Recensione Modern Warfare 3

La guerra moderna si gioca anche su Personal Computer

Call of Duty: Modern Warfare 3

Videorecensione
Call of Duty: Modern Warfare 3
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Puntuale come un orologio svizzero arriva anche quest'anno un nuovo Call of Duty, infiammando i server di mezzo mondo e fomentando i forum pieni di fan sfegatati. "C'è FIFA e c'è COD. La gente vuole questo." ci ha detto un rappresentante di Activision al recente evento di lancio. Non c'è dubbio che, dati alla mano, abbia ragione, così come non c'è dubbio che la versione PC di Modern Warfare 3 è stata tenuta rigorosamente sotto chiave dal publisher per motivi puramente commerciali. E' solo oggi quindi che possiamo valutare con calma il nuovo Call of Duty per questa piattaforma, dopo 5 giorni intensissimi consumati davanti allo schermo. Anticipiamo che questa recensione non entrerà nel dettaglio su alcune descrizioni, perchè già presenti nel completissimo articolo già pubblicato della versione console.

Dannato Makarov!

Come per l'acerrimo nemico Battlefield 3, anche il nuovo Modern Warfare presenta tre comparti totalmente distinti e ben due file eseguibili nella cartella d'installazione: uno per lanciare il singleplayer e le 16 missioni Spec-Ops in cooperativa, l'altro per il solo multiplayer.
La parte singleplayer di Modern Warfare 3 inizia esattamente dove terminò il secondo capitolo della saga. Makarov è ancora in libertà e ormai è guerra aperta tra la fazione alleata e quella rossa. L'invasione delle forze sovietiche sul territorio americano culmina nell'attacco di Lower Manhattan e proprio da qui partiranno le gesta dei diversi personaggi del nuovo capitolo. E' quasi inutile dirlo: la trama, la cinematograficità e le situazioni estreme degne del più teso romanzo di Tom Clancy formano quella che senza ombra di dubbio è la miglior campagna in singolo degli sparatutto "puri" contemporanei. Non importa se le mappe sono quanto di più lineare possa esistere sul mercato, nè che a volte (ma meno che in Battlefield 3) l'IA nemica si comporti in modo imbarazzante con scelte di copertura ridicole, sopperite brutalmente dal numero dei nemici in campo alle difficoltà più elevate. La campagna di Price e soci è appassionante, coinvolgente e strutturata con magistrale abilità registica e visuale, e la consigliamo davvero a tutti, magari giocandola di seguito agli altri due capitoli. Anche l'epilogo -apparentemente- dell'intera saga è di quelli che si ricorderanno e lascia spazio a spunti di riflessione sulla condizione della guerra moderna e sul coinvolgimento umano che ne conseguirebbe. Soprattutto quest'ultimo punto ci ha sorpreso data la natura volutamente "rambesca" del titolo, che abbraccia una campagna quindi molto coinvolgente su più fronti. Da notare anche una varietà di situazioni encomiabile e mai ripetitiva, a nostro avviso sancita dalla struttura indipendente delle maggior parte delle mappe singleplayer da quelle multi, cosa che non accade invece nella produzione EA.

Il secondo comparto dell'offerta di Modern Warfare 3 è quello delle sedici missioni co-op denominate Spec-ops. Come per la campagna in singolo, ci sentiamo subito di promuovere in pieno quanto costruito da Infinity Ward. Caratterizzati da un livello di difficoltà davvero sopra la media, le missioni cooperative rappresentano forse la parte più riuscita dell'intero titolo e offrono ulteriori spunti e introspezioni alla trama stessa, approfondendone i contenuti o offrendo punti di vista alternativi. In cuffia col proprio compagno, si comincia con un percorso a tempo in un campo d'esercitazione in cui è cruciale dividersi i bersagli man mano che spuntano, se si vuole proseguire con un punteggio elevato. Infatti, a seconda del livello di difficoltà con cui completeremo le diverse missioni, otterremo delle stelle che sbloccheranno le missioni successive, mentre aumenteremo di grado -eparatamente dal multiplayer- accumulando nuove armi e gadget per la modalità orda denominata Survival -selezionabile separatamente dalle missioni. Un vero tripudio di situazioni al limite da affrontare in coppia, con spunti davvero memorabili, come la missione in cui uno dei due controllerà solo delle torrette difensive, mentre l'altro dovrà essere protetto fino a giungere al punto d'estrazione, il tutto mentre cercherà di sbloccare torrette sempre nuove hackando dei terminali. Insomma tra campagna in singolo e missioni co-op, le componenti più strettamente legate ad un'esperienza contro il computer risultano ben confezionate e molto divertenti, forse addirittura migliori di quello che invece dovrebbe essere il fulcro del gioco.

