante tra tutte le fasi di gioco i continui passaggi a bordo della Normandy e -meno frequentemente- alla Cittadella. Entrambe le strutture, grazie alle più ampie libertà di movimento e d'interazione con NPC, terminali, e-mail e quant'altro ci permetteranno sia d'allacciare e migliorare i rapporti con i componenti dell'equipaggio (sperimentando spesso intermezzi davvero divertenti), sia di ottenere nuove missioni ed informazioni collaterali capaci d'impreziosire ancor di più il corredo ludico. Fondamentali anche per la gestione degli upgrade e per l'acquisto di potenziamenti e semplici oggetti d'abbellimento (nella sua cabina Shepard avrà un acquario da riempire e una vetrinetta per posizionare diverse miniature), queste fasi sveleranno presto la loro riuscita funzione di HUB per l'intera avventura. Momenti nei quali rilassarsi e godersi la componente più marcatamente ruolistica del titolo, fortemente presente aldilà delle apparenze.
Sicuramente non privo d'appigli per più d'una critica, il gameplay di Mass Effect 3 funziona estremamente bene, attirando allo stesso modo i fan della saga e i "nuovi arrivati", che in poche ore si faranno rapire da questo fantastico mondo. In questo discorso emerge sicuramente il perfetto bilanciamento delle varie fasi di gioco. La componente action sempre più dinamica mantiene vivo il ritmo e l'urgenza di una battaglia globale per la sopravvivenza mentre esplorazione e socializzazione garantiscono l'inarrivabile profondità -in termini di risvolti e sotto trame- che ha da sempre contraddistinto la saga.

Quando online è solo una moda

Per quanto Mass Effect 3 sia una produzione fantastica, dobbiamo sottolinearne anche un'aspetto che non ci saremmo mai aspettati di dover criticare tanto duramente. La componente Coop del titolo, sponsorizzata da mesi come "puramente accessoria" dagli stessi responsabili, pare a conti fatti avere davvero poco a che fare con tutto l'universo messo in piedi da Bioware. Si tratterà, in soldoni, di una variante dell'oramai abusatissima modalità Orda, dove il potenziale del terzo capitolo di questa trilogia si esprimerà veramente al minimo. Le poche arene utilizzate, e prese di peso da spezzoni della campagna, non offriranno grandi spunti di level design, segnando una piattezza ed una ripetitività che difficilmente porterà i meno fanatici della trilogia a dedicare a questa sua parte cooperativa più di un paio d'ore.
Per dovere di cronaca dobbiamo dire che l'intelaiatura ludica sulla quale la modalità basa le sue fondamenta sarebbe anche interessante. Scelta una delle classi sbloccate all'inizio (e prese dalla campagna) affronteremo un'ondata di nemici dietro l'altra, accumulando esperienza e -molto probabilmente- morendo prestissimo, vista la difficoltà. Il "bello" verrà sbloccando i poteri biotici (con tanto di possibilità di potenziarne le caratteristiche come in single player), le armi e le classi avanzate, suddivise persino per razza. A questo punto riusciremo ad inoltrarci sempre più a fondo nelle varie "missioni", che prevederanno, in maniera totalmente randomica, l'inserimento di qualche obiettivo atto a variare il comune massacro. Ci troveremo impegnati nell'hacking di terminali, nella ricerca ed eliminazione di bersagli designati e nella resistenza agli assalti nemici in attesa di estrazione. Nulla di nuovo, in sostanza, ma in grado almeno di donare una dimensione più interessante rispetto al semplice scontro.
Le vere problematiche, come si diceva, vengono però dal design veramente poco ispirato delle mappe e dalla pressoché totale assenza di nesso tra questa modalità e la campagna. Provate infatti a pensare a Mass Effect completamente privo di componente interattiva ed esplorativa, nonché di trama. Non ne uscirebbe benissimo. Ed è proprio questo che rende poco appetibile la carriera cooperativa, anche alla luce delle possibilità d'importazione dello Shepard dalla campagna. Persino il team deve essersene accorto, correndo ai ripari con le dichiarazioni di cui sopra ed integrando un non elegantissimo sistema di "Guerra Galattica". Svolgendo i compiti assegnati in multiplayer daremo un contributo (in termini di risorse) alla battaglia contro i Razziatori - qualcosa di fisicamente visibile, in singolo, a bordo della Normandy, sotto forma di unità militari e quant'altro. Il vero problema, anche prendendo per buona questa possibilità, è la sua utilità, men che minima. Portando a termine la campagna (e dunque la lotta) giungeremo già senza ulteriori aiuti al massimo di risorse possibili da destinare al conflitto, invalidando, almeno in parte, tutto il resto (anche perché altrimenti si sarebbero penalizzate tutte le persone senza abbonamento Gold). Ma intendiamoci: per quanto ci riguarda, anche una contestualizzazione di tipo "numerico" in aiuto alla causa contro le macchine non ci avrebbe convinto al 100%. A mancare è proprio la contestualizzazione nell'universo di Mass Effect, per quanto gli sviluppatori si siano sforzati a far passare questa (come tutte le altre iniziative legate ai dispositivi Mobile e iOS - che non abbiamo potuto provare) come una "diversa prospettiva sui fatti".
Si tratta dunque di un'aggiunta che non cambia sostanzialmente di una virgola il giudizio sulla qualità del titolo. Un di più che farà felici alcuni, lasciando completamente indifferenti gli altri. Siamo sicuri, tuttavia, che qualcuno tra i giocatori più legati al mondo ruolistico si chiederà se, evitando d'investire risorse in questa particolare sezione, si sarebbe potuto fare qualcosa di più soprattutto in ambito esplorativo. Inutile aggiungere che non avremo mai una risposta.

