Recensione Modern Warfare 3

Infinity Ward conclude la sua trilogia

Call of Duty: Modern Warfare 3

Videorecensione
Call of Duty: Modern Warfare 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Call of Duty è ormai un fenomeno di massa. I milioni di giocatori che acquistano il titolo Activision, il numero di utenti che quotidianamente popolano i server online, non possono lasciare indifferente l'industria, la critica, il pubblico. Per questo, a cadenza regolare, attorno ai nuovi capitoli della saga si crea un movimento mediatico dalla portata imbarazzante. Il publisher, utilizzando gli sforzi congiunti di Infinity Ward e Treyarch, continua a proporre un'uscita all'anno, anche se solitamente sono le creazioni del team storico a risultare le più riuscite, mentre le altre (Black Ops e World at War prima di lui) suscitano -almeno marginalmente- il malcontento di qualche fan. Quest'anno è il turno di Modern Warfare 3: un titolo decisamente delicato, che arriva in seguito alla poco piacevole querelle che ha portato i fondatori di Infinity Ward ad abbandonare il team.
Fortunatamente questi turbamenti non hanno afflitto la qualità complessiva del titolo, che risulta sviluppato con cura e attenzione. Concludendo la parabola narrativa di Price e Makarov, il single player accompagna come sempre un reparto online che è la pietra angolare di tutto il pacchetto, per un prodotto che saprà irretire e coinvolgere il suo pubblico.