Gioie e dolori online

La modalità principe dell'intera produzione è sicuramente il multiplayer, che cerca di affermarsi di prepotenza per l'ampiezza dell'offerta online proposta. Due nuove modalità -Team Defender e Kill Confirmed- si aggiungono a tutte quelle precedentemente viste nei titoli dei decurtati Infinity Ward per un totale di ben 12, da intraprendere sulle 16 mappe messe a disposizione, e senza contare le ulteriori variazioni delle stesse (le modalità "advanced", tra cui spiccano Barebone e Mosh Pit). Numeri incredibili a paragone della concorrenza, ma è il gameplay ciò che veramente distingue CoD dal resto degli FPS, nel bene e nel male. Tutte le mappe infatti offrono una varietà d'eccezione nelle ambientazioni e negli scenari. Si passa da spazi quasi claustrofobici in Hardhat e Arkaden, due mappe ricche di accessi laterali su spazi longilinei per partite shoot and run che non danno alcuna tregua; meno schizofreniche invece Village e Outpost, che lasciano spazio a cortili e spazi decisamente più larghi, per match basati di più sulla ricerca della kill dalla lunga distanza. Infine Dome e Resistance incarnano perfettamente un mix tra combattimenti quasi corpo a corpo e appostamenti in spazi di più ampio respiro. Insomma la cosa che più convince del comparto online sono proprio gli ambienti in cui si disputeranno le partite anche a fronte di un numero di partecipanti che non va mai oltre i 18 giocatori, a seconda delle modalità. Queste ultime sono davvero tante e ce n'è per tutti i gusti. Dal classico Team Deathmatch, si arriva a variazioni della seminale defuse -Search and Destroy- con alternative fuori dall'ordinario come la nuova Kill Confirmed in cui, in seguito ad un'uccisione, per segnare il punto alla squadra obbliga i giocatori a raccogliere la dogtag del nemico ucciso, lasciata sul posto - è anche possibile raccogliere quelle dei nostri comapgni per negare il punto alla squadra avversaria.
A tutto questo si aggiunge l'enorme parco di sbloccabili che ad ogni livello di esperienza entreranno a far parte delle opzioni a disposizione dei giocatori nel creare le proprie custom classes. La novità in questo caso riguarda l'introduzione di una kill streak "passiva", ovvero che non si resetta alla propria morte, denominata Support. In generale questa nuova opzione, alternativa al classico ramo di sblocchi da kill streak- permette di contrastare molte delle abilità dell'Assalto, come gli attacchi aerei e i missili guidati, grazie ad esempio al piazzamento di postazioni SAM portatili.