Better with Kinect?

Per una volta possiamo dirlo: Kinect è stata integrata in maniera decisamente soddisfacente in un titolo core. In Mass Effect 3 verranno facilmente riconosciuti moltissimi comandi vocali, utili per indicare ai nostri compagni di squadra cosa fare, per cambiare arma (semplicemente pronunciandone la tipologia) e molto altro ancora. Un sistema funzionale che si avvale poi di un reticolo di mira ben sviluppato e di una gestione dell'interfaccia uomo-macchina che comincia a far intravedere qualche applicazione davvero degna di nota. Nessun ritardo e pochissimi problemi di riconoscimento della voce e dei movimenti hanno mostrato come la produzione Bioware sia avanti davvero su tutti i fronti, e come Kinect possa sospingere ancora per qualche tempo questa stanca generazione.

Mass Engine

Riguardo al comparto tecnico di Mass Effect 3 non c'è molto che non sia stato già detto. Chi conosce le velleità di Mass Effect 2 può stare tranquillo: il passo avanti è stato sufficientemente generoso. La modellazione poligonale ottiene migliorie generalizzate, non tanto sugli ottimi modelli dei personaggi, quantopiù sull'ambiente circostante, tanto particolareggiato da mozzare il fiato. L'estetica è semplicemente sontuosa. Il chara design, già ricco e variegato, si cristallizza con una texturizzazione accorta e cromaticamente generosa. Le espressioni facciali, necessarie per veicolare un carico emotivo, puntellano ancora una volta un lavoro certosino, autentico. Il risultato è eccezionale, e stavolta corroborato da un motion capture d'alta scuola. Peccato soltanto per una visibile differenziazione tra protagonisti (Shepard e i suoi) e comprimari, in particolare gli umani. La ricchezza di dettagli nei volti degli alieni e dello stesso Shepard non viene infatti replicata negli altri membri della Normandy, mostrando in alcuni casi un carattere non troppo naturale. Prestazione non ottimale nemmeno per quel che riguarda le animazioni in game, rimaste decisamente "un giro" indietro, soprattutto se osserviamo il movimento di camminata e corsa dei nostri eroi. Ottimo l'uso delle luci, mentre gli effetti speciali meritano più di un applauso, con una buona carica di particellari di ottimo livello. Su tutto, comunque, ricade l'ombra di un senso scenico seriamente spettacolare, alla faccia dell'aliasing che talvolta seghetta la composizione dell'immagine e di un fenomeno di pop up delle texture abbastanza diffuso nonostante i progressi tecnologici.
Ad incoronare un coinvolgimento visivo già d'altissimo livello un comparto sonoro semplicemente da Oscar, almeno per quel che riguarda la soundtrack. L'accompagnamento sonoro sostiene perfettamente l'emotività di ogni situazione, coinvolgendo il giocatore e toccandone le più profonde corde emotive. Non riesce a fare altrettanto bene il doppiaggio italiano, di buon livello ma ancora distante dalla controparte angolofona (semplicemente inarrivabile) e da altri giochi particolarmente spinti da questo punto di vista come Uncharted. In ogni caso non c'è da lamentarsi: protagonisti e comprimari recitano in maniera soddisfacente, con tanto di sincronia labiale (purtroppo con la versione inglese) abbastanza coerente.

Mass Effect 3 Mass Effect 3 è il coronamento di una delle più profonde ed emozionanti esperienze di questa generazione e degli ultimi dieci anni di storia videoludica. Ogni scelta registica, ogni panorama, ogni stacco contribuiscono a creare un’atmosfera perfetta. Il grosso del lavoro, naturalmente, lo fanno trama e character design, a livelli davvero inarrivabili per quasi tutti i concorrenti. E nonostante tutto anche le velleità frenetiche e dinamiche del gameplay, opportunamente alternate alle sezioni maggiormente dedicate all’aspetto ruolistico (sempre presente), funzionano davvero bene, mantenendo alto il livello di sfida e sempre concentrato il giocatore. L’unico neo è, insomma, una componente online che non trova mai il suo scopo, pur mostrando anche qualche idea davvero interessante. Il giudizio globale non ne viene intaccato e Mass Effect 3 si mantiene su livelli di eccellenza che pochi hanno potuto toccare in questa generazione. La conclusione imperdibile di una trilogia indimenticabile.

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