Il mondo è la mia trincea

La trama del Single Player comincia esattamente dove l'avevamo lasciata, introdotta brevemente dalle allucinate visioni di Soap che, in punto di morte, è trascinato dai compagni lontano dal campo di battaglia. Lo scenario fantapolitico che Infinity Ward ha costruito ci riporta dunque nel bel mezzo della terza guerra mondiale, scoppiata a seguito delle fosche macchinazioni di Makarov, ancora in prima linea per portare avanti il suo sogno di dominazione sull'Europa e sul mondo. Come sempre, la storia ci calerà nei panni di diversi protagonisti, membri della Task Force dissidente che si impegna a contrastare -nell'ombra- le azioni di Makarov, o soldati scelte delle forze inglesi, impegnati sui molti fronti aperti in tutto il vecchio continente. Ancora una volta, le vicende sono raccontate in maniera molto particolare, veicolate da brevi scene di intermezzo che fungono da Briefing per le missioni, ma anche vissute direttamente "sulla pelle" nel corso dei livelli. Il sistema funziona alla grande, riuscendo a collocare la narrazione al giusto posto: il plot non sembra mai prioritario, nell'economia di gioco, eppure ogni schema è infarcito di eventi molto intensi e spettacolari. Il risultato finale è un racconto militaresco efficace, diretto, duro e per certi versi epico, che ha il pregio di far sentire il giocatore sempre al centro della scena.
Ci sono soluzioni, dal punto di vista narrativo, che forse non brilleranno per originalità, ma riescono comunque a scuotere il giocatore. C'è ad esempio una breve sequenza leggermente disturbante, quasi al pari della celebre missione "No Russian", che fa riflettere sullo sconcertante distacco della guerra. Ci sono altri momenti particolari, che ci permettono di rivivere da vicino alcuni dei momenti storici della saga Modern Warfare, evidenziando come il piano di Makarov fosse già strutturato fin dai tempi di Prypiat. E ci sono persino fugaci momenti toccanti, senza tuttavia che il ritmo emergenziale del conflitto lasci troppo spazio ai sentimentalismi. Modern Warfare 3, insomma, gioca sia con l'iconografia dei vecchi episodi che con il tema del conflitto armato, in una maniera che risulta in ultimo appello molto efficace. Anche il tormentato finale, che chiude definitivamente questa trilogia moderna, concede più di un brivido ai fan di vecchia data, risultando decisamente d'impatto.
Non c'è dubbio però che il merito più evidente del Single Player di Modern Warfare 3 sia quello di proporre una sceneggiatura dinamica, che coinvolge attivamente il giocatore. Nell'utilizzo di script e sequenze finemente dirette, Infinity Ward è sempre stata maestra, e da questo punto di vista il lavoro ludico/narrativo supera effettivamente le soluzioni dell'ultimo Battlefield 3. Il gameplay di Modern Warfare si sposa benissimo con l'ansia tutta holliwoodiana di puntare su spettacolarità e ritmo. Il gioco resta un First Person Shooter velocissimo, tutto basato su rapidità, prontezza di riflessi e precisione. Il gameplay è dunque quello di sempre, molto arcade nelle fondamenta, ma comunque capace di caratterizzare ogni arma, variandone la cadenza di fuoco, la potenza del mirino, l'efficacia in determinate situazioni. L'intelligenza artificiale dei nemici concede spesso le loro "carni virtuali" alle nostre linee di tiro, tutto in nome di una evidente compostezza dell'azione. Come sempre, in Call of Duty, è la "regia invisibile" del team di sviluppo che trascina le azioni del giocatore: gli avversari si posizionano quasi sempre seguendo le indicazioni del team di sviluppo, senza avanzare con cognizione di causa. Tutto è studiato affinché il videoplayer segua un percorso definito, con pochi gradi di libertà, ma sempre in grado di stimolarlo. Modern Warfare 3 non è un gioco facile: richiede velocità, tempestività, disinvoltura con l'utilizzo delle coperture (dietro cui è necessario spesso sdraiarsi). Ma non è neppure un gioco che richiede tattica o strategia. Da questo punto di vista, insomma, Modern Warfare 3 è lo stesso di sempre.
E' però davvero esemplare il lavoro svolto sul fronte della varietà di situazioni e sull'intensità della campagna. I tre atti che compongono la storia del Single Player ci portano davvero in ogni angolo del globo. Quasi ogni missione ci vede impegnati su un fronte diverso: New York, Parigi, Amburgo, e poi addirittura in Somalia ed in Siberia, e nella metropolitana di Londra, in un livello altamente spettacolare. Ogni missione ha una sua precisa cifra stilistica, ed il team di sviluppo si è divertito a replicare in chiave moderna alcune sequenze storiche della serie: l'assalto ad Amburgo, ad esempio, riporta con la mente all'assedio di Stalingrado, mentre un livello ambientato su un aereo presidenziale riporterà alla luce ricordi sopiti di molti fan. Non mancano ovviamente missioni giocate nei panni di un cecchino, operazioni silenziose in cui tenere un basso profilo, ma neppure questo capitolo riesce a raggiungere le vette qualitative della celebre operazione a Prypiat, ancora impressa a fuoco nella storia del videogame militaresco. Non mancano poi brevi sezioni On-Rail imbracciando una mitragliatrice fissa, o sequenze in cui controllare le armi dell'AC-130. Nel Single Player di Modern Warfare 3, insomma, c'è tutto quello che ci si aspetterebbe, e il risultato è una campagna intensa e piacevole da giocare. Questo ovviamente non convincerà i detrattori di un approccio così lineare e scriptato, che possono fare a meno di cimentarsi nell'impresa, consapevoli che questo aspetto non è cambiato (non cambierà?) di una virgola. E' opportuno sapere, poi, come se davvero ci fosse bisogno di sottolinearlo nuovamente, che il Single Player di Call of Duty non è il focus del prodotto. Per quanto i valori produttivi siano altissimi, a livello normale la storia potrà essere completata in quasi sei ore. Il dato si allunga solo leggermente se si gioca a difficoltà "Hardened", mentre solo i più convinti Hardcore Gamer si cimenteranno nell'opzione veterano, da sempre pensata come un'esperienza estrema, fatta di pazienza e da giocarsi quasi tutta sdraiati dietro una copertura. Sappiamo che molti videogiocatori, di fronte all'esigua durata del Single Player, torneranno a gridare alla truffa. Ma è ormai evidente che, al pari del concorrente firmato DICE, Modern Warfare 3 è un titolo pensato per il multiplayer, che concentra sul settore online gli sforzi del team di sviluppo. La campagna rappresenta comunque un notevole valore aggiunto: ben diretta e sempre tumultuosa, soddisferà gli appassionati del brand e, più generalmente, i molti utenti che cercano un FPS rapido, vario, e vigoroso.

