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Recensione Men of War: Assault Squad 2

Torna la grande strategia di DigitalMindSoft, ma la saga non è invecchiata benissimo

Versione analizzata: PC
recensione Men of War: Assault Squad 2
Articolo a cura di
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  • Pc

Considerata come una delle più accurate e realistiche saghe nel panorama della strategia in tempo reale, Men of War ha saputo ritagliarsi una posizione di rilievo tra le esclusive PC più gettonate di sempre. E bene chiarire, tuttavia, che il titolo DigitalMindSoft non si muove sullo stesso terreno degli RTS firmati Blizzard e Relic: paragonarlo a produzioni come Starcraft o Company of Heroes sarebbe come mettere a confronto ARMA 3 con l’ultimo Call of Duty. I titoli della serie si sono sempre rivolti ad un pubblico particolarmente intransigente sul fronte dell' accuratezza storica. Di conseguenza ne è derivato un gameplay complesso e stratificato, magari a discapito dell’immediatezza che invece caratterizza altri congeneri.
La dura strada del realismo ha saputo però ben premiare la casa di sviluppo tedesca, che proprio in questi giorni è giunta alla pubblicazione sulle librerie Steam del quinto capitolo della serie , Men of War: Assault Squad 2.

LA SECONDA GUERRA MONDIALE DA ORIENTE A OCCIDENTE

Come diretto seguito del primo Assault Squad, anche questo titolo è incentrato principalmente nella componente multiplayer competitiva tra giocatori. Tuttavia Assault Squad 2 si presenta con ben cinque campagne che possono essere giocate in cooperativa o in solitaria. Grazie a questa modalità potremo dirigere gli eserciti di Germania, Russia, Commonwealth, Impero Giapponese e U.S.A in alcune delle più sanguinose battaglie della seconda guerra mondiale.
Non aspettatevi un titolo dalle strategie semplicistiche e spicce, in quanto il gameplay di Assault Squad 2 ruota tutto sul realismo e la fedeltà storica. Di certo il titolo DigitalMindSoft non è un prodotto adatto a tutti, specialmente a chi aspira alla classica “partita rapida”. Il gameplay, tattico e dosato, obbliga il giocatore ad un attenta riflessione sulle unità da schierare in campo e su come muoverle all'interno dello spazio virtuale, proprio come in una partita di scacchi è necessario posizionare correttamente ogni singolo pezzo sulla scacchiera. Ad esempio una batteria di cannoni ben piazzati su una collina o una squadra di fucilieri all’interno di una fitta boscaglia, potrebbero valere ben più di un’intera divisione di Panzer.
Ogni soldato, veicolo o pezzo di artiglieria presenta un proprio inventario che comprende armi, munizioni, carburante, medikit e molto altro ancora. Tutte queste risorse si possono esaurire in fretta nelle fasi più concitate della battaglia, e sarà compito del giocatore assicurarsi che le proprie truppe siano rifornite, onde evitare di mandare allo sbaraglio un esercito senza alcun colpo in canna. Purtroppo la microgestione delle unità è sempre stata un po’ il tallone d'Achille di tutte le produzioni targate Men of War: il sistema ideato dagli sviluppatori costringe il giocatore controllare l’inventario di ogni singolo soldato o veicolo, per assicurarsi che questi sia ancora in grado di combattere. Si tratta alle volte di operazioni tediose, che spezzano il ritmo e spesso fanno prediligere la richiesta di nuove truppe fresche sul campo, già equipaggiate, lasciando così i “veterani” lontano dal fronte.
I ragazzi di DigitalMindSoft, con Assault Squad 2, hanno provato a risolvere il problema introducendo delle macro, grazie alle quali è sufficiente ad esempio spostare le munizioni nell’inventario di un unico soldato, perchè questo le condivida automaticamente con il suo squadrone. Purtroppo il problema ancora non è ancora stato del tutto risolto: specialmente quando si devono gestire più squadre di fanteria simultaneamente, non si riesce ad ottenere un’equa distribuzione delle risorse e di conseguenza ci si trova costretti ancora una volta ad intervenire sulle singole unità. Un vero peccato che il team non abbia pensato ad un sistema più efficace per aggirare uno dei difetti storici della saga.

Sia nella modalità in singolo che in multigiocatore, l’unica moneta di scambio che avremo a disposizione per chiamare i rinforzi saranno i punti vittoria che otterremo conquistando le bandiere sulla mappa di gioco. Fortunatamente, per superare una certa monotonia della progressione, gli sviluppatori hanno introdotto una discreta quantità di missioni, che spaziano dalla classica conquista alla difesa di posizioni chiave, passando anche per qualche missione stealth in stile Commandos, dove con un manipolo di soldati ci verrà chiesto di uccidere un ufficiale nemico. La varietà non manca neppure a livello scenico: si va dalle campagne francesi sino ad arrivare agli scenari rurali della steppa russa, e ci scappa pure una visita nel deserto, alle porte di El Alamein.
Ma il vero punto di forza della produzione è come sempre legato al numero di veicoli a disposizione per ciascuno schieramento, degna di un museo della guerra. Ogni mezzo presenta un accurato sistema di danni, sia esso una jeep inglese o un agguerrito panzer tedesco. I cingoli vanno in pezzi, i meccanismi della torretta si possono bloccare ed i motori possono andare in fiamme ed esplodere sbalzando l’equipaggio all’esterno. Tutti elementi già presenti sin dal primo capitolo della saga, che rappresentano di fatto le qualità più ricercate in questo strategico. Eccellente anche l'uso della fisica di gioco ai fini del gameplay: le deflagrazioni distruggono interi edifici o creano avvallamenti del terreno senza script di sorta, e i proiettili perforanti dei cannoni attraversano i muri per colpire i bersagli che si trovano oltre il campo visivo.
Come da tradizione, anche in Assault Squad 2 non poteva mancare la possibilità di prendere il controllo diretto delle proprie unità, sia esso un fante o un carro armato, per condurre di persona compiti altrimenti troppo difficili per l’IA e rovesciare così le sorti della battaglia anche quando si è alle strette.

