recensione Mondiali FIFA Sudafrica 2010

Il mondiale sudafricano secondo Electronic Arts

Mondiali FIFA Sudafrica 2010

Videorecensione
Mondiali FIFA Sudafrica 2010
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Con il campionato del mondo 2010 oramai alle porte, gli azzurri pronti per difendere la coppa e il popolo italiano già trasformatosi in pseudo-allenatore da mesi, non poteva essere momento migliore per spulciare la versione definitiva di Mondiali FIFA Sudafrica 2010, in uscita il 30 Aprile per Xbox 360, Playstation 3, PSP e Wii.


Modalità per tutti

Che lo spin-off calcistico riguardante le manifestazioni quadriennali (Mondiali o Europei) non sia una semplice operazione commerciale lo si era capito da quando Euro 08, per molti versi, rivoluzionò il modo di concepire il calcio di Electronic Arts, immettendo molto più di FIFA 09 sulla strada della definitiva consacrazione, arrivata con FIFA 10.
Mondiali FIFA Sudafrica 2010 dimostra sin dal primo istante, e dalle più inique sottigliezze, di non voler essere da meno.
La grafica dei menù è stata anzitutto totalmente rinnovata per soddisfare toni e tonalità gioiose dell’atmosfera sudafricana ed è possibile, qualora non si volesse entrare subito nell’atmosfera tesissima della competizione, imbarcarsi in un tour del globo, sfogliando le statistiche delle circa 200 nazionali presenti ed ascoltandone l’inno ufficiale mentre se ne leggono curiosità degne del miglior Atlante DeAgostini.
Mitigata la voglia di scorribande è quindi possibile, tramite ben studiati tutorial accompagnati dalla voce di Fabio Caressa, addentrarsi in alcune delle nuove feature, riguardanti i calci di rigore e una nuova metodologia di controllo.
I primi dovranno essere eseguiti tenendo conto anche di una speciale barra figurante la freddezza entro una ristretta area della quale andrà arrestato il cursore in maniera tale da mantenere il perfetto equilibrio del corpo nel calciare.
L’ampiezza di tale area, naturalmente, dipenderà dalle caratteristiche dei vari calciatori; i migliori avranno inoltre la possibilità, con molta naturalezza, di effettuare cucchiai senza mostrarne l’intenzione ed arrestare la propria corsa per cambiare direzione del tiro senza lasciar scampo al portiere.
L’estremo difensore, finalmente, potrà essere manovrato unicamente con le levette analogiche (sinistra per il movimento, destra per il tuffo), in maniera da risultare più reattivi anche lanciandosi all’ultimo istante.
Poche parole da spendere, invece, riguardo al famigerato “Controllo a due tasti”, un espediente per avvicinare veramente tutti al titolo EA.
Si tratta, sostanzialmente, di una serie di algoritmi che leggono autonomamente la situazione in campo e decidono cosa far fare al campione con la palla, lasciando al giocatore una ristretta possibilità di scelta e un minimo margine d’errore.
Esaurite le macro-scoperte giunge il momento di addentrarsi nelle modalità di gioco, che ricalcano alla perfezione ciò che ci si aspetterebbe da una produzione esplicitamente dedicata al mondiale.



Accanto alla “Partita Veloce” spiccano infatti la possibilità di giocarsi (sin dalle qualificazioni) un Mondiale vero e proprio ed una curiosa modalità suddivisa in scenari, nella quale ci verrà chiesto di ribaltare situazioni del passato più o meno recente per sbloccare sfide sempre più difficili, riguardanti persino i campionati Mondiali di Germania.
In aggiunta alla portata principale un gustoso contorno da gustare completamente online, guidando la propria nazione nella classica modalità dedicata o sfidando semplicemente gli altri giocatori nel più feroce degli 1 vs. 1, utilizzando i graditi filtri di ricerca per trovare il matchup perfetto.
Come anticipato già in fase di preview anche per Mondiali FIFA Sudafrica 2010 non sono state predisposte stanze per i 2 vs. 2, 5 vs. 5 e così via, che saranno opportunamente reinserite in FIFA 11.
La nostra prova ha dimostrato, infine, la qualità del netcode programmato da Electronic Arts, allo stesso livello di FIFA 10; ritorna, con la dovuta declinazione, anche la possibilità di aggiornare le rose online, che seguirà, immediatamente dopo l’uscita, le indicazioni dei vari CT per riportare nel roster le convocazioni ufficiali.