Better Together

Al termine dello Story Mode, dopo i titoli di coda, una schermata fissa invita il giocatore a "continuare l'esperienza" grazie alle missioni Spec-Ops. Tornano infatti le operazioni cooperative, in cui due giocatori potranno darsi manforte cercando di "guadagnarsi i gradi".
Senza mezzi termini, il pacchetto Spec Ops rappresenta una delle eccellenze di questo Modern Warfare 3, e sarebbe un peccato perdere l'occasione di provarlo in compagnia di un amico. Se anche non siete giocatori Online, dategli una chance, semmai grazie alla possibilità di giocare le missioni in Split Screen. Scoprirete, infatti, una serie di missioni rapide ma coinvolgenti al massimo grado, da giocare e rigiocare a tutti i livelli di difficoltà.
Ogni operazione è ambientata in uno dei livelli del single player, ma rielabora la progressione per concentrarsi sulla cooperazione. Spulciando fra le 16 missioni disponibili si trova davvero di tutto: si comincia con i classici percorsi d'addestramento, per proseguire poi con qualche operazione-lampo e sequenze invece ben più orchestrate. Tantissime le missioni memorabili: in siberia, ad esempio, uno dei due giocatori deve avanzare mentre l'altro controlla l'artiglieria a bordo dell'AC-130, liberando il passo al compagno.
Una delle missioni più stimolanti vede un giocatore nei panni di un artificiere, protetto dalla Juggernaut Suit, e l'altro intento a fornire supporto dall'alto di un tetto, imbracciando un micidiale fucile da cecchino e controllando i missili predator per far esplodere elicotteri e carri.
Davvero splendida la missione in cui uno dei giocatori ha il controllo di una serie di postazioni fisse che costituiscono il sistema difensivo del perimetro. Il secondo soldato, appiedato, deve hackerare i computer disseminati nella zona per garantire la possibilità di usare nuove mitragliette, indispensabili per abbattere elicotteri e falciare interi plotoni.
Ma anche le missioni più classiche, in cui recuperare documenti dell'intelligence, assaltare sottomarini o far fuori bersagli strategici, sono sempre gradevoli e ben progettate.
L'operazione da svolgere in silenzio, liberando tre ostaggi in mano a piccoli manipoli di gruppi armati, e poi avanzando lentamente imbracciando due letali sniper rifle, ripaga totalmente del parziale fallimento della "Sniper Quest" del Single Player.
Un primo playthrough garantirà già circa quattro ore di gioco, destinate a moltiplicarsi nel caso vogliate tentare le Spec Ops a livello Difficile o Veterano.
Superando le singole missioni, in ogni caso, accumulerete anche gradi e punti esperienza in un sistema di progressione totalmente indipendente rispetto a quello del Multiplayer competitivo. Questo, al fine di sbloccare nuovi elementi per la modalità Sopravvivenza, una sorta di Horda che sostituisce la modalità Zombie dei titoli firmati Treyarch.
Sopravvivenza è giocabile in ognuna delle 16 mappe multiplayer incluse nel disco di gioco, e rappresenta un passatempo divertente ma non troppo stimolante o impegnativo. Come da tradizione, si deve resistere all'assalto di varie ondate nemiche, grazie anche ad una serie di potenziamenti che è possibile acquistare nei momenti di quiete. A livello Normale il compito risulta davvero troppo facile, e le cose non migliorano spostando verso l'alto il selettore della difficoltà. Sopravvivenza è paragonabile ad uno "scacciapensieri bellico": un'occasione per ritrovarsi e far fuori qualche ostile, ma senza troppe pretese. Interessante la possibilità di acquistare, oltre a esplosivi, armi e potenziamenti per le bocche da fuoco, anche veri e propri team di supporto: squadriglie speciali armate di scudi anti-sommossa o granatieri, assieme a mitragliette automatiche e bombardamenti aerei. Una possibilità che da un po' di colore ad una modalità leggermente accessoria, sicuramente meno indovinata, per struttura e funzioni, rispetto alla più intrigante Zombie.
Al di là di questo, ripetiamo che il pacchetto cooperativo di Call of Duty Modern Warfare 3 è assolutamente eccezionale. Da provare, rappresenta una naturale estensione del Single Player, e può rappresentare un serio incentivo all'acquisto. Speriamo soltanto che non manchino, in futuro, dei DLC pensati appositamente per Spec-Ops.

