Recensione Monster Hunter Freedom Unite

La più completa versione di Monster Hunter, sulla piattaforma portatile Sony

Versione analizzata: PSP
recensione Monster Hunter Freedom Unite
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  • Psp
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Monster Hunter fece la sua timida comparsa su Playstation 2 nell'assolata estate del 2005. In principio, a stimolare la curiosità dei giocatori, fu forse un'art direction particolare, che mescolava scorci e creature giurassiche ad un sostrato fantasy tutt'altro che consueto. Poi, i giocatori si trovarono invischiati in una struttura collosa, assuefacente, intrappolati in un'action game dalle meccaniche elementari, ma che insisteva in maniera gloriosa sul farming sfrenato e sul graduale potenziamento del personaggio. Così vicino ai gusti del popolo nipponico, Monster Hunter divenne in terra d'oriente un fenomeno di costume. In Europa, nell'epoca in cui il Network Adaptor veniva venduto assieme ad EyeToy Chat, la componente online, vero cuore pulsante del titolo, rimase forse poco esplorata, e gli entusiasmi del pubblico non furono così evidenti. Tanto che il sequel ufficiale ed il capitolo “G” non salparono mai dalle coste nipponiche.
Poi arrivò Playstation Portable, e Capcom decise che era giunto il momento di fare un nuovo tentativo. Fu un successo solo a metà: la struttura generale del prodotto era ancora sostanzialmente perfetta, nella sua consueta varietà di situazioni, ma la scarsa diffusione della console pesò non poco sulla possibilità allestire “cacce di gruppo”. Alcuni, testardi amanti del brand continuarono a supportarlo, fino a scoprire le smisurate possibilità della nipponica modalità Ad-Hoc Party (di cui parleremo in seguito), ma Monster Hunter Freedom e relativo seguito sono rimasti comunque lontani dalle luci della ribalta. Fino ad oggi.
Monster Hunter Freedom Unite è il nome dietro cui si nasconde la localizzazione di “Freedom 2ND G”, uscito in Giappone da qualche tempo. La campagna promozionale per il lancio del titolo appare finalmente adeguata alle smisurate proporzioni del prodotto, e permette addirittura di farsi recapitare gratuitamente quattro Demo del gioco, per coinvolgere un gruppo di amici e formare un branco di cacciatori in erba. Puntando tutto sulla componente multiplayer, vero cuore pulsante del titolo, Capcom spera di fra germogliare una florida community anche in Europa, che sappia accogliere le future iterazioni del Brand. Una mossa azzeccata, che punta i riflettori proprio sulla versione di Monster Hunter più completa e divertente, capace di avvolgere il videolplayer immergendolo in un contesto che ancora oggi appare, visivamente e concettualemente, assai originale.

