Minecraft Story Mode: Episodio 8 - A Journey's End? Recensione

Dopo ben otto episodi cala il sipario su Minecraft Story Mode, una delle più controverse produzioni di Telltale.

Versione analizzata: PC
recensione Minecraft Story Mode: Episodio 8 - A Journey's End?
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Dopo ben otto episodi dal ritmo altalenante, siamo finalmente giunti al termine. E la fine dell'avventura di Jesse e compagni, in realtà, è stata senza dubbio uno dei punti più alti mai toccati dall'intera serie. In questo articolo, però, non ci limiteremo soltanto a parlare di A Journey's End, ma cercheremo di dare uno sguardo d'insieme al percorso intrapreso da questa ennesima opera su licenza di Telltale. Sebbene Minecraft Story Mode si porti dietro pressoché tutti i problemi atavici delle produzioni del team californiano, il risultato finale è indubbiamente migliore di quanto ci saremmo aspettati. Pur restando ancorate ad uno stile narrativo spesso infantile e prevedibile, le trame e sotto-trame che ci hanno accompagnati in questo lungo (forse troppo) percorso hanno ampiamente dimostrato di saper intrattenere e divertire il proprio pubblico.

Verso la meta

Un bell'episodio, questo A Journey's End. Semplice, diretto, denso di azione e spunti interessanti. Ad un prodotto come Minecraft Story Mode, in fondo, non si può chiedere niente di diverso. Anzi, i problemi che ha mostrato in passato sono sorti principalmente nel momento in cui gli sviluppatori hanno cercato di sconvolgere il giocatore allontanandosi dalla strada più sicura. Sembra strano dirlo, ma questo primo esperimento narrativo legato al blocchettoso mondo del titolo di Mojang funziona meglio quando si adagia sugli allori, quando non si sbilancia troppo e si limita a fare il proprio "compitino" senza strafare. Il gran finale è un po' buonista e pieno di amicizia e sentimenti nobili, ma funziona alla grande; identifica alla perfezione qual è il target di riferimento del progetto e si butta a capofitto verso di esso, proponendo una struttura semplice, facile sia da approcciare che da giocare. I QTE, ad esempio, sono facili, lenti e prevedibili. Si limitano ad utilizzare due tasti e le frecce direzionali. Non è un caso che altri giochi del team, come il recentissimo Batman, utilizzino invece combinazioni di tasti più avanzate e richiedano una reattività ben maggiore. Dispiace un po' aver riscontrato anche una sensibile riduzione della difficoltà dei puzzle e delle parti più ragionate, che dopo aver raggiunto il loro apice durante il sesto episodio hanno progressivamente - ed inaspettatamente - perso importanza. In quest'ultimo episodio ci sono pochissimi momenti esplorativi, nei quali dovremo limitarci a recuperare una manciata di oggetti o integrare con alcuni NPC in un determinato ordine. La strada da seguire per avanzare nella storia sarà sempre evidente e alla portata di tutti, anche dei meno avvezzi al puzzle solving. L'episodio scorre via rapido, fluido e ispirato come pochi altri. Ad un certo punto decide anche di andare a scavare nel passato e ripescare alcune nostre vecchie decisioni: in un dialogo con Petra, ad esempio, ci siamo ritrovati a scusarci per aver scelto di aiutare qualcun altro al posto suo in un episodio precedente. Il fulcro della vicenda, stavolta, è rappresentato da un misterioso gioco al massacro organizzato dai colleghi di Harper, anch'essi facenti parte degli Old Builders. Un gioco corrotto, privo di morale e di rispetto per gli esseri umani che vi partecipano. Questa competizione, che occuperà buona parte dell'episodio, per il giocatore si tradurrà nella necessità di eseguire con successo una serie di QTE, fortunatamente ben congegnati e abbastanza vari. Anche in questo frangente, al netto di alcune minime incertezze, tutto sembra andare per il verso giusto. Le uniche note stonate sono rappresentate da brevissimi attimi di défaillance riscontrati nella sezione centrale dell'episodio, quella in cui prenderemo parte alla nostra prima gara.

Sarà una delle poche sezioni d'azione dell'intera serie a consentire un movimento del personaggio non completamente scriptato, novità che non si sposa troppo bene con il sistema di controllo approssimativo del gioco, dando vita a sezioni poco organiche e talvolta imprecise. Ci troveremo ad esempio a saltare da una piattaforma all'altra con un QTE per poi spostarci in aria per direzionare il salto. Il risultato, come potrete immaginare, non è bellissimo né da vedere, né da giocare. Il nostro scopo è quello di vincere (avvenimento più unico che raro, viste le regole improponibili della gara), in modo tale da ottenere l'Atlas e tornare finalmente a casa. Seppur imperfetto e un po' troppo smielato, il finale riesce a chiudere degnamente l'inconcludente vicenda che ci ha tenuto compagnia per questa seconda parte di stagione. O almeno, così sembra. In realtà ci sono diversi spunti che lasciano presagire un possibile ritorno della serie, magari con una vera e propria seconda stagione, ben studiata e scritta con maggior cura: le avventure interdimensionali dell'Adventure Pass erano interessanti, ma forse un po' troppo fini a se stesse.

Minecraft Story Mode Giudicare il singolo episodio è sempre molto difficile, ma lo è ancor di più dover esprimere un parere su una serie inaspettatamente prolungata in corso d’opera e così piena di alti e bassi. Paradossalmente, la mancanza di una narrazione unica e avvolgente come quella vista nei primi quattro episodi, rende l’intera parte finale troppo frammentata, molto più godibile se giocata a piccole dosi che non fagocitata nella sua interezza “a stagione completa”. Se siete fan di Minecraft, vi consigliamo di giocare la prima parte tutta d’un fiato, lasciando i contenuti del secondo pass stagionale (gli episodi sei, sette e otto) da parte, pronti per essere giocati a tempo perso. Pur non presentando un background narrativo di spessore, ad ogni modo, questa seconda parte di stagione ha saputo proporre svariate idee interessanti, culminate in un episodio finale riuscitissimo e ben realizzato. Minecraft Story Mode ci ha sorpresi: pensavamo fosse un disastro annunciato, ma i ragazzi di Telltale hanno saputo smentirci dimostrando di aver compreso perfettamente l’animo fanciullesco di Minecraft. Uno spirito che gli sviluppatori hanno tradotto - seppur con qualche approssimazione di troppo - in una discreta avventura episodica, saggiamente plasmata attorno ai gusti e ai desideri del giovanissimo target di riferimento del gioco di Mojang.

7.6

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