Streak me out

Call of Duty è sinonimo di Multiplayer online, e Modern Warfare 3 non fa eccezione.
Per sviluppare il comparto multigiocatore di questo titolo, Activision ha addirittura fondato uno studio destinato a concentrarsi unicamente su questo aspetto: Sledgehammer games. Ovviamente la formula alla base dell'online di MW3 non cambia, e neppure sarebbe saggio, considerato l'enorme supporto della FanBase, l'entusiasmo ancora palpabile dei milioni di giocatori che quotidianamente si riversano sui server, e la generale efficacia di un approccio che sarà anche sbrigativo e poco profondo, ma riesce a divertire e appassionare fin da subito, risultando adatto -quantomeno- a sessioni di gioco rapide e serrate.
Mettiamo però le mani avanti ed evitiamo di far chiasso per nulla: se i passati episodi non vi hanno convinto, o se siete nel novero dei giocatori che, dopo un amore rapido e acceso per la serie firmata Activision, non riuscite più a sopportare le sue peculiari dinamiche di gioco, Modern Warfare 3 non vi convincerà. Ci sono degli aggiustamenti che, a nostro avviso, rendono il multiplayer di MW3 più competitivo e divertente rispetto a quello di Black Ops, ma questo non basta a convincere i detrattori di una "filosofia arcade" che ancora oggi punta sulla frenesia e sul disimpegno.
Sul fatto che sia legittimo o meno proporre anno dopo anno la stessa tipologia di gameplay, si potrebbe discutere per mesi, ma pensiamo che non sia una recensione l'ambito più adatto per poterlo fare. E' chiaro però che Infinity Ward e Activision non possono permettersi di scontentare una Fanbase vastissima, attiva e vitale. A Modern Warfare 3, così come non l'ha fatto per l'ultimo Gears of War o per il terzo Uncharted, il popolo videoludico non dovrebbe chiedere innovazione.
I miglioramenti mirati, invece, sono legittimi e ben accetti, e di fatto l'ultimo Call of Duty ne vanta alcuni davvero eccezionali.
Sulla struttura complessiva, fatta di Perks, Killstreak ed una progressione di ben 80 livelli (a sua volta moltiplicata per 11 grazie alla presenza dei gradi prestigio), c'è poco da disquisire: di fatto quella di Call of Duty è una formula ormai diventata uno standard, abbracciata praticamente da qualsiasi titolo online. Gli aggiustamenti riguardano invece alcune dinamiche di gioco, e appaiono perfetti per soddisfare ogni tipo di giocatore, rendendo ancora più vario l'approccio agli scontri.
Una delle introduzioni più influenti riguarda la struttura delle Killstreak. Oltre a quella classica (denominata in questo caso "Assault"), che permette di attivare, dopo aver accumulato un certo numero di Kill, ricognizioni aeree, bombardamenti o droni teleguidati, il team di sviluppo ha pensato a due nuove possibilità. Selezionando la tipologia "Support", le nostre Killstreak non verranno azzerate ad ogni morte. Potremo dunque continuare ad accumulare kill anche dopo il respawn. Tuttavia, questa particolare categoria ci darà acceso esclusivamente a bonus di supporto, dal ridotto (quasi nullo) potenziale offensivo. Potremo avviare un UAV avanzato, o far sganciare una juggernaut suit per i compagni, ma niente bombardamenti e simili. Il support, oltre a rendere meno duro lo scoglio d'ingresso, risulta adatto ai giocatori meno esperti, che possono sentirsi finalmente un ingranaggio più funzionale all'interno delle dinamiche della squadra. Ma anche chi usualmente si sacrifica per il bene del team, cercando di compiere ad esempio gli obiettivi di cattura, potrà trovare utile questa possibilità. Soprattutto considerato il fatto che adesso l'adempimento di un obiettivo tattico vale come una kill e avvicina i giocatori alle reward più interessanti.
Infine, la categoria "Specialist" è pensata per i giocatori più esperti: ad ogni "soglia", si limita a sbloccare un nuovo Perks, per trasformare il giocatore in una vera e propria macchina da guerra.