Tutta questa struttura raffinata negli anni appare tuttavia come fin troppo vasta per la tipologia di gioco proposta. Invece di un bilanciamento delle abilità e dei perks vediamo quindi una sovrabbondanza di situazioni al limite della gestione che, a lungo andare, rischiano di trasformare le già rapidissime partite in un vero caos di insta-kill. Il ritmo di gioco infatti, come tutti sapranno, è basato puramente sulla frenesia della ricerca dell'uccisione e molto spesso, nonostante gli obiettivi di una mappa possano variare, vedremo i giocatori ignorarli nella speranza di aumentare il proprio death/kill ratio, cosa usuale nei server pubblici, ma forse in questo caso addirittura incoraggiata dalla struttura stessa di gioco. E' per questo motivo che a nostro avviso, da utenti PC, le modalità più riuscite di tutte sono quelle denominate Barebones in cui le kill streak sono totalmente disattivate e il gioco di riflessi -preponderante rispetto al vero antagonista Battlefield 3- non viene interrotto da ammenicoli che possono risultare invasivi, soprattutto a fronte -oltre a quanto detto- di un matchmaking non sempre all'altezza. Proprio la piattaforma PC vede infatti attualmente circa 100.000 giocatori online, numero di ben un ordine di grandezza inferiore rispetto alla piattaforma console, che porta inevitabilmente a riempire i server in modo iniquo, dato il numero ridotto di giocatori in una mappa (tipicamente 12). Portiamo un esempio. In Search and Destroy dovremo far esplodere uno o due siti se facenti parte degli attaccanti, o difenderli dalla squadra avversaria se giocheremo da difensori. In entrambi i casi se un giocatore riesce a sbloccare un AC-130 la partita può considerarsi finita dato che piazzarlo sopra un sito equivale quasi automaticamente a un'esplosione o a un'impenetrabile muro di proiettili, a seconda di chi l'ha sbloccato.
In ogni caso non vogliamo sminuire troppo la qualità dell'offerta del titolo Activision che risulta comunque un punto di vista differente rispetto al titolo DICE nel panorama degli FPS online. La qualità della riproduzione delle armi e del feeling differente per ciascuna, nonchè la loro quantità e modificabilità, è comunque eccezionale e ogni giocatore non potrà fare altro che apprezzare la precisione con cui Infinity Ward ha calibrato il vero cuore del gioco, ovvero lo sparo. Il sistema balistico risulta d'altra parte volutamente semplificato, con un bullet drop solo accennato e quasi mai rilevante, ma che non rappresenta assolutamente un difetto data la natura molto più frenetica degli scontri. La totale assenza di aim-assist su PC suggella quindi un sistema profondo e ben bilanciato, sporcato però -a nostro avviso- da tutti quegli orpelli sopracitati che a volte lo soffocano di fronte a res-kill improvvise e ingiustificate. Ottimo anche il netcode che, forte dei server dedicati e di un browser interno molto funzionale, non ha dato nessun tipo di problema e anzi merita solo lodi a profusione. Infine purtroppo un'altra nota negativa per questa versione: ad oggi il sovrasistema CoD Elite su PC non è attivo e non si sa nulla a riguardo se non che prima o poi arriverà. La scelta sembra incomprensibile e di fatto rende bene l'idea del target d'utenza che hanno in mente in Activision: assolutamente non gli smaliziati ed esigenti adepti di mouse e tastiera. Buona l'implementazione del joypad invece, che sempre di più sta prendendo piede su un terreno tipicamente ostile, ma che a nostro avviso risulta comunque un'aggiunta molto gradita che viene incontro a molti giocatori.

Technical Warfare

Lo spettro del porting giunge infine anche per la saga di CoD. Intendiamoci: il lavoro svolto è comunque encomiabile e adattato in modo efficace per la piattaforma PC, ma mostra il fianco ad alcune sbavature. In primo luogo i menu di gioco risultano piuttosto scomodi da usare, nonostante l'evidente -invero comodo- rebind del tasto B del joypad al tasto ESC della tastiera. In seguito non capiamo come mai di base non sia mappata la rotellina del mouse, comunque impostabile per il cambio dell'arma, e in ultima ma non meno importante analisi si vede come il motore di gioco soffra evidentemente degli anni che ha sulle spalle. Fortunatamente quanto già detto sulla spettacolarità delle situazioni e degli ambienti scriptati risolleva di parecchi punti il comparto visuale, ma nonostante le opzioni piuttosto complete del menu video, sembra comunque di trovarsi davanti ad una produzione di tre anni fa. Le risoluzioni più elevate -1080p nativi- permesse dalla piattaforma PC portano alla luce diverse magagne, poco professionalmente mascherate da un fastidioso effetto di profondità di campo a tutto schermo che "blurra" la visuale. Ma se ad esempio nell'ultimo titolo Crytek la tecnologia alla base permetteva di arginare il problema -anche prima della fatidica patch dx11- in questo caso siamo costretti a sopportare l'aliasing eccessivo e l'altalenante resa delle texture che in molti casi appaiono slavate nonostante i filtri al massimo. Proprio queste ultime toccano dei livelli imbarazzanti un pò dappertutto, con grossi pixel che sferrano un deciso pugno nell'occhio del PC user. Ottime invece le rese dell'acqua e delle esplosioni, spettacolari nelle prime missioni, mentre davvero sotto tono gli effetti di luce -con shader davvero troppo standard anche a confronto di titoli minori come Hard Reset- e le ombre che mostrano glitch evidenti in più frangenti. Frostbyte 2 rimane ad anni luce di distanza quindi, ma senza scomodare il titano tecnologico di DICE avremmo comunque preferito una maggiore attenzione in generale a fronte di molte altre produzioni che non fanno del comparto tecnico il loro cavallo di battaglia. Tutto questo comunque -ribadiamo- è compensato -solo in parte- sia dalla regia, sia da un'ottima palette di colori, varia e caratterizzante di ogni ambiente visitato.
Su un i7 920 dotato di 6Gb di RAM e Gtx 570 non abbiamo avuto alcun tipo di problema a far girare il titolo ad un frame rate stellare con tutti i dettagli al massimo sia online che offline e possiamo tranquillamente affermare che tutti coloro che sono dotati di un computer anche un pò più vecchiotto non avranno alcun tipo di problema a far girare Modern Warfare 3, con magari qualche piccolo compromesso, a partire dalla risoluzione.
A questo proposito dobbiamo rilevare come già con gli ultimi driver WHQL Nvidia, privi di ottimizzazioni apposite, abbiamo potuto godere l'intero titolo in Full 3D, grazie all'ottimo Nvidia Vision, mentre tutto tace -per ora- sul fronte AMD HD3D. La qualità del supporto della casa del verde occhio è davvero encomiabile e sembra vivere di vita propria, probabilmente a causa di una qualità dei driver e dell'hardware proprietario che ben supporta la magggior parte delle release dei videogame recenti, anche non direttamente pensati per questa tecnologia.

