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Recensione Minecraft Story Mode: Episodio 2 - Assembly Required

Dopo un avvio piuttosto interessante, il secondo episodio della nuova serie Telltale delude in parte le aspettative iniziali, in particolar modo per colpa di una longevità estremamente ridotta.

Versione analizzata: PC
recensione Minecraft Story Mode: Episodio 2 - Assembly Required
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

L'inizio di Minecraft: Story Mode lo avevamo trovato abbastanza gradevole. Forse non così tanto da farlo diventare un "must have", ma almeno abbastanza da appassionare con le sue storie i tantissimi fan di Minecraft e buona parte degli amanti dei giochi di Telltale Games. E, per carità, potrebbe ancora farcela, a patto di cambiare completamente rotta e dimenticare la seconda metà di questo povero e mal scritto secondo episodio. Non stiamo parlando di qualche piccolo errore, ma di gravi e profonde mancanze contenutistiche. La durata, inoltre, è davvero irrisoria: appena cinquanta minuti, buona parte dei quali altamente soporiferi. Un vero peccato, perché questo "Assembly Required" era iniziato alla grande, mostrandoci alcune idee interessanti e ricche di potenziale, che hanno salvano parzialmente l'episodio e lo hanno risollevato dalla mediocrità in cui rischiava di rimanere intrappolato.

Alla ricerca di Magnus... o chi per lui

L'avventura riprende esattamente da dove si era interrotta al termine dell'episodio precedente. Siamo alla ricerca di due dei membri dell'Ordine: Magnus ed Ellegaard. Avendo scelto nel finale dell'episodio precedente di dare la precedenza al ritrovamento di Magnus, ci incamminiamo rapidamente verso la nostra meta assieme ad Axel. Dopo qualche QTE di troppo arriviamo a Boomtown, città nella quale dovrebbe risiedere proprio il più burbero dei quattro eroi leggendari. Una città completamente folle, piena di ladri e blocchi di dinamite. Mettendo per un attimo da parte l'aspetto ludico di questo inizio d'episodio - qualche semplicissimo quick time event e una manciata di scelte multiple - abbiamo iniziato a pensare al modo in cui questo primo grande bivio narrativo avrebbe potuto influenzare la nostra partita. Ma solo vagamente, perché ancora immaginavamo fosse una scelta minore. Credevamo di aver semplicemente deciso l'ordine con cui svolgere due parti obbligatorie della stessa missione. E invece no: era una scelta importantissima. Da lì a poco abbiamo infatti scoperto che Olivia, l'altro componente del terzetto iniziale di protagonisti, durante la nostra assenza era andata a cercare da sola - e con successo - l'altro membro dell'Ordine. Ci troviamo dunque di fronte a due porzioni di gioco completamente distinte, che si sovrappongono e si escludono a vicenda: scegliendo Ellegaard ci troveremo catapultati a Redstonia insieme ad Olivia, mentre optando per il salvataggio di Magnus finiremo a Boomtown con Axel. Ed ovviamente, in entrambi i casi l'altro nostro compagno d'avventura andrà a recuperare uno dei due membri dell'Ordine durante la nostra assenza. Una scelta un po' strana, considerando che fa rifermento a fatti accaduti all'interno dell'episodio precedente e che, di conseguenza, non basterà semplicemente ricominciare quello corrente una seconda volta per poterselo godere nella sua interezza. Un vero peccato, dato che entrambe le porzioni di gioco sono davvero molto belle, sicuramente migliori della noiosissima seconda metà dell'episodio. Siamo felicissimi che il gioco ci abbia finalmente consentito di modificare l'andamento della vicenda, era esattamente quello che speravamo, ma al tempo stesso non possiamo dire di essere rimasti completamente soddisfatti dall'approccio scelto dagli sviluppatori di Telltale: le nostre decisioni hanno effettivamente modificato l'esperienza, è vero, ma privare il giocatore di una porzione della storia, a nostro avviso, non è propriamente il modo migliore per portare avanti l'idea di una sceneggiatura dinamica. Discorso ben diverso, invece, per quanto riguarda il ritorno, piuttosto inaspettato, di una nostra vecchia conoscenza. Anche questo avvenimento sarà influenzato da una scelta compiuta nell'episodio precedente, ma con modalità completamente differenti.

Per non anticiparvi troppo preferiamo non entrare nei dettagli, ma dobbiamo ammettere di aver preferito leggermente questo secondo tipo di approccio. Ve ne abbiamo parlato soprattutto per rendervi partecipi del fatto che tra tutti i macroscopici difetti di "Assembly Required" si nasconde anche qualcosa di buono: un po' di speranza per un futuro migliore. Peccato che da questo punto in poi il gioco non faccia più niente per convincerci della sua bontà. Anzi: la parte finale dell'episodio è sicuramente il punto più basso toccato dalla serie. Venti, trenta minuti di nulla. Si va avanti per inerzia fino alla fine, che arriva all'improvviso, in un momento di scarsissima tensione e senza un vero e proprio finale degno di questo nome. Contrariamente a quanto accaduto con il precedente capitolo, questa volta Minecraft: Story Mode non ci ha lasciato neanche un briciolo di voglia di continuare a giocare. Ah, e per inciso: Ivor è davvero uno degli antagonisti più insulsi del mondo dei videogiochi.

Minecraft Story Mode L'inizio dell'episodio non era affatto male, ma il crollo qualitativo subito dopo i primi venti di minuti ci è parso davvero ingiustificabile. Assembly Required è chiaramente una puntata messa in piedi in fretta e furia, poco rifinita. La durata è inoltre estremamente ridotta: poco più della metà di quella precedente, per altro già non incredibilmente longeva. Vista la mancanza di materiale, forse il team di sviluppo avrebbe fatto meglio a rendere giocabili entrambi gli spezzoni di inizio episodio, almeno per questa volta. Anche perché quelli, contrariamente a tutto il resto della produzione, li abbiamo trovati molto curati, divertenti e ben riusciti. L'idea di ramificare in questo modo la progressione era interessante, ma pensiamo abbia influito fin troppo sulla durata di Assembly Required e sulla qualità globale dei suoi contenuti. Speriamo che i prossimi tre capitoli della serie possano essere più curati e corposi.

5.5

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