Proprio sul fronte dei Perks ci sono stati notevoli aggiustamenti. Spariscono alcuni fastidiosissimi power up (ad esempio Last Stand), ricollocati fra le Death Streak (bonus particolarmente efficaci che si attivano però dopo essere morti troppe volte di fila), e compaiono interessanti novità, legate soprattutto alla mobilità o alla rapidità per entrare in modalità mira di precisione. Utilizzare i giusti Perks, in combinazione con gli innesti bellici delle armi (mirini, caricatori espansi, riduzione del rinculo) diventa assolutamente indispensabile per dipingere la propria strategia di gioco, soprattutto perchè le armi, nonostante il loro comportamento non sia certamente simulativo, sono caratterizzate da tempi di fuoco e ricarica ben definiti, che di fatto possono dettare l'esito di ogni duello.
Ripetiamo comunque che l'esperienza Online di Modern Warfare 3 è caratterizzata da tempi strettissimi, respawn praticamente immediato, ed un elevatissimo numero di Kill praticamente istantanee. Se amate i ritmi più sincopati, non provate neppure a scendere in campo, perchè Modern Warfare 3 non lascia speranze a chi cerca un'azione ponderata: colpo d'occhio e prontezza di riflessi sono tutto.
Il profilo quantitativo del Multiplayer di MW3, in ogni caso, è assolutamente esemplare. Per numero di modalità e di mappe, il pacchetto disponibile dal lancio è eccezionale. Oltre al ritorno delle stravaganti modalità per i Match Privati (alcune più riuscite, come il Gun Game, altre assolutamente deliranti, come il Juggernaut), segnaliamo la possibilità di creare i propri Ruleset, nonché l'arrivo di due gradite aggiunte. Le nuove modalità per gli scontri qualificati sono Team Defender e Kill Confirmed. Nella prima la squadra deve impegnarsi a difendere il giocatore che ha catturato la bandiera, ma è la seconda la vera Superstar di Modern Warfare 3. In pratica si tratta di un deathmatch a squadre, con la particolarità che ogni singola uccisione dovrà essere "confermata", raccogliendo la dogtag che ogni nemico lascia cadere dopo la morte. La dogtag può essere raccolta da qualsiasi membro della nostra squadra, così come un qualsiasi soldato nemico può recuperare quella di un compagno caduto per "negare" la Kill. Kill Confirmed scombussola integralmente gli equilibri ben conosciuti da tutti i giocatori, mirando per altro ad eliminare la contrastata figura del "camperone", e proponendo qualche spunto tattico diverso, che impone di riequilibrare gli assetti della squadra, rivedendo seriamente l'utilità di molti perks e di altrettante Killstreak. Dopo anni di stagnazione generale sul fronte multiplayer, rappresenta un'idea brillante e originale, destinata con tutta probabilità a diventare uno standard nel prossimo futuro.
Interessante anche il design delle 16 mappe a disposizione. Alcune sono ovviamente meno riuscite di altre (Arkaden è una delle più brutte del pacchetto), ma il team ha inserito playground per tutti i gusti e le modalità, ampliando leggermente gli spazi in qualche caso, per garantire scontri un po' più distesi. Il grande campo militare in Siberia, ad esempio, è ricchissimo di spunti e molto vasto.
In definitiva, l'offerta complessiva di Modern Warfare 3 appare leggermente svecchiata e sempre ampissima, ed il bilanciamento dei nuovi perks e delle killstreak appare decisamente indovinato. Una manna per tutti i fan. Da citare anche l'integrazione con la piattaforma Elite. Così come per il Battlelog di DICE (e senza le complicazioni legate alla piattaforma Origin), l'infrastruttura messa in piedi per la serie rappresenta uno strumento eccellente, ovviamente se ci si pone nell'ottica di un assiduo frequentatore dei server (dedicati). Accedendo su PC è possibile avere accesso ad un numero impensabile di statistiche, e addirittura pianificare la propria carriera, calcolando approssimativamente quanto tempo di gioco ci servirà per raggiungere un determinato grado. Sarà anche possibile creare nuove classi o nuovi Ruleset da spedire direttamente sul proprio account. Ovviamente stiamo parlando di funzionalità gratuite, e tralasciamo completamente il settore Premium, di cui abbiamo discusso in altra sede e torneremo a discutere a qualche settimana dal lancio.

