Recensione Metro: Last Light

L'ultima fatica di 4A Games sviscerata anche in versione console.

Metro: Last Light

Videorecensione
Metro: Last Light
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Atteso fervidamente da tutti quei giocatori che cercano nell'esperienza dello shooter in prima persona qualcosa di "diverso dal solito", Metro Last Light è pronto al debutto sugli scaffali dei negozi. La versione PC, già trattata nella nostra recensione, è senza dubbio quella di riferimento per il titolo dei talentuosi 4A Games, ma anche chi voglia prediligere -per necessità o per scelta- quella console, alla fine non avrà di che lamentarsi.
Metro Last Light, anche nella versione Xbox 360 da noi testata grazie ad una copia promozionale completa, si è dimostrato all'altezza delle aspettative. Uno shooter che fa dell'atmosfera e della narrazione i suoi punti di forza, non calcando -su console- in maniera così prepotente per quanto riguarda l'aspetto tecnico ma riuscendo nonostante tutto a farsi strada in un così affollato mercato.
Non si tratta, è meglio specificarlo subito, di un must have assoluto come il recente Bioshock Infinite; tuttavia, visto anche il periodo "di magra", quelle di Last Light paiono essere ottime premesse non solo per gli storici appassionati della saga ma per tutti i videogiocatori in generale. Un titolo che convince, coinvolge e sa catturare nelle sue atmosfere distopiche anche il più scettico tra i giocatori.
Ricordiamo, prima di proseguire, che la produzione ucraina targata 4A Games sarà disponibile a partire dal 17 Maggio, per PC, Xbox 360 e Playstation 3.

Mantenere il continuum

A livello narrativo quella di Metro Last Light è un'operazione piuttosto ordinata. Il team ha pensato bene di ripartire esattamente da dove tutto era stato sospeso in occasione del bellissimo finale di Metro 2033. Il protagonista, all'epoca, fu chiamato ad effettuare una scelta difficile: scagliare gli ordigni nucleari contro i Tetri - le mutazioni genetiche che tanto avevano messo in allerta l'umanità, oppure tentare di instaurare una sorta di dialogo con le creature, forti dell'empatia che le stesse avevano chiaramente dimostrato verso Artyom, il protagonista.
Per questo vero e proprio sequel il team ha pensato di procedere prendendo una decisione drastica, ovvero assumere a priori che, in conclusione agli eventi narrati in Metro 2033, il giocatore abbia scelto di devastare la superficie terrestre per mezzo delle atomiche. Dopo una lunga introduzione, che ci riporta agli eventi passati e ci aiuta a riprendere la mano con quanto ci troveremo ad affrontare nell'immediato futuro, Metro Last Light si apre con immagini che ben ricordiamo; una piccola stanzetta fiocamente illuminata da una luce a incandescenza, arredata di un letto, una scrivania, libri e qualche sporadico oggetto personale. È la vita del 2030, una società costretta a (soprav)vivere nel sottosuolo in seguito alle conseguenze del disastro nucleare che ha sconvolto il Mondo intero, rendendo invivibile la superficie del pianeta. Come se non fosse abbastanza, le radiazioni hanno creato orrende mutazioni genetiche che si aggirano minacciose per le gallerie della metropolitana, l'unico luogo vivibile e sicuro...quasi. In Last Light vestiremo ancora una volta i panni di Artyom, alle prese per l'ennesima volta con i Tetri e con quello che rimane di loro. Questa volta però la minaccia è ben più seria e non arriva solo dalle creature bestiali e antropomorfe che tutti temono, bensì da un gruppo di folli ultra-nazionalisti noti come "il Reich". La saga videoludica continua sulla falsa riga di quanto ideato e scritto dall'autore russo Dmitrij Gluchovskij, procedendo però in maniera indipendente rispetto a quanto narrato nei romanzi e in Metro 2034. Lo scrittore ha collaborato attivamente con gli sceneggiatori di 4A Games per riuscire a costruire una continuità narrativa senza snaturare l'essenza del ciclo di romanzi.
Particolarmente convincenti risultano la caratterizzazione dei personaggi e delle atmosfere. Partendo dal protagonista incontriamo personalità interessanti e sfaccettate, a volte capaci di stupirci altre di lasciarci sinceramente terrorizzati. Siamo di fronte ad una società completamente cambiata, profondamente segnata dalla vita nel sottosuolo e dalla catastrofe nucleare. Tuttavia, quanto ruota attorno a noi a un che di genuino, di realistico ed altamente credibile. Il lavoro dei creativi di 4A Games è insomma impeccabile, da questo punto di vista. Se non bastasse nell'intreccio si inserisce la particolare vicenda personale di Artyom, messo in cattiva luce da questa sorta di empatia verso i Tetri: un legame non chiaro che verrà approfondito (non senza colpi di scena) nel corso della vicenda.
Si prefigura quindi un reparto narrativo tra i migliori in ambito shooter, una componente in grado di mantenere il giocatore incollato allo schermo per l'intera durata dell'avventura.

