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Recensione Metrico

Un puzzle game matematico si affaccia su PlayStation Vita

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Metrico
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PSVita
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Sony lo ha dichiarato forte e chiaro, che la raisone d'etre di PsVita, oltre che nello smisurato catalogo di titoli fieramente nipponici, va ricercata in quel sostrato di produzioni indie che in maniera sempre più perentoria ne caratterizzano la Line-Up. Il parziale abbandono di un modello produttivo concentrato sui “tripla A”, che facesse seguito al densissimo periodo di lancio, ha forse lasciato l'amaro in bocca a qualche giocatore, ma finché sul PSN arriveranno prodotti come Metrico lamentarsi sarà sempre più difficile. Creato dal neonato team Digital Dreams -un gruppo olandese in cui sono confluiti artisti e sviluppatori che hanno preferito allontanarsi dal panorama delle grosse produzioni- il titolo è un bizzarro puzzle game interamente basato su grafici, statistiche e diagrammi.
Pur senza sconvolgere il genere d'appartenenza, Metrico è un prodotto originale nelle premesse e nelle soluzioni estetiche, che ha una sua intima “perfezione matematica” e che risulta “cucito” attorno alle caratteristiche della console.
Disponibile gratuitamente per gli abbonati al PlayStation Plus, è l'ennesima dimostrazione di come il mercato parallelo dei titoli indipendenti possa davvero rappresentare una fucina per idee innovative e brillanti.

La poesia del numero

Immaginate un mondo fatto di grafici, barre, diagrammi a torta e indicatori: questo è il mondo di Metrico, pensato soprattutto per stuzzicare chi sa qual è l'asse delle ascisse, chi ricorda come calcolare il coefficiente angolare, e chi ha usato -almeno una volta nella vita- un foglio di carta millimetrata in scala logaritmica.
Intendiamoci: Metrico si può giocare anche senza aver dato l'esame di Analisi e Metodi Matematici, ma una parte della sua bellezza sta anche in un voyeurismo prettamente scientifico, fatto di variabili, costanti e funzioni.
L'idea di base, comunque, è quella che ogni settore, piattaforma o barra che compone gli stage, sia in qualche modo influenzata dall'azione del giocatore. Ci sono allora piattaforme che si allungano tenendo conto della distanza percorsa in verticale, altre invece che si alzano ad ogni salto. E ancora indicatori che tengono conto dei nemici uccisi o barre da spostare ruotando la PsVita attorno ad uno dei tre assi.

A partire da questa idea, Metrico costruisce i suoi puzzle, “costringendo” l'utente a capire quali sono le statistiche che influenzano la scheletrica geografia del livello.
Aggiungendo gradualmente nuove variabili lungo i sei mondi in cui si dipana la breve avventura, il titolo firmato Digital Dreams arriva a creare rompicapo sicuramente molto complessi. Ci sono aree che vanno completate cercando di saltare il meno possibile, altrimenti una barra che tiene conto del numero di salti potrebbe alzarsi fino a chiudere la via.
E ci sono altri livelli che invece vanno affrontati mentre si continua a far girare la console fra le mani, perché la colonna di un grafico su cui dobbiamo camminare tiene conto della velocità di rotazione, calcolata ovviamente in tempo reale.
Sono questi i momenti in cui ci si innamora pazzamente di Metrico, e della folgorante bellezza dell'idea di base. C'è però da dire che il titolo si concentra quasi per intero sul Trial & Error, arrivando addirittura a infilare nei livelli delle barre che tengono conto del numero di morti o di Respawn del giocatore. Un approccio del genere potrebbe spiacere a chi ama i puzzle sostenuti da una stringente logicità, invece che quelli più “empirici”. Per fortuna che poi tutta la progressione è sempre stimolante, richiedendo spesso, dopo una prima fase di studio, un'esecuzione impeccabile che mette alla prova anche la nostra precisione nei salti e la prontezza di riflessi.

Non ci sono, nel corso del gioco, picchi di difficoltà vertiginosi, anche se è normale restare bloccati in qualche stanza per un'abbondante decina di minuti. Anche al netto di questi comprensibili inciampi, l'esperienza di gioco si rivela purtroppo sintetica quanto il look del prodotto, e bastano in buona sostanza tre ore per terminare Metrico senza fatica (magari tralasciando i ari collectible). Rapportata al prezzo di vendita, la longevità è insomma un po' risicata.
Ci sono anche altri elementi che restano un po' in sordina, probabilmente non sfruttati a sufficienza dal team di sviluppo: alla fine di ogni stage, ad esempio, siamo chiamati a scegliere quale di due porte attraversare, mentre un diagramma a torta indica la preferenza della comunità di giocatori. Si tratta di un'idea particolare ma che non ha risolti pratici nel gioco, anche se probabilmente, in linea con lo spirito della produzione, fa qualche tempo il team di sviluppo potrebbe pubblicare una serie di statistiche, e magari utilizzarle anche per costruire nuovi livelli.
Allo stato attuale dei fatti, tuttavia, Metrico oscilla in maniera pericolosa su quella linea che separa le produzioni fatte e finite dagli elaborati esperimenti videoludici, e la quantità di contenuti non è proprio proporzionata all'offerta.
Essenziale è anche lo stile, perfettamente adeguato a rappresentare un mondo squisitamente numerico, in cui la struttura molecolare della materia è sostituita da quella puntiforme delle successioni. Ci sono segni e numeri che invadono lo schermo, mentre sullo sfondo si scorgono di tanto in tanto le affascinanti simmetrie di qualche sinusoide. La bellezza del colpo d'occhio, quella sì, asettica e scabra, sarà percepita soprattutto da chi ammira la purezza dei numeri, mentre le note dell'accompagnamento musicale dinamico, imbastito da Palmbomen, riescono invece a costruire un'atmosfera rilassata e asettica. Un lavoro stilistico di buon livello, insomma, anche se resta evidente la semplicità estrema dei modelli ed il ridotto numero di tracce di accompagnamento.

Metrico Quando si raggiunge la fine di un livello, in Metrico, i colori del mondo di gioco spariscono e le texture si ritirano, per lasciare spazio ad uno scheletro di linee che corrono parallele, intrecciandosi in angoli retti e poi scontrandosi con le superfici curve di sfere titaniche. Il viaggio che il titolo mette in scena, insomma, è quello verso una patria sognata fatta di numeri e regole esatte, perfetta nella sua astrazione, dove scoperta e creazione si fondono. L'idea del team Digital Dreams è originalissima e ben implementata, e di fatto Metrico rappresenta uno dei prodotti più innovativi arrivati su PsVita. La “salvezza” della piattaforma, insomma, arriva anche dal mercato indipendente, che in questo caso riesce a valorizzare l'hardware Sony più di tanti altri titoli tripla A, sfruttandone le caratteristiche più specifiche come neppure i JRPG più famosi hanno saputo fare. C'è da dire però che il gioco è molto breve ed il suo spiccato empirismo (leggi anche: “trial & error”, per i meno scientifici) non è digeribile a tutti. Metrico è insomma un titolo che si colloca nella scia di produzioni come Echocrome, fortemente sperimentali e brillanti, in un certo senso indelebili ma allo stesso tempo effimere, settoriali ed evanescenti.

7.5

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