Tecnicamente

L'orizzonte tecnico di Modern Warfare 3 è uno dei punti deboli della produzione. Il motore di gioco non viene rinnovato da ormai troppi anni, e nonostante il processo di ottimizzazione abbia portato ad una fluidità invidiabile (60 frame al secondo fissi e stabilissimi), la pulizia della scena e la ricchezza dei dettagli non sono certo alla pari con le più grandi produzioni multipiattaforma. Modern Warfare 3, insomma, fa quanto basta per non sfigurare, cercando di costruire ambientazioni comunque molto dense di strutture e oggetti, ma poi non riesce a finalizzare al meglio con un set i texture definite, o con i pregi dell'illuminazione dinamica (le ombre molto spesso non ci sono, e altre volte sono così sgranate da risultare poco eleganti, nella complessità del contesto visivo). L'interazione ambientale è molto ingessata, assolutamente inferiore rispetto a quella del diretto concorrente. In multiplayer, anzi, è del tutto assente. Nell'avventura Single Player, il team di sviluppo ha tentato in ogni modo di inserire eventi scriptati che esibiscono crolli e catastrofi architettoniche, ma i compromessi del motore grafico si vedono tutti. Anche gli effetti speciali sono ormai troppo spartani per risultare davvero convincenti, e complessivamente il titolo si salva grazie ad un regia eccezionale, all'ottimizzazione esemplare, e ad una varietà stilistica che va registrata fra gli aspetti positivi.
Dal punto di vista sonoro, il lavoro è generalmente buono. Le musiche di accompagnamento sono realizzate con una distaccata efficacia: sottolineano opportunamente la tensione, ma di certo non sopravvivono ad un ascolto più attento. Il doppiaggio è invece eccellente, ben caratterizzato, e svetta nel marasma confusionario della battaglia, che accoglie il frastuono di proiettili ed esplosioni. Siamo ben lontani dall'eccellenza acustica del titolo DICE, ma generalmente le campionature sono efficaci e pulite.

Call of Duty: Modern Warfare 3 Modern Warfare 3 è un ottimo sparatutto in soggettiva. Riesce ad intrigare gli appassionati anche grazie ad una campagna che gioca con personaggi, luoghi ed eventi legati alla mitologia della saga, e che nelle classiche sei ore di gioco racconta una storia piena di tensione e fortemente hollywoodiana. Ma è soprattutto il multiplayer, cooperativo e competitivo, che rinsalda la solidità del pacchetto: da una parte le Spec Ops, missioni co-op assolutamente eccezionali, dall'altra il solito multigiocatore assuefacente, vario, immediato. Purtroppo un profilo tecnico non eccellente segnala l'anzianità del motore di gioco, così come quella dell'impianto ludico tutto. Perchè Modern Warfare 3, inutile nasconderlo, è sì un ottimo gioco, ma è anche un gioco ormai “consumato”, conosciuto, levigato dal tempo. Per Activision ed Infinity Ward sarebbe stato impossibile cambiare la formula, così come i vecchi giocatori troppo duro abbandonarla. Ma ciò non toglie che il malcontento di molti utenti (di chi si ostina ad acquistare il prodotto esclusivamente per il single player), nonchè le discussioni sulla necessità di optare per un approccio meno disimpegnato, non verranno spazzate via da Modern Warfare 3. Crediamo però che molta della confusione generata al lancio di ogni nuovo capitolo sia futilmente amplificata. Call of Duty, oggi come oggi, è sinonimo di un online rapido e isterico, di un'avventura spettacolare, intensa, perfino drammatica e provocatrice, ma dalla durata ridotta. Se questo è quello che cercate, Modern Warfare 3 rappresenta senza ombra di dubbio un prodotto da non lasciarsi scappare. Anche perchè è impossibile non apprezzare, assieme agli elevati valori produttivi del titolo, anche i molti miglioramenti del comparto Multiplayer, reso ancora più esteso, plurale e dinamico. Proprio per le revisioni che interessano le killstreak e per l'introduzione di nuove modalità, Modern Warfare si dimostra ancora ricchissimo e fortunatamente rinfrescato. Reclamando di diritto la sua priorità nel panorama console, il titolo Activision è un altro centro andato a segno.

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