Recensione Medievil

Sir Daniel Fortesque resuscita guadagnando un’altra Vita

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • Psp
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Mascotte non-morte che ritornano

Anche i prodotti culturali possono invecchiare e andare in pensione. Decine di mascotte, saghe e universi immaginifici sono stati messi da parte dai loro creatori o produttori perché incapaci di competere con i nuovi arrivati, o di penetrare il cuore di un pubblico in costante mutamento. L’industria videoludica è piena di casi del genere. Alex Kidd, ad esempio, da tempo non ha più alcuna avventura da vivere. Crash Bandicoot si è visto cancellare alcuni titoli che lo avrebbero visto protagonista e da allora non da segno di sé.
Tra i tanti “scomparsi”, ce n’è uno che più di tutti ha lasciato schiere di fan piene di rimpianti e nostalgia: Sir Daniel Fortesque, eroe di due sole campagne contro il Male e di un remake per PSP che non ha fatto altro che acuire il dolore della perdita.
Grazie al PSN, e al recente aggiornamento della PS Vita, è possibile alleviare in parte la pena rigettandosi a capofitto in quel Medievil che nel lontanissimo 1998 ebbe la capacità di trasportare i videogiocatori nell’incantato e inquietante regno di Gallowmere.

Una storia immutabilmente bella

Zarok è tornato in vita e grazie ai suoi incredibili poteri magici ha preso il controllo di Gallowmere, assoldando un esercito di non-morti e bestialità assortite e ipnotizzando buona parte degli abitanti del regno. Sir Daniel Fortesque, comicamente caduto alla prima carica nella battaglia finale contro il potente stregone un secolo addietro, ha una seconda chance per dimostrare il suo reale valore e guadagnarsi l’epiteto di eroe fin’ora erroneamente attribuitogli. Restituita la vita al suo scricchiolante scheletro privo di mandibola, handicap che gli impedisce di esprimersi se non con sommessi mugugni, e uscito dalla cripta sede del suo sonno eterno, dovrà riportare la pace a Gallowmere e sconfiggere una volta per tutte Zarok.
Al di là di premesse narrative relativamente scontate, chiunque abbia avuto la fortuna di godere di questo titolo con la propria Playstation non potrà che avere favolosi ricordi (attraversati da un ché d’inquietante), della semplice ma azzecatissima trama che sorregge il susseguirsi dei livelli. Il merito va ricercato in due caratteristiche che pochi giochi contemporanei sanno sviluppare con la medesima destrezza, pur potendo contare su tecnologie estremamente più complesse. Innanzitutto l’atmosfera. Gallowmere puzza di Tim Burton, grazie a un lavoro artistico e di caratterizzazione efficacemente ambivalente: attraversando le sue ritorte ambientazioni si sorride per le esagerazioni caricaturali, ma si viene attraversati da un senso di dolce inquietudine per le prospettive macabre. Fortesque è indiscutibilmente un personaggio comico, con le sue movenze incerte e l’impossibilità di esprimersi chiaramente. Allo stesso tempo però Zarok è capace di incutere timore con il solo timbro di voce e i suoi gesti minacciosi. I non-morti, che fronteggiano spesso e volentieri l’eroe, suscitano incontenibili sorrisi con il loro incedere, eppure c’è ben poco da ridere quando ci si ritrova ad affrontare il luciferino Demone Di Vetro all’interno del Mausoleo, accompagnati da un agghiacciante tema musicale suonato da un organo. Ci si fa burle delle guardie di Zarok che pattugliano il villaggio, eppure si prova un inedito terrore alla presenza delle bambine ipnotizzate che brandiscono coltelli al posto di bambole di pezza.

All’atmosfera comica e orrorifica al tempo stesso, fa eco un cast di personaggi di prim’ordine e difficilmente dimenticabili. Al di là di protagonista e relativa nemesi, le decine di aiutanti che si incontrano lungo il cammino lasciano il segno grazie a dialoghi brillanti e personalità ottimamente caratterizzate grazie a poche righe di dialogo. L’esempio più efficace lo si incontra nel Salone Degli Eroi: ogni statua, effige e avatar dei leggendari combattenti, si anima per interagire con Fortesque, e pur recitando una parte piccolissima della sceneggiatura, non passa mai inosservata, e palesa in poche righe la propria storia ed il rapporto con Sir Daniel.
Il risultato è una trama capace di ammaliare oggi come ieri, sia che si tratti della prima volta, sia che abbiate già avuto il piacere di incontrarla quasi quattordici anni fa.

