Recensione Metroid Prime Federation Force

Metroid Prime Federation Force è uno spin off che tenta di espandere il lore della saga, scegliendo il punto di vista della Federazione Galattica.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Metroid Prime Federation Force
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    Disponibile per:
  • 3DS
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Metroid Prime. Quando queste due parole hanno fatto capolino, milioni di fan hanno strabuzzato gli occhi per la sorpresa e un unico, enorme, punto interrogativo è comparso sul volto di chiunque abbia visto il trailer di annuncio lo scorso anno. Il titolo, associato ai pochi secondi di video che lasciavano intravedere un gioco dallo stile poco accattivante, ha sollevato sin da subito uno strabordante vespaio di polemiche. L'intransigente fanbase ha preso l'iniziativa, lanciando addirittura una petizione per ottenere la cancellazione del gioco, convinti di agire nel giusto. Tale accanimento è sicuramente legato all'amore per la saga, certo, ma è anche figlio della frustrazione e di una strategia comunicativa sbagliata da parte di Nintendo che ha deciso di mostrare Metroid: Blast Ball (multiplayer competitivo 3vs3 stile Rocket League) che, in realtà, non rappresentava il prodotto finale. Il 2016 era segnato in rosso sul calendario dai fan, in attesa da molto tempo di una nuova avventura della cacciatrice di taglie Samus Aran.
Il trentennale della serie sembrava infatti il momento perfetto per il suo gradito ritorno. Comprensibile, dunque, che Federation Force sia stato percepito come un affronto da tutti quelli che si aspettavano ben altro e che forse dovranno aspettare ancora sperando in Nintendo NX. La creatura di Next Level Games, insomma, sembra proprio non godere dei favori del pronostico. Tuttavia, complice anche questa canicola agostana che ci ha regalato un po' di sana tranquillità, abbiamo potuto testare a lungo il titolo dimenticando sterili polemiche e mettendo da parte, per un momento, la questione di quel nome importante.

Universo espanso. Ma quanto?

Gli ammiratori di Samus si mettano il cuore in pace: Federation Force è un semplice spin off che tenta di espandere il lore della saga scegliendo, questa volta, il punto di vista della Federazione Galattica o, meglio, dei suoi Marines. Subito dopo la distruzione del pianeta Phaaze e la conseguente disfatta dei Pirati Spaziali, la Federazione decide di affrontare la perdita del Phazon e mettere a frutto la propria superiorità tecnologica sviluppando una nuova e potente arma: mecha da combattimento ispirati direttamente (seppur con qualche limitazione tecnica) alla potente Tuta da battaglia Chozo indossata dalla bella Samus. Le grosse macchine antropomorfe possono essere pilotate solo da un manipolo di soldati d'élite super addestrati. Gli eventi narrati si focalizzano proprio sulla neonata squadra di abili piloti galattici conosciuta come Federation Force, impegnata nel Sistema Bermuda per testare e prendere confidenza proprio con i nuovissimi mezzi d'assalto. Le cose, ovviamente, non vanno come previsto e il team si trova immediatamente chiamato in causa per fronteggiare una più che discreta varietà di situazioni che spaziano dalla semplice eliminazione dei nemici e dei mega boss di fine livello (di solito enormi e con pattern d'attacco eclettici, impegnativi e piuttosto vari), alla protezione e recupero di reliquie e altri congegni, sino all'esplorazione degli stage e alla risoluzione di puzzle ambientali. Insomma, la quantità di situazioni differenti studiate dal team di sviluppo si è rivelata nel complesso buona ed è riuscita a evitare la pericolosa china scivolosa che conduce alla noia. Cosa, quest'ultima, che invece non riesce altrettanto bene al background narrativo; ovvero a ciò che dovrebbe costituire il collante per tenere insieme la produzione e fornire una parvenza di progressione alla campagna.
L'impressione, leggendo le poche stringhe di testo che rappresentano l'interludio tra un livello e l'altro, è che queste siano un semplice riempitivo, inserite in modo abbastanza superficiale e senza la volontà di dare "rotondità" all'avventura. Inoltre, i continui riferimenti alla ben più famosa cacciatrice di taglie (la quale non gioca alcun ruolo attivo nella vicenda, rimanendo sempre una figura fumosa esterna alla vicenda) suonano più come un timido tentativo di rimanere aggrappati alla mitologia che giustifica la presenza di quel "Metroid Prime" nel titolo.

Chi non spara in compagnia...

L'incrociatore G.F.S. AEGIS rappresenta il centro di comando e punto di partenza di ogni incarico che la Federazione ci assegnerà. Una volta saliti sul nostro mecha nuovo di zecca ci rendiamo subito conto del taglio leggero che gli sviluppatori hanno voluto dare al titolo. Metroid Prime: Federation Force si presenta infatti come un first person shooter sfrontatamente arcade, in cui assume estrema rilevanza il punteggio che ogni giocatore racimolerà nel corso di ogni livello.