E’ nel piccolo che si vedono i grandi


Le novità più interessanti, ancorchè non tutte visibili di primo acchito, riguardano però il gameplay, molto ridimensionato rispetto a FIFA 10 e diverso addirittura dalla demo proposta una quindicina di giorni fa sul Marketplace Xbox Live e Playstation Network.
Anzitutto è bene precisare che il ritmo di gioco è stato rallentato, risultando ora quasi impercettibilmente più lento rispetto al sopracitato predecessore (nel suo settaggio di default, quantomeno).
La reattività dei calciatori però -ed è proprio qui il punto- non ha subito variazioni rispetto alla vera e propria rivoluzione vista nella demo, figlia anche, ne siamo certi, di una visibile facilitazione del gioco manuale, che ora non richiede una laurea in trigonometria applicata al rettangolo di gioco per carpirne gli assiomi.
Ne risulta così, anche in full manual, una fluidità di manovra decisamente migliore che permette, con maggior facilità, giocate nello stretto, uno-due veloci e chi più ne ha più ne metta.
Parallelamente sono state aggiunte animazioni che, nel loro piccolo, aprono una rosa d’opzioni quasi doppia rispetto alla precedente incarnazione: si tratta della possibilità di effettuare stop a seguire sulle palle alte (o a media altezza), di spostare più velocemente la palla per dribblare anche senza l’ausilio delle finte e di spazzare al volo senza stoppare con maggior efficacia; tutte soluzioni, con evidenti limitazioni, non del tutto -o per nullla- permesse fino ad ora.
Benchè Electronic Arts stessa lo smentisca, poi, la sensazione pad alla mano è quella di un campo da gioco finalmente allargato e molto più proporzionato nell’ovvio paragone con le dimensioni e, soprattutto, con la velocità degli atleti.
Il risultato, sebbene molti fattori scatenanti rimangano un mistero, è quello di presentare una manovra di più ampio respiro, con più spazi per giocare palla anche quando in evidente inferiorità tattico-tecnica.
Da questo punto di vista una parte del merito va certamente riconosciuta all’addolcimento di alcune routine comportamentali della CPU senza molto senso di esistere: su tutte il pressing.
In Mondiali FIFA Sudafrica 2010, anche a livelli di difficoltà elevati, l’IA computerizzata non tenterà di rubar palla sino al limite dell’area di rigore difesa dal giocatore ma apporterà, al massimo, un ben più ragionato (e ragionevole) pressing che consentirà all’umano margini per aprire il gioco.
Ammirevole, da questo punto di vista, il lavoro svolto nella limatura generale per quanto riguarda il comportamento degli atleti senza palla, sia per quel che concerne l’attacco, sia per quanto riguarda la difesa; in quest’ultimo frangente, tuttavia, qualcosa si può ancora obiettare, specialmente nel vedere un’eccessiva tendenza a seguire la palla, destabilizzando la linea difensiva.
I giocatori più smaliziati (e, in particolare, la categoria “full manual”) noteranno poi la tendenza della CPU, specialmente per compagini con valutazione da quattro o più stelle, a giocare molto di prima con una precisione, statistiche alla mano, a dir poco irreale.
Si tratta, fortunatamente, di un problema non nuovo e completamente arginabile una volta presa la mano con i tempi dei contrasti e i posizionamenti difensivi.
Viene in aiuto del giocatore, proprio in questo senso, la definitiva sistemazione del cambio giocatore che permette di ottenere in pochi istanti il controllo del calciatore desiderato, migliorando gli inserimenti sui calci piazzati ed aumentando le possibilità di intervenire sulle respinte nella tre quarti avversaria; manca, tuttavia, ancora qualcosa nelle situazioni di difesa sui calci d’angolo, ove specialmente i centrali vengono sin troppe volte anticipati con facilità anche da saltatori di irrisoria statura.
L’ultima (non certo per importanza) grossa novità è il rinnovamento della fisica del pallone che si riflette -in game- in un’aumento della pesantezza del pallone, visibile soprattutto sulle conclusioni dalla lunga distanza e sui calci piazzati, non più telecomandati verso il “sette” della porta in questione.
Ottime note a margine riguardo alla caratterizzazione dei portieri, oramai ad un passo dall’equilibrio perfetto, e all’arbitraggio, molto migliorato nelle situazioni di sfida tra giocatori umani ma ancora rivedibile negli scontri con la CPU, inspiegabilmente favorita in una percentuale non trascurabile di situazioni.

