Recensione Mortal Kombat Arcade Kollection

Una raccolta per celebrare i cabinati della saga di picchiaduro che ha fatto la storia degli anni '90

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Mortal Kombat Arcade Kollection
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc

Per tutti gli appassionati videogiocatori di inizio anni '90 il primo Mortal Kombat fu un'esperienza decisamente atipica ed affascinante, un prodotto inedito e “politicamente scorretto” che si impose più per carisma e crudezza di contenuti piuttosto che per qualità ludiche intrinseche (che comunque non mancavano).
All'epoca il fenomeno Street Fighter 2 era nel pieno della giovinezza e l' SNK gettava le basi per i futuri Kings of Fighters e Samurai Shodown con i primi Fatal Fury ed Art of Fighting, una lotta serrata tra picchiaduro bidimensionali in cui il progetto Midway si inserì di traverso con forza brutale e disarmante.
Decapitazioni, smembramenti e fiumi di sangue all'epoca non inondavano il -quasi- innocente media videoludico, e Mortal Kombat, grazie alla realistica grafica digitalizzata, al carisma di personaggi come Sub Zero e Scorpion, ma soprattutto alla possibilità di finire il proprio avversario attraverso le famigerate “Fatality”, si ritagliò un fetta importantissima di mercato e fans.
La consacrazione del brand ci fu col secondo capitolo, tutt'oggi il migliore della serie affiancato dal recentissimo Mortal Kombat (9), raffinato nel gameplay e copiosamente arricchito nei contenuti: da quel momento la saga di Ed Boon e John Tobias entrò nella leggenda.
Nel corso degli anni, pur arrancando sul fronte videoludico con capitoli sempre meno ispirati, la fama del progetto Mortal Kombat aveva invaso altri media ed era ormai divenuta di pubblico dominio.
Soltanto nell'attuale generazione la serie ha riabbracciato i fasti di un tempo, abbandonando del tutto le 3 dimensioni (sotto il profilo del gameplay) e rispolverando le vincenti alchimie originali.
La Mortal Kombat Arcade Kollection si inserisce proprio in questo contesto di rinascita videoludica del brand, con un tributo “arcade perfect” dei capitoli old school per il Marketplace di Xbox Live ed il Playstation Network.

Tre piccioni con una fava

Avviato il gioco dalla dashboard si viene immediatamente investiti da un aspetto curioso: Mortal Kombat Arcade Kollection è probabilmente il Live Arcade con la più lunga sequenza di loghi tra sviluppatori e produttori, compreso quello della neonata NetherRealm Studios di Ed Boon, software house responsabile del recente (e vincente) reboot della saga. La possibilità di skippare in un sol colpo la lunga sequela di immagini sarebbe stata cosa gradita.
Il menù si presenta nello stile che tutti gli appassionati conoscono, con la peculiarità di poter switchare in tempo reale tra i tre cabinati originali dei giochi disponibili, ovvero Mortal Kombat, Mortal Kombat 2 ed Ultimate Mortal Kombat 3.
I coin-op sono modellati in tre dimensioni e sono repliche perfette delle macchine che un tempo popolavano bar e sala giochi, un ulteriore accento al fattore nostalgia che si nasconde dietro questa inedita collezione.
L'opzione che più di tutte risalta all'occhio dell'appassionato è quella relativa al gioco online, tuttavia allo stato attuale è anche quella che ci ha regalato meno soddisfazioni. Ne parleremo tra poco.
Al di là delle classiche impostazioni di rito e l'introduzione di filtri grafici analoghi a quelli già sperimentati nel recente Street Fighter 3 : 3rd Strike Online Edition o nei vari emulatori (ufficiali e non), tutto è perfettamente identico ai cabinati da sala.
I tre titoli si differenziano sostanzialmente per quantità di contenuti ed un gameplay via via sempre più raffinato e ricco, con l'introduzione in Mortal Kombat 3 (qui presente nell'edizione Ultimate) della corsa e di varie features come combo, brutality, babality, animality, friendship ed amenità varie.
Una caratteristica che accomunava tutti i Mortal Kombat da sala era la difficoltà al limite della sopportazione, talmente frustrante da spossare anche i più ostinati.
In particolare i boss finali (tra Shang Tsung, Shao Kahn, Motaro, Goro e Kintaro c'è l'imbarazzo della scelta) erano talmente ostici da risultare insuperabili per buona parte dei giocatori, un incubo fatto di mosse sleali e veri e propri cheats in grado di portar via tutta la preziosa barra d'energia.
I più “anziani” tra voi ricorderanno sicuramente le file chilometriche dietro gli hardcore gamers esperti che con immensa soddisfazione riuscivano a far scorrere gli agognati titoli di coda, magari con un solo credito.
In questa “Kollection” ritroverete tutta la dannata difficoltà originale, il prezzo da pagare per una cosiddetta conversione Arcade perfect.
Il problema principale per la versione Xbox 360 risiede ancora una volta nel joypad Microsoft, a causa dell'imprecisa croce direzionale poco adatta al genere.
Fortunatamente la giocabilità è molto più user friendly rispetto a quella di Street Fighter, dunque è possibile adattarsi anche utilizzando il pad, tuttavia, come di consueto, il nostro consiglio è sempre quello di dotarsi di un buon joystick per i picchiaduro.
La parata col tasto di Mortal Kombat ha un fascino tutto particolare (amata o odiata, non esistono vie di mezzo) e premere al volo il bottone sulla pulsantiera è molto più “cool” che cliccare il grilletto di un joypad.

