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Recensione MISSING: An Interactive Thriller - Episode One

Un uomo rapito da un folle, in investigatore sul caso che tenta di salvarlo. Enigmi, ricerca di uso di oggetti e un pizzico di azione per un titolo che ripropone l'uso di filmati con attori in carne e ossa per raccontare una storia.

Versione analizzata: iPad
recensione MISSING: An Interactive Thriller - Episode One
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  • iPad
  • Pc
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La convivenza tra cinema e videogiochi è sempre stata abbastanza turbolenta.
In passato è stata rappresentata dai celebri tie-in, incarnazioni interattive di famose pellicole da sala, spesso sviluppate con budget ridotti e risultati tutto sommato dimenticabili.
Un'evoluzione successiva è arrivata con quei titoli, in media risalenti agli anni '90, che offrivano parecchie ore di contenuti in full motion video, agganciando quindi sezioni interattive ad altre completamente passive.
Nell'ultima decade, però, i passi avanti in termini di tecnologia hanno avvicinato questi due mondi, e strumenti come il motion capture sono ormai in gran parte sdoganati, offrendo opportunità impensabili per i team di sviluppo più coraggiosi.
Benché con risultati alterni, titoli come L.A. Noire e Heavy Rain hanno quindi cambiato la prospettiva, offrendo un taglio altamente cinematografico con sezioni interattive tutto sommato apprezzabili, malgrado alcuni evidenti limiti.
Missing non segue però questa traccia e mira a tornare proprio a venti anni fa, periodo nel quale il video era il vero protagonista e i poligoni erano solo un miraggio.
Il team canadese responsabile del progetto deve infatti aver lavorato più con le telecamere che con software di modellazione 3D, andando a produrre quello che potrebbe essere considerato un film interattivo di nuova generazione.

Rapimento

Già dai primi minuti si intuisce che la trama di Missing ruota attorno ad un criminale seriale, che rapisce le sue vittime e organizza con loro una sorta di gioco, nel quale l'obiettivo è uscirne vivi, benché perdere la vita è l'esito più scontato.
Il primo ed unico episodio del gioco attualmente disponibile permette di avvicinarsi alla storia, vivendola da due punti di vista differenti: quello di un uomo comune che si sveglia prigioniero in un luogo che non conosce, e quello dell'investigatore che sta lavorando al caso.
Le scene si alternano offrendo una sezione dedicata al prigioniero e l'altra all'uomo che potrebbe salvarlo, svelando cosa è accaduto e chi c'è dietro l'inquietante vicenda.
In entrambe le sequenze si mescolano meccaniche di gioco care alle avventure grafiche, anche se la ricerca di oggetti nello scenario si avvicina quasi agli estremismi dei titoli hidden object. L'uso di quanto raccolto è però più tradizionale, e si intuisce rapidamente come procedere nella storia sfruttando ciò che si ha a disposizione, segno che il team ha voluto tarare la difficoltà dell'esperienza verso il basso, rendendola fruibile praticamente a tutti.
Vengono poi proposti alcuni puzzle, come quello che inizialmente chiederà di trovare la chiave per aprire le manette che tengono legato il prigioniero. Anche in questo caso si tratta di sfide decisamente abbordabili, da svelare grazie alla logica, che però aggiungono un po' di varietà da un filmato e l'altro.
Nei momenti in cui l'azione prende il sopravvento, l'interazione cambia ed emerge un uso misurato e parzialmente ben studiato dei tanto discussi quick time event. In questo caso sono ben contestualizzati anche se l'interazione è evidentemente più adatta alla versione iPad di Missing, in quanto con il mouse su PC o Mac si avrà a volte poco tempo per reagire correttamente.
Per quanto riguarda i filmati veri e propri, entrambe le prove attoriali sono discrete e la regia è avvincente: si vede che gli attori non sono pronti per il grande schermo ma un videogioco o una serie TV sono alla loro portata.
Inoltre i passaggi tra sezioni non giocabili e interazione sono stati studiati in maniera intelligente, rendendo di fatto l'offerta proposta da Missing più solida rispetto ad altri titoli recenti che fanno ampio uso di filmati.

MISSING: An Interactive Thriller - Episode One Il primo episodio di Missing è avvincente, ben scritto e in grado di tenere impegnati per circa tre quarti d’ora. Questo è anche il suo più grande limite, in quanto appena visti i titoli di coda si vorrà subito sapere come la storia proseguirà. Purtroppo, però, gli episodi successivi sono ancora in sviluppo, quindi allo stato attuale Missing può essere considerato come un’esperimento ben riuscito che però deve ancora esprimere tutto il suo potenziale. Per fortuna il prezzo è contenuto e adeguato alla durata, quindi chi è curioso potrà comunque provare un titolo atipico, quasi anacronistico, nella speranza che la storia venga sviluppata e portata a compimento.

7.5

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