Questa è Next Gen


Passi avanti inaspettati, in questo spin-off, arrivano anche dal punto di vista visivo, con un comparto tecnico che, pur riprendendo come base l’ottimo FIFA 10, migliora molti degli aspetti più criticati dell’esperienza visiva made in Canada.
Iniziando da quel che non è cambiato, o che è cambiato solo leggermente notiamo una resa un pò più credibile dei volti dei calciatori ed una serie di animazioni aggiuntive che rendono l’azione sempre più credibile.
Allargando il campo visivo notiamo però quello che pare a tutti gli effetti un completo rifacimento dei manti erbosi, ora splendidi e privi dell’effetto bloom tipico soprattutto dell’illuminazione notturna o al tramonto.
Scelte azzeccatissime anche per quel che riguarda la gestione dell’illuminazione e la palette di colori che si esprime al meglio nel rappresentare con tonalità vive ma mai sature le sgargianti divise indossate dai calciatori e la fantasiosa euforia di colori che brulica sugli spalti.
A proposito di spalti ed affini da segnalare la sporadica presenza di stacchetti animati riguardo all’umore di tifoserie ed allenatori (riprodotti in maniera decisamente credibile) ed una maggior presenza sonora del pubblico, che risulta, tuttavia, ancora piuttosto generalizzata piuttosto che attigua, come si converrebbe, ai diversi momenti di gioco.
Dal punto di vista esclusivamente acustico, infine, di rilievo, come di consueto, la colonna sonora, di cui fanno parte brani famossissimi già associati alla manifestazione come “Waving Flag” di Ka’an e le campionature ambientali, in alcuni frangenti più credibili e “presenti” rispetto a FIFA 10.
Non male la telecronaca del solito duo Caressa-Bergomi che, per quanto decisamente meno pedante rispetto al recente passato ed arricchita da alcuni commenti riguardanti la kermesse sudafricana, risulta comunque piuttosto piatta e noiosa; nulla a che vedere, ad esempio, con qualsiasi partita di Champions League trasmessa dalla stessa SKY (origine del duo di cui sopra).

Mondiali FIFA Sudafrica 2010 Tornare a FIFA 10 dopo un paio di partite a Mondiali FIFA Sudafrica 2010 equivale, letteralmente, ad un intero salto generazionale all’indietro. Il livello delle simulazioni calcistiche targate EA raggiunge, insomma, vette ancora inesplorate, combinando il realismo tipico della serie FIFA da tre anni a questa parte e l’immediatezza nel multiplayer con amici che fino ad ora era più appannaggio di PES. Pochissimi sono, insomma, gli elementi che ancora stonano in una produzione di altissimo livello come quella presa in esame quest’oggi; elementi che, di questo passo, siamo sicuri verranno corretti in poche “passate”, consolidando quella che, agli occhi di tutti, è ormai la nuova dinastia calcistica.

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