Capricci e soddisfazioni

Dal canto suo il gameplay torna con quel mix di trovate brillanti e innegabili difetti che resero Medievil un prodotto straordinario, ma incapace di farsi apprezzare e amare incondizionatamente da qualsiasi videogiocatore.
Il gioco sviluppato da SCE Studios Cambridge è una via di mezzo tra un gioco d’azione e un platform 3D. I combattimenti si alternano con ottima scelta di tempi a fasi in cui dovrete dosare i salti e usare la materia grigia per avere la meglio su numerosi, e spesso difficili, enigmi in cui vi imbatterete.
Nella nostra analisi vogliamo proprio cominciare da quest’ultimo elemento: gli enigmi. Oggi come oggi i giocatori più smaliziati potrebbero persino provare tenerezza di fronte ad alcuni di essi, ma all’epoca lasciarono esterrefatta buona parte del pubblico, ancora alle prime armi nell'esplorazione di spazi tridimensionali. Tra sentieri nascosti e l’imperativo del Calice Delle Anime da scovare, utile per raggiungere il Salone Degli Eroi e ottenere nuove armi, era persino necessario riaffrontare alcuni livelli dopo essere entrati in possesso di specifici item per accedere ad aree altrimenti off-limit. Sebbene non sia molto complicato venire a capo a tutti i tranelli architettati dagli sviluppatori, anche oggi ci si lascia incantare dall’efficacia e ingegnosità di alcuni di essi.
Un giudizio lievemente più ambivalente spetta invece alle fasi di combattimento e a quelle platform. Il problema, tirando le somme, è solo uno: il sistema di controllo. Vuoi per la relativa inesperienza degli sviluppatori con le tre dimensioni, vuoi per l’imprecisione cronica dei primi Dualshock, muovere Sir Daniel Fortesque è spesso fonte di frustrazione e morti immeritate. Sebbene esista un primitivo lock-on con le armi da lancio, come le balestre o i pugnali, per quelle da mischia è impossibile prendere di mira i nemici. Unitamente alla difficoltà di spostare con sicurezza l’avatar, spesso i vostri colpi andranno a vuoto. La situazione non farà altro che peggiorare quando dovrete barcamenarvi tra una piattaforma e l’altra.
Da questo punto di vista Medievil mostra il fianco a diverse critiche: il sistema di controllo mina spesso pesantemente l’esperienza, causando non pochi fastidi all’utente di turno che dovrà accettare di buon cuore qualche game over di troppo. Trattandosi di una fedele emulazione, il problema è rimasto immutato in questa riproposizione su PSN, rimanendo un grave limite del prodotto anche giocando con i più moderni Dualshock 3 o con gli analogici della PS Vita.

Ciononostante è impossibile odiare il gioco o abbandonarlo prima del tempo. Il gameplay, tanto per cominciare, si fa perdonare grazie a un arsenale in progressivo e costante aumento. Tra scudi sempre più performanti, martelli e antiche armature, le possibilità offensive di Sir Daniel Fortesque si faranno sempre più ampie, permettendovi di affrontare più che degnamente avversari sempre meglio equipaggiati e addestrati.
Come se non bastasse, il level design risulta sufficientemente articolato e capace di accostare sezioni più guidate ad altre che permettono un minimo d’esplorazione. Oggi si può trovare il tutto un po’ limitato e ridotto nelle dimensioni, ma alcune ambientazioni mantengono inalterato il loro fascino.
Tirando le somme, il gameplay di Medievil presenta diverse magagne, ma che si fanno perdonare grazie a una trama superba, enigmi ben architettati e un level design sviluppato con condizione di causa.
Difficile dire con esattezza perché la produzione SCEE ammaliò così tanto gli utenti dell’epoca e perché potrebbe fare altrettanto con quelli contemporanei. Del resto anche nel 1998 le gesta di Sir Daniel non portarono nessuna sostanziale novità nel mondo dei videogiochi. Eppure il carisma del protagonista, del mondo di Gallowmere e l’efficacia degli enigmi bastarono e bastano tutt’ora per regalare un’avventura degna di essere vissuta su PS3 o, ancora meglio, su PS Vita.
Graficamente parlando Medievil è sicuramente invecchiato: le texture sono semplicissime, alle volte quasi monocromatiche, e i modelli poligonali davvero "scheletrici". Eppure è ancora una volta l’art design a salvare ogni cosa: Gallowmere è in grado di spaventare e affascinare soprattutto sul portatile Sony dove, vista la ridotta diagonale dello schermo, si limitano anche i "danni" in termini di risoluzione.
Splendido il sonoro. Il doppiaggio è assolutamente sensazionale, grazie ad attori che hanno saputo ben interpretare la comicità di ogni personaggio, mentre la colonna sonora regala ad ogni ambientazione la giusta dose di magia e mistero.
Parlando di longevità infine, l’avventura è dura quasi una quindicina di ore. Certo è che il tempo che passerete in compagnia di Medievil sarà comunque ben speso, anche quando sarete costretti a riaffrontare alcuni livelli per i capricci del sistema di controllo.

Medievil Medievil è sicuramente invecchiato. Ma come per il protagonista stesso della vicenda, questa seconda vita ha il gusto di un’altra chance che mai avremmo voluto mancare. Nonostante le bizze del sistema di controllo e un comparto grafico molto datato, a vincere sono nuovamente i pregi della produzione, legati soprattutto alla direzione artistica che riesce a dipingere una Gallowmere e dei personaggi assolutamente carismatici. Per i nostalgici si tratta di un viaggio praticamente irrinunciabile. I neofiti, invece, dovranno scendere a compromessi con una produzione sicuramente con qualche problema, ma che merita di essere scoperta. Non fosse altro per stimolare Sony ad avviare lo sviluppo di un terzo episodio.

Che voto dai a: Medievil

Media Voto Utenti
Voti totali: 44
7.1
nd