Finish Him

Dal punto di vista tecnico ci troviamo innanzi ad un'operazione nostalgia a tutto tondo, senza nessuna rimasterizzazione in HD della grafica originale (prassi inflazionata in questo periodo) e la sola aggiunta dei già citati filtri, suddivisi per nitidezza.
La combinazione migliore è rappresentata dal primo filtro associato alla visualizzazione classica, con tanto di curvature del cabinato da bar.
Curiosamente per quest'opera è più adatto un vecchio monitor o televisore con tubo catodico piuttosto che un moderno schermo per l'alta definizione, poiché il vecchio stile grafico digitalizzato viene ulteriormente peggiorato dalla maggior pulizia dei nuovi sistemi video.
Anche sotto il profilo audio tutto è rimasto inalterato, con colonne sonore e campionamenti perfettamente trasposti dai coin-op originali.
Col nostro impianto Home Theatre 5.1 abbiamo notato solo qualche leggerissima distorsione per alcuni effetti sonori, in particolare citiamo la tipica “fireball di ghiaccio” di Sub Zero in Mortal Kombat 2: nulla di eccessivamente fastidioso o che non possa essere rettificato con una futura patch.
L'aspetto più interessante di questa collection per nostalgici, ovvero il multiplayer online, è purtroppo quello che ci ha regalato meno soddisfazioni, a causa di una persistente latenza durante le nostre escursioni in rete.
Ben lungi dall'eccellenza raggiunta dal middleware GGPO presente in Street Fighter 3 : 3rd Strike Online Edition, gli algoritmi che governano il netcode di Mortal Kombat Arcade Kollection sono tutt'altro che benevoli ed inficiano pesantemente il piacere di giocare online e lo stesso gameplay.
Colpi in ritardo, lentissima esecuzione delle mosse e risposta ai comandi stucchevole sono fenomeni cui si va costantemente incontro giocando in multiplayer.
A nostro avviso è assolutamente necessaria una patch per risolvere la questione, fondamentale nell'economia di questo trittico per nostalgici.

Mortal Kombat Arcade Kollection Mortal Kombat Arcade Kollection rappresenta un tributo alle origini della famosissima quanto discussa saga di Ed Boon e John Tobias, una conversione perfetta dei primi tre capitoli con grafica digitalizzata. Per 800 Ms Points e 240 Mb di “peso” gli appassionati ed i nostalgici possono portare a casa tutto il fascino e la frustrante difficoltà dei vecchi cabinati, supportati -purtroppo- da un pessimo netcode (si attende una patch risolutiva) e senza nessuna innovazione tecnica, fatta eccezione per qualche filtro grafico. L'acquisto è consigliato per la ricchezza di contenuti ed il valore storico del prodotto, tuttavia allo stato attuale il multiplayer online non è assolutamente all'altezza delle aspettative dei fan: aggiungete mezzo punto se siete tra i cultori della serie.

6

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