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Recensione MegaTagmension Blanc + Neptune VS Zombies

MegaTagmension Blanc + Neptune VS Zombies è un nuovo spin-off della serie targata Idea Factory: per la seconda volta, la saga abbandona il genere RPG.

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione MegaTagmension Blanc + Neptune VS Zombies
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Per la prima volta la serie di Hyperdimension Neptunia affronta una tema di grande impatto sociale: il calo delle nascite. Ebbene sì, nel mondo di Gamindustri non si fanno più figli e le scuole rischiano di spopolarsi. Un bel problema, soprattutto per l'istituto frequentato dalle nostre amate CPU. Bisogna fare qualcosa per evitare che la scuola si svuoti. Bonus bebè, incentivi, sgravi fiscali? No, niente di tutto ciò. Semplicemente, un bel film horror. MegaTagmension Blanc + Neptune vs Zombies è, per quanto possibile, ancor più surreale dei suoi predecessori (che già non difettavano in termini di originalità e stravaganza). È l'ennesima rilettura del brand creato da Idea Factory, un titolo che abbandona ancora una volta il genere RPG per darsi all'action, com'era accaduto con Hyperdimension Neptunia U. La serie non è nuova a cambi di prospettiva: basti pensare a Producing Perfection (idol simulator) e a Hyperdevotion Noire (RPG strategico). Nel caso di MegaTagmension si torna dalle parti di Neptunia U ma con una variazione sostanziale: l'aggiunta del multiplayer. Neptunia U non era nemmeno malaccio, per cui tutto farebbe pensare a un titolo ancor più ricco, e invece...

Metagiochi, Quarte Pareti, Bla Bla Bla

Dopo un primo episodio per PS3 abbondantemente stroncato dalla critica, la serie di Hyperdimension Neptunia era tornata sulla retta via, ancor più grazie ai remake pubblicati su PS Vita che sistemavano gran parte dei problemi dei primi episodi attingendo dalle migliorie degli ultimi. Per quanto la serie rimanga fondamentalmente di nicchia - anche solo per il suo carattere tipicamente giapponese fatto di ammiccamenti, donnine svestite e atmosfere birichine - c'è da dire che dal punto di vista del concept non merita certo di passare inosservata. Il mondo di Gamindustri è riflesso videoludico dell'annosa console war che imperversa nel mondo reale. Le protagoniste della serie sono rappresentazioni più o meno procaci di PlayStation, Xbox e Wii. Ogni capitolo è un pullulare di citazioni, rimandi, metariflessioni. Qualcuno potrebbe comprensibilmente criticare la rappresentazione delle sue protagoniste femminili, ma è pur vero che ogni gioco va considerato a partire dal contesto da cui proviene. In questo senso la cultura giapponese ha un rapporto ben diverso rispetto alla nostra sul fronte della sessualizzazione dei personaggi.

A scuola con lo zombie

Torniamo però nello specifico a questo MegaTagmension ecc. ecc. Uno spin-off che vede le nostre CPU vestire i panni di giovani studentesse alle prese con un preoccupante calo di iscrizioni all'interno dell'istituto, come si diceva in apertura. Non resta che architettare un piano di marketing e promozione per attrarre nuovi studenti nella scuola. Quale miglior soluzione di un film? Pubblicità garantita! Alla regia viene assegnata Blanc, la discreta e tranquilla CPU di Lowee. A Blanc spetta anche il ruolo di protagonista, a fianco di Neptune. Non temete, nel corso delle riprese si aggiungeranno al cast molti altri voti noti della saga: Noire, Vert, le piccole Rom e Ram, Dengekiko, Famitsu e così via. Un discreto roster di personaggi, selezionabili strada facendo dal giocatore.

Il film opta per il genere horror e vede la scuola invasa da zombie (i nemici storici della serie in versione non morto), con le nostre eroine impegnate a riprendere il tutto. Poi le cose sfuggono un po' di mano e il confine tra fiction e realtà si fa labile. La premessa narrativa è ancora una volta surreale e perfettamente in linea con lo spirito della serie. Un espediente per dar vita a scontri action che iniziano con un ciak e si concludono con i soliti bonus di fine combattimento: nuovi oggetti da investire per sbloccare costumi, ricompense con cui acquistare nuove armi, punti esperienza per salire di livello. Invece di prendere quanto di buono era stato fatto con Neptunia U, MegaTagmension rappresenta purtroppo un passo indietro dal punto di vista del design dei livelli e del concept generale.