Troppo lineare

Il gameplay di Metro Last Light si discosta un po' dal classico shooter in prima persona, ma rimane molto simile a quanto visto in Metro 2033, sia per quanto riguarda le meccaniche di gioco che per ciò che concerne le feature che tanto lo caratterizzano. Una delle peculiarità di Metro Last Light è l'assenza dell'interfaccia, quindi l'integrazione della stessa all'ambiente di gioco e al personaggio. La cosa non è certamente una novità, visto che abbiamo potuto osservarla anche nel precedente episodio della serie, o in altri titoli del recente mercato, come la serie Dead Space. In realtà è presente un HUD "a comparsa", attivabile mediante la pressione di appositi tasti della tastiera o del gamepad: in questo modo potremo sapere il numero dei proiettili in canna o quanti medikit ci sono rimasti nello zaino. L'orologio stretto intorno al nostro polso ci segnala con un piccolo conto alla rovescia l'efficacia della maschera antigas che indossiamo per respirare all'aria aperta, mentre una piccola luce azzurra indica quando siamo visibili agli occhi del nemico, l'ennesimo strumento utile quando dobbiamo approcciare silenziosamente uno o più soldati del Reich.

"Per quanto si attesti qualche gradino sotto alla controparte PC, anche la versione console di Metro Last Light si difende benissimo, spiccando nel panorama shooter come uno dei titoli più interessanti dell’anno"

Rispetto al predecessore, Metro Last Light regala un'azione un po' più dinamica e frenetica, con una componente shooter decisamente migliorata e meglio calibrata. Il sistema di danni localizzati premia i giocatori più precisi e meticolosi, rendendo inoltre il gioco più realistico e divertente. Il repertorio delle armi è esattamente come lo ricordiamo da Metro 2033, con armi vecchie e rugginose che vomitano piombo rumorosamente. Sparatorie e scene ad alto tasso di adrenalina si alternano a momenti di esplorazione passiva e a sequenze stealth di grande efficacia nelle quali dovremo procedere proseguendo nell'ombra ed eliminando i nemici senza far rumore. A tal proposito ci viene in aiuto la possibilità di svitare le lampadine per creare le giuste condizioni d'illuminazione, quindi una serie di armi silenziate e i coltelli da lancio per sgominare guardie e sentinelle senza dare nell'occhio. Anche a livello di difficoltà normale i proiettili reperibili sul cammino non sono molti, un motivo in più per proseguire lasciandosi alle spalle i nemici o metterli fuori combattimento senza ucciderli. Spesso saremo chiamati a deviare dal normale percorso per attivare interruttori o cercare oggetti che ci saranno indispensabili per proseguire nel corso dell'avventura o semplicemente per superare un determinato ostacolo. Per esempio potrà capitare di dover aprire una porta chiusa da un sistema di sicurezza privo di elettricità o riattivare un elevatore non funzionante, spingendoci a cercare il pannello di controllo per riattivare la corrente e attivare il meccanismo. All'inventario si aggiunge un'utilissima torcia e la relativa dinamo, grazie alle quali possiamo illuminare i bui cunicoli di fronte a noi. Le stazioni della metropolitana di Mosca sono vive, pulsanti e ricche di dettagli su come la gente sopravvive in un mondo ostile e difficile. Ancor più che in passato, i personaggi non giocanti che incontriamo sul nostro percorso, ci aiutano a immergerci in un'ambientazione intensa e incredibilmente costruita. Camminare in superficie regala invece momenti di vera suspense e di grande tensione, perché come suggerisce il protagonista durante uno dei suoi tanti dialoghi d'intermezzo tra una scena e un'altra, "ogni passo al di fuori della metro, potrebbe essere l'ultimo." Mettere il naso fuori dai tunnel e dalle gallerie che corrono sotto la città è infatti sinonimo di misteriosi e temibili pericoli, l'aria non è respirabile e alcune zone sono fortemente contaminate da letali radiazioni. Tra le rovine della città vivono creature deformi che si cibano di carcasse, cadaveri e degli intrepidi che osano sfidare la sorte avventurandosi in superficie. Nonostante l'ottimo level design sfoderato da un team di sviluppo che ha saputo migliorarsi e accogliere le critiche del pubblico, il gioco di 4A Games offre ben poche variabili ludiche e di percorso, per un'esperienza molto divertente ma poco libera e fin troppo guidata, con delle ambientazioni esterne che ne sono il chiaro esempio.