NON TUTTO L’ORO DEL REICH LUCCICA

La modalità single player di Assault Squad 2, insomma, risulta sulla carta davvero bella densa, e alla base di questo strategico c'è una struttura rodata che ha saputo appassionare i fan del genere. Tuttavia, proprio inquadrando il titolo dal punto di vista degli affezionati estimatori del genere, è impossibile non restare un po' interdetti trovandosi di fronte al quinto capitolo di una serie che si trascina dietro sempre i soliti difetti. Oltre al già citato problema della microgestione, bisogna sottolineare che l'intelligenza artificiale è sempre la stessa di sei anni fa. Grossi problemi si riscontrano quindi nel pathfinding: i veicoli non riconoscono le strade principali e travolgono sotto i loro cingoli edifici e coperture che potrebbero tornare utili alla fanteria. Un difetto che ci ha costretti più di una volta al controllo diretto delle unità, facendoci così perdere di vista la situazione generale del campo di battaglia.

Tuttavia i problemi più grossi sono legati al multiplayer. Il supporto diretto tramite la piattaforma Steam avrebbe dovuto garantire server dedicati stabili e la possibilità di disputare partite con altri giocatori dopo pochi minuti di attesa. Invece, durante la nostra prova, abbiamo scoperto che il sistema di matchmaking è affetto da un bug che costringe i giocatori ad ospitare direttamente le partite, con ping di conseguenza relativamente alti. Oltre a questi gravi problemi di connettività c’è da dire che il browser di gioco è rimasto identico al primo capitolo: è stato come trovarsi una generazione indietro rispetto alle offerte dell’attuale concorrenza, con un’interfaccia ridotta all’osso e macchinosa nella navigazione. Siamo rimasti particolarmente amareggiati da tutti questi problemi, specialmente perchè il un titolo fa del multiplayer il fulcro dell'esperienza. Al momento l’unica nota positiva è il supporto diretto per lo Steam Workshop, dove gli utenti si sono sbizzarriti nella creazione di mod e nuove mappe già nei mesi di early access.

IL CAMPO DI BATTAGLIA VISTO DALL’ALTO

Dal punto di vista tecnico Men of War: Assault Squad 2 si presenta con una versione aggiornata del motore proprietario del team. La grafica ha subito diversi restyle, specialmente per ciò che riguarda gli shader e le rifiniture dei dettagliatissimi modelli che si danno battaglia nella mappa di gioco. Tuttavia la resa grafica complessiva non si distacca troppo dai precedenti capitoli e l’engine di DigitalMindSoft comincia mostrare qualche ruga di troppo.
Anche le animazioni hanno subito miglioramenti, ma non così profondi da eliminare quella sensazione di legnosità che affligge la fanteria in movimento.
La fisica, come anticipato, è eccellente, ma per riuscire a gestire interazioni così realistiche il titolo presenta un “conto salato” quando si parla di prestazioni. Con la nostra configurazione (un I5 8GB di ram ed una 560ti) abbiamo assistito a vistosi cali di frame di fronte ad una qualità grafica troppo simile a quella dei precedenti capitoli. I piccoli miglioramenti ottenuti dal team tedesco sicuramente non giustificano un framerate così ballerino, che perggiora la fruibilità del titolo specialmente nel multiplayer.
Anche sotto il profilo audio, nonostante gli annunciati miglioramenti, non abbiamo notato particolari salti di qualità, se non per il suono di alcune armi e cannoni. Persino il doppiaggio (solo in inglese con sottotitoli in italiano) non ci ha particolarmente colpito, ed è qualitativamente inferiore a quello di molti altri concorrenti.

Men of War: Assault Squad 2 Con questo capitolo la saga di Men of War inizia a mostrare allarmanti segnali di vecchiaia. A cominciare dal motore grafico (che a fronte di qualche piccolo miglioramento mostra i segni di una cattiva ottimizzazione) per finire con la componente multiplayer (che, nonostante si avvalga del supporto Steam, offre un’interfaccia arretrata e numerosi problemi di matchmaking e connessione ai server), il lavoro di DigitalMindSoft non convince del tutto. In controluce, resta il profilo di uno strategico più complesso e realistico rispetto a tanti altri congeneri, che tuttavia soffre anche sotto il profilo ludico, a causa di alcuni difetti storici che il team non ha saputo eliminare. La microgestione delle truppe è ancora complessa e macchinosa, l'intelligenza artificiale da rivedere, e la sufficienza complessiva viene strappata solo in nome della buona varietà di un singleplayer decisamente arricchito, e del numero esagerato di unità che è possibile schierare. Ci auguriamo che in futuro la situazione complessiva, soprattutto sul fronte multoplayer, possa migliorare con qualche patch; al momento, tuttavia, il consiglio resta quello -se proprio siete incuriositi dal “peso” strategico della saga, di recuperare i vecchi capitoli, piuttosto che orientarvi su questa nuova proposta.

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