Story Mode bocciato

In larga parte le meccaniche sono mutuate da Neptunia U. C'è una barra che una volta caricata consente alle CPU di trasformarsi nella loro versione divina; ci sono i colpi speciali attivabili con combinazioni di tasti dorsali e pulsanti frontali; super mega attacchi e combo.

Le basi sono le medesime. Il giocatore prima di entrare in battaglia seleziona due personaggi, che può switchare durante il combattimento. Ognuna ha attacchi e abilità specifiche. Non mancano personaggi di supporto che, pur non essendo giocabili, potenziano all'occorrenza determinati status. Torna il Lily Rank, che valorizza l'affinità tra combattenti in base alla frequenza con cui collaborano. I fan della serie troveranno insomma un contesto parzialmente tradizionale, parzialmente innovativo. Il problema di questo MegaTagmension sta in uno story mode privo di mordente, che sembra addirittura accessorio. In Neptunia U gli scenari si lasciavano esplorare, erano ampi e ben concepiti. Qui ci troviamo di fronte ad arene piccole, spoglie e anonime. Le missioni dello story mode - che consistono generalmente in "ammazza tot nemici ed eventualmente il boss finale" - non offrono alcun tipo di sfida e diventano infine un anonimo e ossessivo pigiar di pulsanti, tanto si vince comunque. Senza tralasciare i problemi della camera virtuale e del lock dei nemici, che funziona quando gli pare. Lo story mode di MegaTagmension è, in una parola, noioso. Si salvano giusto i buffi siparietti tra una missione e l'altra, comunque logorroici come sempre.

E il multiplayer?

Gli sviluppatori si sono evidentemente concentrati sul multiplayer, online e locale. Quello che dovrebbe essere il vero punto di forza del gioco - merito di missioni molto più varie e inedite rispetto a quelle dello story mode - si trova però a fare i conti con un dettaglio non irrilevante: il fatto che online non si trovino quasi mai giocatori. La ricerca per stanze ha raramente esiti positivi, almeno stando alle prove che abbiamo effettuato in questi giorni. Pare tra l'altro che il titolo consenta di cooperare solo con giocatori dello stesso continente. Può darsi che la situazione migliori nel corso del tempo, ma al momento la modalità multiplayer si rivela godibile solo in locale, a patto però di avere tre amici a portata di mano. Si può anche giocare in singolo, a dire il vero, per cui gli appassionati della saga possono accedere in solitaria alle più piacevoli missioni del multi, sebbene in questo caso non ci sia alcuna storia a supporto. Ecco, il fatto è che MegaTagmension sembra il tipico fanservice che può essere apprezzato solo dai sostenitori della serie. I tradizionali capitoli RPG e persino lo stesso Neptunia U risultavano decisamente più godibili anche per i non fan di Hyperdimension Neptunia. E già quelli erano titoli di nicchia.

MegaTagmension Blanc + Neptune VS Zombies MegaTagmension Blanc + Neptune vs Zombies tenta la via dell'action multiplayer e sulla carta dovrebbe rappresentare un passo in avanti rispetto al gradevole Neptunia U. Invece no. La stravagante premessa dello story mode, in linea con l'atmosfera leggera che da sempre caratterizza la serie, non è sufficiente a reggere una modalità noiosa, ripetitiva e sin troppo facile, minata tra l'altro da arene di gioco spoglie e anonime. In multiplayer la situazione migliora, le missioni sono più varie e inedite rispetto a quelle viste nello story mode. Il problema sta nelle stanze deserte, per cui online diventa un'impresa trovare giocatori da affiancare nelle missioni. C'è sempre la modalità in locale, basta avere alcuni amici a portata di mano. MegaTagmension rimane in ogni caso un gioco estremamente di nicchia, un fanservice puro e semplice concepito per solleticare l'interesse degli appassionati ma privo di quella necessaria attenzione per il design che sta alla base di un'esperienza realmente divertente.

5

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