Preda o Predatore

Pochi i preamboli narrativi di Monster Hunter. Il giocatore interpreta il nuovo cacciatore del villaggio montano di Pokke, ed il suo compito è quello di liberare le zone limitrofe dalle gigantesche bestie feroci, assicurando all'insediamento un continuo approvvigionamento di materie prime. Le prime fasi di gioco servono ai veterani per importare i loro personaggi dalle vecchie versioni di Monster Hunter Freedom, ai neofiti per adattarsi, seguendo le pratiche lezioni in cui è suddiviso il funzionale tutorial del gioco.
Bastano poche ore per comprendere la natura del titolo: diremmo, in breve, che Monster Hunter Freedom Unite è, nelle sue basi, un action game piuttosto semplice, con un nucleo ruolistico dalla profondità e dallo spessore assolutamente impressionanti. Il giocatore, dopo aver costruito il proprio alter ego (grazie ad un editor più che soddisfacente in quanto a possibilità di personalizzazione), ha il compito di scegliere l'equipaggiamento più adeguato (imbracciando una delle 11 armi presenti nel gioco), e recarsi nelle lande smisurate alla ricerca delle minacciose creature che le popolano.
Nella maggior parte dei casi sarà richiesto di stanare i mostri, abbatterli o catturarli. Ma il ventaglio di possibilità che si apre a chi per primo si avvicina alla serie, spiazzerà gli utenti fin da subito. Freedom unite, infatti, come i suoi illustri predecessori, tiene conto di un insieme di fattori davvero esagerato, che permette approcci strategici alla caccia e comprende una gamma di possibilità senza eguali. Già la scelta dell'arma da utilizzare influenza il comportamento da tenere: esistono spade corte veloci e letali, da imbracciare assieme ad uno scudo (per aumentare le possibilità di difesa) o in coppia; oppure spadoni enormi da afferrare con due mani, o grossi martelli da far roteare per colpire bersagli multipli. Ci sono lance da cavaliere e armi a distanza, fra archi e balestre. Ogni strumento, per risultare funzionale, deve essere padroneggiato al meglio. I comandi sono semplici per ciascun equipaggiamento, e prevedono sostanzialmente attacchi da effettuare con due soli tasti della pulsantiera frontale. Ma tutte le armi hanno routine d'attacco particolari, forze e debolezze, che vanno conosciute e ponderate per avere la meglio sui mostri preistorici che popolano le lande desolate. La lancia, ad esempio, permette di eseguire spostamenti tattici rapidi e precisi dopo ogni affondo, concatenando una serie di attacchi potenti e facilmente direzionabili. L'arco può colpire sulla distanza, e si presta bene a sfruttare i dislivelli del terreno. Il martello ha una potenza d'attacco devastante, e condivide con gli spadoni un ampio raggio d'azione. Considerando anche le armi speciali, come la lancia-fucile o il Corno da Caccia (una sorta di martello che può essere suonato, attivando effetti bonus sul personaggio a seconda della sequenza di note), si copre insomma una gamma completa di stili di battaglia, che scaccia il fantasma della monotonia. Le caratteristiche appena citate, infatti, vanno tutte applicate alle routine comportamentali dei grossi bestioni che dovremo abbattere, e ogni “quest” va preparata con cura.
Proprio la grande varietà di missioni stupisce e regala più di una soddisfazione. Oltre ad incarichi di caccia, ce ne sono alcuni di cattura (in cui è necessario piazzare trappole per costringere il mostro all'impotenza), altri di raccolta. Al di là della necessità di studiare i comportamenti di ogni bestione, infatti, sarà importantissimo il recupero di materie prime sul campo: scuoiare le bestie uccise darà i suoi frutti, ma sarà bene che ogni utente si premuri di portare con se picconi, retini ed esche, per esaurire le vene minerarie che si trovano nelle ambientazioni, pescare e catturare insetti. L'importanza così massiccia del farming si spiega se si analizza l'insolito sistema di potenziamento: l'upgrade delle caratteristiche, fra attacco, difesa e resistenze elementali, dipende tutto alle armature e dalle armi, che dovranno essere forgiate, e arricchite con decorazioni magiche, spendendo le preziosissime materie prime recuperate nel mondo di gioco.
Con questo escamotage Monster Hunter riesce nell'intento di strutturare una progressione pilotata, dalle quest più semplici, in cui si recuperano i materiali indispensabili per i primi upgrade, a quelle più impegnative, che comprendono gli eventi speciali creati appositamente dal team di sviluppo e disponibili per un tempo limitato. Freedom Unite, insomma, condivide con i suoi predecessori un sistema di gioco che tende a creare dipendenza, nonostante la (scarsamente avvertibile)ripetitività di fondo. Proprio sul progresso continuo e sul fascino della scoperta gioca la produzione Capcom, fascino che pure sentiranno i veterani della serie, grazie all'introduzione di nuovi mostri da sconfiggere. Certo, sull'impianto di gioco pesano, seppur in maniera non determinante, alcuni difetti “storici”, su tutti la scarsa docilità della telecamera di gioco (e l'assenza, ancora inspiegabile, del Lock On). Ma sono questioni di poco conto, dopo qualche intensa sessione di adattamento.
Quello che rimane per chi ha il coraggio e la tenacia di proseguire, è un prodotto completo e complesso, dalla rilevante profondità strategica (richiesta anche nella gestione dell'oggettistica da battaglia, fra pozioni refrigeranti, razioni e liquidi antigelo).
Certo, bisogna ammettere che, giocato in singolo, il titolo perde gran parte del suo fascino. Tuttavia questa iterazione, permette, per mitigare il senso di solitudine, di addestrare un Felyne (uno dei gatti antropomorfi che popolano il villaggio) per portarlo con sè, in modo da avere un aiuto efficace nelle battaglie e nella raccolta di risorse. E', ovviamente, solo un palliativo, che impallidisce di fronte alla possibilità di giocare con quattro amici connettendo più Psp in modalità Ad Hoc. Affrontare in gruppo missioni impegnative, recuperare materie prime sempre più rare, costituisce la vera raison d'etre di Monster Hunter. Consigliamo, a tal proposito, a tutti i possessori di Playstation 3, di dare un'occhiata sullo store giapponese: c'è un piccola applicazione (chiamata Ad Hoc Party) che permette di sfruttare la connessione fra le due macchine Sony per giocare in rete (a patto d'avere l'ammiraglia nera collegata con un cavo Ethernet). L'esperienza di gioco muta totalmente, diventando una delle più coinvolgenti di sempre.
Concludendo la disamina sulle qualità ludiche di Freedom Unite, possiamo forse sconsigliare l'acquisto a chi ha poco tempo e dedizione. Il prodotto richiede grande impegno e passione, e resta adeguatissimo ai veri e propri hardcore gamers. Chi saprà sfruttare tutte le possibilità offerte dalla componente multiplayer, si troverà avvolto in un'esperienza che non riuscirà a dimenticare facilmente.