Non come su PC ma...

A livello tecnico Metro Last Light va sicuramente ascritto nei primi posti delle graduatorie, su PC -prima di tutto- ma anche su console. Nella nostra recensione PC abbiamo specificato quali siano le potenzialità del rinnovato 4A Engine, soprattutto se accoppiato ad una tra le performanti schede Nvidia dell'ultimo ciclo. Il dibattito verte a questo punto sulle versioni console che, com'è ovvio, non raggiungono la magnificenza tecnica della controparte PC.
Il primo appunto riguarda sicuramente la pulizia visiva generale, che nella versione Xbox 360 da noi testata non ha lasciato a bocca aperta come su un computer di ultima generazione. Alcuni filtri disattivati ed una texturizzazione leggermente sottotono (sempre rispetto alla controparte in esame) mostrano un quadro molto bello ma non totalmente esaltante. Non siamo allo stesso livello, ad esempio, di Crysis 3 - che anche su console è stato capace di settare nuovi standard.
In ogni caso quella 4A Games è una produzione lontanissima dal deludere le aspettative: si tratta di un titolo la cui cura nella modellazione poligonale, ad esempio, sfiora la perfezione e nella quale l'attenzione per il dettaglio appare molto spesso maniacale. Se non fosse per compenetrazioni poligonali a volte fastidiose, quelle di Metro Last Light sarebbero differenze seriamente tangibili solo per i più attenti e meticolosi. Dopotutto, il lavoro fatto da 4A Games riesce a coinvolgere il giocatore anche su console, immergendolo in un mondo credibile ed affascinante.
La colonna sonora si presenta come una variazione di quella orecchiata nel primo episodio videoludico della saga, e supporta bene i vari momenti di gioco, pur senza stupire ed esaltare. Ben curato il doppiaggio, interamente in italiano e capace di veicolare in maniera convincente la drammaticità (o meno) delle situazioni. Meno bene le campionature ambientali, che stentano anche in questo Last Light. I momenti topici del gioco, in ogni caso, sono stati ben caratterizzati sotto il profilo sonoro, ma la produzione di 4A Games verte soprattutto sulla componente visiva piuttosto che su quella sonora.

Metro: Last Light Per quanto si attesti qualche gradino sotto alla controparte PC, anche la versione console di Metro Last Light si difende benissimo, spiccando nel panorama shooter come uno dei titoli più interessanti dell’anno. Il team ha fatto un ottimo lavoro soprattutto nella caratterizzazione delle ambientazioni, di protagonisti e comprimari e nell’implementazione degli aspetti narrativi. Dove la produzione pecca per linearità si rifà insomma in coinvolgimento, lasciando in definitiva al videogiocatore una gran bella esperienza.

8.2

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