Recensione Mass Effect: Deception

Quarto romanzo per la saga di Mass Effect

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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Quarto capitolo

La trilogia videoludica di Mass Effect è appena giunta al capolinea e già schiere di fan si chiedono come faranno a sopravvivere senza le gesta di Shepard e compagnia bella. Sebbene Bioware abbia già fatto intendere che il brand continuerà, in diverse forme e contenuti, può essere effettivamente difficile immaginare Mass Effect senza l'apprezzatissimo comandante e la sua lotta contro i Razziatori. Non tutto è perduto però: qualcosa c'è ancora e questo qualcosa ha le fattezze di Mass Effect: Deception, quarto romanzo pubblicato a gennaio di quest'anno. Fin'ora il giudizio generale su questa collana di libri è stato piuttosto positivo, nonostante una debole parabola discendente dovuta più all'eccellenza di Mass Effect: Revelation che a reali demeriti dei suoi successori. Questo ultimo capitolo riuscirà a rispondere alle aspettative e mantenere alto l'onore del brand anche in campo letterario?

Un autore nuovo di zecca

Si comincia subito con una sorpresa: il fin qui ottimo Drew Karpyshyn, già sceneggiatore presso Bioware e creatore di buona parte dell'universo immaginifico e della trama di Mass Effect, è stato rimpiazzato da William Corey Dietz. Un'occhiata al suo curriculum è sufficiente per capire che non abbiamo a che fare con una persona qualsiasi, né con uno scrittore alle prime armi. Nato nel 1945, il nostro cresce Seattle, prima di spendere buona parte della sua gioventù nella marina militare statunitense. Laureatosi all'università di Washington, comincia a girovagare per tutti i continenti conosciuti, fermandosi per più di un anno in Africa. Questo vagabondaggio geografico si riflette sulla sua vita professionale: abbandonato l'esercito, si applica in diversi campi come la medicina, l'insegnamento, il giornalismo e la produzione televisiva. Forse provato dall'età che avanza e sicuramente appagato dalle tante esperienze fatte, William decide di dedicarsi alla sceneggiatura e alla letteratura. Crea una serie sci-fi tutta sua e collabora attivamente con il mondo videoludico. Scrive, ad esempio, Halo: The Flood e Hitman: Enemy Within, prima di concorrere allo script di Legion Of The Damned, videogioco rilasciato su dispotivi Apple, e alla sceneggiatura del prossimo Resistance: Burning Skies, in uscita per PS Vita.
Una cosa è quindi certa: William sa il fatto suo e non è nuovo per quanto riguarda fantascienza e videogiochi. Il dubbio però è lecito: perché affidare a uno scrittore esterno ciò che fino a poco tempo fa svolgeva, con buoni risultati, Drew Karpyshyn che più di chiunque altro conosce l'universo di Mass Effect?

Errori imperdonabili

La domanda, molto probabilmente, resterà senza risposta. Certo è che la scelta si è rivelata in parte sbagliata.
Mass Effect: Deception
si inserisce a poche settimane, per non dire giorni, dagli eventi di Mass Effect 3 (il videogame). Chi ha letto Retribution, ricorderà che avevamo lasciato David Anderson e Kahlee Sanders sconvolti dall'uccisione di Paul Grayson, ma consolati dal loro amore appena nato e dall'essere riusciti a salvare l'Accademia Grissom e Gillian Gryson, potentissima biotica strappata alle meschine macchinazioni di Cerberus.

"Drew Karpyshyn, già sceneggiatore presso Bioware e creatore di buona parte dell'universo immaginifico e della trama di Mass Effect, è stato rimpiazzato da William Corey Dietz."

Questo capitolo più che in passato, si apre e si sorregge sulle conclusioni del predecessore, creando un rapporto di dipendenza fortissimo e capace di disorientare qualsiasi lettore neofita: non si può leggere Deception senza prima passare, almeno, per Retribution. La cripticità e difficoltà di lettura è poi aggravata da una certa pigrizia di fondo -assolutamente inedita per la saga- nel fornire indicazioni e informazioni sulle tecnologie, razze aliene e accadimenti passati.
Tuttavia non è certo questa caratteristica a fare di Deception il peggior capitolo tra i quattro.
La trama, anche questa volta, si incentra su una caccia all'uomo. Se in Retribution si cercava disperatamente Paul Grayson, o ciò che rimaneva di lui, questa volta Anderson e Kahlee dovranno ritrovare Nick Donahue, anch'egli potente biotico addestrato all'Accademia Grissom, e Gillian. I due sono mossi da intenti paragonabili, ma diversi: il primo si unisce a un gruppo di ribelli intenzionati a creare un nuovo ordine governativo; l'altra è determinata a vendicare la morte di suo padre. La narrazione si sposta continuamente tra luoghi noti, come Omega e la Cittadella, e vecchie conoscenze, Aria T'Loak e l'Uomo Misterioso. Come ormai da regola, il punto di vista si muove di continuo, seguendo da vicino tutti i personaggi principali della storia. Difficile infatti parlare di Anderson e Kahlee come protagonisti, visto che per ampi tratti resteranno relegati in secondo piano e ad anni luce dal centro dell'azione.
L'intreccio narrativo è sicuramente l'aspetto più riuscito di Deception. La caccia ai due giovani si complica immediatamente, mettendo in moto numerose e contrastanti forze. La trama è frizzante, la conclusione inaspettata, il ritmo, manovrato dai continui cambi di prospettiva, coinvolgente.
Purtroppo gli errori di William Dietz si palesano quando si considerano i dettagli. A fronte di un quadro generale così convincente, stridono con inusuale potenza i numerosi sbagli in cui è incappato, forse suo malgrado, lo scrittore. Si va da piccole incongruenze, come la riapertura dell'Antro di Chora, locale della Cittadella distrutto dopo l'attacco della Sovereign, a eventi ben più notevoli, capaci di mettere in crisi la cronologia della saga e il background di alcuni personaggi.
Sono dettagli, per lo più ignorabili, ma i fan storceranno più di una volta il naso e proseguiranno, capitolo dopo capitolo, accrescendo un cronico scetticismo, capace di distruggere il piacere della lettura. Per farla breve: William è un ottimo scrittore, ma non si fatica a scorgere tutta la sua inesperienza con la saga, soprattutto dopo i tre libri scritti da Karpyshyn.

Mass Effect: Deception Mass Effect: Deception non è affatto un pessimo libro. L’intreccio è coinvolgente e la conclusione sufficientemente shockante da lasciare qualcosa nel lettore. Tuttavia, i numerosi errori e paradossi creati dall’inesperienza dello scrittore con la saga, faranno inorridire i fan accaniti di Mass Effect. Bioware, quasi mai sorda alle lamentele del suo pubblico, è corsa ai ripari annunciando una pronta ristampa, volta a correggere tutte le inesattezze. Questo procedimento, che ricorda quello che probabilmente finirà per adottare con il finale di Mass Effect 3, per quanto tardivo, è sicuramente apprezzabile. Il nostro consiglio è quindi quello di attendere questa seconda edizione. Pulito da tutte le sue macchie, Deception sarà in grado di appassionare tutti i fan.

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