Zona di Caccia

A livello tecnico Monster Hunter unite appare un titolo molto solido. Le capacità del piccolo portatile Sony sono spinte al limite, ed il risultato globale ricorda, per pulizia e qualità della modellazione, quello eccelso di Crisis Core. A colpire sono soprattutto i tratti caratteristici del Chara (e Moster) Design, che si concretizzano in una artisticità particolarissima. Insomma un look con personalità e spessore, garantite anche dall'ottimo comparto texture: i “tiles” sono curati nel minimo dettaglio, e rappresentano senza dubbio il fiore all'occhiello di Monster Hunter. Anche i cromatismi ambientali non sfigurano, ed anzi le locazioni si distinguono per l'ottima varietà e la capacità di dipingere uno strano immaginario fantasy, che merita di fatto un plauso. Tutti gli altri elementi grafici concorrono nel dare a Monster Hunter un ottimo “imprinting” visivo, dal sistema di illuminazione alle splendide animazioni.
Consigliata a priori l’installazione su memory stick, per evitare frequenti caricamenti che di fatto rappresentavano uno dei pochi difetti delle vecchie edizioni.
Trotterellanti e ben dirette, le marcette che accompagnano l'avanzare dell'utente compiacciono, e riescono a sottolineare la tensione della caccia. Tornano i brani classici che, fin dal primo capitolo della serie, si ascoltano nella navigazione fra i menù.

Monster Hunter Freedom Unite Monster Hunter Freedom Unite è il capitolo più completo della serie, perfettamente collocato sugli schermi portatili della PSP. Superato lo scoglio iniziale, la struttura si adatta al Quick Play di qualche mezz'ora come alle sessioni più lunghe ed impegnative, ed irretisce il videoplayer grazie ai pregi di una progressione assuefacente. Questo, i veterani della caccia lo sanno già, e forse per loro è superflua tutta l'analisi del prodotto. La recensione che state leggendo si dedica così a chi non conosce ancora Monster Hunter. Il consiglio spassionato è quello di lasciarsi tentare da un prodotto che ha conservato un profilo ludico unico ed ancora fresco, un titolo che si discosta dai canoni classici anche per quanto riguarda il design artistico e visivo. La speranza è quella che si formi una buona community italiana e, più generalmente europea, così che Capcom spinga sempre di più sui servizi online dedicati ad una delle sue serie più stravaganti e famose. Ci sentiamo di premiare il prodotto per la completezza ed il coraggio, per la tenacia che richiede e la grande varietà strategica che si nasconde dietro ad un gameplay all'apparenza semplice. Monster Hunter Freedom Unite è una delle più prolifiche esperienze di gioco disponibili per Psp.

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