Recensione Mass Effect 3 - Extended Cut

Il vero finale di Mass Effect 3?

Mass Effect 3

Videorecensione
Mass Effect 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Pochi finali hanno fatto chiacchierare l'intero mondo videoludico come ha saputo farlo quello di Mass Effect. Pesantemente castrato per alcuni, eccessivamente criptico per altri, dotato di un meraviglioso senso filosofico per i più attenti, semplicemente deludente per chi si aspettava il più classico degli happy ending, la quasi totalità degli utenti si è limitata ad unica azione: fiondarsi su qualsiasi social network esistente e manifestare il proprio dissenso nei confronti dell'operato di Bioware.
Che Mass Effect 3 non sia un gioco perfetto è evidente a tutti. Che il finale potesse dilungarsi con più generosità su alcuni dettagli è una lamentela più che comprensibile e assolutamente fondata. Tuttavia, resta il dubbio, filosofico ed estetico in primis, sull'autorità che il pubblico può avere nei confronti di un oggetto culturale, per non usare il termine più appropriato: opera d'arte. Probabilmente la gravità di quanto accaduto ai danni della software house canadese è più facilmente comprensibile con un paragone: è come se qualcuno, non gradendo il sorriso enigmatico della Gioconda, decidesse di aggiungergli un comico paio di baffi. E prima di sussurrare, divertiti, il nome di Duchamp e abbinarlo al suo capolavoro più famoso (L.H.O.O.Q), sarebbe giusto domandarsi se un gesto del genere sarebbe o meno giustificabile e appropriato. Attenzione alla risposta, perché se questa è affermativa, bisognerebbe accettare persino il folle gesto di quel tale che, autodefinendosi artista, ha imbrattato qualche tempo fa un'opera di Picasso. Un contesto diverso da quello di un'opera digitale, ce ne rendiamo conto, ma idealmente simile nella pratica.
Tuttavia è tardi per qualsiasi disamina intellettuale. Bioware ha infatti pubblicato un DLC, chiamato Extended Cut, con cui ha ampliato il finale della trilogia, facendo luce su alcuni aspetti, ma
gettando inquietanti ombre sul senso dell'opera nel suo complesso.
Il paragrafo che segue si preoccupa di considerare i principali cambiamenti apportati in questo nuovo finale e, dove necessario, effettuarne una rapida critica in relazione al vecchio. Proprio per questo motivo, chiunque voglia evitarsi spiacevoli spoiler, è invitato a interrompere immediatamente la lettura.

Il finale che ti aspetti

Il DLC, e bene chiarirlo sin da subito, non contiene alcuna nuova fase giocabile. A conti fatti, il materiale realmente nuovo riguarda due video, di cui uno più corposo che precede i titoli di coda, e qualche opzione di dialogo in più con il Bambino-Catalizzatore, subito prima dell'ultima scelta finale di Mass Effect 3. Inoltre sono stati aggiunti due nuovi finali, uno dei quali particolarmente interessante.
Entrando nello specifico, la prima novità la si incontra non appena Shepard raggiunge il raggio che lo proietta a bordo della Cittadella. Qui Bioware ha inserito un breve intramezzo in cui l'Ammiraglio Hackett viene informato che il Comandante è riuscito nel suo intento. Chi ben conosce la teoria dell'indottrinamento, sviscerata in decine di video su Youtube e siti internet, ricorderà che una delle tesi sulla quale questa si basava era proprio il fatto che nessuno avrebbe effettivamente visto sopravvissuti raggiungere il fascio di luce. Da questo punto di vista insomma, Bioware ha operato al fine di confutare la famosa ipotesi che ha fatto chiacchierare a lungo gli appassionati del brand.
Ciononostante il dialogo con Anderson e L'Uomo Misterioso è rimasto pressoché invariato sia nella sceneggiatura, sia nei tanti rimandi simbolici che la già citata teoria usava come prove per dimostrare l'indottrinamento di Shepard. Sebbene non sia nostro principale interesse dare una possibile interpretazione ai fatti, nulla vieta di pensare che almeno questa parte del finale accada in realtà nella mente del protagonista, salvando in parte l'affascinante rilettura data dai fan all'intera opera.
L'altra novità riguarda invece il dialogo con il Bambino-Catalizzatore. Volendo schematizzare un po' freddamente, in questo senso le introduzioni dell'Extended Cut riguardano due aspetti. Il primo è inerente ad alcune ulteriori spiegazioni circa l'origine dei Razziatori, del Crucibolo e del Bambino-Catalizzatore stesso. Si spiega, in breve, che le macchine distruttrici siano state create da una razza suprema e antecedente a tutte le altre. In seguito al consiglio del Catalizzatore, che sarebbe una sorta di IA particolarmente evoluta, i Razziatori avrebbero dato l'avvio ai cicli di distruzione per evitare un olocausto causato dalla lotta tra razze sintetiche e organiche. Nulla di realmente nuovo insomma, se non una spiegazione più esauriente e meno criptica dei fatti.