Gli stage, infatti, prevedono un tempo di completamento ben determinato e una buona quantità di obiettivi secondari da portare a termine per far girare il contatore a nostro favore. Questi ultimi si sono dimostrati impegnativi e contribuiscono ad aumentare la longevità del titolo e daranno del filo da torcere a tutti i patiti del perfect score. Inoltre, nonostante la struttura dei livelli sia abbastanza lineare, viene incentivata l'esplorazione di ogni anfratto sospetto alla ricerca di alcuni oggetti speciali. Infatti, sparsi lungo i livelli (solitamente in posti nascosti ma non troppo difficili da raggiungere) si trovano alcune capsule che contengono Mod di potenziamento con cui personalizzare il proprio mezzo una volta tornati al QG. I Mod, come suggerisce il nome, consentono di modificare le statistiche del mecha in modo da adattarlo al proprio stile di gioco. Scegliendo i modificatori relativi al danno, ad esempio, la configurazione del mezzo si sbilancia verso un'azione più veloce e frenetica mentre, installando chip che aumentano l'efficacia dei diversivi e della difesa, si vira decisamente verso uno stile più sicuro e ragionato. È evidente come questo sistema di personalizzazione sia stato studiato dal team di sviluppo avendo bene in mente un determinato tipo di esperienza, orientata prettamente verso il multiplayer cooperativo (meglio se locale). Federation Force, infatti, inizia a graffiare proprio nel momento in cui un gruppo composto da un massimo di quattro giocatori scende sul campo di battaglia: i ruoli si fanno più definiti e il titolo prende un po' di ritmo, spingendo i giocatori a collaborare tra loro per portare a termine la missione. Gli stessi puzzle ambientali e molti boss incontrati sono studiati per incentivare il lavoro di squadra, così come la presenza di un buon arsenale di armi secondarie (con munizioni limitate) tra cui scegliere per esaltare lo spirito cooperativo e rendere il team il più efficiente possibile.

In questo modo l'azione si mantiene vivace, soprattutto se gli stage vengono affrontati al massimo livello di difficoltà. Federation Force, però, può essere affrontato anche in solitaria nonostante perda per strada quanto di buono si è visto giocando con gli amici. Per ricalibrare l'esperienza di gioco e dare la possibilità anche ai lupi solitari di approcciarsi al titolo Next Level Games ha previsto l'installazione di un Mod apposito che raddoppia l'efficacia dei danni inferti e dimezza quelli subiti. Inoltre è sempre possibile farsi coadiuvare - passivamente - da tre droni che vanno a sopperire, va detto non sempre in modo efficace, l'assenza di compagni umani. A ogni buon conto, la modalità single player rimane un'eventualità residuale, nonché la meno divertente da affrontare. Invece, pur rappresentando un genere poco affine col contesto portatile, Federation Force è riuscito a soddisfarci per quanto concerne la mappatura dei comandi. Il titolo non richiede grande precisione nell'esecuzione per cui, dopo qualche giro di prova, i due schemi di controllo presenti risultano entrambi efficaci e di semplice utilizzazione. Il primo, predefinito, fa un largo uso del giroscopio per il controllo della visuale ed è quello che si padroneggia più rapidamente. Mentre, chi possiede il New 3DS potrà invece sfruttare senza rimpianti il piccolo C-Stick grazie anche alla presenza del classico autolock che dà una grossa mano in fase di puntamento.

Che tenera, la Federazione Galattica

L'aspetto forse meno riuscito della produzione targata Next Level Games rimane il comparto grafico. Balza immediatamente agli occhi il peculiare stile adottato, privo di inutili orpelli estetici che, probabilmente, avrebbero appesantito troppo il titolo per un contesto come quello portatile. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che il titolo è pur sempre un FPS che punta a esaltare senza mezzi termini il comparto multiplayer online e persino l'attuale hardware di riferimento inizia ad avere i suoi anni sul groppone. Esagerare, insomma, avrebbe significato dire addio alla giocabilità. Invece il team di sviluppo, pur optando per una direzione artistica improntata su una semplicità un po' troppo esasperata (e un tantino sottotono) ha comunque svolto un ottimo lavoro di ottimizzazione.

In effetti, Federation Force si lascia giocare sempre in maniera fluida senza incespicare nemmeno nei frangenti più concitati. A conti fatti, lo stile chibi (o super deformed che dir si voglia) non proprio rifinito dei personaggi unito a una caratterizzazione davvero spartana degli stage e dei mondi di gioco, pur non essendo un bel vedere, risulta comunque funzionale allo scopo prefissato, ossia garantire la giocabilità e il divertimento in compagnia.

Metroid Prime Federation Force Non capita tutti i giorni di vedere un first person shooter approdare su una console portatile. Per Metroid Prime: Federation Force, però, la strada è iniziata in salita. La fatica di Next Level Games non gode del favore del pubblico, sul piede di guerra sin dal suo annuncio. L'accanita fanbase si è scagliata immediatamente contro il team di sviluppo, reo di aver associato quel nome ingombrante a un titolo che non rientra esattamente nei canoni a cui la serie ci ha abituato. Per dovere di cronaca, esiste anche un Metroid Prime Pinball ma, all'epoca, a nessuno venne in mente di lanciare petizioni online per ottenerne la cancellazione. Magari perché c'era comunque di mezzo la bella Samus. Ma Metroid non si identifica unicamente con una procace cacciatrice di taglie e gli sviluppatori hanno provato (con coraggio ma con scarso successo) proprio a uscire dal seminato per espandere il lore della saga e dimostrare che oltre a Samus c'è di più. L'inspiegabile - e poco felice - virata artistica rappresenta forse il pomo della discordia e principale causa del mal di pancia di gran parte degli appassionati che si aspettavano di festeggiare il trentennale con un botto che non c'è stato. Ma, allora, al di là del Karma pesante e del poco esaltante comparto grafico, cosa resta? Un FPS arcade leggero e adatto al contesto portatile, ottimizzato per esaltare senza mezze misure il multiplayer cooperativo (meglio se in locale) e regalare qualche ora di sano divertimento in compagnia di altri tre amici senza dar peso all'impalpabile background narrativo di contorno. I lupi solitari, dunque, possono tranquillamente guardare altrove senza timore.

7

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