Infine due parole sul comparto audio, che risulta ben orchestrato, a completare quell'effetto "hollywoodiano" che caratterizza l'intera produzione. Le musiche e gli effetti accompagnano ogni frangente del singleplayer in modo completo su sistemi sia Hi-Fi che Dolby Surround, ma ciò che ci ha lasciati basiti è la qualità degli stessi nel comparto multiplayer. Ritmi concitati con riff quasi nu-metal sottolineano l'uso dei cooldown più potenti o delle streak più lunghe o ancora degli obiettivi delle mappe completati, galvanizzando i giocatori dell'intera squadra. Ottima anche la recitazione degli attori: un usuale centro pieno, che quindi si riconferma d'assoluta qualità.

Call of Duty: Modern Warfare 3 Modern Warfare 3 è esattamente quello che tutti si aspettavano e condividiamo appieno la valutazione già espressa sulle nostre pagine per la versione console dal nostro collega. Infinity Ward fa bene a puntare al raffinamento di un gameplay rodato, solido e di successo, invece di puntare su un'innovazione che forse sarebbe fuori luogo e lasciata quindi ad altre software house. Ma se su console l'impostazione così strabordante di sblocchi e perks -che rasenta lo sbilanciamento e non il raffinamento auspicato- e concentrata su pochi partecipanti alle partite, funziona proprio in virtù di una storia ludica molto giovane per la piattaforma, per quanto riguarda il panorama PC non possiamo dire altrettanto e anche Activision sembra del nostro stesso parere, con scelte di marketing -porting e mancato CoD Elite- che paiono andare in una sola direzione. Quel che è certo comunque è che Modern Warfare 3 rappresenta una buona alternativa per tutti coloro che preferiscono l'azione più frenetica e concitata in un FPS bellico che lascia poco spazio a scelte strategiche, senza offrire molte novità al comparto strettamente online. Differente il discorso per gli altri due comparti -campagna in singolo e Spec-ops-, modalità che, nonostante l'esigua durata, meritano davvero un elogio particolare, soprattutto per una fiammeggiante cooperativa che setta davvero nuovi standard per questo aspetto, mai veramente supportato in pieno in un FPS bellico rivolto al mass-market. In definitiva per quanto riguarda il panorama degli FPS su PC questa nuova uscita di Activision brilla solo nei comparti forse meno attesi dai giocatori, portando a termine una saga che ha davvero troppi rivali sulle macchine dotate di sistema operativo Windows, a partire addirittura dal sempreverde Counterstrike, per arrivare ai giganteschi campi di battaglia di Battelfield 3, passando per la sopraffina commistione di balistica e map design di Red Orchestra 2: tutti prodotti che trattano l'utenza PC con i guanti e che quindi pongono sotto una luce molto differente il colosso Call of Duty in questo agguerrito terreno software.

8

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