Il secondo aspetto su cui si spendono più parole è relativo alla scelta finale che dovrà prendere Shepard. In sostanza il Bambino-Crucibolo si preoccupa di fornire maggiori dettagli su quelle che saranno le conseguenze alla decisione che prenderete. Capirete insomma meglio gli effetti della sintesi, della distruzione o del tentativo di prendere il controllo dei Razziatori.
Anche in questo caso la teoria dell'indottrinamento è messa in forte dubbio: durante il dialogo si ha la netta sensazione che non stia affatto parlando a livello metaforico del destino del solo Shepard, ma di come le vostre azioni avranno un peso effettivo sul destino della Galassia.
Il processo di disgregazione e confutazione dell'ipotesi di indottrinamento raggiunge infine il suo apice nel video conclusivo: ultima novità di questo Extended Cut. Come hanno precisato gli sviluppatori, in buona parte, e vedremo tra poco dove non hanno mantenuto la parola data, gli eventi narrati sono rimasti identici a quelli già visti nel vecchio finale: semplicemente viene offerta una panoramica un po' più estesa sugli sviluppi della Galassia in seguito alla battaglia contro i Razziatori. Se alcune piccole differenze si noteranno sin da subito, solo nel video che segue lo schianto della Normandy sulla superficie del pianeta vergine verrete resi partecipi degli effetti della vostra scelta. Nel caso in cui avrete optato per la distruzione, un pimpante Ammiraglio Hackett vi mostrerà come l'unione delle varie razze sia stata in grado di superare una prova così difficile. Se sceglierete la sintesi invece, IDA vi rassicurerà sui vantaggi ottenuti dall'unione del DNA organico con i chip sintetici. Infine, optando invece per il controllo, sarà l'essenza stessa di Shepard, nata con la fusione del suo spirito con la mente dei Razziatori, a mostrare come si prenderà cura e aiuterà ogni razza a rifiorire.

Come accennato poc'anzi, non manca una grossa incongruenza con il vecchio finale: i Portali Galattici invece di distruggersi, rimangono solo gravemente danneggiati, lasciando la consolante certezza che umani e alieni torneranno presto a viaggiare tra le stelle. Inoltre restano alcuni punti tutt'ora oscuri: come hanno fatto i Razziatori a non scovare i piani ancora intatti del Crucibolo? Piccoli dubbi che rimarranno aperti per sempre, ma in un'opera mastodontica come Mass Effect era inevitabile che qualche piccolo pezzo sfuggisse al controllo degli sceneggiatori.
Che dire relativamente ai due nuovi finali aggiunti in questo DLC? Il primo, a dire il vero, cambia ben poco: optando per la distruzione con lo status di Rinnegato al massimo, renderete la ricostruzione della Galassia più difficile. Il secondo è invece più interessante e si attiva scegliendo di non prendere nessuna scelta. In questo caso il ciclo verrà completato e l'Umanità, insieme alle altre specie, verranno spazzate via. Questa opzione, in prima battuta, potrebbe anche ritenersi ben lontana dal lieto fine abbracciato dal resto dell'Extended Cut. Ma se è pur vero che Shepard in qualche modo fallisce, viene subito chiarito che le razze del nuovo ciclo riusciranno a estirpare per sempre la minaccia dei Razziatori. Pur con un po' di ritardo e qualche compromesso quindi, il vissero felici e contenti giunge ugualmente.
Come giudicare in definitiva questo Extended Cut? Se l'intento di Bioware era quello di fornire un finale chiuso, che fosse in qualche modo il classico happy ending di una qualsiasi produzione hollywoodiana, l'obiettivo può dirsi ampiamente raggiunto. Indipendentemente dalla vostra decisione finale, vedrete effettivamente un diverso corso degli eventi e in tutti i casi riuscirete a salvare la Galassia. Ovviamente ci si potrebbe lamentare del fatto che tutte le scelte intraprese lungo l'intera trilogia vengano largamente ignorate ancora una volta, ma un finale del genere avrebbe richiesto una sceneggiatura mastodontica e un lavoro che avrebbe protratto lo sviluppo per anni, se proprio si volevano considerare tutti i possibili sentieri narrativi intraprendibili.
Resta però anche un grande rammarico: quello di aver concesso fin troppo ai fan infastiditi dal primo finale. Così com'è, la conclusione mortifica qualsiasi possibilità interpretativa, proponendo un'unica visione sì consolante e soddisfacente, ma che segna un pesante passo indietro per l'intero mondo dei videogiochi. Del resto, per quanto fosse una semplice ipotesi comunque ben supportata da numerose prove, quella dell'indottrinamento di Shepard era una teoria affascinante, che avrebbe rappresentato un episodio più unico che raro nel mondo dei videogiochi: la capitolazione di un eroe che credeva di lottare per la Galassia, ma che infondo stava unicamente combattendo per sé stesso, per la sua libertà individuale. Questo Extended Cut fa chiarezza e, forse, toglie ogni dubbio su quale fosse il vero finale che Bioware ha sempre immaginato per la sua saga, ma si dimostra fin troppo monodimensionale e scontato nel suo sfacciato e semplicistico "happy ending".

Mass Effect 3 L’Extended Cut è un DLC gratuito. Solo per questo motivo merita sicuramente di essere scaricato dai rispettivi store digitali e vissuto in prima persona. La visione monodimensionale e chiusa che offre fa chiarezza su molti aspetti e incontrerà certamente le simpatie di un certo tipo di pubblico. Purtroppo, anche se volessimo leggere il finale in questo senso, restano alcune perplessità. In termini di durata infatti, non si ha quell’upgrade tanto sperato e anche dal punto di vista registico le riserve non mancano, visto che la parte più interessante della conclusione è affidata ad immobili artwork. Per il resto dell’audience, quello affezionato alla teoria dell’indottrinamento, Extended Cut rappresenta un incubo che si avvera: un deciso passo indietro di Bioware, che ha voluto allontanare la saga dagli inediti, e straordinari, binari verso i quali sembrava destinata, per ritornare nel semplicistico e consolante regno del Lieto Fine senza compromessi.

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